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di Fabio Guidi     indice articoli

 

Il centro del Cuore

Aprile 2015

 

 

Nei Vangeli si esorta a pregare incessantemente: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto» (Lc 11, 9). Tuttavia, bisogna sapere come chiedere, cioè bisogna imparare a chiedere con il giusto atteggiamento interiore. Nell’apocrifo Vangelo di Tommaso vi sono un paio di aforismi particolarmente illuminanti per la comprensione di questo aspetto:

 

«Quando di due farete uno solo, diventerete figli dell’Uomo, e se direte: “Montagna spostati!”, quella si sposterà.» (af. 105)
«Se due persone fanno pace in una stessa casa diranno alla montagna “Spostati!” e quella si sposterà.» (af. 48)

 

I due detti si rivolgono chiaramente ad uno stesso insegnamento di Gesù e si completano a vicenda. Fare di due uno solo significa, fondamentalmente, andare al di là del linguaggio dualistico, concettuale, della mente che divide il mondo in opposti. L’atteggiamento da coltivare è quello della pace, che deve senz’altro esprimersi nelle relazioni, ma che prima deve essere conseguita interiormente, innanzitutto trovando l’unità di mente ed emozioni attraverso il Cuore. Infatti, la fede non è semplicemente ciò che pensiamo, ciò che riteniamo vero e giusto. E non è neppure semplicemente ciò che sentiamo, cioè l’insieme dei nostri impulsi affettivi e istintivi.

Nel sistema indiano dei chakra - i centri elettromagnetici del corpo che si occupano degli scambi energetici con l’ambiente - il pensiero è collegato ai tre chakra più alti, quelli della gola, della fronte e della corona, governati dal campo magnetico del cervello. Gl’impulsi, invece, sono collegati ai primi tre chakra, delle radici, della sessualità e del plesso solare, i quali rispondono al campo elettromagnetico delle viscere, che influenza il cosiddetto ‘cervello intestinale’. È il quarto chakra, quello del cuore, a costituire il punto d’incontro, la congiunzione delle energie dall’alto con quelle dal basso, dello spirito e del corpo e, in definitiva, del pensare e del sentire. Il chakra del Cuore è ciò che è connesso al nostro atteggiamento di fondo con cui ci relazioniamo alla vita, cioè la nostra fede. È nel Cuore che avviene la sintesi tra le opinioni dell’intelletto-volontà e le sensazioni del corpo-emozioni.

Il cuore è un organo straordinario. I vari organi emettono un proprio campo elettromagnetico dotato di caratteristiche specifiche, ma tutti questi campi - che insieme costituiscono ciò che comunemente si definisce «aura» - sono sincronizzati dal campo del cuore. Il cuore genera il campo energetico più ampio e potente rispetto ad ogni altro organo, compreso il cervello. Tale campo elettromagnetico si estende dai due metri e mezzo ai tre metri e permea, quindi, non solo ogni cellula del corpo, ma influenza anche altre persone che siano a breve distanza. L’ampiezza registrata dall’elettrocardiogramma (ECG) risulta circa 60 volte più grande rispetto alle onde cerebrali misurate con l’elettroencefalogramma (EEG), mentre la potenza del campo magnetico del cuore è addirittura superiore di 5000 volte rispetto al cervello.

Inoltre, è stato scoperto che, all’interno del grembo materno, il cuore del feto inizia a battere prima che il cervello si formi, e che, sorprendentemente, il cuore possiede un vero e proprio cervello, con vere e proprie cellule cerebrali. Pur essendo di piccole dimensioni, circa quarantamila cellule, questo cervello - di importanza vitale per il mantenimento della stabilità e l’efficienza cardiovascolari - è tutto ciò di cui il cuore ha bisogno per svolgere la sua funzione. Differenti emozioni alterano lo stato delle onde elettromagnetiche del cuore, modificandone il ritmo senza ricevere impulsi dal cervello e informando ogni altra cellula, in modo da sincronizzare tutte le funzioni dell’organismo. Questa struttura energetica che circonda il corpo umano ha una forma ovoidale, osservabile e misurabile con appositi strumenti. Il cuore ha davvero un ruolo centrale, bisogna solo trovare il modo di farlo funzionare nel modo più armonico, attraverso un’adeguata stimolazione energetica.

Il Vangelo di Tommaso ci suggerisce che si tratta di pacificare gli opposti, integrare i conflitti interiori, fino a sviluppare il sentimento giusto, che è l’accettazione amorevole di sé e della vita… Si viene così a creare un sentimento di gratitudine, la sensazione profonda che la nostra preghiera è già esaudita: paradossalmente, non preghiamo più per chiedere, ma per ringraziare, senza giudizio, senza ego… ed è a questo punto che il campo elettromagnetico del cuore riconosce la preghiera, e la realizza… In altre parole, la speranza per il futuro deve diventare interiormente un fatto attuale, cioè bisogna arrivare a vedere la cosa come se fosse già successa! Sentire gratitudine, apprezzamento, compassione per la nostra vita, per il momento presente, per la nostra guarigione.


     Fabio Guidi

 

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