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Riflessioni Iniziatiche

Riflessioni Iniziatiche
Sull'Uomo, lo Spirito e l'Infinito

di Gianmichele Galassi   indice articoli

 

L'Apocalisse - Rivelazione data a Giovanni
Traduzione di Giacomo Maria Prati - Maggio 2012

 

Qui di seguito riportiamo in esclusiva la traduzione, direttamente dal greco, dell’Apocalisse a cura di Giacomo Maria Prati. Posso aggiungere che è una traduzione forse un po’ spigolosa, antiretorica, schietta e nervosa, ma è l'ideale per valorizzarne gli aspetti esoterici e per apprezzarne le numerose sfumature.

 

Gianmichele Galassi

 

L'Apocalisse
Traduzione di Giacomo Maria Prati

 

Rivelazione data a Giovanni

 

L'Apocalisse - Rivelazione data a GiovanniRivelazione di Gesù Cristo che Dio gli affida per far vedere ai suoi servi quello che deve manifestarsi presto e che proclama inviandola tramite il suo angelo al suo servo Giovanni il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo su tutto quanto ha visto. Felice colui che medita e coloro che prestano attenzione alle parole di questa profezia e coloro che trattengono ciò che in lei è inciso. Il momento infatti è vicino. Giovanni alle sette Chiese in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è e che continua ad essere e che sta ritornando e dai sette angeli che stanno di fronte al suo trono e da Gesù Cristo il Testimone il Fedele il Primogenito fra i trapassati il Re dei re della terra. A Colui che ci accoglie con amore e ci scioglie dai nostri peccati nel suo sangue e che ci ha suscitati come regno come santa primizia per il Suo Dio e Padre a lui la gloria e l’impero per l’eternità. Amen. Vedi appare fra le nubi e lo vedrà ogni occhio e pure coloro che lo forarono e si percuoteranno di fronte a lui tutte le tribù della terra. Sì, Amen. Io sono l’Alfa e l’Omega dice il Signore Dio Colui che è e che continua ad essere e che sta ritornando l’Onnipotente. Io Giovanni vostro fratello e compartecipe nell’afflizione e nel regno e nella perseveranza in Gesù mi trovavo in quell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù. Entrai nello spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce possente come tromba che diceva: quello che vedi incidilo in una pergamena e invialo alle sette Chiese: a Efeso e a Smirne e a Pergamo e a Tiatira e a Sardi e a Filadelfia e a Laodicea. E mi voltai indietro per guardare la voce che parlava con me e mentre mi voltavo vedo sette candelabri d’oro e in mezzo ai candelabri uno simile a figlio d’uomo avvolto fino ai piedi e cinto al petto con una cintura d’oro. La sua testa poi e i capelli lucenti come lana bianca come neve e i suoi occhi come fiamma di fuoco e i suoi piedi simili ad elettro in un forno crepitante e la sua voce come di fragorosi fiumi e mentre brandiva nella sua destra sette stelle usciva dalla sua bocca una spada penetrante a due tagli e il suo aspetto come il sole quando sfolgora in tutta la sua potenza. E appena lo vedo caddi giù ai suoi piedi come morto ma pose la destra su di me dicendo: non avere paura. Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente ed ero morto ma vedi ora vivo per l’eternità e possiedo le chiavi della morte e dell’ade. Incidi senza esitazione tutto quello che vedi e le cose che continuano ad essere e quelle che stanno per manifestarsi. Il mistero delle sette stelle che vedi nella mia destra e dei sette candelabri d’oro: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e i candelabri sono le sette Chiese. All’angelo della Chiesa in Efeso scrivi: questo proclama colui che domina le sette stelle con la sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. Vedo le tue opere e il travaglio e la tua perseveranza e che non puoi tollerare i malvagi e hai vagliato quelli che si vantano apostoli ma non lo sono e li hai scoperti falsi e possiedi la virtù della pazienza e hai sopportato per il mio nome senza scoraggiarti. Ma ti rinfaccio che hai trascurato il tuo amore delle origini. Ricorda quindi da dove sei decaduto e cambia vita e dai vita alle imprese di un tempo altrimenti se non cambierai tornerò da te e scuoterò il tuo candelabro dal suo luogo. Ma questo possiedi di buono: che odii le opere dei Nicolaiti che anch’io odio. Chi ha orecchi ascolti quello che lo Spirito annunzia alle Chiese. A colui che vince gli concederò di cibarsi dell’albero della vita che sta nel paradiso di Dio. E all’angelo della Chiesa in Smirne scrivi: questo annunzia il Primo e l’Ultimo Colui che fù morto ma ora è vivo. Vedo la tua afflizione e la tua povertà ma sei ricco e la blasfemia da parte di coloro che si vantano Giudei ma non lo sono perché sono sinagoga di satana. Non temere per nulla quello che stai per soffrire. Vedi il diavolo sta per gettare qualcuno fra voi in carcere dove sarete provati e tormentati per dieci giorni. Mostrati fedele fino alla morte e ti donerò la corona della vita. Chi ha orecchi ascolti quello che lo Spirito annunzia alle Chiese. Colui che vince non sarà per nulla colpito dalla seconda morte. E all’angelo della Chiesa in Pergamo scrivi: questo proclama Colui che reca la spada aguzza a due tagli. Vedo dove dimori dove satana ha il suo trono ma possiedi il mio nome e non hai rifiutato la mia fede neppure in quei giorni in cui Antipa il mio testimone il mio fedele è stato condannato a morte fra di voi dove satana risiede. Ma ti contesto alcune cose: ti tieni stretti in quel luogo quelli che seguono l’insegnamento di Balaam che istruiva Balak a porre scandalo di fronte ai figli di Israele col cibarsi delle offerte agli idoli e con la prostituzione. Allo stesso modo ti tieni i seguaci dei Nicolaiti. Cambia vita veramente altrimenti tornerò da te e combatterò contro di loro con la spada aguzza a due tagli della mia bocca. Chi ha orecchi ascolti quello che lo Spirito annunzia alle Chiese. A colui che vince gli donerò una manna segreta e gli donerò una piccola pietra bianca e sulla piccola pietra inciso un nome nuovo che nessuno conosce all’infuori di colui che la riceve. E all’angelo della Chiesa in Tiatìra scrivi: questo annunzia il Figlio di Dio colui i cui occhi come fiamma di fuoco e i suoi piedi simili all’elettro. Vedo le tue opere e il tuo amore e la tua fede e il tuo servizio e la tua perseveranza e le tue opere più recenti più ricche di prima. Ma tengo a mente contro di te che lasci fare alla donna Gezabele che si vanta d’esser profetessa e perverte e inganna i miei servi con il prostituirsi e con il cibarsi delle offerte agli idoli. E gli ho concesso un termine perché cambi vita ma non intende abbandonare la sua prostituzione. Vedi farò accasciare lei in un giaciglio di morte e coloro che fanno adulterio con lei in una grande afflizione se non abbandonano le sue opere e i suoi discepoli li tormenterò a morte e così sapranno tutte le Chiese che Io sono Colui che esplora i reni e i cuori e darò a ciascuno di voi secondo le vostre opere. A voi poi che avete resistito in Tiatìra senza seguire questo insegnamento e che non avete sperimentato le profondità di satana, come le celebrano, dico: non pongo su di voi altro impegno. Ciò che possedete conservatelo fino a quando Io verrò. A colui che vince e che pratica le mie opere fino alla fine gli donerò dominio sulle nazioni e le pascolerà con verga di ferro come vasi di argilla che si sfracellano come anch’Io l’ho ricevuto dal Padre mio e gli donerò la stella del mattino. Chi ha orecchi ascolti quello che lo Spirito dice alle Chiese. E all’angelo