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di Alessandro Martire  - indice articoli

 

Ruolo femminile delle Native Americane nella spiritualità

Marzo 2011
Di Anna Maria Secci
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Nelle economie matriarcali il dono non è un mero atto arbitrario, una coincidenza confinata alla sfera privata. Il principio dell’economia patriarcale contrasta con questo tipo di “dono”. Nell’economia matriarcale le merci circolano come doni. Di solito la moneta è sconosciuta, perché non ha uno scopo. Le feste popolari stagionali che segnano l’anno agricolo sono il motore principale delle economie matriarcali. Vi si aggiungono le ricorrenze che segnano il ciclo vitale dei componenti del clan, che sono anche celebrate dall’intero villaggio o città. In tutte queste occasioni le merci “circolano” non nel senso di scambio che genera profitto, ma come dono. Per esempio è di regola che il clan che ha avuto un raccolto eccezionalmente abbondante “regalerà” questa ricchezza alla prima occasione. Alla festa successiva questo clan fortunato sarà ampiamente coinvolto invitando tutto il villaggio, la città o il distretto, intratterrà tutti e farà dei doni. Il clan terrà la festa e non riceverà niente in cambio. All’interno di una società patriarcale sarebbe un comportamento suicida e manderebbe in rovina il clan che dà. Ma nelle società matriarcali ci si muove secondo la massima “Chi ha deve dare”. E alla festa successiva sarà un altro clan, che si è mostrato migliore del resto della comunità, a portare avanti questo ruolo. Adesso gli invitati sono altri e i doni sono devoluti con generosità.

Così tutto gira in circolo nella comunità, ed è sempre il clan più agiato che ha la responsabilità dell’organizzazione della festa. D’altra parte le feste dei singoli clan, che coinvolgono tutti i clan, secondo i cicli della vita, quali nascite, iniziazioni e funerali, sono tenute dai singoli clan per celebrare uno di questo eventi. E anche qui vige la regola che i clan più ricchi aiutano quelli meno ricchi, in modo da dare anche a loro la possibilità di invitare la gente della comunità ad una festa di valore.

Sembra che in questo sistema economico non sia possibile l’accumulazione di beni come guadagno del singolo. L’economia matriarcale non si basa, come quella patriarcale sull’accumulazione.

Anzi, è piuttosto vero il contrario: le azioni economiche sono indirizzate verso un livellamento degli standard di vita, il che permette di raggiungere un’economia di uguaglianza (bilanciamento). nella quale non si danno beni per ricevere un valore equivalente. Sarebbe un calcolo, non un dono. I clan meno fortunati non potrebbero rendere nemmeno se lo volessero; in questo modo sarebbe neutralizzata l’azione di bilanciamento e non si riuscirebbe a raggiungere l’equilibrio che si vuole. Ecco perché il dono del clan, ricchezza solo temporanea, è sempre un dono. L’economia di bilanciamento non è “primitiva” perché non conosce lo strumento simbolico del denaro. Anzi, fondamentalmente non se ne interessa; non ha bisogno del denaro, perché il denaro distruggerebbe l’economia di bilanciamento.

Un clan generoso, che si è ingrandito nella maniera descritta, non acquisisce il diritto di domanda di beni dagli altri clan, ma guadagna in onore. “Onore” nel matriarcato significa che l’altruismo e l’azione a favore della società fanno guadagnare una grande ammirazione degli altri clan, e questo atto mette alla prova e rafforza le relazioni fra i clan. L’onore equivale a un controvalore di livello più alto, grazie alla sua valenza di amicizia e contatto umano non quantificabile e senza prezzo. Un simile clan sarà sempre sostenuto e aiutato dagli altri clan, nel caso avesse mai bisogno di qualcosa o attraversasse tempi difficili. Questo diviene a sua volta una questione di onore. Nelle società matriarcali, da questo punto di vista, l’economia di bilanciamento è anche un sistema di mutuo soccorso senza bisogno di istituire una tassa. L’economia di bilanciamento è sinonimo di economia del dono e sprigiona i sentimenti umani più nobili come il dare senza riserve, la vera devozione, la benevolenza e l’amicizia. Il suo scopo è la cura e la profondità delle relazioni umane e sociali, tramite il soddisfacimento dei bisogni senza altre motivazioni. Questo fa crescere l’amore. E’ il principio del dare materno senza riserve, sia in senso fisico che spirituale.

