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di Davide Ragozzini   indice articoli

 

Le fantasie erotiche

Ottobre 2013

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Ognuno di noi, chi più e chi meno, in testa ha un scenografo, un regista o un romanziere.

Abbiamo la pellicola e il proiettore. Possiamo immaginare qualunque cosa e spingerci davvero ai confini con la realtà. La nostra mente è capace di creare, come dicono le teorie esoteriche, e modellare la realtà.

Il primo passo per cambiare qualcosa che non ci sta bene è creare con la mente un’alternativa; e ancora, il primo passo per avvicinarci a qualcosa che desideriamo è immaginare concretamente l’oggetto desiderato.

Sherazad usò la sua fantasia per salvarsi la vita inventandosi per mille e una notte storie tanto avvincenti da affascinare il re persiano Shāhrīyār che per vendetta verso una delle sue moglie che lo aveva tradito, aveva deciso di uccidere tutte le altre dopo una notte d’amore.

Se non si può ancora dimostrare che la vita nasce nella o dalla mente, si può dimostrare invece che la mente può tenere lontano la morte.

Rita Levi Montalcini in un’intervista di Paolo Giordano, risponde alla sua domanda di come sia la vita a cento anni: “Ho perso un po’ la vista, molto l’udito ma penso più adesso che quando avevo vent’anni. Io non sono il corpo, io sono la mente.”

La fantasia e l’immaginazione allungano la vita, attraverso la curiosità e gli stimoli di nuove scoperte.

Mia nonna Giulia è stata una donna incredibile: usciva raramente e non l’ho mai vista uscire da sola, sempre accompagnata, ma leggeva il quotidiano tutti i giorni, non era molto istruita ma era molto intelligente e sapeva tantissime cose, si teneva informata e capiva il mondo moderno meglio di chiunque altro alla sua età.

Ha vissuto fino a novantaquattro anni e fino all’ultimo è stata lucida, serena e molto allegra.

Curiosità, fantasia, immaginazione sono gli strumenti della nostra mente che la alimentano, la stimolano e le allungano la vita e di conseguenza il beneficio si contagia tutto il corpo.

Una delle parole più belle che esistano, secondo me è fantasia.

È praticamente uguale in tutte lingue europee e non solo, in turco, in polacco e molte altre, praticamente in tutto il ceppo caucasico; anche se dimostra che i vari popoli non hanno avuto molta fantasia nel dare nome a questo concetto, può dimostrare invece quanto questo concetto sia importante nella stessa maniera a tutti quanti i popoli.

Fantasticare è libertà per antonomasia.

Vasco Rossi nella sua canzone “Liberi liberi” dice: liberi liberi siamo noi però liberi da che cosa...?

Già, da che cosa?

In realtà essere liberi non implica un “da che cosa”; essere liberati implica un “da che cosa”.

Essere liberi è un concetto assoluto, ma se non li siamo (e non li siamo) è solo attraverso la fantasia e l’immaginazione che possiamo liberarci.

Immaginare un mondo migliore è il primo passo per ottenerlo.

Se non abbiamo un mondo più giusto è perché non sappiamo immaginare, tutti insieme e nello stesso momento, un mondo migliore. Gli uomini liberi o che si sono liberati da qualcosa, sono quelli che più di tutti hanno avuto fantasia.

Bene, ora parliamo di sesso.

Le donne vivono il sesso più che come un fatto fisico, come un evento psicologico.

Alcune donne possono raggiungere l’orgasmo senza alcuna stimolazione fisica, solo con la fantasia. Beh certo, sembra che ci riescano solo le donne e non tutte, ma anche se fosse solo una piccola parte di umanità, vi rendete conto di che strumento potente abbiamo tra le ... orecchie?

È la prova che esiste un ponte tra fantasia e realtà, un collegamento, un’interazione.

Perché se l’orgasmo, come abbiamo visto, è un passaggio in una dimensione spirituale, nello stesso tempo è il riflesso o la reazione più fisica che possiamo sperimentare.

Ma cosa sono le fantasie erotiche? Desideri irrealizzati o forse che non si realizzeranno mai, pensieri capaci di creare o aumentare l’eccitazione.

