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di Alessandro Martire  - indice articoli

 

Le origini dei nativi delle praterie

Aprile 2011
Di Alessandro Martire
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Le origini delle popolazioni indigene nord Americane
Le estinzioni delle specie animali
La vita sociale
Le abitudini sociali
Le qualità personali

Le origini dei nativi delle praterieMolte sono le teorie sul popolamento dell’America, formulate dagli storici e dagli archeologi, i quali hanno affermato ed affermano tutt’oggi che i nativi sarebbero migrati attraverso lo stretto di Bering giungendo in Alaska e quindi dall’Alaska sino agli attuali Stati Uniti; tutto ciò dovrebbe essere accaduto circa 40.000 anni fa.
Alcune Nazioni di Nativi accettano tale teoria, altre affermano la loro esistenza nel “continente della tartaruga” (così i Nativi chiamano L’America) sin dall’inizio della creazione.
Altri famosi ricercatori come ad esempio Heyerdahl, hanno evidenziato la provenienza di alcuni ceppi etnici da alcune isole dell’oceano pacifico.
Secondo alcuni studi eseguiti dal ricercatore Wissler alcune tribù sono sempre state presenti nel “continente della tartaruga”; in seguito avvennero migrazioni dalle coste est ed ovest verso la parte centrale del continente dovuta sia a pressioni territoriali intertribali, sia per seguire le mandrie di bisonti che si spostavano continuamente.
Per quanto riguarda il Popolo Lakota (conosciuto come Sioux) si sa che verso i primi del 1700 essi migrarono dalle foreste dell’est verso il Minnesota e successivamente verso le colline nere. Secondo la loro tradizione orale le loro origini sono proprio da ricercarsi nelle sacre “HE SAPA” e non accettano le teorie che li vedono come popoli migrati attraverso lo stretto di Bering.
Le varie nazioni pur nella loro indipendenza e singolarità, mantenevano contatti con le altre grazie agli scambi commerciali evolvendo così un linguaggio che potremmo definire internazionale che permetteva di comunicare anche fra gruppi etnici - linguistici diversi fra loro.
Le battaglie ed ostilità tribali cessavano durante il periodo degli scambi, concedendo temporanee alleanze e momenti di pace. Il linguaggio dei segni o gesti può definirsi il metodo più efficace mai creato dall’uomo per i rapporti interpersonali e commerciali. Alcuni testimoni oculari dell’epoca (come Carl Bodmer e George Catlin) lo definirono... “estremamente aggraziato, fluido e pratico anche a grandi distanze”. Non vi era infatti bisogno di notare il movimento delle labbra o le espressioni del volto. Ciò divenne particolarmente utile per coloro che volevano conversare senza essere uditi.
Anche la pittografia usata dai nativi come la nostra scrittura, era un modo raffigurativo per esprimere in un disegno un intero pensiero.
Dobbiamo subito chiarire che l’espressione usata dall’uomo bianco: Indiano, è essenzialmente errata: infatti quando ci si vuole riferire ad un Indiano Americano lo si dovrà chiamare col nome della Nazione a cui appartiene ad esempio: Mandan-Lakota- Cheyenne_Hidatsa etc.
Anche le caratteristiche antropologiche variano da Nazione a Nazione: bassi e tozzi i Nativi del sud, longilinei e snelli quelli delle pianure e del nord.
Nel 1837 l’artista Alfred Jacob Miller, descrisse con queste parole i Nativi che incontrò nelle pianure... “Uguali in questo continente popoli ritratti nelle sculture greche e romane, aggrazziati, con lunghissimi capelli talvolta sino ai talloni, fieri e dal colorito bronzeo...”.
Parlando delle terre dove vivevano questi popoli, così si espresse lo scout Thomas Tibbles nel 1850... “Nessuna terra più bella fu mai creata...”.
I Popoli che là vivevano, erano in piena armonia con tutto ciò che li circondava.
Le spedizioni verso ovest dell’uomo bianco che ebbero inizio nel 1803, classificarono queste Nazioni in relazione alla radice linguistica da essi parlata:

  1. ALGONCHINI: Piedi neri – Cheyenne – Arapaho - Grossi ventri - Atsinas ed i Cree delle pianure

  2. ATHABASCAN: Sarsi – Lipan - Apache jicarilla

  3. CADDOAN: Pawnees – Arikaras - Wichitas

  4. KIOWA: kiowa

  5. SIOUAN: Mandan – Hidatsa – Crows – Lakota – Assiniboin – Iowa – Poncas – Otos – Osage - Omaha e Kansas

  6. SHOSHONES: Shoshoni del wind river - Comanches ed Utes.

Tutti questi gruppi potevano parlare tra loro fluentemente usando il linguaggio dei segni; erano frequenti fra questi gruppi scaramucce e battaglie soprattutto per il dominio sui territori di caccia o per il reciproco furto di cavalli, ma grandi guerre così come attuate nel mondo occidentale - Europeo, erano assai rare.
Questa loro naturale divisione non permise mai grandi alleanze che potessero consentire una forte opposizione all’uomo bianco, il che portò senza dubbio alla loro sottomissione alla diversa cultura proveniente da oltre oceano.

 

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