Home Page Riflessioni.it

        DOVE IL WEB RIFLETTE!  16° ANNO

Menu sito

Riflessioni sulla Psicologia TranspersonaleRiflessioni sulla Psicologia Transpersonale

di Diego Pignatelli Spinazzola     indice articoli

 

Psiche Primordiale: Una visione a orientamento junghiano-transpersonale: Un portale per antiche premesse.   Giugno 2013

Recensione di Psiche Primordiale: Una visione a orientamento junghiano-transpersonale
di Diego Pignatelli Spinazzola, Persiani Editore, 2013.

 

Dalle incursioni in territori incogniti alla psicologia quali Il Libro Rosso di Jung, l'etica ed il problema dell'espiazione creativa, l'antitesi tra Jung e Freud, il Mysterium coniunctionis tra sizigie di Re e Regina e l'approccio alla sintesi di un Unus Mundus tra psiche e materia atto a rivalutare euristicamente il paradigma olistico al sopravvenire dei nuovi metodi di intervento esperienziali aperti su prospettive junghiano-transpersonali alla natura della psiche primordiale e dell'attivazione psicodinamica ai processi inconsci. Una traversata che offrendo l'antica destillatio estrapolata dalla classica letteratura junghiana e neumanniana, si muove anche e soprattutto attraverso solchi inconsueti ove troviamo un affinata speculazione di concetti gnostici, alchimistici ed esoterici che ruotano intorno al concetto junghiano di inconscio collettivo e di mysterium tremendum et fascinans. Una delle chiavi, forse per decodificare il messaggio di Psiche Primordiale è in quel tentativo pressappoco insolito di far comunicare assieme visione del mondo classico e visione psicotica o sciamanica al fine di trovare quel denominatore ancestrale che posizionava forse i nostri antenati in una condizione di raro privilegio. Così forse l'esperienza sciamanica, alchimistica e del Libro Rosso di Jung diventa per il lettore un portale ove far entrare in quella chiave d'accesso numinosa le varie immagini primordiali e transpersonali che il dominio collettivo della psiche ha eretto fin dai suoi ancestrali primordi. Un radicale spostamento e revisione di un paradigma teorico-clinico che muovendosi su aree definite convenzionalmente “transpersonali”, domini dell’inconscio perinatale, portali transbiografici e reami mitici ne convalidano anche e soprattutto la versione archetipica della psiche collettiva. E’ così che l’esperienza religiosa non diventa solo un surrogato diagnostico ma un intimo contatto con l’archetipo del Sé alias Rotundum e referente teologica. Ma l’anima, indiscussa protagonista di un esilio dal theos che ha provocato in sé una radicale dissociazione psichica, dal punto di vista junghiano deve definitivamente tornare alla creatura ancestrale, al gibbone la cui riconnessione psichica come antepone Hillman seguendo Jung è necessaria. Lo spostamento di parametri teoretici che vanno dalla gravitazione psichica ed il concetto di contenuti simbolico-creativi ed immaginali in seno all’outsider si inoltra poi nella rivisitazione teorico-clinica dell’eroe mana portatore dei domini ancestrali e deputato a canone portante ed archetipico per la scissione simbolica e teologica perita dall’umanità e dal collettivo stesso. Simia dei o gibbone diventano così paralleli teoretici per estrapolare quella dynamis che da sempre propugna l’individuo creativo a figura cardine del concetto e di simbolo per il Sé.

Ma il tentativo di inoltrarsi nelle traiettorie junghiane, propone Psiche Primordiale quale portato autentico di quelle teorie che vedevano Jung instancabilmente impegnato nella ricerca del lapis e dell’unità primordiale dietro le impermeabili falangi della compagine freudiana. Psiche Primordiale è anche il racconto di come Jung stesso abbia risolto il conflitto morale e la lacerazione etica che asserragliava un occidente diviso tra due anime: quella naturaliter christiana e quella pagana, e che l’illuminato scienziato e psicoanalista portò ad una progressiva congiunzione confutando quei misteri della Gnosi e dell’alchimia che d’ora in poi esigevano di essere riletti in chiave specialistica.

Il tentativo di affrancare l’ego all’inconscio rilevandone i contenuti autoctoni fu per Jung un modo di rianimare gli antichi Misteri che esigevano essi stessi un interiore trasformazione e rigenerazione euristica. Rigenerazione che il lettore stesso bagnandosi nel “culto” di questi stessi Misteri, nel nostalgico atto di immergersi nella traversata a mò degli antichi, presagirà nello sfondo mitico di una mitologia pulsante riesumata dal culto monotematico della desacralizzazione e del razionalismo monoteistico.

 

Recensione di:
Psiche Primordiale: Una visione a orientamento junghiano-transpersonale
di Diego Pignatelli Spinazzola, Persiani Editore, 2013.

 

     Diego Pignatelli Spinazzola

 

Altri articoli di Diego Pignatelli Spinazzola

Utenti connessi


Cerca nel sito

Iscriviti alla Newsletter
Un solo invio al mese

Iscriviti alla Newsletter mensile


seguici su facebook


I contenuti pubblicati su www.riflessioni.it sono soggetti a "Riproduzione Riservata", per maggiori informazioni NOTE LEGALI

Riflessioni.it - ideato, realizzato e gestito da Ivo Nardi - P.IVA 09009801003 - copyright©2000-2016

Privacy e Cookies - Informazioni sito e Contatti - Feed - Rss
RIFLESSIONI.IT  -  Dove il Web Riflette!  -  Per Comprendere quell'Universo che avvolge ogni Essere che contiene un Universo...