Da ragazzini si scherzava dicendo che masturbarsi è fantastico: ti puoi scopare tutte quelle che vuoi. Oggi però posso fare di più: posso immaginare la persona giusta per me ma non solo il suo corpo, anche il suo essere, il suo sguardo e l’anima che ne esce.

Posso immaginare le sue mani, i suoi gesti, la sua voce e il suo profumo. Posso immaginarla camminare per casa, lasciarvi i suoi segni, i suoi vestiti e i suoi oggetti. Posso immaginare la mia casa cambiare attraverso il suo tocco, pregna della sua femminilità. Posso immaginare me stesso nel momento che la vedo, che la guardo e che mi innamoro.

Oggi per me, queste sono le fantasie che mi eccitano di più.

Tante fantasie ci spaventano perché a volte sono troppo audaci o lo sono rispetto ai limiti che abbiamo o che crediamo di avere ad esempio costruiti su un’educazione troppo rigida.

Qui di seguito riporto molto del contenuto di alcuni articoli che nello specifico affrontano l’argomento da un punto di vista scientifico.

 

 

Fantasie ed Eros: il cervello è il nostro più importante afrodisiaco!

Dal sito: www.psicologi-italia.it/fantasie_eros.htm
A cura del Dott. Marco Rossi psicoterapeuta, sessuologo. www.marcorossi.it

 

“Un grande aiuto alla vita sessuale di coppia è fornito dalle fantasie, infatti come scrisse John Money, noto psicosessuologo americano, " Il più potente organo sessuale? E' la nostra testa".

E' però importante che le fantasie vengano prima accettate da noi stessi e in seguito comunicate e condivise con il partner. Le fantasie sarebbero quindi l'equivalente delle spezie in cucina: se usate in modo giusto possono rendere "piccante" e ancora più stimolante la nostra vita sessuale.”

 

Le fantasie sviluppano e stimolano l’emotività. Una fervida immaginazione ci permette di abbandonarci in scene create dalla nostra mente e da un punto di vista emotivo, non c’è nessuna differenza dalla realtà.

Abbiamo così modo di sperimentare emozioni e questo è utile perché ci prepara a vivere quella situazione qualora si realizzasse.

Continua il Dottor Rossi:

 

“Da ciò emerge che far riscorso alle fantasie sessuali e dare spazio all'immaginario erotico è assolutamente normale e positivo, in quanto permette di esplorare, in forma innocua e sicura, le proprie sensazioni, pulsioni e desideri.

Molto spesso queste fantasie si accompagnano all'atto sessuale o all'autostimolazione erotica.
Insomma: il piacere è sinonimo di fantasia, la capacità e facoltà di erotizzarsi mentalmente rappresentano il substrato su cui nasce il desiderio; se a ciò si uniscono le componenti biologiche, le fantasie erotiche sono da considerarsi utili a stimolare il gioco erotico.
E' stato provato che fantasticare rende gli uomini più estroversi, migliora la frequenza orgasmica e rende più disinibiti.
Le donne che hanno fantasie sessuali sono meno condizionate da certe norme tradizionali, sono favorevoli ai rapporti anche durante il periodo mestruale e all'autoerotismo.
Uomini e donne hanno però fantasie molto diverse e queste variano anche con l'età...”
“...ogni individuo ha il suo "giardino segreto" al quale attingere per stimolare la propria vita sessuale.
Per alcuni uomini le fantasie, o comunque le immagini eroticamente stimolanti, hanno un ruolo determinante: ciò è assolutamente normale e NON significa che non si stia bene con la propria partner.”
“...confidare certe fantasie alla partner e condividerle con le sue non può che approfondire l'intesa sessuale creando ulteriore complicità, ma attenzione a non innescare pericolosi meccanismi di gelosia……!”

