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L'eccitazionePregiudizi sul Sesso

di Davide Ragozzini   indice articoli

 

L'eccitazione

Novembre 2012

 

Vorrei riuscire a non dare l’impronta di manuale a questo libro.

L’eccitazione arriva dal desiderio e questo dall’attrazione fisica a volte mentale che come abbiamo visto, viene tradotta in gesti e comportamenti che portano comunque all’attrazione sessuale. Da questa fase, se come abbiamo detto si riesce a stabilire un contatto, si può passare allo stato psico-fisico dell’eccitazione.

Anche qui non è detto: può succedere che una paura ci inibisca proprio in quel momento e magari proprio con una persona per la quale proviamo una fortissima attrazione.

Perché? Una persona che ci attrae tantissimo, rispecchia in noi le cose che stiamo cercando e si avvicina, se non la è, alla persona con la quale probabilmente vorremmo passare il resto della nostra vita, ma non noi con il nostro nome e cognome, con il nostro vissuto e con le nostre convinzioni, ma NOI con il nostro corpo e la nostra anima.

È ovvio che il verificarsi di una situazione simile porta scompiglio nelle nostre fibre perché aver sperimentato la separazione da una parte di noi stessi che come abbiamo visto contiene già le cose che amiamo, e improvvisamente trovarsi di fronte ad esse, nella realtà, è una condizione nella quale è per tutti normale agitarsi un pochino.

Se a livello individuale portiamo con noi paure e insicurezze, di fronte ad una forte attrazione potremmo trovarci ad essere spauriti e esitanti tanto da cadere in una inibizione che può essere momentanea o, a seconda della gravità della nostra condizione psicologica, può protrarsi nel tempo fino a divenire cronica.

Se vogliamo conoscere i motivi di questo, dobbiamo sapere che nelle relazioni, di qualsiasi tipo e intensità, ci mettiamo in gioco, usciamo allo scoperto e maestra Vita ci propone sempre situazioni nuove dove siamo costretti a rimettere tutto in discussione o ad affrontare aspetti nuovi che non avevamo mai contemplato.

Immaginate quindi cosa può significare essere al cospetto con una persona che ci attrae tantissimo se non ne siamo pronti, ammesso che la vita ci riservi questa possibilità, visto che è più probabile (per chi crede che la vita possa avere un suo disegno) che ci proponga situazioni dove ci venga proposto qualcosa di molto simile appunto per avere l’occasione di imparare.

Questo è esoterismo ma credo sia importante capire fino in fondo sia cosa succede durante l’eccitazione e se non succede, quando siamo sicuri di essere attratti davvero, i motivi che la inibiscono.

Cosa succede dunque durante l’eccitazione? Nel nostro corpo avvengono tutta una serie di reazioni che non sono altro che la preparazione all’atto sessuale. Il corpo si prepara a cambiare il ritmo del respiro, la pressione sanguigna aumenta, l’irrorazione del sangue si concentra nei muscoli e ovviamente nelle zone degli organi sessuali, le funzioni intellettive vengono ridotte. La mente invece si prepara a vivere un momento emozionale intenso: attraverso l’unione verrà liberata una grandissima quantità di energia che investirà i due corpi.

La spinta verso il partner diventa talmente potente che non è possibile contrastarla anche perché è reciproca. In quei momenti proviamo l’energia che attraversa l’universo.

Provate ad immaginare quanto deve essere potente l’energia che muove i pianeti nelle loro orbite, il loro movimento avviene grazie all’attrazione gravitazionale. Senza saperlo, una coppia, sperimenta l’energia universale.
Ma a questo stadio, una coppia, non ci arriva simultaneamente.

Partiamo dal presupposto che neanche il desiderio si accende nello stesso momento. È facile che uno dei due abbia più voglia dell’altro ma il desiderio è contagioso nella coppia che vive un rapporto e una relazione profondamente sincrona.

Il partner che sente salire l’energia sessuale da dentro di sé, inizia a cercare la compagnia dell’altro in gesti e messaggi molto espliciti che portano ad un coinvolgimento emozionale ed affettivo. I sentimenti vengono stimolati e amplificati e i sensori delle emozioni si dilatano insieme ai sensi.

Se il partner che in quel momento era un po’ più pigro, non ha nessun motivo o impedimento per negarsi, si troverà ad essere coinvolto dall’energia sessuale che gli arriva dalla controparte sentendo salire a sua volta il desiderio nel ritrovarsi in un contatto a lui familiare di cui ne conosce l’essenza; il corpo della persona amata gli si proporrà nuovamente in un contatto conosciuto e irresistibile al contempo.

Questa fase è un gioco meraviglioso che se vissuto a pieno, amplificando ogni volta le emozioni di un unione sia fisica che mentale, prepara la coppia ad un piacere intenso.

Ciò che provoca il desiderio in una persona e in un determinato momento, non è detto che possa valere anche per l’altro. Giocare con la seduzione è molto importante sia per dare il tempo all’altro di avvicinarsi che di scoprire con calma cosa può far piacere in quel momento al nostro partner.

