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di Diego Pignatelli Spinazzola     indice articoli

 

Rileggendo Il Libro Rosso

Un commento psicologico alla prefazione di Stanton Marlan su Reading The Red Book di Sanford Drob (Spring Journal Books 2012).  Maggio 2013

 

La mente paradossica è una condizione singolare per alcuni, non per tutti. Muovendosi nelle istanze del paradosso C. G. Jung concepì il Libro Rosso (1913-1936) come quell'incredibile stravolgimento titanico che egli stesso dovette affrontare a seguito della rottura con Freud nel 1913. Schiacciato dalle immagini autoctone e primordiali dell'inconscio, dalle indicibili incertezze di un conflitto imminente ma presagito nelle corde psichiche come entità travolgenti ed invisibili, Jung dovette porre rimedio trovando una sorta di allessifarmaco che lo avrebbe prima diviso e poi unito nell'indicibile complexio oppositorum di quelle stesse immagini. Poetica e lirica sono nel Liber Novus di Jung una discesa nella nekyia più profonda e paludosa in quel descensus ad inferos che gli aprì le segrete porte di una ben agoniata riconnessione psichica, conducendolo verso l'altare dell'oltretomba dei morti e verso la lapide degli inizi che egli estrapolò come lava incandescente nel suo lavoro postumo di quel che aveva da venire.

A seguito dell’intossicazione mitologica di Jung nel Libro Rosso che diverrà presto un appendice dell’indagine alchemica improntata da Jung ,la stessa alchimia junghiana subì una durevole trasformazione. Stanton Marlan nella prefazione all’autorevole libro di Sanford Drob (Drob, Reading the Red Book, Spring Journal Books New 2012) ci offre un affascinante commentario riflettendo la tesi dello stesso Drob che per l’appunto introduce una prospettiva preziosa e per Marlan del tutto entusiastica al Liber Novus (Marlan, pref. xv). Marlan suppone che vi è in corso sul Libro Rosso un lavoro di diffamazione e scredito, mistificando così ed isolando il Libro Rosso dal resto delle opere di Jung. L’impresa ottimistica di Marlan è qui incoraggiata dal commentario sul Libro Rosso di Drob anche se in antitesi Marlan riporta la critica di Giegerich (XIII) che adotta una prospettiva più pessimistica ed isolata considerando Il Libro Rosso a se stante da una rilettura storico-psicologica delle opere di Jung. Nonostante Marlan incentri la questione sul significato del paradosso incoraggiando una lettura che in linea con un certo anticonvenzionalismo porti l’innegabile struttura enigmatica della complexio oppositorum junghiana situata lì dove un certo pionierismo junghiano combatteva quel letto di procuste della psicoanalisi freudiana (Marlan X-XII 2012) si intravede nella rilettura di Drob e Marlan un sano ottimismo per la questione del significato e di come questo significato nel Libro Rosso debba essere rivisto alla luce dell’impegnativo commentario dello stesso Sanford Drob. Ringrazio Marlan per avermi passato la sua prefazione che risulta del tutto coinvolgente nell’evocare nella mente del lettore termini misteriosi come la stessa complexio oppositorum, la dissertatio animae vera e proprio del monumentale Libro Rosso. Apprezzando un certo appeal poetico ma anche classico in Marlan si rivivono la Belle Epoque e l’atmosfera visionaria e contemporanea a Libro Rosso: dalle precognizioni di Rilke, al Dadaismo di Giacometti ed al processo creativo di Picasso e Yeats (Marlan XI 2012).

Marlan propone una nuova metafora per il Libro Rosso paragonandolo alla mostruosità del futuro dove il percorso dell’umanità rischia di essere inevitabilmente mostruoso (Un futuro che non è mostruoso non sarebbe un futuro, Note 129, in Notes to Chapter 7, this volume, p. 288-9). E’ infatti da questo calice che la creatura mostruosa, cioè la creatura del Libro Rosso di C. G.  Jung ha avuto inizio. Afferrando la contraddittoria ed irraggiungibile paradossale visione di Jung, nell’elusività e nell’enigmaticità del suo sentire, Marlan e Drob aprono nuove prospettive a metà tra uno slancio verso l’ottimismo ed uno verso il nostalgismo. Un nostalgismo quello delle idee di Jung che ad analisti contemporanei fa destare ancora una volta e non solo nella comunità psicoanalitica una prospettiva del tutto inedita ma comunque inesorabilmente promettente.

 

      Diego Pignatelli Spinazzola

 

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Riferimenti

Stanton Marlan foreword of Sanford Drob's "Reading the Red Book" Spring Journal Books 2012.
Giegerich, “Liber Novus, That is, The New Bible: A First Analysis of C.G. Jung’s, Red Book,” p. 409.

Sonu Shamdasani, Introduction to The Red Book, Liber Novus by C.G. Jung, ed. Sonu Shamdasani, trans. Mark Kyburz, John Peck, and Sonu Shamdasani (New York: W.W. Norton, 2009).

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