 

 

Fantasie sessuali femminili

dal sito: www.farmasalute.it/percorsi/articolo.asp?id=2141  Dott. Marco Rossi

 

Le donne possono raggiungere l'orgasmo senza stimolazione genitale, ma con la sola fantasia
“Nell'articolo “Fantasie ed eros: il cervello è il nostro più importante afrodisiaco!” ho analizzato le prevalenti fantasie maschili, mentre a quelle femminili voglio dedicare un maggiore spazio, poiché per le donne le fantasie sono ancora più importanti nella vita sessuale, in quanto alcune donne possono raggiungere l'orgasmo senza la minima stimolazione genitale, bensì utilizzando semplicemente la fantasia!
Le donne, abituate da sempre ad immaginare più che a vedere ciò che accade dentro di loro, hanno fatto del sesso un importante evento psicologico, più che un fatto corporeo e per questo sul piano sessuale non temono l'età.”
“Tante donne fantasticano sul "terzo senza volto", cioè un uomo con cui non hanno alcun legame emozionale, uno sconosciuto totale.
Tale fantasia non le fa sentire in colpa, semplicemente perché non vi è la possibilità materiale e reale di tradire con quest'uomo, frutto della loro fantasia.
Loro l'hanno creato per dare stimoli extra alla loro vita sessuale. Quindi la fantasia del "terzo senza volto" non ha influenze negative sulla relazione con il partner, anzi potrebbe risultare molto eccitante far partecipare il proprio uomo a tali fantasie…”
“La situazione invece cambia se a letto con il proprio partner si hanno fantasie con il "terzo conosciuto", cioè quando si pensa sempre allo stesso uomo (che però non è il proprio partner!).
Infatti cosa succede se si fantastica sul vicino di casa, sul migliore amico, sull'ex??
Se queste fantasie sono saltuarie, non vi è nessun problema, anzi può essere ancora più eccitante della fantasia con il "terzo senza volto", al contrario se le fantasie sono ricorrenti e provocano un forte senso di colpa, questo potrebbe significare che non si è soddisfatte della propria relazione e quindi questa fantasia NON è da sottovalutare, poiché potrebbe rivelare una insoddisfazione del rapporto di coppia.
Generalmente comunque le donne sono molto eccitate e stimolate dalle fantasie dove vi sono scene romantiche, piene di tenerezza, ma anche esibizionistiche come mostrarsi e sentirsi irresistibili.” 
“In ogni caso sia per le donne che per gli uomini le fantasie fanno parte del mondo segreto della persona e non vengono comunicate per pudore e paura di essere fraintesi o anche per timore di suscitare la gelosia del partner.
 Il tenere però nascoste le fantasie genera senso di colpa ed imbarazzo ed anche frustrazione. Reprimere queste fantasie è molto nocivo per la sessualità, poiché si verifica una repressione del piacere sessuale! La cosa migliore da fare è quella di accettare le proprie fantasie come un fatto normale della vita sessuale e, se esistono i presupposti, condividerle con l'altra persona.
Se ci si riesce, tutto sarà più stimolante e risveglierà maggiormente il desiderio e l'intesa sessuale.”

 

Questi due articoli del Dott. Marco Rossi, mi trovano completamente d’accordo.

Il Dott. Rossi, affrontando il tema, non entra nella possibilità del verificarsi la realizzazione della fantasia. Vediamo qui di seguito un articolo che affronta anche questa possibilità:

 

Fantasie erotiche. Psicologia dei comportamenti sessuali

Tratto dall’articolo: Fantasie erotiche. Psicologia dei comportamenti sessuali

Dal sito: www.centroenergheia.it

 

Dott.ssa Emanuela Sabatini,  Dott. Marco Baranello
Quando parliamo di immaginario erotico ci riferiamo a fantasie che hanno quale obiettivo l’eccitazione sessuale. Non tutti i pensieri che hanno quale oggetto l’ambito della sessualità possono essere definiti “fantasie erotiche”.
“Alcuni pensieri infatti hanno, per il soggetto che li vive, carattere intrusivo ed ossessivo e rientrano in un quadro patologico.

Una fantasia erotica, di per sé, rappresenta una normale attività dell’organismo funzionale al raggiungimento dell’eccitazione.

Può però assumere forma parafiliaca (il termine parafilia è l’attuale nomenclatore utilizzato per indicare quei comportamenti noti come “perversioni sessuali”) quando il soggetto non può fare a meno di ricorrere ad una specifica fantasia o ad uno specifico comportamento sessuale per eccitarsi.

