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Pregiudizi sul sessoPregiudizi sul Sesso

di Davide Ragozzini   indice articoli

 

Introduzione

Settembre 2012

 

Da bambino, quando frequentavo l’asilo, avrò avuto 4 o 5 anni, un pomeriggio le maestre accompagnarono tutti i bimbi, compreso me, in cortile per farci giocare all’aria aperta; con una scusa, ormai dimenticata, ho trovato il modo di “risgattaiolare” in aula. Non ricordo quale fosse esattamente il mio obiettivo, so solamente  che, una volta sicuro di essere solo, ho annusato la sedia della bambina più bella della classe.

Non mi sento di generalizzare però posso affermare che almeno per me il sesso ha iniziato ad avere un ruolo importante già in tenera età. Ovviamente devo averlo vissuto in una situazione di puro istinto perché questo ricordo non è accompagnato dalle emozioni consapevoli di quei momenti e l’interpretazione di quello che è successo forse l’ho data in seguito, crescendo, quindi può essere che il ricordo di quell’episodio e le emozioni, appartengano a due momenti diversi della mia vita . Infatti per anni ho sempre celato persino a me stesso quell’episodio, vergognandomi o addirittura pensando di me stesso di essere una specie di mostro, sicuro, anzi sicurissimo che a nessun’altro bambino a quell’età fosse mai capitato non solo di trovarsi a fare una cosa del genere ma addirittura forse quasi di progettarla.

Con il tempo ho evoluto il mio pensiero e ho cambiato la percezione della mia persona sullo schema di quell’episodio. Innanzi tutto ho iniziato a non essere più così tanto sicuro di essere stato l’unico bimbo al quale sia successa una cosa simile e forse chi sa, qualcosa del genere può essere successo anche alle femminucce che fino ai dodici tredici anni mi sembravano lontane da qualsiasi cosa riguardasse il sesso tanto che il loro giudizio nei confronti di noi maschi, che iniziavamo a scoprirlo, era negativo e in qualche modo mi faceva sentire in colpa. Un altro passo avanti l’ho fatto quando un amico, diventato padre di una splendida bimba, un giorno nel suo giardino, durante un barbecue, quando la bimba aveva circa tre anni, mi disse:

“Caro amico, o mia figlia ha preso da me e quindi mi sta diventando un’affamata di sesso già a questa età, oppure quello che ogni tanto le capita di fare, forse, è normale. All’inizio ero un po’ preoccupato e imbarazzato ma poi non ci ho dato gran peso, ne abbiamo parlato con la pediatra e ci ha detto che è normale.”

Si stupì di notare, quando la teneva in braccio già da quando la bimba era molto piccola, un certo movimento ondulatorio che faceva con il bacino per riuscire a ‘strusciarsi’ contro il suo osso sporgente e lo faceva così, inconsapevolmente, si procurava quel piacere senza sapere nulla, senza conoscere niente di niente, neanche del suo corpo. Allora ho iniziato a rivedere l’idea che mi ero fatto di me stesso da bimbo e non solo; diedi una grandissima e straordinaria importanza al fatto e alla rivelazione che la sessualità non inizia in un momento preciso nella nostra vita ma anzi ne fa parte fin dall’inizio.

Questo è stato sia il motore che la benzina di tutto il mio percorso che mi ha portato a studiare il sesso e l’erotismo non solo nel mio letto ma anche e sopratutto in letteratura, in storia e nell’arte in genere. Mi ha portato a creare “EROTICA...MENTE Arte”, nel 2007, un festival dell’erotismo da un punto di vista artistico. Ho pubblicato una raccolta di racconti erotici e sono stato incaricato dalla casa editrice di creare e curare una collana di letteratura erotica e infine ho scritto questo libro.

Perché ho sentito il bisogno di scrivere questo libro? Nei miei racconti ho toccato vari temi che riguardano la sfera del sesso e poco dopo la pubblicazione ho sentito il bisogno di condividere tutte le informazioni che avevo acquisito nel corso degli anni dai libri, dagli articoli sulle riviste specializzate, dai siti che attendibili o meno alla fine offrono comunque un spunto di riflessione,  dai forum e dai blog nei quali a parlare sono le persone comuni con le loro convinzioni le loro credenze e le loro paure. Proprio dai forum e dai blog ho avuto la conferma, come una goccia che trabocca il vaso, che la disinformazione regna ancora sovrana. Accompagnata anche dalla malainformazione e spesso i due termini vengono confusi. È a questo punto che ho sentito il bisogno di fare chiarezza in modo dirompente: un conto è non sapere e un conto e credere di sapere ma la verità è tutt’altra cosa.

La malainformazione è peggiore della disinformazione perché nei migliori dei casi se a una persona chiedessimo qualcosa inerente ad un argomento qualsiasi e questa persona non ne conoscesse nemmeno l’esistenza, potremmo ricevere la fortunata risposta che egli non ne sa niente, (disinformazione) ma se la stessa persona CREDE di conoscere abbastanza bene l’argomento e a dargli tale sicurezza non sono fonti riconosciute ma le sue esperienze e il retaggio delle esperienze dei suoi avi, allora corriamo il grosso rischio di essere di fronte ad un caso di malainformazione.