della Chiesa in Sardi scrivi: questo annunzia Colui che domina sui sette angeli di Dio e sulle sette stelle. Vedo le tue opere e che hai fama d’esser vivo mentre sei morto. Mostrati vigilante e fortifica quel che resta che si sta spegnendo. Non trovo infatti presso di te opere perfette agli occhi del mio Dio. Ricorda quindi come hai ricevuto e ascoltato e mettilo in pratica e cambia vita. Se non sarai vigilante verrò come un ladro e non saprai in quale ora calerò su di te. Ma hai alcune anime in Sardi che non hanno macchiato i loro mantelli e cammineranno con me in bianche vesti perché lo meritano. Colui che vince così sarà avvolto in splendenti mantelli e non cancellerò il suo nome dalla pergamena della vita ma lo glorificherò di fronte al Padre mio e ai suoi angeli. Chi ha orecchie ascolti quello che lo Spirito annunzia alle Chiese. E all’angelo della Chiesa in Filadelfia scrivi: questo proclama il Santo il Veritiero Colui che possiede la chiave di David Colui che apre e nessuno chiuderà e Colui che chiude e nessuno aprirà. Vedo le tue opere e vedi ho posto di fronte a te una porta spalancata e nessuno potrà chiuderla e perché hai poca forza ma trattieni la mia parola e non hai disconosciuto il mio nome vedi ti donerò alcuni che vengono dalla sinagoga di satana di quelli che si credono Giudei e non lo sono ma mentono. Io farò in modo che verranno e si prostreranno di fronte ai tuoi piedi e capiscano che ti continuo ad amare. Perché hai custodito la parola della mia perseveranza anch’Io ti proteggerò dall’ora della tentazione che sta per abbattersi su tutta la terra per mettere alla prova gli abitanti della terra. Vedi ritorno presto. Governa con forza ciò che possiedi affinché nessuno ti sottragga la tua corona. Colui che vince lo plasmerò come una colonna nella cella del tempio del mio Dio e non ne uscirà più fuori e inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio della nuova Gerusalemme quella che discende dal cielo dal mio Dio e il mio nome nuovo. Chi ha orecchi ascolti quello che lo Spirito annunzia alle Chiese. E all’angelo della Chiesa in Laodicea scrivi: questo proclama l’Amen il Testimone il Fedele e il Veridico il Principio della creazione di Dio. Vedo dalle tue opere che non sei né freddo e né caldo. Sarebbe cosa buona fossi freddo o caldo ma siccome sei tiepido e non sei né freddo né caldo sto per vomitarti dalla mia bocca. Perché dici: sono ricco e mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla e non vedi che sei sofferente e da compatire e misero come mendicante e cieco e nudo. Ti consiglio di comprare da me oro purificato dal fuoco per arricchirti e mantelli bianchi per avvolgerti affinché non si mostri la vergogna della tua nudità e collirio per ungerti gli occhi affinché tu veda. Io quelli che amo li provo e li castigo. Infiammati e cambia vita. Vedi continuo a stare fermo davanti alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta entrerò da lui e prenderò cibo con lui e lui con me. A colui che vince concederò di insediarsi con me sul mio trono come anch’io ho vinto e mi sono assiso con mio Padre sul suo trono. Chi ha orecchi ascolti quello che lo Spirito annunzia alle Chiese. In mezzo a questo vedo ancora ed ecco una porta spalancata nel cielo e la voce la prima che avevo inteso come tromba che parlava con me dicendo: sali sù quì e ti farò vedere quello che deve manifestarsi dietro a questo. Entrai subito nello spirito ed ecco un trono è stabilito nel cielo e sul trono uno che vi siede tranquillo e Colui che vi siede è simile all’apparire alla pietra di diaspro e al sardio e l’arcobaleno tutt’intorno al trono è simile nell’aspetto allo smeraldo. E in cerchio attorno al trono ventiquattro troni e sui troni ventiquattro principi che siedono avvolti in mantelli lucenti e sulle loro teste corone d’oro e dal trono escono lampi e voci e tuoni. Sette fiaccole fiammanti di fuoco di fronte al trono che sono i sette angeli di Dio e davanti al trono come un mare di alabastro simile al cristallo. E nel mezzo del trono e tutt’intorno al trono quattro Viventi carichi di occhi davanti e dietro e il primo Vivente simile al leone e il secondo Vivente simile al vitello e il terzo Vivente ha l’aspetto come di uomo e il quarto Vivente simile all’aquila mentre vola. E i quattro Viventi tutti conformemente fra di loro con ciascuno sei ali e carichi di occhi attorno e dentro senza alcuna pausa reggono il giorno e la notte proclamando: santo santo santo il signore Dio l’onnipotente Colui che continua ad essere e che è e che sta ritornando. E ogni volta che i Viventi danno gloria e onore e rendimento di grazie a Colui che siede sul trono e al Vivente per l’eternità i ventiquattro principi si gettano di fronte a Colui che siede sul trono e si prostrano adorando il Vivente per l’eternità e gettano le loro corone di fronte al trono proclamando: degno sei Signore e nostro Dio di ricevere gloria e onore e potenza perché tu hai creato tutte le cose e per tua volontà continuano ad essere e sono ancora create. E vedo nella destra di Colui che siede sul trono una pergamena incisa dal di dentro e dietro sigillata con sette sigilli. E vedo un angelo possente che proclamava a grande voce: chi è degno di svelare la pergamena e di sciogliere i suoi sigilli? E nessuno riusciva in cielo né sulla terra né sottoterra a scoperchiare la pergamena né a capirla. E piangevo molto perché nessuno si trovava degno di aprire la pergamena e di capirla. E uno fra i principi mi dice: Non piangere vedi ha vinto il Leone che viene dalla tribù di Giuda la radice di David. Aprirà la pergamena e i suoi sette sigilli. E vedo nel mezzo del trono e nel mezzo dei quattro Viventi e nel mezzo dei principi un agnello eretto come sgozzato con sette corna e sette occhi che sono i sette angeli di Dio inviati su tutta la terra. Viene e riceve dalla destra di Colui che siede sul trono e quando prende in possesso la pergamena i quattro Viventi e i ventiquattro principi si gettano di fronte all’agnello con ciascuno una cetra e coppe d’oro ricolme di profumi che sono le preghiere dei santi e fanno risuonare un canto nuovo che dice: degno sei di possedere la pergamena e di spalancare i suoi sigilli perché sei stato sacrificato come agnello e hai riscattato per Dio nel tuo sangue da ogni tribù e lingua e popolo e nazione e li hai plasmati per il nostro Dio regno e sacerdoti e regneranno sulla terra. E vedo e ascolto la voce di molti angeli tutt’intorno al trono e ai Viventi e ai principi e il loro numero è miriadi di miriadi e migliaia di migliaia che proclamano a grande voce: degno è l’agnello sgozzato di ricevere potenza abbondanza sapienza forza onore gloria e lode e ogni creatura che è nel cielo e sulla terra e sottoterra e sul mare e tutto ciò che è in essi intesi che dicevano: a Colui che siede sul trono e all’agnello benedizione e onore e gloria e impero per l’eternità. E i quattro Viventi dicono: amen. E i principi si gettano a terra e adorano. E vedo l’agnello quando disvela uno dei sette sigilli e intendo uno dei quattro Viventi che proclama con voce di tuono: esci. E vedo ed ecco un cavallo bianco e colui che vi siede sopra con un arco ed è gli è concessa una corona ed esce come colui che vince e per vincere. E quando apre il secondo sigillo intendo il secondo Vivente che annunzia: esci. Ed esce un altro cavallo color del fuoco e a colui che vi siede sopra gli è concesso di portar via la pace dalla terra affinché si sgozzino a vicenda e gli è concesso