Sintesi dei criteri della società matriarcale:

 

- Criterio economico: società basate sull’orticoltura o agricoltura di autosostentamento; la terra e la casa sono di proprietà del clan; non esiste proprietà privata; le donne hanno il potere di gestire le fonti del nutrimento; costanti rettifiche sul piano della ricchezza tramite la circolazione di beni vitali sottoforma di doni nelle feste – società di reciprocità.

- Criterio sociale: clan matriarcali, tenuti insieme dalla matrilinearità e matrilocalità; mutuo matrimonio tra due clan; visiting marriage con conseguente libertà sessuale per entrambi i sessi; paternità sociale - società orizzontale non gerarchica di discendenza.

- criterio politico: principio del consenso nella casa del clan, a livello di villaggio e di regione; delegati come ambasciatori, che non prendono le decisioni; assenza di classi e strutture di dominio - società egualitarie basate sul consenso.

- criterio culturale: fede concreta nella rinascita all’interno dello stesso clan; culto delle antenate e degli antenati; venerazione della Madre Terra e della Dea del Cosmo; sacralità del mondo intero; assenza della visione dualistica del mondo e della morale; tutto nella vita fa parte del sistema simbolico - società sacrali in quanto culture della Dea.

 

Popolazione attuale.

Alla fine del XVIII secolo si verificò un graduale abbandono della casa lunga a favore di singole abitazioni familiari. Tuttavia già nel 1799 il profeta seneca Handsome Lake (Ganeodiyo) diffuse la cosiddetta “Religione della Lunga Casa”, che vede il ripristino della lunga casa, simbolo dell'unità tribale, e delle antiche cerimonie annuali degli irochesi, praticate ancora oggi. Dopo la frattura interna della confederazione causata dalla guerra d'indipendenza americana, parte dei Mohawk e dei Cayuga si trasferirono in Canada, dove si trova tuttora buona parte di essi. Un altro consistente gruppo degli Oneida vive in Wisconsin, altri gruppi si trovano invece in diversi stati tra cui quello di New York e l'Oklahoma.

 

La donna era per noi una torre di forza spirituale e morale,
fino all'arrivo dell' uomo bianco, dei soldati e dei traditori
che con forti bevande piegarono l'onore degli uomini
e attraverso il loro potere senza valore acquistarono la virtù delle nostre mogli e figlie.
Quando caddero loro, l'intera razza cadde con loro…”
(Ohiyesa, Santee Dakota)

 

Il terzo pregiudizio, forse il più grande e grossolano è l'accusa di essere senza religiosità.  Gli Indiani di tutte le Americhe sentono lo Spirito in ogni azione, in ogni manifestazione ed in ogni momento e ne ricercano incessantemente la presenza attraverso i simboli.

Per loro il dono della visione mistica è il traguardo supremo di ogni vita, ed ecco cosa risponde un Capo del XIX secolo in una registrazione ufficiale:

 

"Eravamo un popolo senza leggi,
ma eravamo in ottimi rapporti con il Grande Spirito, Creatore e Signore del Tutto.

Ci giudicavate dei selvaggi.
Non capivate le nostre preghiere, né cercavate di capirle.
Quando cantiamo le nostre lodi al sole, alla luna e al vento, ci trattate da idolatri...
Senza capire, ci avete condannati come anime perse, solo perché la nostra religione è diversa dalla vostra".

  • La caratteristica degli aborigeni americani è la profonda spiritualità, vissuta ogni giorno e vista in tutte le cose.

