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di Monica Casalini   indice articoli

 

Aequus Nox: la Bilancia di Mabon  

Settembre 2012

  • Mabon

  • La Bilancia

  • La Cornucopia

  • 21 o 23?

 

E' giunto il momento di tirare le somme. Siamo arrivati all'inizio dell'autunno, che porta con sé l'inizio della fine, in attesa del ritorno.

Siamo in un villaggio gallese, la calura estiva ha ormai lasciato il passo ad una brezza frizzante che increspa la pelle. I raccolti stanno giungendo alla conclusione e bisogna mettere via per l'inverno...

In quanto pagana e curiosa "ricercatrice" mi propongo di condividere con voi alcune nozioni di base che spesso vengono date per scontate pur non sapendo il perché del loro essere. E altre che, al contrario, sono figlie di errori storici.

 

Mabon

MabonPartiamo subito con il nome della festa: Mabon. Spesso mi capita di leggere in alcuni siti e forum (che si innalzano a bibbia pur non essendolo affatto) che il termine proviene dall'antico Dio-condottiero Mabon. Ma, ahimé, Mabon non era un condottiero, bensì il dio della giovinezza legato alla primavera. L'equivoco del suo appellativo "condottiero" nasce dal fatto che gli antichi condottieri celti solevano aggiungere il nome di una divinità al proprio affinché il dio invocato li proteggesse in battaglie e gli donasse forza e coraggio (e non il contrario come è scritto su wikipedia -__-). Nei documenti storici, infatti, compaiono svariati di Mabon e Lugh che in epoche diverse hanno vinto questa o quell'altra battaglia.

Oggi sappiamo che il suo nome significa letteralmente "figlio", ovvero figlio della Grande Dea gallese Modron (madre). Ma come mai Mabon, dio della giovinezza e della luce, è associato all'autunno? Come ogni divinità legata al percorso del Sole e alla rinascita primaverile (come ad esempio lo slavo Jarilo, il greco Attis, il mediorientale Yehoshua/Iesosus e molti altri) il suo destino ciclico è quello di nascere da una Grande Madre morire scendendo negli Inferi (cioè sottoterra), rimanerci come un seme piantato, per poi rinascere ancora in primavera come un germoglio, nel grande ciclo della Natura. Nella mitologia gallese Mabon viene rapito e portato nell'Annwn e, come Persefone, riportato alla vita in primavera.

In questo caso il Sole "muore" poiché la lunghezza del buio notturno prende il sopravvento sulla luce del giorno; cosa che si capovolgerà con l'equinozio primaverile.

Mabon, essendo legato al Sole, fu identificato dai Romani con Apollo Maponus, simile all'alter ego celtico in tutto e per tutto: è l'aspetto giovanile e luminoso del Dio, anch'egli cacciatore come la sorella Diana e dallo spirito silvano. In molte antiche iscrizioni tra Galles e Inghilterra si trova la dicitura "Deo Maponus" riferite a Mabon.

 

La Bilancia

aequus noxIl termine "equinozio" deriva dal latino "aequus nox" ovvero "notte uguale [sottinteso: al giorno]" poiché il 21 settembre e il 21 marzo, il giorno e la notte hanno la stessa durata. Questo fenomeno si deve alla posizione del Sole che nasce precisamente ad Est e tramonta precisamente ad Ovest, determinando così la stessa durata di notte e dì.

Il fatto che giorno e notte abbiano la stessa lunghezza si riassume con l'immagine della bilancia in perfetto equilibrio. Non a caso il segno zodiacale della Bilancia entra in concomitanza con l'equinozio autunnale. La BilanciaInoltre, l'idea di perfetto equilibrio lo ritroviamo nella carta dei Tarocchi della Giustizia, in cui possiamo ammirare in primo piano la bilancia equinoziale (la stessa fuori dai tribunali); non una bilancia qualsiasi, ma proprio quella che indica la quintessenza della simmetria celeste.

E infatti si dice che "a Mabon è tempo di bilanci": questo è il momento dell'anno in cui si tirano le somme, si mette *sulla bilancia* ciò che si è fatto e ciò che si deve fare per affrontare il futuro. Anticamente non era solo un modo di dire: con la luna del raccolto si procedeva alla messe dei campi e si faceva scorta in previsione dell'inverno che stava arrivando. In questo senso ciò che si era operato durante l'anno arrivava a dare i frutti che ci si meritava.

Per propiziare un inverno facile e privo di stenti, era tradizione fare grosse ceste dei prodotti raccolti e banchettare con essi per ringraziare gli Dei dell'abbondanza ricevuta. E ancora oggi in America si festeggia il "Thanksgiving Day", giorno del ringraziamento.

 

La Cornucopia

La CornucopiaIl simbolo chiave di Mabon è la Cornucopia: la cesta senza fondo dalla quale sgorga come una cascata tutto il cibo che si desidera. La Cornucopia è un simbolo fortemente legato alla Dea, poiché proviene da uno dei corni che Eracle spezzò ad Acheloo (dio fluviale figlio di Gea) mentre questi si era trasformato da serpente a toro. Due animali che ben sappiamo essere allegorie del femminino sacro. Quando il corno cadde a terra alcune ninfe lo raccolsero, lo riempirono di frutta e fiori e lo offrirono alla dea Abundantia, la quale lo rese eternamente pieno.

 

21 o 23?

La diatriba è sempre aperta: si festeggia il 21 o il 23?

Partendo dal presupposto che la celebrazione è un concetto e non un calcolo scientifico, e tenuto conto che gli altri tre Sabba minori si festeggiano il 21 del mese, anche Mabon non dovrebbe fare eccezione.

Molta gente sostiene che la data esatta dell'equinozio è il 23, ma questo è un errore, poiché ogni anno l'equinozio può cadere il 22 o il 23, così come Ostara può cadere il 20 o il 21. Ma nessuno si è mai sognato di festeggiare il 20 marzo... e perché Mabon dovrebbe fare differenza?

Inoltre se si vuole celebrare in base ai calcoli astronomici, allora anche gli altri passaggi solari dovrebbero essere conteggiati a questo modo, almeno per coerenza. Ma questa è una complicazione che comprenderei solo se in presenza di un rituale di magia cerimoniale, in cui il preciso momento dà un'altrettanto preciso ottenimento. Tuttavia non mi sembra il caso di una semplice celebrazione (e di questo stiamo parlando).

Cercare poi soluzione con l'entrata del segno è inutile, visto che anch'esso è soggetto all'astronomico passaggio solare.

Molto più banalmente l'equinozio dura esattamente come tutti gli altri passaggi solari, cioè 3 giorni: dal 21 al 23.

Personalmente io celebro il 21, che a ben vedere è parte della simmetrica congiunzione cruciale, ovvero: la croce solare dei solstizi e degli equinozi, che è alla base di qualsiasi disegno sacro che interpreti il concetto di vita-morte-rinascita: così tra i Celti come trai Lakota, così tra gli aborigeni australiani, come tra Maya, i Toltechi, gli Shardana, i nativi dell'Isola di Pasqua, ect...

 

   Monica Casalini

 

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