un grande coltello ricurvo. E quando spalanca il terzo sigillo intendo il terzo Vivente che grida: esci. E vedo ed ecco un cavallo nero e colui che vi siede sopra reca un giogo di bilancia nella sua mano. E intendo come una voce nel mezzo dei quattro Viventi che proclama: una chenice di grano per un denaro e tre chenice di orzo per un denaro e non danneggiare l’olio e il vino. E quando svela il quarto sigillo intendo la voce del quarto Vivente che esclama: esci. Ed ecco un cavallo verde pallido e colui che vi siede sopra il cui nome è Morte e l’accompagna l’ade ed è concesso loro il dominio sulla quarta parte della terra per far morire nella spada e nella fame e nella morte improvvisa e con le bestie selvatiche della terra. E quando scoperchia il quinto sigillo vedo sotto l’altare le anime degli sgozzati a causa della parola di Dio e della testimonianza che possiedono e continuano a gridare con voce forte dicendo: fino a quando Signore di tutto Santo e Veritiero non giudicherai e farai giustizia del nostro sangue fra gli abitanti della terra? Viene data a ciascuno di loro una stola lucente ed è ordinato loro di fermarsi per un breve momento fino a che non saranno al completo e i loro compartecipi nel servizio e i loro fratelli che stanno per essere uccisi come pure loro. E vedo quando svela il sesto sigillo e scoppia un grande terremoto e il sole diventa nero come un tessuto di pelo e tutta la luna appare come sangue e le stelle cadono sulla terra come un fico scaglia via i frutti fuori stagione percosso da un vento violento e il cielo si allontana arrotolandosi come una pergamena e ogni monte e ogni isola sono scossi via dalle loro sedi. E i re della terra e i potenti e i comandanti e i ricchi e i forti e ogni schiavo e ogni libero si nascondono nel profondo delle caverne e fra le pietre dei monti e invocano i monti e le pietre: cadete su di noi e nascondeteci dal volto di Colui che siede sul trono e dalla collera dell’agnello perché giunge il grande giorno della loro collera e chi può resistere? Dietro a questo vedo quattro angeli fermi ai quattro angoli della terra dominanti i quattro venti della terra affinché non soffi vento sulla terra né sul mare né su nessun albero e vedo un altro angelo che sale dal sorgere del sole recando il sigillo del Dio vivente e grida a gran voce ai quattro angeli a cui è concesso di devastare la terra e il mare proclamando: non devastate né la terra e né il mare né gli alberi fino quando abbiamo impresso il sigillo fra gli occhi dei servi del nostro Dio. E intendo il numero dei segnati con il sigillo: cento quaranta quattro mila segnati da ogni tribù dei figli di Israele. Dodici mila segnati dalla tribù di Giuda dodici mila dalla tribù di Ruben dodici mila dalla tribù di Gad dodici mila dalla tribù di Aser dodici mila dalla tribù di Neftali dodici mila dalla tribù di Manasse dodici mila dalla tribù di Simeone dodici mila dalla tribù di Levi dodici mila dalla tribù di Issacar dodici mila dalla tribù di Zabulon dodici mila dalla tribù di Giuseppe e dodici mila segnati dalla tribù di Beniamino. Dentro a questo vedo ancora ed ecco una moltitudine immensa che nessuno riusciva a contare da ogni nazione e da ogni tribù e popolo e linguaggio ritti di fronte al trono e di fronte all’agnello avvolti in lucenti stole e con rami di palma nelle mani e continuano a gridare a gran voce dicendo: la salvezza al nostro Dio a Colui che siede sul trono e all’agnello e tutti gli angeli stanno fermi in cerchio attorno al trono e ai principi e ai quattro Viventi e cadono prostrati di fronte al trono e adorano Dio dicendo: amen la benedizione e la gloria e la sapienza e il rendimento di grazie e l’onore e la potenza e il potere al nostro Dio per l’eternità amen. Si separa uno dai principi dicendomi: questi avvolti in lucenti stole chi sono e da dove provengono? E gli rispondo: mio Signore tu lo vedi. E mi dice: questi sono coloro che ritornano dalla grande persecuzione e hanno pulito lavandole le loro tuniche e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte nell’intimo del suo tempio e Colui che siede sul trono pone la sua tenda fra di loro. Non soffrono più la fame né la sete né li colpisce in alcun modo il sole né alcun bruciore in quanto l’Agnello che si erge nel centro del trono li pascola e li conduce alle sorgenti dei fiumi della vita e Dio tiene lontana ogni lacrima dai loro occhi. E quando scioglie il settimo sigillo il silenzio riempie il cielo per mezza ora. E vedo i sette angeli che stanno al cospetto di Dio e vengono date loro sette trombe. E si presenta un altro angelo e si ferma volgendosi verso l’altare recando un portaincenso d’oro e gli sono dati molti profumi perché li affidi con le suppliche di tutti i santi verso l’altare d’oro posto di fronte a Dio. E sale il fumo dei profumi con le suppliche dei santi dalla mano dell’angelo di fronte a Dio. E l’angelo riceve il portaincenso e lo carica dal fuoco dell’altare e lo scaglia contro la terra e scoppiano tuoni e si manifestano voci e bagliori e terremoto. E i sette angeli che portano le sette trombe le preparano per farle suonare. E il primo suona e compare grandine e fuoco mischiati nel sangue ed è scagliata contro la terra e il terzo della terra brucia completamente e il terzo degli alberi brucia completamente e ogni erba verde brucia completamente. E il secondo angelo suona la tromba e come un grande monte ardente di fuoco è scagliato dentro il mare e un terzo del mare diventa sangue e muore un terzo delle creature che vivono nel mare e un terzo delle navi è distrutto. E il terzo angelo suona la tromba. E cade dal cielo una grande stella ardente come fiaccola e cade sul terzo dei fiumi e sulle sorgenti delle acque e il nome della stella è chiamato Assenzio e un terzo delle acque diventa assenzio e molti uomini muoiono per le acque perché diventano avvelenate. E il quarto angelo suona e viene colpito un terzo del sole e un terzo della luna e un terzo delle stelle perché si oscuri un terzo di essi e il giorno non splenda più per la terza parte e la notte similmente. E vedo e ascolto un aquila che vola nel mezzo del cielo stridendo a gran voce: guai guai guai a coloro che abitano sulla terra per i rimanenti suoni della tromba dei tre ultimi angeli che stanno per suonare. E il quinto angelo suona la tromba e vedo una stella caduta dal cielo sulla terra e gli viene concessa la chiave del pozzo dell’abisso e spalanca il pozzo dell’abisso e sale fumo dal pozzo come fumo da una grande fornace e si oscura il sole e l’aria per il fumo del pozzo. E dal fumo escono fuori locuste sulla terra e gli viene concessa forza come hanno forza gli scorpioni della terra. E viene comandato loro di non colpire l’erba della terra né qualsiasi verde né qualsiasi albero se non gli uomini che non recano il sigillo di Dio fra i loro occhi e viene loro concesso non di ucciderli ma di torturarli per cinque mesi e il loro tormento è come il tormento dello scorpione quando colpisce l’uomo e in quei giorni cercheranno gli uomini la morte ma non la troveranno e brameranno di morire ma fuggirà la morte da loro. E l’aspetto delle locuste è simile a quello di cavalli preparati per la guerra e sui loro capi come corone d’oro e i loro volti come volti di uomo e hanno capelli come capelli di donne e i loro denti come di leoni e indossano corazze simili a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rumore di carri di molti cavalli che galoppano verso la guerra. E mostrano