Oh Grande Spirito,
concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare,
e la Saggezza di capirne la differenza.
(Preghiera Cherokee)

 

Il credo lakota si contraddistingue per l’abilità di aggiungere loro stessi o fare proprie idee religiose di altre tribù e popoli pur mantenendo la propria identità.

Come quando, alcuni capi spirituali lakota per ricordare e commemorare, la sofferenza inflitta loro, dal governo degli Stati Uniti con l’eccidio di Wounded Knee, ripercorrendo la cavalcata compiuta nel 1890 da Big Foot e i suoi seguaci crearono  non solo un importante riferimento culturale, ma:

    • le cerimonie successive alla cavalcata,

    • le preghiere offerte

    • e i successivi rituali volti a placare il dolore per la perdita di tante vite innocenti (denominati Istamniyan pakintapi, Asciugare le lacrime)

diventarono parte integrante di tutte le cerimonie lakota fino ai nostri giorni.

 

La loro spiritualità, è  simile ad un culto Panteista-animista,
(panteista è una visione per cui ogni cosa è un Dio astratto e immanente o per cui l'Universo, o la natura sono equivalenti a Dio. Cioè Dio è coincidente con tutto l'esistente, l'intero universo o la natura. Le forme di panteismo (spesso anche quelle di animismo) normalmente non ammettono che gli aspetti trascendenti della divinità o della realtà siano considerati separatamente da quelli immanenti (concreti) è una visione per cui ogni cosa è un Dio astratto e immanente o per cui l'Universo, o la natura sono equivalenti a Dio. Una spiritualità viene definita Animista quando si fonda sul culto di entità incorporee che animano il mondo, e attribuisce "anima" a cose immanenti. Può esservi un insegnamento che spiega o descrive ogni fenomeno della vita trovandone causa e origine nell'anima, cioè nello spirito vitale che lo determina)
il creato, ogni essere vivente e tutti gli oggetti possiedono uno spirito interiore, ogni realtà naturale è sacra. Tutto l'universo non è che la forma materializzata dello Spirito Creatore che si manifesta ovunque sia nel mondo umano che quello animale, vegetale, minerale.

Sia la visione del mondo, sia la profonda spiritualità dei Lakota, è riassumibile in una sola frase: Mitakuye Oyasin che significa “tutto è correlato, tutti siamo fratelli, tutti siamo parenti". Il messaggio di “Mitakuye Oyasin” è anche rappresentato dai quattro colori sacri della Ruota di Medicina

  • Nero-Ovest, è rappresentato dal Continente Africano

  • Bianco-Sud,

  • Giallo-Est, sono rappresentati dall’Euro-Asia.

  • Rosso-Nord. È rappresentato dal Sud ed il Nord America,

Queste due parole, nella lingua Lakota, insegnano

  • l’origine unica di esseri e cose,

  • la loro interconnessione e l’interdipendenza,

    • su tutti i livelli della Creazione,

    • sul piano spirituale come su quello materiale,

    • Mondo Manifesto e Mondo Non Manifesto

Tutto proviene da Wakan Tanka, dal Grande Spirito,

    • il Macrocosmo e il Microcosmo,

    • Luce – Tenebra,

    • Maschile – Femminile.

Le dualità e le dicotomie sono alla base della vita, sotto ogni forma.

 

Il mondo fisico

  • è la manifestazione visibile del mondo invisibile, spirituale.

    •  Il paesaggio visibile è saturato di simboliche rappresentazioni dell’invisibile. Il distinguerle è possibile perché tutte le cose condividono lo stesso wakan, la stessa essenza sacra, e tutte le cose in definitiva si uniscono in una totalità spirituale conosciuta come Wakantanka.

una frase di Bachofen riporta:

 

"il simbolo affonda le radici nelle profondità più segrete dell’anima;
il linguaggio aleggia sulla superficie della comunicazione come una brezza sottile…
Le parole rendono finito… l’infinito;
i simboli conducono la mente al di là del mondo finito del divenire nel regno infinito dell’essere".

 

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