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di Diego Pignatelli Spinazzola     indice articoli

 

Superamento del dogma e stadio alchemico della trinità: un commento psicologico junghiano del ternarius   Dicembre 2012

 

Il ternarius (Rosarium Philosophorum, Artis Auriferae vol.2, 1593) nell'immagine alchemica riprende l'antico caduceo con le tre funzioni (funzione differenziata, ausiliare, meno differenziata), i tre nel calice (Padre, Figlio e Spirito Santo) e il serpente.

Quest'imago alchemica sintetizzava il dogma ecclesiale e lo trascendeva con elementi pagani.

Il drago tricefalo che sottintende la figura una e trina infatti sostituisce una vera e propria quarta funzione.

L'antico emblema dell'aenigma regis qui sovramenzionato o meglio dell'ermafrodito alchemico fu utilizzato da C. G. Jung come parallelo del suo processo di individuazione e delle dinamiche psicologiche inerenti alla quaternità. E' per mezzo del tre, secondo gli alchimisti, che si raggiunge il quattro, cioè la totalità ermafroditica. Il confronto con la teoria del mandala e dell'interezza, del quattro come sintesi dell'uno è evidente. Le immagini e l'arte figurativa alchemica erano per Jung un sostituto simbolico delle sue teorie analitiche essendo le più degne e legittime originarie rappresentanti di queste. Il processo di individuazione è difatti una genesi del , una funzione totale che come una tetraktys diparte in quattro angoli di un quadrato. La funzione stessa è un mandala, una quadratura. Le funzioni in analisi sono il corrispettivo teorico di ciò che erano dogmi religiosi (Padre, Figlio, Spirito Santo) o mitologici (Eva, Elena, Sophia, Maria). La funzione meno differenziata, ctonia, ad esempio Sophia per mezzo della funzione ausiliare (Figlio-Spirito Santo) riacquista un posto nel mandala tripartito. Questi processi non furono solo attestati dal dogma e dalla stessa alchimia,ma essi stessi erano presenti nella coscienza religiosa con e attraverso i simboli.

Se una delle funzioni risulta differenziata e quindi legata al consensus omnium, è proprio per mezzo della funzione ausiliare inconscia, occulta che quest'ultima media l'oscurità e contempla l'anima ctonia, la Sophia anima mundi, ebbene questa traiettoria verso il basso, verso il regno delle Madri, porta in sè l'unità e l'integrazione con l'anima ancestrale. Per questo la ricostituzione del gibbone è necessaria al completamento della funzione inferiore in copulatio con quella superiore così da raggiungere una dimensione sopraordinata, per l'appunto ciò che Jung intende per principium individuationis.

Questa coniunctio era proprio quello stesso presagio degli alchimisti che non ritenevano confinarsi nel solo dogma della trinità, ma tentavano con tutti i mezzi di superarlo per l'appunto con l'apporto della filosofia ermetica e della mitologia ellenistico-pagana.

In una prospettiva clinica le funzioni rappresentano dinamiche che equilibrano il caduceo della totalità psichica e dell'autoregolazione in un sistema centralizzante. In merito ad un sistema di funzioni si configura quel sistema sopraordinato che bilancia gli opposti psichici e che omeostaticamente regola la psiche individuale armonizzandola in quella collettiva.

 

Da questa breve sintesi abbiamo potuto esplorare il significato intrinseco del dogma della trinità e la sua ulteriore elaborazione adottata dall'alchimia i cui risvolti psicodinamici trovano una loro ricontestualizzazione pratica e clinica nella teoria analitica di Jung che intravedeva in esse forse la più originale raffigurazione e commistione di dinamiche psichiche ed endopsichiche.

 

     Diego Pignatelli Spinazzola

 

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Bibliografia

C. G. Jung, Op. Volume 9** Aion: Ricerche sul Simbolismo del Sé, Bollati Boringhieri, ristampa 2005.

C. G. Jung, Scritti scelti, a cura di J. Campbell, Edizioni Red, Milano 2007.

C. G. Jung, Gli Archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino, 1977.

C. G. Jung, L’inconscio collettivo in RCS libri 2011, Milano.

C. G. Jung, Ricordi, Sogni, Riflessioni, raccolti ed editi da Aniela Jaffè, Bur 2008.

C. G. Jung, Tipi Psicologici, Newton Compton editori, Roma 2009.

C. G. Jung, La psicologia dell’inconscio, Newton Compton editori, 1989 Roma.

C. G. Jung, La libido, simboli e trasformazioni, Newton Compton, Editori, 2006 Roma.

C. G. Jung, Psicologia e Alchimia in Opere Vol. 12, Bollati Boringhieri editore, 2006, Torino (p. 30).

C. G. Jung, Opere Vol. 14 (1955/56)/ Mysterium coniunctionis., Curato da: Massimello M. A., Editore: Bollati Boringhieri., Collana: Gli archi 19.

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