Home Page Riflessioni.it

        DOVE IL WEB RIFLETTE!  16° ANNO

Menu sito

Riflessioni sulla Psicologia TranspersonaleRiflessioni sulla Psicologia Transpersonale

di Diego Pignatelli Spinazzola     indice articoli

 

Inconscio: horror vacui o profondo mistero?  Novembre 2011

 

Mentre per molti l'inconscio si rivela un horror vacui per alcuni esso ha una capacità di attrazione fascinosa, di mysterium et fascinans.

Chi volge le spalle all'inconscio si dà alla vita ed alle relazioni umane mentre chi volge le spalle alla vita con i suoi tipi estroversi si dà all'inconscio. Si consacra ad un auto-esplorazione, così facendo preparandosi psicologicamente per l'aldilà, per il postmortem. Forse questo soleva intendere il più grande pioniere dell'inconscio e della psicologia del profondo, C. G. Jung che nel percorrere territori ignoti all'umana coscienza, soleva esaminare quegli strati profondi della psiche in connessione con le più antiche mitologie del sapere antico.

Ma la scarsa prevalenza dell'interesse per l' inconscio non fa nessuna breccia nella tendenza cosciente di natura oggettiva. A tradire questa tendenza però sono i sogni e le immagini oniriche, vero strumento di interpretazione junghiana.

Se il descensus ad profundus è una causa spirituale di enorme priorità per alcuni forse per pochi, per molti esso si rivela un horror vacui.

E' la coscienza unidirezionale, che ben sappiamo, che volge le spalle all'inconscio, a questa potenzialità misteriosa. Come un magnete invece l'inconscio agisce sui più temerari al cui viaggio sono già "iniziati" e predisposti. La differenza non è solo nell'abissale e nell’inabissale ma anche nell’accessibile e nel potenziale, ciò che non permette agli uni di comunicare con gli altri ed agli altri di non riuscire a nominare ai molti l'invisibile messaggero, l'ineffabile maestro e guida del proprio .

Così come Khezr nel Sufismo sciita iraniano, il Maestro Invisibile del profeta, ciò che lo erge in solitudine, il solitario stare con se stessi, così appare in Jung il vecchio Filemone, guida e voce interiore di matrice egizia-ellenistica copta. Erano le disposizioni a quell'antico retaggio Egizio-ellenistico-alchimistico che in Jung apparivano come molteplici aspetti radicati ancestralmente nel suo più interno Sé. Quell’ autoctona ed anticristica dimensione pagana che sprofondava nei misteri dell'Ade, permisero a Jung all'inizio del suo viaggio interiore quel catabatico descensus ad inferos, passionalmente e poeticamente narrato nel Libro Rosso, la rinascita dello stesso al Mistero ed allo Spirito del Profondo.

Ma cos'è il profondo, cos’è il mistero se non la matrice inconscia, ciò che è in grado di offrire all'uomo il massimo potenziale, il tertium non datur, scartato a priori dalla natura umana come pietra angolare, pietra dei costruttori o meglio Cristo-lapis o lapis philosophorum, ciò per cui l'essere umano non ne afferra il benché minimo contenuto prezioso. Se l'epimeteico risvegliarsi alla natura umana va verso la nota coscienza di veglia, l'inconscio significa il prometeico risvegliarsi all'ineffabile mistero che la pervade. E per questo che alcuni sono ritenuti grandi. Proprio perché l'inconscio, questa dimensione ineffabile e misteriosa alla coscienza è per essi più che familiare. Jung investì la sua vocazione di medico alla consacrazione, allo studio ed all'approfondimento dell'esoterico e dell'occulto. Con questo egli intendeva liberare la scienza da un dogmatico oggettivismo. Con l'inseguire le correnti sotterranee del pensiero occidentale egli intendeva fare breccia sulla vera dinamica della psiche umana.

Alle radici di quel sapere giaceva il patrimonio genetico, filogenetico ed ancestrale dell'umanità intera. Jung avrebbe chiamato questo deposito con il termine di inconscio collettivo. E' la matrice originaria da cui si attivano contenuti e simboli autoctoni, mitologie, residui ed immagini delle antiche civiltà e fasi della storia umana o meglio di una preistoria umana. Questi contenuti si attivano spontaneamente nelle psicosi. L'etiologia psicotica è un residuo attivarsi di queste disposizioni della psiche di natura primordiale (vedi Pignatelli, Psiche Primordiale &MyBook 2010).

Se l'inconscio è iniziazione alla pazzia sciamanica e se esso viene provocato da una malattia creativa come per Jung, Freud ed Adler i principali capostipiti della psicologia dinamica e del profondo, potremmo senz'altro riguardarla con "rispetto" questa pazzia. Giacché essa auto-sperimentandosi nella psiche dell'esploratore, costituisce un ordine tratto dal caos alle fondamenta dell’Origine. Sperimentandosi l'inconscio nella psiche apre le porte ad un viaggio iniziatico denso di prove,una chiamata dal profondo. E il viaggio è la nostra odissea, la psicosi. C'è un nonché di meraviglioso, di iniziatico e di fascinoso nella psicosi, quest'avventura dettata dallo spirito del profondo che osano attraversare solo i più temerari. Un avventura che costituisce una sovra-certezza individuale, l'aver attinto delle profondità e l'aver tratto il baule segreto, lo scrigno, la perla da quelle profondità che solo e solo il poch'anzi citato temerario con la sua guida segreta, la guida del suo Sé o angelo, poteva impavidamente attraversare. Cosicché la conquista dell'anima, il concepimento di un dio interiore, l'Abraxas alchimistico portatore di magia sacra, ed il ritrovamento del perduto gioiello, costituiscono nuove sovra-certezze per una possibile riuscita del processo di individuazione. La psiche si rinfranca e vede nell'alleanza con l'inconscio l'ascesa ma anche la discesa aperta a nuovi ed ulteriori mondi.