Non serve mettere un’energia mentale, è sufficiente lasciarsi guidare dall’istinto e dall’amore che proviamo.

Per arrivare ad un ritmo comune si può anche osare nel chiedere cosa può essere piacevole per l’altro, usando la voce come un suono capace di eccitare. Calma, dolcezza, intuito e voglia di dare e di giocare sono gli ingredienti principali che conducono all’unione.

Passata questa fase ci troviamo in una condizione di reciproca eccitazione, una dimensione dove è importante un desiderio condiviso al di là di schemi e limiti di qualsiasi tipo.

Una coppia trova il suo tempo, il suo spazio, e il suo modo di fare l’amore.

L’obbiettivo è la consapevolezza di un appagamento sincero che porti soddisfazione anche se si ha voglia di usare sempre la stessa posizione.

L’importante è divertirsi sempre e insieme, l’importante è comunicare le nostre emozioni e i nostri sentimenti. Sperimentare è fantastico ma in una comune voglia di andare oltre senza mai lasciare le cose che funzionano, sopratutto se piacciono all’altro.

Ognuno può gestire la vita sessuale come meglio crede ricercando un proprio e un comune senso di appagamento sincero e profondo. Se per il desiderio è possibile che non sopraggiunga all’unisono, nella coppia, anche per l’eccitazione vale lo stesso, anzi è molto più probabile che venga raggiunta in tempi diversi proprio per caratteristiche naturali che differenziano gli uomini dalle donne.

Nell’uomo è sufficiente l’eccitazione localizzata a livello del pene, la donna ha bisogno di stimolare tutto il corpo.

Io trovo che questa differenza sia meravigliosa. Sembra concepita apposta dalla natura su una femminilità che deve essere coccolata, riscaldata, protetta. L’uomo dal corteggiamento all’atto sessuale si deve letteralmente prendere cura della sua femmina.

Lei è una creatura che rispetto al maschio sembra essere più complessa. La sua sensibilità, la sua capacità di relazionarsi, la sua capacità di ascoltare le emozioni, sia le proprie che quelle altrui, la differenziano molto da noi uomini.

La ritengo una gran fortuna, quando in un uomo esiste la predisposizione ad imparare e osservare in lei queste grandi virtù, anche perché diventa un modo per avvicinarsi, è la via più facile verso una relazione. Per noi uomini, l’oggetto del desiderio, si avvicinerebbe e nell’appagamento troveremmo un’occasione per crescere.

La donna ha bisogno che tutto il corpo sia stimolato per sentirsi eccitata. La prima volta che ho letto questa frase, che ho assimilato questo concetto, ho provato subito una sensazione fortissima.

Nell’apprendere questo concetto ho provato una forte eccitazione.

L’intimità per le donne è un po’ meno meccanica, è fatta di gesti dolci, di carezze, di sintonia.

L’idea di prendermi cura di “lei”, mi ha stimolato un’energia sessuale profonda, all’inizio sorda e delicata, poi l’ho assecondata fino a sentirla mia, all’interno di un’evoluzione, di un piccolo progresso. Aver voglia di tocchi leggeri, di scoprire parti del corpo che apparentemente hanno poco a che fare con il sesso, sentire il suo respiro, udire la sua voce che si abbassa non solo di volume ma anche di tono, riuscire a captare le emozioni nella sua voce, sentire che non è solo un corpo a vivere ma anche un’anima, sentire che quell’anima è pronta a fondersi con la tua e che sono pochi i momenti come quelli che danno senso alla vita.

Capire che una donna ha bisogno di attenzioni per raggiungere l’eccitazione inevitabilmente mi ha dilatato questo concetto in tutte le sfere relazionali, dall’approccio, nel quale si scambiano poche battute fino ad arrivare ad un rapporto durevole e importante.

Non è possibile amare se non c’è comprensione. Maschile e femminile sono due metà di una cosa sola. Se non ci fosse differenza non ci sarebbe attrazione, se non c’è la comprensione di queste differenze non può esserci una vera unione e se è vero che le donne sono più complesse degli uomini, arrivo alla conclusione che siamo noi uomini a dover mettere più impegno, tra i due, per comprendere, allo scopo di unire davvero.

Certo, anche la  donna deve fare la sua parte in questa ricerca riuscendo ad avvicinarsi all’uomo e farsi avvicinare per ispirargli creatività e fantasia utili a comprendere.

Alle donne occorre in media un tempo dieci volte superiore rispetto all’uomo per raggiungere la propria eccitazione. Una donna che non conosce il proprio corpo, che non ha mai praticato l’autoerotismo è molto probabile che abbia necessità di maggior tempo per raggiungere l’eccitazione e di conseguenza l’orgasmo.
Come abbiamo intuito, si arriva all’eccitazione attraverso un crescendo, un osare di carezze sempre più audaci. Sono i nostri corpi a chiedercelo e un uomo deve saper ascoltare il corpo della sua femmina per capire quando è pronta ad essere toccata nei genitali.