Ad esempio nella scatologia telefonica (telefonate oscene) l’unico modo che una persona ha per eccitarsi è poter mettere in atto o fantasticare tale comportamento.

Non è però il contenuto della fantasia ad essere di per sé patologico quanto la forma che assume, ovvero come la persona si organizza in funzione delle proprie fantasie.

Distinguiamo comunque la pura fantasia ovvero i pensieri, idee e desideri dal comportamento sessuale che rappresenta il passaggio all’atto.

Alcune fantasie che il soggetto vive come erotiche possono diventare patologiche nel passaggio all’atto come la zoofilia (sesso con animali), la scatologia telefonica, la violenza sessuale mentre potrebbero essere “normali” fantasie quando rimangono tali.

Ad esempio diverse donne fantasticano di subire violenza sessuale ma, nella realtà, non vivrebbero mai tale situazione né la considererebbero erotica.

Va sottolineato che l’immaginario erotico è fortemente condizionato da fattori psico-sociali relativi ad una cultura o sub-cultura di appartenenza.

Fattori psicologici, sociali, culturali (e “morali”) oltre che fattori biologici sono quindi alla base dell’espressione dell’immaginario erotico di ogni persona.” [...]

“Un’altra differenza tra uomini e donne riguarda le fantasie di prestazione e situazionali.

Le donne esprimono più frequentemente fantasie legate a situazioni specifiche (sesso nella vasca da bagno, in ascensore, in un camerino di un negozio, davanti al camino, in un prato, ecc.) mentre negli uomini sono più comuni fantasie di prestazione (sesso anale, sesso orale, specifiche posizioni, ecc.)”

“In un’alta percentuale di casi le fantasie vengono comunicate al partner sessuale ed utilizzate dalla coppia.

La maggior parte degli intervistati dichiara di non aver mai realizzato concretamente la fantasia (soprattutto quelle che coinvolgono altre persone oltre la coppia) ma desidererebbe farlo. Di fatto comunque il desiderio di realizzazione sembra essere parte integrante della fantasia stessa.

Chi invece ha messo in pratica la propria fantasia raramente dichiara di non aver apprezzato l’esperienza.”

“Alcune persone pensano infatti che una fantasia erotica sia l’espressione di un desiderio che si vorrebbe realmente concretizzare.

Così molti uomini ancora temono l’idea che la propria partner possa fantasticare situazioni orgiastiche o sesso con altri uomini. In realtà i dati a nostra disposizione dimostrerebbero che l’intenzione di realizzare la propria fantasia altro non è che parte della fantasia stessa.

Raggiunto lo scopo per il quale la fantasia è stata prodotta (desiderio-eccitazione-orgasmo) la stessa fantasia perde, in quel momento, il suo valore erotico.”

 

Ovunque si parla di fantasie erotiche, sia in articoli scientifici o in discussioni tra persone più o meno informate, si arriva quasi sempre alla conclusione che le fantasie erotiche sono solo fantasie perché non saranno mai realizzate.

Quest’ultimo articolo mi sembra poco chiaro e in alcuni punti in contraddizione con se stesso. Il mio scopo nell’inserirlo è semplicemente dettato dal bisogno di comunicare che spesso anche gli “esperti” se non sono confusi o poco preparati, almeno spesso non sono chiari a divulgare concetti che sono senza dubbio tutt’altro che semplici, creando nei lettori, a volte, ancora più confusione.

Analizzando l’argomento, arrivo alla conclusione che esistono delle distinzioni.

In primo luogo esistono fantasie erotiche che rimarranno sempre tali e che non verranno mai realizzate e tra queste possiamo trovarvi situazioni “normali” o situazioni che nella realtà non lo sarebbero, ma abbiamo visto anche che per queste ultime, rimanendo solo fantasie, chi le produce può considerarsi normale.

Il punto cruciale di questo studio, a mio avviso, è da individuare nel momento in cui si intende realizzarle. Sono d’accordo con il concetto che spesso il desiderio di realizzarle possa essere inserito nella fantasia stessa ma non sempre è così divenendo a quel punto un “progetto”.