La malainformazione si insinua nel tessuto sociale, crea convinzioni sociali che poggiano sulle tradizioni. Ha la potenzialità di diventare molto pericolosa. Oggi non corriamo più grossi rischi, sopratutto nei nostri (per il momento) tranquilli paesi civilizzati. L’avvento di internet ci dà la possibilità di cercare e trovare informazioni e ci dà la possibilità di confrontarci con persone distanti migliaia di chilometri. Ma allora, vi chiederete, dov’era tutta questa esigenza di scrivere questo libro?

  1. se sono ormai  pochi i disinformati e i malinformati, tanto meglio. Il progresso e la tecnologia hanno fatto il grosso del lavoro e questo libro si accontenta di dare un ultimo colpo di coda.

  2. Io stesso ho imparato ancora molto proprio nella fase di  stesura di questo libro. Ho capito che gli argomenti sono tanti e complessi e, per quanto possa essere molto buona la mia conoscenza ci saranno sempre zone d’ombra e sopratutto continuare a cercare un confronto con le altre persone, inevitabilmente, porta alla luce le grandi differenze soggettive che ci sono tra un individuo e l’altro, sia femmina che maschio. È  un libro per tutti perché ognuno può trovarsi nella duplice situazione di riconoscersi in un argomento, avendo così la possibilità di sentirsi un po’ più normale e meno “mostro”, (come è successo a me dopo il racconto del mio amico) e in più ha la possibilità di entrare a conoscere mondi a lui lontani e le varie sfaccettature. In un tempo che corre verso la condivisione, credo che sia uno strumento importante.

Il nostro corpo è misterioso e quello dell'altra persona, ancora di più. Se pensi di sapere già tutto, sicuramente ti sbagli. Anche i sessuologi più esperti ci hanno confermato di avere ancora molto da imparare e da scoprire sui misteri del corpo…

Ma il vero obbiettivo, il più importante, il più trascendente è riuscire, attraverso una sana emancipazione, a contribuire ad abbattere tutti i tabù sul sesso e sopratutto tutti i giudizi che troppo spesso vengono espressi gratuitamente verso dimensioni a noi lontane e verso coloro che, forse in modo un po’ estremo, vivono la sessualità comunque all’interno di una sana normalità. Ancora una volta si impone il bisogno di sfatare la falsa dicotomia diverso/sbagliato; niente di più pericoloso in una società che ha la pretesa di evolvere ed affrontare le difficili prove che ci aspettano, inerenti ai gravi cambiamenti climatici ma ancor di più alle gravi difficoltà che ancora abbiamo di convivenza e solidarietà tra noi stessi su questo pianeta.

Non voglio allargarmi troppo in tematiche sociali, economiche e/o politiche ma sempre più persone si rendono conto di quanto ormai sia saturo e prossimo alla paralisi lo schema organizzativo di tutti i popoli e di come stia soffrendo il pianeta.

Vi chiederete cosa c’entra la nostra realtà attuale con la sfera del sesso, ebbene: la salvezza non può far altro che passare attraverso una significativa ascesa  della coscienza collettiva, di una maturazione che prepara il terreno all’INFORMAZIONE attraverso la condivisione e la collaborazione.

Dunque alla vostra eventuale domanda la risposta è semplice: io, occupandomi di sesso ed erotismo, offro il mio contributo per diffondere un messaggio positivo attraverso un’informazione dettagliata sul tema ma ancor di più il mio obbiettivo è di riuscire ad abituare i lettori a riflettere in termini più vasti che non le proprie credenze, i propri gusti e pregiudizi. Se riuscirò nel mio intento, un nuovo modo di pensare potrebbe venirsi a creare e sarà dunque facile riuscire ad applicarlo a tutte le tematiche importanti e più urgenti che ci opprimono. In questo libro non troveremo la soluzione ai nostri problemi e tanto meno io stesso mai mi sono prefissato tale obbiettivo ma sicuramente può essere uno strumento importante in due direzioni: nello specifico, nell’impatto immediato, offre molta informazione utile a tutti, secondo, la conseguenza che potrebbe portare in termini di apertura mentale è la mia vera aspirazione a contribuire a gettare le basi per una profonda maturazione.

Vi accompagnerò, capitolo per capitolo, in un viaggio meraviglioso dove cercherò di spiegare in termini scientifici, psicologici e sociali, cosa ci accade quando pensiamo al sesso, quando desideriamo il sesso e quando facciamo sesso. Il libro è diviso in 25 capitoli ognuno dei quali affronta una dimensione precisa sia riferita proprio al sesso stesso, sia riferita alle varie correnti di pensiero che hanno da sempre avuto la pretesa di codificarlo e di ingabbiarlo.

Sono anche presenti articoli di “esperti” e  parti significative di Blog deliberatamente copiati e incollati dal web sui quali ho formulato i miei commenti. A tal proposito voglio specificare che tra la moltitudine di materiale che è presente in internet, ho scelto proprio tra quelli che emergono per primi  nei motori di ricerca, perché, supponendo che siano i più letti, sono quelli che hanno più possibilità di influenzare le persone.

 

   Davide Ragozzini

 

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