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Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

Acqua - e non sai cosa bevi!
I^ parte - le acque in bottiglia

Aprile 2010

 

Acqua - le acque in bottiglia“Noi ci beviamo il 90% delle nostre malattie” sosteneva Pasteur e la sua affermazione non va presa alla leggera.
L’organismo umano è composto per quasi il 70% di acqua ed è strano come in realtà noi ci percepiamo solidi quando dovremmo invece sentirci liquidi e molli.
L’acqua svolge numerose fondamentali funzioni nel corpo umano; costituisce i fluidi del corpo, come il sangue, le lacrime, la saliva ecc., trasporta alle cellule le sostanze nutritive e allontana i prodotti di rifiuto, aiuta la regolazione della temperatura corporea, favorisce la digestione e molte reazioni metaboliche, mantiene in soluzione liquida elementi, come i sali minerali, che altrimenti non sarebbero assimilabili, ed infine, svolge una potente azione lavante e purificante per tutto l’organismo.
Per queste ragioni, l’acqua è indispensabile, forse anche più del cibo. Se infatti è possibile, in condizioni ottimali, digiunare fino anche a 40 giorni senza produrre danni all’organismo, possiamo rimanere senz’acqua solo al massimo per tre giorni.
Il fabbisogno giornaliero è di circa 2 litri, ma non bisogna cadere nell’errore di pensare che tutta quest’acqua debba essere bevuta. Anche i cibi contengono acqua, e in alcuni casi, come per la frutta, fino al 90%, che significa che mangiando 1kg. di melone si beve quasi un litro di acqua. Le altre due possibilità sono l’acqua in bottiglia e quella del rubinetto casalingo.

 

In questa prima parte dell’articolo ci soffermeremo sull’analisi dell’acqua in bottiglia per scoprire che ci sono notevoli differenze tra le diverse marche in commercio.
Prima però occorre chiarire un concetto fondamentale: acqua potabile non significa necessariamente acqua sana. Potabile vuol dire che si può bere senza danni immediati per la salute, ma se poi dopo dieci anni il fegato si ammala per le sostanze in essa contenute, nessuno si assumerà la responsabilità di ciò.
Per questo, uno studio attento dell’etichetta della bottiglia sarà fondamentale per capire la qualità dell’acqua.
Il primo dato da rilevare è il residuo fisso a 180 gradi. Esso indica la quantità di sostanze presenti nell’acqua. L’acqua pura non contiene altro che se stessa, per cui più sostanze ci sono, più significa che è ‘sporca’, ossia ha raccolto elementi lungo il suo percorso. Un buon residuo fisso deve essere inferiore a 50mg. per litro. Solo le acque imbottigliate in alta montagna riescono a rimanere sotto quel valore. Quelle di pianura possono arrivare anche a 400-500mg. per litro, il che significa ‘sporcare’ l’organismo e sovraccaricare gli organi di filtrazione e purificazione (come i reni).
Il secondo valore da considerare è il PH. L’acqua pura ha Ph 7 e una buona acqua dovrebbe rimanere nell’intervallo 6-6,8, ossia leggermente acida. Molte acque in commercio hanno invece valori molto acidi o molto basici, perché contengono sostanze acidificanti, come i pesticidi, i nitriti e i nitrati, oppure alcalinizzanti, come detersivi ecc. che raccolgono lungo il loro percorso.
Terzo fattore: la conducibilità elettrica. L’acqua pura non conduce elettricità, mentre più è sporca, più conduce. Quindi, minore è quel valore più l’acqua non contiene altre sostanze.
Altri due valori importanti sono l’altitudine della fonte e la temperatura alla sorgente. E’ evidente che più l’acqua viene presa in alta quota, più sarà pulita. In commercio le migliori acque vengono imbottigliate a 1700-1800 metri, mentre quelle più comuni (e pubblicizzate) a 20 metri.
L’etichetta poi contiene l’analisi chimica degli elementi presenti, come il sodio, il calcio ecc. Tra questi, la presenza di nitriti e nitrati (entrambi cancerogeni) è indicatore di bassa qualità, così come la presenza di piombo, mercurio, cadmio, PBC, idrocarburi, tutte sostanze dannose che derivano dagli scarichi delle aziende, delle stalle, dall’agrocoltura e dall’inquinamento cittadino.
Anche il contenitore fa la differenza. Il vetro è completamente atossico e non si altera in nessun modo. Il PET (la bottiglia di plastica) invece rilascia sostanze tossiche in presenza di luce e calore, e considerando che i negozi spesso lasciano l’acqua fuori in cortile al sole a luglio, è evidente che questa diventa malsana.
Ultimo fattore da considerare, il gusto. Tutti conosciamo il buon sapore dell’acqua di fonte. Anche le acque in bottiglia variano nel gusto e questo è un indicatore della loro purezza.
Quali conclusioni possiamo trarre da questa analisi? Occorre scegliere attentamente quale acqua comprare perché le differenze in termini di qualità (e di salute) sono notevoli. Il fattore che sempre incide quando si parla di qualità è il prezzo, e difatti le migliori acque, vendute in vetro, costano di più, ma fortunatamente la differenza non è tale da proibirne l’acquisto.
Se siete grandi consumatori di acqua in bottiglia, vi consigliamo caldamente di acquistare una buona acqua perché le proprietà che abbiamo visto all’inizio sono valide nella misura in cui l’acqua è pulita e sana.

 

Nel prossimo articolo esamineremo l’acqua del rubinetto di casa e le sue problematiche, perché, nuovamente, potabile non significa necessariamente sana.

 

Nadia e Giacomo Bo

www.ricerchedivita.it

 

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