code simili agli scorpioni e pungiglioni e nelle code il loro potere di colpire gli uomini per cinque mesi. Su di loro domina come re l’angelo dell’abisso. Il suo nome in ebraico è Abaddòn e in greco il nome è Apollùon. Un guai è andato. Vedi stanno arrivando dietro queste cose ancora due guai. E il sesto angelo suona la tromba e ascolto una voce dai quattro corni dell’altare d’oro di fronte a Dio che ordina al sesto angelo che recava la tromba: sciogli i quattro angeli incatenati sul grande fiume Eufrate. E scioglie i quattro angeli pronti per l’ora e il giorno e il mese e l’anno per uccidere un terzo degli uomini. E il numero dei guerrieri a cavallo è due miriadi di miriadi ne ascoltai il loro numero. E così vedo i cavalli nella visione e coloro che li cavalcavano recanti corazze fiammeggianti e di giacinto e di zolfo e le teste dei cavalli come teste di leoni e dalle loro bocce esce fuori fuoco e fumo e zolfo. Da questi tre castighi muoiono un terzo degli uomini dal fuoco e dal fumo e dallo zolfo che esce fuori dalle loro bocche. Il potere infatti dei cavalli è nella loro bocca e nelle code. Le loro code infatti sono simili a serpenti e mostrano teste e con esse colpiscono. Ma gli uomini sopravvissuti coloro che non erano morti in questi castighi non si convertono dall’opera delle loro mani in modo da non adorare demoni e idoli d’oro d’argento di bronzo di pietra e di legno che non possono vedere né sentire né camminare e non si convertono dalle loro uccisioni né dai loro veleni né dalla loro prostituzione né dai loro furti. E vedo un altro angelo possente che scende dal cielo avvolto in una nube e l’arcobaleno sulla sua testa e il suo aspetto come il sole e i piedi come colonne di fuoco e reca nella sua mano una piccola pergamena srotolata e appoggia il suo piede destro sul mare e quello sinistro sulla terra. E grida a gran voce come ringhia il leone e quando grida i sette tuoni fanno rombare le loro voci e mentre parlavano i sette tuoni stavo per scrivere ma intendo una voce dal cielo che proclama: sigilla quello che dicono i sette tuoni e non lo scrivere. E l’angelo che vedo stare fermo sul mare e sulla terra leva in alto la sua destra verso il cielo e giura nel nome di Colui che vive per l’eternità Colui che ha creato il cielo e le sue creature e la terra e le sue creature e il mare e le sue creature perché non ci sarà più tempo ma nei giorni del suono del settimo angelo quando sta per suonare la tromba allora si realizzerà completamente il mistero di Dio come annunziato ai suoi servi profeti. E la voce che intendo dal cielo di nuovo parla con me dicendo: sottomettiti. Ricevi la pergamena srotolata nella mano dell’angelo che sta fermo sul mare e sulla terra. E andai dall’angelo dicendogli: concedimi la piccola pergamena e mi risponde: ricevila e divorala e renderà amari i tuoi visceri ma nella tua bocca sarà dolce come miele. E ricevetti la piccola pergamena dalla mano dell’angelo e la divorai ed era nella mia bocca dolce come miele ma quando la divorai tutta i miei visceri si fecero amari. E mi dicono: è scritto che tu profetizzerai di nuovo su molti popoli nazioni lingue e regni. E mi viene consegnata una canna simile a uno scettro dicendo: svegliati e misura l’interno del tempio di Dio e l’altare e coloro che vi adorano e l’atrio recintato posto fuori dal Tempio rigettalo fuori e non lo misurare perché è stato abbandonato alle nazioni e calpesteranno la città santa per quaranta due mesi e darò potere ai miei due testimoni e profetizzeranno per mille duecento e sessanta giorni avvolti in tessuto di pelo grezzo. Questi sono i due olivi e i due candelabri fermi di fronte al Signore della terra. Se qualcuno osasse maltrattarli uscirà un fuoco dalla loro bocca e consumerà i loro nemici e se qualcuno volesse far loro male è scritto che così morirà. Questi possiedono l’autorità di chiudere il cielo affinché il tempo non piova per i giorni della loro profezia e possiedono potere sulle acque per convertirle in sangue e il potere di colpire la terra con qualsiasi piaga tutte le volte che lo decidano. E quando sarà giunta a compimento la loro testimonianza le bestia che monta dall’abisso muoverà guerra contro di loro e li vincerà e li ucciderà. Le loro spoglie giaceranno nella piazza della grande città chiamata spiritualmente Sodoma e Egitto dove anche il loro Signore fu crocifisso. E da tutti i popoli e tribù e lingue e nazioni osservano le loro spoglie per tre giorni e mezzo e non le lasciano deporre nel sepolcro e coloro che abitano sulla terra ridono su di loro e si rallegrano e si inviano doni gli uni gli altri perché questi due profeti avevano torturato coloro che abitano sulla terra. E dopo tre giorni e mezzo uno spirito di vita proveniente da Dio penetra dentro di loro e si alzano sui loro piedi e una grande terrore scende su coloro che li contemplano e sentono una forte voce dal cielo che diceva loro: salite quassù. E salirono verso il cielo in una nuvola e i loro nemici osservavano. E in quel momento scoppiò un grande terremoto e crollò la decima parte della città e rimasero uccise settemila vite umane e i sopravvissuti furono presi dal terrore e davano gloria al Dio del cielo. Il secondo guai è andato ed ecco il terzo guai che sta venendo presto. E suona la tromba il settimo angelo e risuonarono forti voci nel cielo che dicevano: il Regno del cosmo appartiene al nostro Signore e al suo Cristo e regnerà per l’eternità. E i ventiquattro principi che siedono sui loro troni di fronte a Dio cadono prostrati e adorano Dio proclamando: rendiamo grazie a te Signore Dio Onnipotente che sei e che continui ad essere ora che hai preso possesso della tua grande potenza e regni. Perché le nazioni si ribellarono ma giunge la tua collera e il momento del giudizio dei morti e di dare il salario ai tuoi servi ai profeti e ai santi e a coloro che temono il tuo nome grandi e piccoli e di distruggere coloro che distruggono la terra. E si apre il tempio di Dio nel cielo e si contempla l’arca della sua alleanza nel suo tempio e si manifestano lampi e suoni e tuoni e terremoto e una pesante grandine. Un grande segno si contempla nel cielo: una donna avvolta di sole e la luna sotto i suoi piedi e sulla sua testa una corona di dodici stelle ed è incinta e grida per il travaglio tormentata per il parto. E si mostra un altro segno nel cielo: ecco un grande drago fiammante con sette teste e dieci corna e sulle sue teste sette diademi e con la sua coda trascina il terzo delle stelle del cielo e le scaglia contro la terra. E il drago si ferma di fronte alla donna che sta per partorire per divorare il suo bambino una volta che lo abbia dato alla luce. E partorì un figlio maschio che deve pascolare tutte le nazioni con scettro di ferro. E il suo figlio fu subito portato dinnanzi a Dio e presso il Suo trono mentre la donna fuggì nel deserto dove là possiede un luogo preparato da Dio affinché sia sostenuta per mille duecento sessanta giorni. E scoppia la guerra in cielo. Michele e i suoi angeli muovono guerra contro il drago e il drago combatte e i suoi angeli ma non prevalgono e non fu più riconosciuto loro spazio in cielo. E fù scagliato il grande drago il serpente quello primitivo colui che è chiamato diavolo e satana colui che induce in errore tutto il mondo fu scagliato sulla terra e con lui i suoi angeli. E intesi una grande voce nel cielo che proclama: ora si manifesta la salvezza e la potenza e il regno del nostro Dio e la signorìa del suo Cristo