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di Tiziana Ciavardini   indice articoli

 

Lo sciamano che è in noi

Marzo 2012

 

Lo sciamano che è in noiLo sciamanismo o sciamanesimo è il metodo più antico di utilizzare uno stato alterato di coscienza per ottenere la guarigione e trovare soluzione ai problemi, potremmo definirlo quale diretta via di accesso tra l’uomo e il sacro. Il culto dello sciamanismo sopravvive ancora oggi in alcune parti dell'America, dell'Africa, del Nord Europa, della Siberia e del sud est asiatico che sono state meno influenzate dalla civiltà moderna. Lo sciamano è la figura centrale del culto, l’origine della parola deriva dallo tsunguso di origine manciù e significa “colui che sa”. Questa figura si confonde col mago, lo stregone o il medicine-man. Pur essendo un guaritore ha tuttavia una funzione particolare nella società in cui vive: dotato di facoltà extrasensoriali e taumaturgiche, è una sorta di profeta-sacerdote, capace di entrare in contatto con l’aldilà, con gli antenati e con gli spiriti della natura. Egli è essenzialmente una persona (uomo o donna) che padroneggia la tecnica dell'estasi. Lo sciamano è l'unico in grado di recarsi nell'aldilà, cioè nel mondo degli spiriti, per combatterli e ottenere dei benefici per i singoli o per la comunità. Le tecniche per far questo sono essenzialmente il sonno estatico e la trasformazione in animale del proprio spirito. Negli ultimi anni la parola sciamano é stata utilizzata in contesti molto disparati, facendo confondere il significato di questa parola con quello di "stregone". In realtà l'iconografia dello stregone ha causato secoli di confusione, suggerendo all'osservatore occidentale una visione distorta di una figura determinante all'interno della struttura sociale delle comunità indigene. La parola "stregone" richiama alla mente un'immagine a volte grottesca, che possiede ben poche connessioni con la realtà dei fatti. Ciò è dovuto all'abitudine tipica dell'uomo occidentale di collegare ogni realtà a lui insolita con un mondo fantastico, privo di concreti legami con la storia. L'idea occidentale di "stregone" corrisponde solo in parte dunque alla figura più concreta dello sciamano: un personaggio carismatico e importantissimo, intorno al quale si sviluppa l'universo magico e spirituale di intere comunità. Lo sciamano é una figura molto complessa si distingue dal resto della comunità per l’intensità dell’esperienza religiosa che culmina nell’estasi; questo fa sì che lo sciamano possa essere collocato nella categoria dei mistici anziché nell’ambito di ciò che, abitualmente, si designa come "religione". Gli sciamani hanno anche il compito di preservare la memoria dei loro popoli e di tramandarli attraverso canzoni, racconti, rappresentazioni drammatiche rituali. Sono il canale di comunicazione fra i membri della comunità e gli dei, i morti, gli spiriti e il resto del mondo appartenente alla mitologia. Allo sciamano sono anche attribuiti poteri magici e è considerato capace di controllare le forze della natura, di fermare le tempeste di neve o l'attacco di pericolosi animali selvaggi. In particolare lo sciamano attraverso stati alterati di coscienza, è in grado di “viaggiare” accedendo a “realtà non ordinarie” e di entrare in contatto con gli spiriti. Gli sciamani non viaggiano da soli, ma sono in genere accompagnati da un certo numero di "spiriti aiutanti". Durante il viaggio lo sciamano o cade in catalessi e appare svenuto o, al contrario racconta al pubblico presente le sue visioni e le mille insidie della sua avventura nel mondo degli spiriti. Alcuni elementi particolari quali: determinati indumenti, l’uso d’amuleti che rappresentano parti del corpo degli animali, i sonagli metallici e il tamburo vengono utilizzati durante la sua performance. Per provocare lo stato di trance lo sciamano canta, danza, declama invocazioni e suona il tamburo emettendo una musica fortemente ritmata che facilita il raggiungimento della trance stessa, finché la sua anima non si distacca dal corpo. Una delle caratteristiche più interessanti dello sciamano é proprio il suo rapporto con la musica. Il tamburo dello sciamano é considerato sacro, é dipinto con molti simboli magici e cosmologici. Le fasi