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Riflessioni Pedagogiche

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di Giovanna Simonettiindice articoli

 

Precisazioni metodologiche   gennaio 2010


Al fine di poter garantire un’informazione ed una riflessione sempre più corretta mi preme precisare alcune cose inerenti  il mio modo di esporre le mie riflessioni:

  1. Proprio perché si tratta di riflessione quanto scritto è frutto di un mio personale pensiero, che può essere condiviso o meno ma che ritengo abbia comunque il valore di stimolare l’altrui riflessione e di conseguenza anche un ipotetico confronto e dibattito.

  2. Essendo internet un bellissimo strumento di comunicazione di massa, credo che debba avere, sempre a mio modesto parere, la funzione non di indottrinare ma di informare, di stimolare la voglia di conoscenza e di sollecitare e stimolare la riflessione. Per fare ciò credo che sia utile utilizzare un linguaggio semplice, forse banale, che pur rifacendosi a paradigmi scientifici sia accessibile a tutti. Forse nel rendere così espliciti certi eventi ho fatto riferimento ad esempi che riguardano la quotidianità, magari andando a perdere un po’ di quel rigore che dovrebbe connotare una riflessione sulla Pedagogia intesa come scienza e di questo chiedo scusa agli Esperti del settore, ma ritengo che una riflessione più aderente ai fatti reali possa essere più utile a chi non ha il tempo, la possibilità o le capacità (e non vuole essere un’offesa per nessuno) di addentrarsi in grandi trattati metodologici; anche perché se mi fermassi ad esporre teorie non farei una riflessione pedagogica.

Scrive Michele Corsi nel suo testo “Come pensare l’educazione” che la Pedagogia come teoria deve presentarsi come organizzazione rigorosa di eventi pertanto deve avere una connotazione descrittiva e prognostica. Dall’altro deve anche porsi come paradigma scientifico e quindi porsi come interpretazione, organizzazione dei fatti che analizza con un atteggiamento prognostico. Ma questo attitudine prognostica deve sempre rispettare la SINGOLARITA’ dei fatti a cui si applica essendo l’educazione un processo che scaturisca dall’interazione tra un Io ed un Tu all’interno di un contesto Ambientale. Se venisse meno uno di questi tre elementi non si tratterebbe più di un’analisi di un processo educativo.

Inoltre le scienze fanno riferimento a dei modelli interpretativi. Quando però si studiano i fatti della vita si fa riferimento non ad oggetti che possono essere smontati e ricomposti con un procedimento univoco, ma si fa riferimento a degli eventi  pertanto a qualcosa di estremamente mutabile.  Pertanto lo studio di un fenomeno sociale mediante modello non va tanto alla ricerca della struttura oggettuale attraverso l’isolamento delle sue componenti ma ricerca il rapporto tra due o più variabili cercando di comprendere se tale rapporto possa riscontrarsi anche in altri eventi, ciò che diventa oggetto di studio è la ripetibilità delle relazioni tra microeventi.

Nel mio precedente articolo sui percorsi di autonomia (Amore e distacchi: il percorso dell'autonomia), quello che ho cercato di mettere in luce attraverso esempi pratici è come spesso mettere in atto rapporti educativi che facciano dipendere l’educando dall’educatore possa creare una mancata crescita dell’educando stesso. Come a dire semplificando che se le  variabili in gioco fossero la personalità dell’educatore troppo forte, la personalità dell’educando magari debole, un contesto ambientale molto chiuso, privo di stimoli e frustrante, potrebbe aversi una situazione in cui l’educando non sia in grado di esprimere se stesso.  E le due e più storie che ho citato hanno evidenziato come ci sia stata una ripetibilità delle relazioni tra le variabili sopra citate.

Quello però che mi sta a cuore è evidenziare una cosa: la Pedagogia è una scienza pratica e umana allo stesso tempo. Io ritengo che il vero valore di queste riflessioni sia sempre ricercare ciò che più faccia emergere il concetto di PERSONA come fine ultimo di qualsiasi intervento. E se nel fare ciò magari ho in qualche modo trascurato o alterato il valore epistemologico della Pedagogia vi chiedo di non considerare le mie come riflessioni Pedagogiche ma come riflessioni sull’Educazione.

 

     Giovanna Simonetti

 

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