È importantissimo, in alcune donne e in alcuni momenti, un tempo precoce può portare ad una chiusura totale. Ma quando si sente che è il momento giusto, è fondamentale la stimolazione del clitoride.

Una forte eccitazione è l’unica strada che conduce all’esplosione dell’orgasmo.

A quel punto i suoi sensi sono completamente alla deriva, liberi, e l’energia che viene rilasciata è potentissima. Per un uomo, riuscire a portare una donna a quei livelli, è motivo di grande orgoglio ma alcuni di noi faticano ad immaginare che una donna abbia bisogno di così tanto tempo per raggiungere l’orgasmo.

Comunque c’è una buona notizia: con la pratica il riflesso orgasmico tende a diventare più reattivo, è per questo scopo che l’autoerotismo è molto importante.

Fino ad ora ci siamo concentrati sulla donna. L’uomo, salvo casi particolari funziona in modo molto più semplice. Il suo concetto della sessualità, a volte, viene da lui ridotto alla penetrazione.

È un peccato se non si riesce ad andare oltre, primo perché ci si perde la possibilità di vivere il sesso con calma, con tutti i suoi risvolti che portano ad un piacere più maturo, secondo perché ci si perde la possibilità di vivere davvero la femminilità che è qualcosa di più di un corpo sinuoso da penetrare.

Sviluppare un lato femminile, ascoltare di più, entrare in un’intimità più profonda porta ad uno scambio maggiore di piacere ma che ha origine in una penetrazione mentale.

Un’altra cosa meravigliosa che succede o che dovrebbe succedere è che con il tempo le differenze iniziali possono appianarsi. È possibile venirsi incontro, capirsi e imparare molto le une dagli altri.

Gli uomini imparano ad apprezzare la calma e tutto un mondo di sensazioni che portano inevitabilmente a degli orgasmi molto più forti. Lei ha la possibilità di diventare, con il tempo, più reattiva alle carezze e la relazione andando avanti realizza il vero senso dell’unione che altro non è che scambio, condivisione e crescita attraverso l’amore.

In termini scientifici, l’eccitazione dipende da molti fattori sia fisici che mentali.

Anche se credo che tutti insieme, questi fattori, siano alla fine mentali perché se sfioro la pelle della mia ragazza su un braccio nell’intento di richiamare la sua attenzione non è la stessa cosa se la sfioro nell’intento di comunicarle un mio desiderio ad un approccio di tipo sessuale.

Attraverso la modalità con la quale compiamo i nostri gesti, comunichiamo intenzioni diverse anche con i medesimi gesti.

I cinque sensi sono tutti complici nel provocare l’eccitazione con il potentissimo rinforzo della fantasia e dell’ambiente che può variare da un’atmosfera ricercata ad un luogo imprevisto e impensato.

Ma al di là di tutto, infine, è il contatto fisico che fa il grosso del lavoro portando al culmine del piacere. Ciò che conta è assecondare i desideri dell’altro, andando a scoprire il suo corpo come fosse una mappa che porta a un tesoro segreto.

Nella coppia il ruolo principale lo ricopriamo noi uomini, siamo noi ad avere, per natura, la situazione in mano; la femmina è molto più ben predisposta a ricevere mentre noi sentiamo fortissimo l’istinto di riuscire a coinvolgerla e ad attirarla verso di noi.

I suoi baci e le sue carezze sono una risposta alle nostre. Con il  nostro dare comunichiamo la nostra spinta verso di lei, e lei, con il suo dare, comunica  accoglienza e la sua voglia di lasciarsi andare nella completa fiducia.

È un linguaggio che inizia dal corteggiamento, è l’energia maschile che muove verso quella femminile.

In letteratura e nella manualistica sono contenute molte più informazioni sugli aspetti femminili che maschili.

Pagine e pagine sono state scritte da psicologi e sessuologi sulle esigenze femminili; dal modo di coinvolgerla affettivamente fino ad arrivare ad un vero e proprio modulo informativo su come riuscire a farla eccitare e successivamente come riuscire a procurarle l’orgasmo.

Noi uomini, in confronto a “lei”, sembriamo esseri unicellulari dalle esigenze molto più ridotte ma proprio se riusciamo a comprendere che questo può essere un limite, creiamo in noi stessi l’occasione per dimostrare, invece, in uno sforzo, quanto siamo in grado di trascendere la nostra natura nel tentativo di cercare un’unione attraverso la comprensione.

Il pianeta femmina è più vicino di quanto si possa pensare, la lontananza è un’illusione. Prima di tentare di capire, bisogna accettare l’esistenza delle differenze e questo è un atteggiamento utile anche alle donne affinché smettano di lamentarsi con la frase: “gli uomini sono tutti uguali.”

Una convergenza verso l’unione ha bisogno di impegno da parte di tutte e due le energie sessuali. Quindi, ogni centimetro del corpo della vostra femmina non va trascurato e riuscire a far diventare i preliminari un momento più importante della penetrazione, è un risultato possibile e al contempo necessario per noi stessi e per la coppia.

 

   Davide Ragozzini

 

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