caratteristiche del "viaggio" sono oltre alla trance, la metamorfosi, in cui lo sciamano si trasforma (durante il viaggio, quindi in sogno) nell'animale che lo protegge e da cui deriva il proprio potere; il combattimento che compie durante il viaggio contro gli spiriti ed altri sciamani e infine il ritorno cioè lo sciamano "rientra" dal "viaggio" con la soluzione al problema. Lo sciamano ha il divieto di ricevere compensi in denaro (pena la perdita del potere sciamanico). Egli è un "eletto" in quanto, uscendo dall’ordinarietà della vita, ha libero accesso a zone del sacro impenetrabili e, proprio per questo, esprime, attraverso l’esperienza estatica, un’ideologia che non sempre è in sintonia con la religione "ufficiale". Il reclutamento degli eletti può avvenire attraverso più canali: trasmissione ereditaria, chiamata, designazione da parte del clan, decisione personale, ecc. La "chiamata" avviene nel sogno, attraverso una rivelazione, nell’esperienza estatica, in una qualunque condizione che può definirsi estrema o nel corso di una grave malattia che, se accolta, segnala una vera e propria iniziazione. Lo sciamanismo o sciamanesimo sta attualmente vivendo una rinascita nel mondo contemporaneo, infatti nella ricerca delle radici perdute, di nuove vie alla guarigione e di un senso più profondo della vita, sempre più persone si rivolgono all'antica conoscenza degli sciamani. Molti trovano nel legame primordiale con la natura e nella tradizionale visione dello sciamano una via d'uscita alla corsa insensata al successo e alla ricchezza, e soprattutto all'isolamento creato da una società materialistica e tecnologica; coloro che praticano oggigiorno queste tradizioni contribuiscono a mantenerle vive nel mondo moderno. Recentemente accanto alla persistenza dello sciamanesimo tradizionale, si assiste in Occidente allo sviluppo di un nuovo fenomeno chiamato il "neosciamanesimo" ad opera di antropologi americani che si propongono di sradicare i sistemi iniziatici e le tecniche di guarigione dei popoli indigeni per trasporle nella realtà urbanizzata delle metropoli: una sorta di imitazione del sistema di apprendimento sciamanico all'interno dello stile di vita moderno. L’antropologo americano Michael Harner tra i maggiori studiosi della materia, con le sue ricerche e il suo insegnamento ha reso nuovamente attuale questo antico sistema di pratiche ed ha riproposto la pratica del viaggio sciamanico in Occidente, rendendolo accessibile alla mentalità e alle esigenze dell'uomo contemporaneo. Anche il movimento ‘New Age’ ha tentato una globalizzazione e una commercializzazione indiscriminata della cultura sciamanica. In realtà la New Age è un fiorente mercato diffuso negli Stati Uniti e in buona parte in Nord Europa, con case editrici specializzate, riviste proprie, centri residenziali e in alcuni casi veri e propri insediamenti comunitari, la cui caratteristica fondamentale è quella di offrire delle proposte per un uso particolare del tempo libero, connesso in qualche maniera con il benessere fisico e l’evoluzione spirituale dei fruitori. Lo sciamanesimo sta tornando in vita anche attraverso l’utilizzo della medicina dolce, adoperando le potenzialità delle erbe al posto delle medicine chimiche, permettendo così alle persone di tornare alla natura. Malgrado queste nuove forme di sciamanismo si siano adattate ai bisogni esistenziali dell’uomo non bisogna dimenticare che la funzione primaria dello sciamanismo è la ricerca di un contatto tra l'uomo e il mondo invisibile. Dentro di noi ci sono paesaggi di una ricchezza insospettabile, ma non ne siamo consapevoli, oppure, anche se lo sappiamo, ne abbiamo timore, abbiamo paura di scoprire quello che tale esplorazione potrebbe rivelarci. Paradossalmente ci sentiamo molto più sicuri a visitare i luoghi più impervi della terra, piuttosto che la nostra interiorità ed è per questo che spesso, ci rinunciamo. Dobbiamo aver coraggio, avventurarci in noi stessi e scoprire lo sciamano che è in noi perché è nel nostro mondo interiore che risiede la nostra vera natura e con essa la nostra possibilità di essere felici. Se non andremo a conoscerlo, vivremo solo a metà.

 

Tiziana Ciavardini

 

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