ora che è stato rovesciato colui che accusa i nostri fratelli e li accusa davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo vinsero grazie al sangue dell’agnello e per mezzo della parola della loro testimonianza e non ebbero caro il loro respiro fino alla morte. Per questo rallegratevi o cieli e voi che vi dimorate. Guai alla terra e al mare ora che è sceso il diavolo presso di voi recando grande ira vedendo che il suo momento è breve. E quando il drago vede che era stato scagliato sulla terra iniziò a dare la caccia alla donna che aveva partorito il maschio e vengono donate alla donna due ali della grande aquila per volare nel deserto nel suo luogo là dove viene sostenuta per un tempo più tempi e la metà di un tempo lontano dalla presenza del serpente. E il serpente versa dalla sua bocca come un fiume d’acqua contro la donna affinché sia travolta dal fiume ma la terra corre in soccorso della donna e apre la sua bocca e beve il fiume versato dalla bocca del serpente. E il drago si adira contro la donna e si allontana per muovere guerra contro i superstiti della sua stirpe quelli che custodiscono i comandamenti di Dio e possiedono la testimonianza di Gesù. E si fermò sulla sabbia del mare. E vedo mentre sale dal mare una bestia con dieci corna e sette teste e sulle sue corna dieci diademi e sulle sue teste nomi di blasfemia. E la bestia che vedo è simile ad un leopardo e ha i suoi piedi come di orso e la sua bocca di leone e il drago gli concede la sua potenza e il suo trono e un grande dominio. E una fra le sue teste come sgozzata a morte ma la sua ferita mortale venne guarita e tutta la terra fù presa da ammirazione verso la bestia e si prostrarono adorando il drago perché aveva dato il suo dominio alla bestia e adorarono la bestia dicendo: chi è come la bestia e chi è in grado di combattere contro di lei? E le fu data una bocca per dire cose veementi e blasfemie e gli fu concessa la facoltà di agire per quaranta due mesi. E aprì la sua bocca per far uscire bestemmie contro Dio e per bestemmiare il suo nome e la sua dimora e gli abitanti dei cieli e gli viene concessa la facoltà di muovere guerra contro i santi e di vincerli e gli viene permesso il dominio sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione e si prostreranno per adorarla tutti coloro che abitano sulla terra coloro il cui nome non è inciso nella pergamena della vita dell’agnello sacrificato fin dalla creazione del mondo. Se qualcuno ha orecchi intenda. Se qualcuno è scritto che vada in schiavitù di guerra accetti di andare in schiavitù di guerra; se qualcuno è scritto muoia di coltello di coltello accetti di essere ucciso. Qui è la perseveranza e la fede dei santi. E vedo un'altra bestia mentre sale dalla terra mostrante due corna simili all’agnello ma parla come un drago. Ed esercita di fronte ad essa tutto il potere della prima bestia e agisce in modo che tutta la terra e i suoi abitanti si prostrino ad adorare la prima bestia la quale è guarita dalla sua ferita mortale. E compie grandi segni in modo che anche il fuoco fa scendere dal cielo sulla terra di fronte agli uomini e induce in errore coloro che abitano la terra per mezzo dei segni che gli è concesso compiere di fronte alla bestia comandando coloro che abitano la terra di plasmare una statua dedicata alla bestia che mostra la ferita di coltello ed è ancora in vita. E gli viene permesso di conferire respiro alla statua della bestia fino anche a farla parlare e ad ottenere che tutti se non si prostrano dinnanzi alla statua delle bestia siano uccisi. E agisce in modo che tutti piccoli e grandi e ricchi e miseri e liberi e schiavi sia dato loro un marchio sulla loro mano destra o fra i loro occhi e che nessuno possa comprare o vendere se non mostrando il marchio o il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta l’abilità. Chi ha perspicacia calcoli il numero della bestia. E’ infatti numero di uomo e il suo numero è seicento sessanta sei. E vedo ed ecco l’agnello fermo sul monte Sion e con lui cento quaranta quattro mila che possiedono il suo nome e il nome del suo Padre inciso fra i loro occhi. E intendo una voce dal cielo come voce di fragorosi fiumi e come voce di tuono potente e la voce che sento è come di citaredi che suonano le loro cetre e cantano un inno nuovo di fronte al trono e di fronte ai quattro Viventi e ai principi e nessuno era in grado di capire l’inno se non i cento quaranta quattro mila coloro che sono riscattati dalla terra. Questi sono coloro che non si sono macchiati con donne infatti sono puri. Questi sono coloro che seguono l’agnello ad ogni suo cenno quando li guida. Questi sono i riscattati da tutti gli uomini come primizia per Dio e per l’agnello e nella loro bocca non si trova nessuna falsità sono perfetti. E vedo un altro angelo mentre vola nel mezzo del cielo portando una bella notizia eterna da annunziare a tutti coloro che dimorano sulla terra e a ogni nazione e tribù e lingua e popolo proclamando con voce possente: temete Dio e date a lui gloria ora che giunge il tempo del suo giudizio e prostratevi ad adorare Colui che ha creato il cielo e la terra e il mare e le sorgenti dei fiumi. E un altro angelo giunge proclamando: e’ crollata è crollata Babilonia la potente che ha dato da bere a tutte le nazioni dal vino dell’ardore della sua prostituzione. E un altro angelo il terzo giunse presso di loro proclamando con voce potente: se qualcuno si prostra dinnanzi alla bestia o alla sua statua o riceve il marchio fra i suoi occhi o sulla sua mano anche egli assaggerà dal vino della collera di Dio mescolato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato nel fuoco e nello zolfo di fronte agli angeli ai santi e davanti all’agnello. E il fumo della loro tortura sale per l’eternità e non hanno tregua né di giorno e né di notte coloro che adorano la bestia o la sua statua o coloro che ricevono il marchio del suo nome. Qui è la perseveranza dei santi di coloro che conservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù. E intendo una voce dal cielo annunziante: incidi. Felici i morti che muoiono nel Signore da ora in poi. Sì dice lo Spirito perché riposano dalle loro fatiche. Le loro opere infatti li seguono. E vedo ed ecco una nuvola bianca e sulla nuvola Colui che vi siede simile a figlio di uomo recante sulla sua testa la sua corona d’oro e nella mano una falce aguzza. E un altro angelo esce fuori dal tempio gridando con voce forte verso Colui che siede sulla nube: lascia cadere la tua falce e falcia chè giunge il tempo del mietere e il raccolto della terra è secco. E Colui che siede sulla nube getta la sua falce e la terra fù falciata. E un altro angelo esce fuori dal tempio celeste recando anche lui una falce aguzza. E un altro angelo dall’altare che possiede potere sul fuoco e grida con voce potente a Colui che possiede la falce aguzza dicendo: lascia cadere la tua falce aguzza e vendemmia i grappoli della vigna della terra che sono mature le sue uve. E l’angelo getta la sua falce sulla terra e vendemmia l’uva della terra e la getta nel torchio della grande ira di Dio. E viene calpestato il torchio fuori della città ed esce fuori sangue dal torchio fino ai morsi dei cavalli lungo mille e seicento stadi. E vedo un altro segno nel cielo grande e splendido: sette angeli che portano sette castighi i più grandi perché in essi si soddisfa l’ira di Dio. E vedo come un mare di alabastro mescolato a fuoco e coloro che vincono la bestia e la sua statua e