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di Diego Pignatelli Spinazzola     indice articoli

 

La teoria junghiana sul Monogenes del Codex Brucianus in Psicologia e Alchimia Vol. 12  Gennaio 2013

 

L'abitante della Casa, il Monogenes, il Cristo Pantocratore che C. G. Jung nel Codex Brucianus individuava essere nel pleroma del padre, l'Autapator (Op. Vol. 12 pp.110-112). Monogenes è anche detto Autogenes, l'unigenito. Come abitante del Setheus risiede vicino al fuoco (Chi è vicino a me è vicino al fuoco). E' nell'ignis gehennalis infatti che il Monogenes, il Cristo pantocratore si accende e pulsa di quella materialità ctonia che ne farà il prediletto figlio della madre Sophia in Firmico Materno.

 

"Io sono la Casa, tu sei l'abitante della Casa "l'invocazione del pleroma nel Codex. L'Anthropos è regnante sulla tetrapeza (Op. Vol. p.112) una colonna o un podio rappresentanti i quattro evangelisti. Il concetto del quattro è ripreso da Jung diverse volte. Il quattro è una funzione a croce che sintetizza la polarizzazione e la depolarizzazione, ciò che avvia alla funzione trascendente. E' difatti nella crocifissione dell'ego e nell'insopportabile congiunzione degli opposti psichici che Jung trova l'innegabile sintesi del quattro come mandala tetramorfo. Passando in rassegna i dogmi ecclesiali, C. G. Jung non fa altro che risaltare l'indipendenza psichica del Monogenes, cioè dello spirito gnostico-alchemico e del suo antidogmatismo. Modulando le quattro funzioni psichiche, Jung stava ottenendo l'ardito lapis philosophorum, la funzione ermafroditica risultante l'unione degli opposti. Abitante della Casa è di sicuro uno Zodiacon che risulti essere quella costellazione apollineo-dionisiaca che ribalta il mito cristiano proponendo Cristo nella sua effige pagana. Di sicuro la tetrapeza non è solo il simbolo degli evangelisti ma anche dei quattro archetipi femminili che Jung intravedeva in Elena, Eva, Maria e Sophia, le quattro tipiche funzioni della donna redenta. Potremmo quindi distaccare Cristo dall'istanza paterna e risituarlo in Firmico Materno. Proprioperché il Cristo gnostico è figlio intermediario di Sophia anima mundi egli in ultima analisi risulta essere un filius macrocosmi cioè un figlio della madre. Da quest'esposizione ravvediamo l'interesse di Jung per quell'exaltatio mariae che avrebbe raggiunto una definizione nel suo Mysterium Coniunctionis (Op. Vol. 14).

 

L'incoronazione di Maria come Regina austri avvenuta secondo la sua canonizzazione (1951) rimanda senz'altro al processo di un'immacolata incoronazione, che già Jung auspicava nel 1944 (Psicologia e alchimia Vol. 12) quando intese rivedere la questione della quarta funzione integrante l'archetipo femminile nel mandala trinitario. L'auspicata teoria junghiana poté rallegrarsi al seguito del dogma dell'assunzione (1951) cosa che indusse Jung ad occuparsi più da vicino del Mysterium Coniunctionis (1956). Il dogma contrapposto dell'alchimia era una coniunctio di spirito e materia, che nell'archetipo femminile come Sophia mater costituiva il pleroma dell'alchimista, lo spinther, la monade. L'analisi teologica di tale teoria si affiancava a quella teleologica in Jung in modo tale che anche l'alchimia acquistasse il posto che le spettava in quella sorta di speculazioni che ormai sono il vero e proprio apparato testamentario della teologia junghiana e della teoria del profondo su cui la psicologia religiosa in versione Jung aveva preso un posto determinante in letteratura, teleologicamente ed empiricamente convincente.

 

     Diego Pignatelli Spinazzola

 

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Bibliografia

C. G. Jung, Op. Volume 9** Aion: Ricerche sul Simbolismo del Sé, Bollati Boringhieri, ristampa 2005.

C. G. Jung, Scritti scelti, a cura di J. Campbell, Edizioni Red, Milano 2007.

C. G. Jung, Gli Archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino, 1977.

C. G. Jung, L’inconscio collettivo in RCS libri 2011, Milano.

C. G. Jung, Ricordi, Sogni, Riflessioni, raccolti ed editi da Aniela Jaffè, Bur 2008.

C. G. Jung, Tipi Psicologici, Newton Compton editori, Roma 2009.

C. G. Jung, La psicologia dell’inconscio, Newton Compton editori, 1989 Roma.

C. G. Jung, La libido, simboli e trasformazioni, Newton Compton, Editori, 2006 Roma.

C. G. Jung, Psicologia e Alchimia in Opere Vol. 12, Bollati Boringhieri editore, 2006, Torino (p. 30).

C. G. Jung, Opere Vol. 14 (1955/56)/ Mysterium coniunctionis., Curato da: Massimello M. A., Editore: Bollati Boringhieri, Collana: Gli archi 19.

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