Non credo che sia facile, comunque, stabilire se il tentativo di realizzazione di una fantasia sia un desiderio che non sarà mai realizzato o un progetto, perché è possibile che un progetto non si riesca mai a realizzarlo per fattori esterni.

Successivamente l’attenzione va posta a quelle fantasie che, attraverso un progetto infine, vengono realizzate. Ho la sensazione che nell’ultimo articolo venga insinuato che realizzare una fantasia erotica non sia una cosa sana e normale come se fantasia e realtà debbano essere tenute ben distinte.

Questa sensazione può essere soltanto una mia interpretazione ma di fatto nell’articolo non emerge un incentivo, invece, per incoraggiare coloro che hanno fantasie a realizzarle.

È chiaro che nel fare questo è necessario stabilire quali sono le situazioni “normali” e quali invece non lo sono.

Ancora una volta tengo a sottolineare che questo confine è soggettivo: una situazione può essere normale per me e non esserlo per molti altri ma anche una situazione che non è considerata “sana” da molti potrebbe invece esserlo per molti altri. In modo unanime, si devono confinare nelle non normali e non sane le situazioni dove è presente violenza sia fisica che psicologica.

A quel punto saremmo davvero di fronte a una patologia.

Concludendo questa distinzione, se come abbiamo visto siamo tutti d’accordo che le fantasie di per sé sono sane, qualora ci sia il desiderio o il progetto di realizzarle, è giusto quantomeno provarci perché credo che il confine tra immaginazione e realtà si debba sempre tendere ad assottigliare il più possibile, conferendo alla nostra esistenza un significato più dilatato affinché il nostro mondo sommerso non si trasformi in una somma di frustrazioni.

Arrivati a questo punto, qualcuno potrebbe chiedersi: ma se inizio anche solo a sospettare di avere l’intenzione di realizzare una fantasia erotica, e magari non è proprio una situazione “normalissima” quella che immagino, mi devo preoccupare?

So che è una domanda che salta fuori perché è successo anche a me.

A volte, come abbiamo visto, c’è un confine sottilissimo tra le due dimensioni e a volte diventa un po’ una scusa confinare un’idea in una fantasia irrealizzabile perché non abbiamo il coraggio di viverla fino in fondo.

È vero che, come ci dicono gli esperti, pensare di realizzarla fa parte della fantasia stessa. Ma può succedere di realizzarla davvero e forse ci possiamo rendere conto se era un progetto solo quando l’abbiamo realizzata.

Io credo che spesso una fantasia sia un desiderio bello e buono di vivere determinate esperienze, la maggior parte almeno.

Tante donne dicono, anche se sembra che sia stato smentito, di eccitarsi ad immaginare di essere stuprate.

Non credo che nella realtà sia molto divertente, però qualcuna potrebbe desiderare il verificarsi di una situazione molto simile dove un uomo per il quale provano una forte attrazione fisica e un magnetismo mentale, che si tratti anche di uno sconosciuto, le prenda molto decisamente e senza preavviso tale da sembrare uno stupro, ma in realtà non lo è perché lei si è sciolta non appena l’ha visto.

In un rapporto sessuale molto estremo come questo, dove la donna sfiora un pericolo, unisce l’adrenalina della situazione alla chimica dell’attrazione con il risultato di una potentissima eccitazione capace di farle vivere la fantasia dello stupro e di farla godere tantissimo.

Questo tipo di esperienza è un avvenimento che può accadere a tutte, anche a quelle che non hanno mai pensato minimamente a situazioni simili e potrebbero sorprendersi di provare un piacere potentissimo e di abbandonarvisi proprio mentre succede.

Ritornando all’ipotetica domanda di poco fa, ovvero se mi devo preoccupare se la mia fantasia non è proprio una situazione normalissima, credo che si debba focalizzare l’attenzione sugli eventuali rischi nel verificarsi di situazioni pericolose ma non solo fisicamente ma anche psicologicamente, sugli altri ma anche su noi stessi con i limiti consapevoli dei danni che possiamo arrecarci, anche se a volte, per qualche motivo, è necessaria una sperimentazione per decidere definitivamente di non oltrepassare mai più quel limite.

Questa è l’unica regola e all’interno di essa si può affermare che tutto è lecito.


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