il numero del suo nome innalzati sul mare di alabastro e con le cetre di Dio. E cantano l’inno del servo di Dio Mosè e l’inno dell’agnello proclamando: grandi e stupende sono le tue imprese Signore Dio Onnipotente giuste e veritiere le tue vie Re delle nazioni. Chi non ti temerà per nulla Signore e non darà gloria al tuo nome? Perché tu solo sei santo e perché tutte le nazioni ritorneranno e si prostreranno dinnanzi a te ora che si svelano i tuoi voleri. E dietro questo vedo e si rivela nel cielo il tempio della tenda della testimonianza e uscirono fuori dal tempio sette angeli recanti sette castighi avvolti di lino immacolato e luminoso e cinti al petto da cinture d’oro. E uno proveniente dai quattro Viventi affida ai sette angeli sette ampolle d’oro traboccanti dell’ira di Dio Colui che vive per l’eternità. E il tempio si colma di fumo proveniente dalla gloria di Dio e dalla sua potenza e a nessuno è concesso di entrare nel tempio fino a che non siano eseguiti i sette castighi dei sette angeli. E intendo una potente voce dal tempio che annunzia ai sette angeli: partite e rovesciate le sette ampolle dell’ira di Dio contro la terra. E parte il primo e sparge la sua ampolla contro la terra e si manifesta un ulcera funesta e dolorosa sugli uomini che mostrano il marchio della bestia e su coloro che adorano la sua statua. E il secondo sparge la sua ampolla contro il mare e si muta in sangue come di morto e muore ogni creatura vivente nel mare. E il terzo versa la sua ampolla contro i fiumi e le sorgenti delle acque e si mutano in sangue. E intendo l’angelo delle acque che proclama: giusto sei tu che sei Colui che è e che continua ad essere il Santo ora che hai deciso questo perché hanno sparso il sangue dei santi e dei profeti e a loro sangue dai da bere che lo meritano. E intendo dall’altare una voce che dice: Sì Signore Dio onnipotente veri e giusti i tuoi giudizi. E il quarto sparge la sua ampolla contro il sole e gli fu concesso di consumare gli uomini nel fuoco e gli uomini vengono consumati con un violento bruciore e bestemmiano il nome di Dio che ha autorità su questi castighi e non cambiano vita per dare a lui gloria. E il quinto versa la sua ampolla contro il trono della bestia e il suo regno viene immerso nelle tenebre e si masticano le lingue dall’angoscia e bestemmiano il Dio del cielo per i loro travagli e le loro ulcere e non si convertono dalle loro abitudini. E il sesto rovescia la sua ampolla contro il grande fiume Eufrate e la sua acqua si secca perché sia preparata la strada dei re che vengono dal sorgere del sole. E vedo dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti sudici come rane. Sono infatti spiriti maligni che compiono segni e che escono fuori sui re di tutta la terra per radunarli per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente. Vedi sto tornando come un ladro. Felice colui che veglia e che ha cura delle sue vesti affinché non cammini nudo e non si accorgano della sua deformità. E li raduna nel luogo chiamato in ebraico Armagedon. E il settimo rovescia la sua ampolla nell’aria e si sente una potente voce dal tempio annunziante: è compiuto! E si manifestano lampi e suoni e tuoni e un terremoto terribile così forte che mai si è manifestato uno simile da quando l’uomo vive sulla terra. E la potente città si divise in tre parti e le città delle nazioni crollarono. E Babilonia la potente è menzionata di fronte a Dio per darle la coppa del vino dell’ardore della sua ira. E ogni isola fuggì e monte non fù più trovato. Una grandine pesante come talenti scende dal cielo contro gli uomini e gli uomini bestemmiano Dio per la punizione della grandine perché violenta oltre misura è la sua punizione. E giunge uno dai sette angeli che portano i sette castighi e mi parla dicendo: Dì qua ti farò vedere la condanna della grande prostituta che domina su molte acque. Con lei si prostituiscono i re della terra e coloro che abitano sulla terra si ubriacano dal vino della sua prostituzione. E mi portò nel deserto in spirito. E vedo una donna che siede su una bestia scarlatta carica di nomi di bestemmia e che mostra sette teste e dieci corna e la donna è avvolta di porpora e scarlatto e rivestita d’oro e di pietre preziose e di perle mentre afferra una coppa dorata nella sua mano traboccante delle idolatrìe e delle schifezze della sua prostituzione e fra gli occhi è inciso un nome un mistero: Babilonia la grande madre delle prostituzioni e delle idolatrìe della terra. E vedo la donna ubriaca dal sangue dei santi e dal sangue dei testimoni di Gesù. E mi meravigliai con grande stupore nel vederla e mi dice l’angelo: perché ti meravigli? Io ti racconterò il mistero della donna e della bestia che la innalza che mostra sette teste e dieci corna. La bestia che vedi era e non è ed è in procinto di montare dall’abisso e avanza verso la rovina e coloro che abitano sulla terra dei quali il nome non è inciso sulla pergamena della vita dalla creazione del mondo l’ammireranno con venerazione fissando lo sguardo sulla bestia poiché era e non è e si farà di nuovo presente. Ora serve un cuore che possieda la sapienza. Le sette teste sono sette monti sui quali domina la donna e ci sono sette re. I primi cinque sono caduti uno è presente e l’altro non è ancora arrivato e quando verrà è scritto che rimanga poco tempo. E la bestia che era e non è proprio lei è l’ottavo re e proviene dai sette e avanza verso la distruzione. E le dieci corna che vedi sono dieci re che non si sono ancora impadroniti del regno ma conquistano il potere come re per un tempo grazie alla bestia. Questi possiedono una sola brama e consegnano alla bestia la loro potenza e il loro potere. Questi muoveranno guerra contro l’agnello ma l’agnello li vincerà perché è il Signore dei signori e il Re dei re e con lui i chiamati e i glorificati e i fedeli. E mi dice: le acque che vedi dove siede la prostituta sono popoli e masse e nazioni e lingue e le dieci corna che vedi e la bestia questi odieranno la prostituta e la renderanno devastata e spoglia e divoreranno le sue carni e la consumeranno nel fuoco. Dio infatti ha permesso ai loro cuori di compiere il suo volere e di realizzare una sola volontà e di affidare il loro regno alla bestia finchè siano compiute le parole di Dio. E la donna che vedi è la potente città quella che domina sui re della terra. E dietro questo vedo un altro angelo che scende dal cielo recando una speciale autorità e la terra viene illuminata dal suo splendore e grida con voce possente proclamando: e’ crollata e’crollata Babilonia la potente e si rivela letto di spiriti tormentatori e prigione di ogni uccello immondo e di ogni bestia deforme impura e disprezzata perché dal vino dell’ardore della sua prostituzione hanno bevuto tutte le nazioni e i re della terra si sono prostituiti con lei e i mercanti della terra si sono fatti ricchi dalla ricchezza del suo lusso. E intendo un'altra voce dal cielo che annunzia: esci fuori mio popolo da essa per non prendere parte alle sue colpe e non ricevere i suoi castighi che le sue colpe sono salite fino al cielo e Dio ha menzionato la sua ingiustizia. Restituitele come anch’essa ha restituito e date due volte il doppio secondo le sue opere. Nella coppa in cui ha mescolato mescolate per lei il doppio e quanto ha dato gloria a se stessa e ha vissuto nella dissoluzione tanto date a lei di tortura e dolore perché nel suo cuore si vanta così: siedo come regina e non sono vedova e non vedrò sventura. Per