E' questa legge di enantiodronomia in cui gli estremi si convertono e le polarità si uniscono sciogliendo la tensione conflittuale tra coscienza ed inconscio ed è in essa il tertium non datur, cioè l'aprirsi di quella prospettiva teleologica che guarisce la psiche e le dona un nuovo equilibrio, un autoregolazione psichica che trova l'inconscio non solo alleato ma familiare e familiarizzante. Questo volevano dirci gli antichi esoteristi, occultisti e spiritisti nei loro indicibili carismi. In loro l'inconscio predominava come irresistibile fascinosum. La magia è anche portavoce del tremendum ed in essa si disvela l'occulto segreto.

L'occultatio è nelle coscienze unidirezionali, nel consensus gentium dei molti,che risponde a criteri standard di realtà. Criteri convenzionali che si tagliano via da ogni possibile introspezione inconscia. Criteri che ignari degli aspetti più recessi della psiche, credono di monopolizzarla attraverso luoghi comuni, politica, economia, sistemi giuridici, istituzionali, ecclesiastici, sapere e folklore ingenuo popolare e quindi attraverso il magistero dell'uomo di massa, l'homo vulgi.

E’ per questo che gli alchimisti nel loro antico sapere che si rifletteva in un retaggio antichissimo, solevano dibattersi nell'antico motto dell'aurum nostrum aurum non vulgi. Il mercurio dei filosofi non è quello terreno e dell'umana coscienza incapace di afferrare il fugace mysteriumoltre il velo dell’apparenza fenomenica. Se il dio danaro è diventato un dogma ben consolidato nelle coscienze, ci sono uomini o forse giganti per cui l'antico valore da ricercare rappresenterebbe un esigenza individuale e spirituale, un intima conquista dell'anima, un descensus ad inferos, una catabasi all'interno del proprio inconscio al fine di risvegliare quell'antico potere magico detenuto dai primordi delle civiltà, quel mana degli antenati, promessa salvifica ed universale apocatastasi in un tempo in cui l'uomo ancora dialogava con il suo inconscio astenendosi davanti a santuari e simulacri, templi, dolmen egizi, altari e catacombe, dal volgere irrispettosamente le spalle agli dei.

 

      Diego Pignatelli Spinazzola

 

Altri articoli di Diego Pignatelli Spinazzola


Bibliografia

Corbin H. L’Imagination crèatrice dans le soufìsme d’Ibn ‘Arabì.,Ernest Flammarion, 1958.
Neumann E., Storia delle Origini della Coscienza, Astrolabio Ubaldini Editore 1978 Roma.
Neumann E., La Grande Madre: fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio; Astrolabio-Ubaldini Roma 1981.
Jung C. G., Scritti scelti , a cura di J. Campbell, Edizioni Red Milano 2007.
Jung C. G., Gli Archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino, 1977.
Jung C. G., Tipi Psicologici, Newton and Compton editori Roma 2009.
Jung C. G., La psicologia dell’inconscio, Newton and Compton editori 1989 Roma.
Jung C. G., La libido, simboli e trasformazioni, Newton Compton Editori 2006 Roma.
Jung C. G., Aion: Ricerche sul Simbolismo del Sè. , in Opere Vol 9** , Bollati Boringhieri, Torino 2005.
Jung C. G., Psicologia e Alchimia in Opere Vol 12, Bollati Boringhieri editore 2006 Torino.
Jung C. G., The Red Book (liber novus) edited by Sonu Shamdasani.,Norton publication New York/London 2009.
Jung C. G., La Psicologia del Kundalini Yoga:seminario tenuto nel 1932.,a cura di Sonu Shamdasani, Bollati Boringhieri Torino 2004.
Hillman J., Il sogno e il mondo infero Adelphi,2003, 3ª edizione.
Pignatelli D. Psiche Primordiale:il misterioso richiamo dell'anima degli antenati., &MyBook 2010 Vasto CH Italy.
Pignatelli D., Primordial Psiche:a reliving of the soul of ancestors:a Jungian and Transpersonal Worldview, iUniverse 2011 Copyright Diego Pignatelli Spinazzola USA.

Utenti connessi


Cerca nel sito

Iscriviti alla Newsletter
Un solo invio al mese

Iscriviti alla Newsletter mensile


seguici su facebook


I contenuti pubblicati su www.riflessioni.it sono soggetti a "Riproduzione Riservata", per maggiori informazioni NOTE LEGALI

Riflessioni.it - ideato, realizzato e gestito da Ivo Nardi - P.IVA 09009801003 - copyright©2000-2016

Privacy e Cookies - Informazioni sito e Contatti - Feed - Rss
RIFLESSIONI.IT  -  Dove il Web Riflette!  -  Per Comprendere quell'Universo che avvolge ogni Essere che contiene un Universo...