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La strega e la sorella del sole

di Aleksandr Nikolaevic Afanas'ev
Scrittore e linguista è il più famoso dei folcloristi russi dell'ottocento


Vivevano un tempo, in un lontano reame, uno zar e una zarina che avevano un figlio, Ivan, muto dalla nascita. Aveva dodici anni quando un giorno andò nella stalla dal suo stalliere preferito. Questo stalliere gli raccontava sempre le fiabe e anche quella volta il principe Ivan era andato da lui per sentirne una, ma udì ben altro. - Principe Ivan! ­ disse lo stalliere - Tua madre darà presto alla luce una figlia, che sarà una terribile strega e divorerà padre, madre e tutti i sudditi. Perciò va, chiedi a tuo padre il suo cavallo migliore, come se volessi cavalcare un po', e vattene via di qui se vuoi salvarli da tanta sciagura.
Il principe Ivan corse dal padre e, per la prima volta da quando era nato, gli parlò; lo zar ne fu così contento che non gli chiese nemmeno perché gli serviva un buon cavallo, anzi ordinò immediatamente che gli sellassero il migliore delle sue scuderie. Il principe Ivan balzò in sella e se ne andò lontano.
Galoppa galoppa, finalmente incontrò due vecchie intente a cucire e chiese che lo prendessero a vivere con loro. Le vecchiette dissero: - Saremmo contente di prenderti con noi, principe Ivan, ma ormai ci resta poco da vivere. Ecco, quando avremo dato fondo a questa cassa di aghi e a questa cassa di filo, subito verrà la morte!
Il principe Ivan si mise a piangere e proseguì il cammino. Cammina cammina, incontrò Abbattiquerce e chiese: - Prendimi a vivere con te!
- Sarei ben contento di prenderti, principe Ivan, ma mi resta poco da vivere. Ecco, quando avrò abbattuto tutte queste querce, radici comprese, arriverà immediatamente la morte!
Il principe scoppiò a piangere più forte di prima e riprese ancora una volta il cammino. Arrivò da Rivoltamontagne; gli chiese la stessa cosa e quello rispose: - Sarei ben contento di prenderti con me, principe Ivan! Ma mi rimane poco da vivere. Vedi, mi hanno incaricato di rivoltare le montagne: quando avrò sistemato queste ultime, subito arriverà la fine!
Il principe Ivan versò lacrime amare e andò ancora oltre. Cammina cammina, finalmente arrivò dalla sorella del sole. Ella lo prese con sé, gli diede da mangiare e da bere, lo trattò come un figlio. Il principe viveva benissimo, eppure si sentiva triste: avrebbe voluto sapere che cosa succedeva nella casa paterna. Così un giorno salì su un'alta montagna, guardò il suo palazzo e vide ch'era tutto mangiato: rimanevano soltanto i muri! Sospirò e scoppiò a piangere. Quando ebbe finito di guardare e di piangere, tornò indietro e la sorella del sole gli chiese: - Perché hai pianto, principe Ivan?
- Il vento mi ha soffiato negli occhi. - rispose. La sorella del sole acchiappò il vento e gli proibì di soffiare. Ma il principe Ivan tornò con gli occhi rossi anche un'altra volta: ormai non c'era niente da fare, bisognava confessare tutto, ed egli cominciò a pregare la sorella del sole che lo lasciasse tornare a casa. Lei non voleva, ma lui la scongiurò tanto che la sorella del sole lo lasciò andare via e gli diede, per il viaggio, una spazzolina, un pettinino e due piccole mele: chiunque ne avesse mangiato una sarebbe ringiovanito all'istante!
Il principe Ivan arrivò da Rivoltamontagne: ormai gliene restava una sola da rivoltare! Ivan prese la sua spazzolina e la gettò lontano: in un attimo, Dio sa come, sorsero dalla terra tante montagne così alte che le loro cime sfioravano il cielo e così numerose ch'era impossibile contarle!
Rivoltamontagne fu tutto contento e si mise allegramente al lavoro.
Cammina cammina, il principe Ivan arrivò da Abbattiquerce, al quale erano rimaste in tutto tre querce; egli afferrò il pettinino, lo gettò lontano e, chissà come, sorsero improvvisamente dal terreno folti boschi di querce, un albero più grosso dell'altro! Abbattiquerce si rallegrò, ringraziò e se ne andò a scalzare dalle radici le sue querce secolari.
Cammina cammina, il principe Ivan arrivò dalle vecchiette e a ognuna diede una meluccia: come l'ebbero mangiata, subito ringiovanirono. Esse gli donarono in cambio un fazzoletto: non appena lo avesse sventolato, dietro di lui si sarebbe formato un grande lago!
Il principe Ivan arrivò a casa. La sorella corse fuori, gli andò incontro tutta affettuosa: - Siediti, fratello, - disse ­ suona un poco l'arpa, mentre io vado a preparare il pranzo.
Il principe si sedette e pizzicò l'arpa; da un buco venne fuori un topolino che con voce umana gli disse: - Salvati, principe, fuggi, svelto! Tua sorella è andata ad arrotarsi i denti.
Il principe Ivan uscì dalla stanza, montò a cavallo e galoppò via; intanto il topolino correva su e giù per le corde: l'arpa suonava e la sorella non si accorse che il fratello era andato via. Arrotàti ben bene i denti, si precipitò nella stanza e guardò: non c'era anima viva, solo un topolino che si era nascosto in un buco. La strega andò su tutte le furie, digrignò i denti e si slanciò all'inseguimento.
Il principe Ivan sentì un rumore, si guardò alle spalle: era la sorella che lo inseguiva; sventolò il fazzoletto e nacque un lago profondo. Mentre la strega lo traversava a nuoto, il principe Ivan fuggì lontano. Ma quella, dai a correre ancora più svelta ... Eccola di nuovo vicina! Abbattiquerce indovinò che il principe fuggiva dalla sorella, e giù ad abbattere querce e a farle cadere in mezzo alla strada; ne ammucchiò un'intera montagna! La strega non poteva passare.

Cominciò ad aprirsi un passaggio, rosicchiò, a forza s'intrufolò, ma intanto il principe Ivan era già lontano. La sorella si gettò di nuovo all'inseguimento, corri corri, mancava poco ... - Ormai non mi sfuggi più! - ella sussurrava.
Rivoltamontagne vide la strega, afferrò la montagna più alta e la rovesciò immediatamente sulla strada e su quella ce ne mise un'altra. Mentre la strega si arrampicava e strisciava, il principe Ivan fuggì lontano.
Ma la strega superò le montagne e di nuovo si gettò dietro al fratello ... - Ormai non mi sfuggi più! - ripeteva. Eccola vicina, eccola che lo acchiappa! Ma in quel preciso momento il principe Ivan era giunto vicino alla casa turrita della sorella del sole e gridò: - Sorella, sorella, apri la finestrella! - La sorella del sole l'aprì e il principe vi saltò dentro con tutto il cavallo.
La strega cominciò a chiamare a gran voce il fratello, minacciando di rosicchiare la torre fino a distruggerla. La sorella del sole le chiese cosa volesse. Allora disse la strega: - Che il principe Ivan salga con me sulla bilancia, per vedere chi pesa di più! Se peso più io, me lo mangerò, se pesa più lui, che mi uccida pure!
.. Così fecero: per primo salì sulla bilancia il principe Ivan, poi montò la strega: vi aveva appena poggiato un piede che il principe Ivan fu proiettato in alto, ma con tanta forza che andò a finire diritto in cielo, nella torre della sorella del sole; la strega invece restò sulla terra e la sorella del sole la trasformò in un serpente.

 

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