questo in un solo giorno giungeranno i suoi castighi: morte e disgrazia e fame e nel fuoco sarà consumata completamente perché forte è il Signore Dio Colui che la giudica. E piangeranno e si percuoteranno per lei i re della terra coloro che con lei si prostituirono e vissero superbamente quando volgeranno lo sguardo verso il fumo del suo incendio e lontano si terranno per paura della sua tortura dicendo: guai guai città grande Babilonia potente città perché in un ora sola è giunta la tua condanna. E i mercanti della terra piangono e sono afflitti per essa ora che nessuno compra il loro carico d’oro e di argento e di pietre preziose e di perle e di lino finissimo e di porpora e di seta e di scarlatto e ogni legno profumato e qualsiasi mobile d’avorio e di legno preziosissimo e di rame e di ferro e di marmo e cinnamomo e amomo ed essenze e mirra e incenso e vino e olio e fior di farina e grano e bestiame e greggi e cavalli e carri con quattro ruote e corpi e vite di uomini. E il tuo raccolto di fine estate della passionalità dell’ anima è ora perito e tutte le tue grassezze e le tue luci ti sono strappate via e non si troveranno mai più. I mercanti di queste cose che si sono arricchiti grazie a lei si tengono lontani per paura della sua tortura piangendo e lamentandosi dicendo: guai guai alla potente città avvolta di lino finissimo e di porpora e di scarlatto e rivestita d’oro di pietre preziose e perle perché in una sola ora è andata in rovina questa ricchezza e ogni timoniere e navigante e marinaio e tutti quelli che lavorano nel mare stando lontano da essa gridavano guardando il fumo del suo incendio dicendo: chi era simile alla potente città? E si gettavano polvere sulla loro teste e gridavano piangendo e lamentandosi dicendo: guai guai alla città potente nella quale si arricchirono dalla sua preziosità tutti coloro che possiedono navi nel mare perché in un ora sola è stata devastata. Rallegrati su di lei cielo e anche voi santi e apostoli e profeti ora che Dio ha pronunziato la condanna per voi contro di lei. E un potente angelo solleva in alto una grande pietra come da macina e la scaglia in mare dicendo: così con la stessa violenza sarà scagliata Babilonia la potente città e non si troverà più. E il suono dei suonatori di cetre e dei musicisti e dei flautisti e dei suonatori di tromba in te non si ascolterà più e ogni artigiano di ogni tecnica in te non si troverà più e il rumore della macina in te non sarà più udito e la luce della lampada in te non brillerà più e in te non si ascolterà mai più voce di sposo e di sposa perché i tuoi mercanti erano i potenti della terra perché nel tuo veleno hai ingannato tutte le nazioni e in te è stato riconosciuto il sangue dei profeti e dei santi e di tutti gli sgozzati della terra. Insieme a questo sento una potente voce di una moltitudine immensa che nel cielo proclama: alleluja. La salvezza e la gloria e la potenza sono del nostro Dio perché vere e giuste sono le sue decisioni e ora ha condannato la potente prostituta che ha corrotto la terra nella sua prostituzione e ha vendicato il sangue dei suoi servi sparso dalla sua mano. E per la seconda volta esclamano: alleluja. E il suo fumo sale per l’eternità. E si prostrarono i ventiquattro principi e adorarono Dio Colui che siede tranquillamente sul trono proclamando: amen, alleluja. E prorompe fuori una voce dal trono proclamante: lodate il nostro Dio tutti voi suoi servi e voi che lo temete piccoli e grandi e ascoltai come una voce di un immensa folla e come voce di fragorosi fiumi e di potenti tuoni che annunziano: alleluja! Ora regna il Signore nostro Dio l’Onnipotente. Facciamo festa ed esultiamo e diamogli gloria ora che è giunta la festa di nozze dell’agnello e la sua sposa si è preparata e gli è stata concesso di avvolgersi di lino finissimo luminoso immacolato. Il lino finissimo infatti sono le azioni giuste dei santi. E mi comanda: incidi. Felici sono i chiamati al pranzo di nozze dell’agnello. E mi dice: queste parole sono vere parole di Dio. E caddi ai suoi piedi per adorarlo ma mi ingiunge: bada di non farlo! Sono fra i molti servo di te e dei tuoi fratelli che possiedono la testimonianza di Gesù. Adora Dio. La testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia. E contemplo il cielo spalancato ed ecco un cavallo bianco e colui che siede sopra è Fedele e Veridico e nella giustizia giudica e combatte. I suoi occhi come fiamma di fuoco e sul suo capo ci sono molte corone e reca un nome inciso che nessuno conosce se non egli stesso ed è avvolto di un mantello madido di sangue e il suo nome è chiamato Parola di Dio. E gli eserciti nel cielo lo seguono su cavalli bianchi avvolti di lino finissimo bianco puro. E dalla sua bocca prorompe una spada a doppio taglio penetrante per colpire con quella le nazioni e le pascolerà con scettro di ferro ed egli pigia nel torchio del vino dell’ardore dell’ira di Dio Onnipotente e mostra sul mantello e sul femore un nome inciso: Re dei re e Signore dei signori. E contemplo un angelo fisso nel sole che grida con voce potente comandando a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: venite, raccoglietevi per il grande banchetto di Dio per divorare le carni dei re e le carni dei comandanti e le carni dei forti e le carni dei cavalli e di coloro che li cavalcano e le carni di tutti i liberi come anche dei servi e dei deboli e dei potenti. E vedo la bestia e i re della terra e i loro eserciti raccolti insieme per muovere guerra contro Colui che siede sul cavallo e contro i suoi eserciti. Ma viene afferrata la bestia e con essa il falso profeta colui che aveva compiuto i segni di fronte ad essa con i quali ingannò coloro che hanno ricevuto il marchio della bestia e coloro che hanno adorato la sua statua. I due vengono gettati vivi nella palude di fuoco che arde di zolfo. E i rimanenti muoiono della spada che prorompe fuori dalla bocca di Colui che siede sul cavallo e tutti gli uccelli si ingrassano delle loro carni. E vedo un angelo che scende dal cielo recando nella sua mano la chiave dell’abisso e una forte catena. E prende il drago il serpente primitivo che è il diavolo e satana e lo imprigiona per mille anni e lo scaglia nell’abisso e ve lo chiude e pone un sigillo sopra di lui in modo che non induca più in errore le nazioni fino a che siano completi i mille anni. Dopo questo è scritto sia sciolto per un breve periodo. E vedo dei troni e si siedono su di essi e viene affidato loro il giudizio e le anime dei decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio e coloro che non avevano adorato la bestia né la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio fra gli occhi e sulla loro mano e vivono e regnano con Cristo mille anni. I rimanenti dei trapassati non riprendono vita finché non sono compiuti i mille anni. Questa è la prima resurrezione. Felice e santo chi ha parte nella prima resurrezione. Su di essi la seconda morte non ha potere ma saranno primizie sante di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille anni. E quando saranno completi i mille anni sarà sciolto satana dalla sua prigionia e uscirà fuori per indurre in errore le nazioni nei quattro angoli della terra Gog e Magog per radunarle alla guerra il cui numero è come la sabbia del mare. E crebbero sulla superficie della terra e circondarono l’esercito schierato dei santi e la città prediletta ma scese dal cielo un fuoco e li consumò completamente e il diavolo colui che li aveva ingannati fu