Sono da poco passate le feste natalizie e come ogni Buon Natale che si rispetti i più piccoli sono stati al centro dell’attenzione di nonni, nonne, zii e parenti vari ma soprattutto sono stati al centro dell’attenzione dei produttori di giocattoli che in nome del magnanimo Babbo Natale si sono inventati di tutto per rendere “felici” i nostri bambini. E così dal sacco del simpatico vecchietto sono spuntati giochi elettronici, giochi educativi, macchinine…. (esistono ancora?) bambole e bambolotti che fanno di tutto… mangiano, bevono piangono, dormono e sorridono proprio come dei veri bambini. Poi c’è anche chi avrà ricevuto a sei anni la prima agenda elettronica o la play station e magari non sapendo ancora leggere non riuscirà nemmeno a giocarci e invidierà magari la lavagnetta con i gessetti del fratello o della cuginetta più piccola. Una cosa è certa anche i regali per i più piccoli dimostrano l’epoca difficile in cui viviamo e la difficoltà ad avere la giusta “misura” nell’essere genitori. E’ inutile negarlo ai bambini di oggi si da tanto, quasi a voler compensare con un giocattolo il tempo che non si riesce a trascorrere con loro. O forse è solo la voglia legittima di ogni genitore di vedere felici i propri figli. Ma un bambino è davvero felice se riceve tutto ciò che chiede? Magari potrebbe anche esserlo nell’immediato ma questo atteggiamento dei genitori porta il bambino a non saper affrontare le frustrazioni che inevitabilmente incontrerà nella vita. Si definisce frustrazione la condizione in cui viene a trovarsi l'organismo quando è ostacolato, in modo permanente o temporaneo, nella soddisfazione dei propri bisogni. Incontrare ostacoli nella soddisfazione dei propri bisogni è da considerarsi una condizione normale dell'esistenza dell'individuo. Pertanto compito dei genitori non è quello di evitare le frustrazioni ma di far in modo che possano viverle in ambienti protetti… Anche evitare per troppa ansia che un bambino faccia determinate esperienze può portare ad una frustrazione infatti ad essere frustrato in questo caso sarà proprio il suo senso di libertà. La frustrazione può derivare da condizioni fisiche, sociali, personali o familiari. Cause di frequenti frustrazioni nell'ambiente familiare possono essere: un clima rigido, severo, proibitivo, autoritario, così come un comportamento iperprotettivo ansioso; l'indifferenza, la trascuratezza; l'incoerenza educativa, ecc. Un clima eccessivamente proibitivo porta il bambino a sentirsi rifiutato e a sentire negati i suoi legittimi bisogni: evitare che il bambino possa fare determinate esperienze con i coetanei, negargli delle ricompense, non dimostrargli affetto potrebbe fare di lui una persona sfiduciata, insicuro incapace di relazionarsi. Ma essere troppo “buoni” può portare il bambino a permanere nel suo egocentrismo infantile.