scagliato nella palude di fuoco e di zolfo dove sono anche la bestia e il falso profeta e saranno torturati giorno e notte per l’eternità. E vedo un trono maestoso e splendente e Colui che vi siede dal cui cospetto svaniscono via la terra e il cielo e non è più riconosciuto spazio a loro. E vedo i morti potenti e deboli fermi di fronte al trono e le pergamene sono spalancate e un altra pergamena viene svelata la pergamena della vita e vengono giudicati i morti dalle cose incise nelle pergamene secondo le loro opere. E il mare consegna i morti che contiene e la morte e l’ade consegnano i morti che contengono e vengono giudicati ciascuno secondo le loro opere. E la morte e l’ade vengono scagliati nella palude di fuoco. Questa è la seconda morte: la palude di fuoco. E se qualcuno non viene trovato inciso nella pergamena della vita viene scagliato nella palude di fuoco. E vedo un nuovo cielo e una nuova terra. Il cielo di prima e la terra di prima sono svaniti e il mare non c’è più. E vedo la città santa la nuova Gerusalemme mentre scende dal cielo da Dio preparata come una sposa adorna per il suo uomo. E ascolto una voce potente dal trono che proclama: ecco la tenda di Dio con gli uomini e pone la sua tenda fra di loro ed essi saranno suoi popoli ed egli Dio fra di loro sarà loro Dio e terrà lontana qualsiasi lacrima dai loro occhi e la morte non ci sarà più né lamento né grido né travaglio ci sarà più. Le cose di prima sono venute meno. E dice Colui che siede sul trono: vedi faccio nuove tutte le cose e dice: incidi. Tutte le cose sono compiute. Io sono l’Alfa e l’Omega l’inizio e il compimento. Io a chi è assetato concederò in dono l’acqua della vita. Colui che vince avrà in eredità queste cose e sarò per lui Dio ed egli sarà per me figlio. Ma ai vili e agli infedeli e ai maghi e a coloro che adorano idoli e per tutti i falsi la loro parte è nella palude che arde di fuoco e di zolfo che è la seconda morte. E si presenta uno fra i sette angeli che recano le sette ampolle traboccanti dei sette castighi gli ultimi e mi parla dicendo: sali quassù ti farò vedere la sposa la donna dell’agnello. E mi portò via in spirito su di un alto e sublime monte e mi indicò la città santa Gerusalemme mentre scendeva dal cielo da Dio recando la gloria di Dio. Il suo corpo luminoso è simile a pietra preziosa come pietra di diaspro lucente come cristallo. E mostra un muro possente ed alto con dodici porte e sulle porte dodici angeli e nomi incisi sopra che sono i nomi delle dodici tribù dei figli di Israele. Dal sorgere del sole tre porte e da borea tre porte e da noto tre porte e da occidente tre porte. E le mura della città hanno dodici pietre di fondamento e su di esse i dodici nomi dei dodici apostoli dell’agnello. E colui che parla con me brandisce una canna d’oro come misura per misurare la città e le sue porte e le sue mura. La città siede quadrangolare e la sua lunghezza è quanto la larghezza. E misurò la città con la canna per dodici mila stadi e la sua lunghezza e la larghezza e l’altezza sono uguali. E misurò lo spessore della mura in cento quaranta quattro cubiti misura d’uomo propria dell’angelo e la costruzione delle mura è di diaspro e la città d’oro puro simile ad alabastro immacolato. Le pietre di fondamento delle mura della città sono preparate con ogni pietra preziosa. La prima pietra di fondamento è diaspro la seconda zaffiro la terza calcedonio la quarta smeraldo la quinta sardonico la sesta sardio la settima crisolito l’ottava berillo la nona topazio la decima crisoprasio l’undicesima giacinto la dodicesima ametista. E le dodici porte sono dodici perle e ciascuna delle porte è un unica perla. E la piazza della città è d’oro puro simile ad alabastro luccicante. E non vedo tempio in essa; il Signore Dio Onnipotente infatti è il suo tempio insieme all’agnello. E la città non ha bisogno del sole o della luna per esserne illuminata perché infatti è la gloria di Dio che la illumina e la sua lampada è l’agnello. E le nazioni cammineranno nella sua luce e i re della terra porteranno in dono la loro gloria in essa e le sue porte non saranno mai chiuse di giorno perché là infatti non ci sarà più la notte e la gloria e l’onore delle nazioni sarà attribuito ad essa. E non potrà entrare in essa nessuna cosa volgare nè colui che si macchia di idolatrìa e di falsità ma solo coloro che sono incisi nella pergamena della vita dell’agnello. E mi indicò un fiume gonfio di acque di vita splendente come cristallo che sgorgava dal trono di Dio e dell’agnello e nel mezzo dell‘estensione della città e del fiume da un capo all’altro c’è l’albero della vita fruttificante per dodici raccolti all’anno uno per mese e le foglie dell’albero curano le nazioni. E non ci sarà più nessun anatema e il trono di Dio e dell’agnello si troverà in essa e i suoi servi lo adoreranno e contempleranno il suo volto e il suo nome sarà fra i loro occhi. E la notte non ci sarà più e non avranno più bisogno di luce di fiaccola o di luce di sole perché il Signore Dio sfolgorerà su di loro e regneranno per l’eternità. E mi conferma: queste parole sono fedeli e veritiere e il Signore il Dio degli spiriti dei profeti ha inviato il suo angelo per far vedere ai suoi servi quello che è scritto che si manifesti presto. E vedi sto ritornando presto. Felice chi trattiene le parole della profezia di questa pergamena. E io Giovanni sono colui che porge orecchio e colui che volge lo sguardo a queste cose e quando ascoltai e vidi caddi a terra prostrato per adorare davanti ai piedi dell’angelo che mi indicava queste cose. Ma subito mi rimprovera: guarda di non farlo. Sono un compartecipe nel servizio a te e ai tuoi fratelli profeti e a coloro che conservano le parole di questa pergamena. Solo a Dio prostrati per adorarlo. E mi dice: non porre sotto sigillo le parole della profezia di questa pergamena. Il momento infatti è imminente. Colui che pratica l’ingiustizia continui a praticarla e coloro che sono sporchi continuino ad insozzarsi ancora e il giusto operi la giustizia e il santo si santifichi ancor di più. Vedi Io ritorno presto. E il mio salario è con me per rendere a ciascuno nello stesso modo della sua opera. Io sono l’Alfa e l’Omega il primo e l’ultimo l’inizio e il compimento. Felici coloro che lavano le loro tuniche affinché sia loro la signorìa sull’albero della vita e per le porte entreranno nella città. Via i cani i maghi i turpi gli assassini gli idolatri e coloro che amano la falsità e la compiono. Io Gesù ho inviato il mio angelo per attestare a voi tutte queste cose sulle Chiese. Io sono la radice e la stirpe di David la stella quella sfolgorante quella del mattino. E lo Spirito e la sposa supplicano: ritorna. Chiunque ascolti invochi: ritorna. Chi ha sete si avvicini chi desidera prenda in dono dell’acqua della vita. Io attesto a chiunque presti attenzione le parole della profezia di questa pergamena. Se qualcuno sovrappone ad esse Dio porrà sopra di lui i castighi incisi in questa pergamena mentre se qualcuno sottrae dalle parole della pergamena di questa profezia Dio sottrarrà la sua parte dall’albero della vita e dalla città santa degli inscritti in questa pergamena. Colui che attesta queste cose proclama: sì sto per ritornare presto. Amen ritorna Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù con tutti.

 

Giacomo Maria Prati.

Da: L'Apocalisse. YRMagazine, Vol.7-8-9/2011:68-79, periodico culturale nazionale.


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