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Salute e alimentazione naturale

Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

Acqua e salute.
Le ultime scoperte scientifiche rivoluzioneranno la medicina?

Agosto 2011

 

Acqua Masaru EmotoContrariamente al cibo e in generale alla maggior parte delle sostanze organiche conosciute, l’acqua è sempre stata considerata dalla comunità scientifica un componente inerme, ‘morto’, una semplice molecola di idrogeno ed ossigeno che possiede alcune proprietà chimico-fisiche ma che sicuramente è lontana dall’idea che possa essere qualcosa di ‘vivo’.
Che l’acqua potesse essere qualcosa di più e che quindi avesse virtù particolari è un pensiero che ha radici antichissime, basti pensare alle cosiddette ‘acque curative’, ma finora nessuna prova scientifica è mai riuscita a dimostrare l’esistenza di queste proprietà.
Acqua Masaru EmotoIn realtà, già da ormai 25 anni un ricercatore giapponese, Masaru Emoto sottopone l’acqua ad esperimenti molto interessanti: Dopo aver messo a punto una particolare tecnica di refrigerazione, esamina e fotografa diversi tipi di acqua così ghiacciata, come l'acqua dell'acquedotto di diverse città del mondo, e quella proveniente da sorgenti, laghi, paludi, ghiacciai. I risultati dei suoi esperimenti mostrano che i cristalli d’acqua, così trattata, cambiano struttura a seconda dei messaggi che ricevono. Egli si è spinto ancora più in là: espone l'acqua alle vibrazioni della musica, delle parole (pronunciate o anche soltanto scritte sulle bottiglie dei campioni d'acqua) e persino dei pensieri. L'acqua trattata con parole "positive" forma dei cristalli bellissimi, simili a quelli della neve; l'acqua trattata con parole "negative" invece, reagisce, creando forme amorfe e prive di armonia geometrica. Le immagini dei cristalli sono talmente impressionanti che Masaru Emoto le ha mostrate in numerosi libri e attraverso conferenze che tiene in tutto il mondo, però la comunità scientifica ancora rimane sorda alle sue strabilianti scoperte.
Proviamo però a pensare: se Masaru Emoto ha ragione (e ce l’ha!) considerando che l'organismo umano è composto per la maggior parte di acqua, possiamo renderci conto di come una parola di odio e di cattiveria possa avere un effetto tutt'altro che esclusivamente psicologico: la nostra acqua corporea si scompone e vibra in maniera confusa, generando una sensazione di malessere e molto probabilmente degli squilibri. Nello stesso modo però una parola d'amore e di comprensione porterà in noi un'armonia che si diffonderà in tutto l'essere. Le implicazioni di questa ipotesi sono notevoli: qual è l’energia dell’acqua che ad esempio acquistiamo in bottiglia? E quella del nostro acquedotto? Ed infine quella contenuta nei cibi che mangiamo? Tutte queste acque infatti hanno assorbito l’energia emotiva delle persone intorno…
Ma torniamo al discorso della scientificità di tale ipotesi: Una nuova ricerca sembrerebbe aver trovato una chiave scientifica agli esperimenti di Emoto; un team italo francese, guidato dal premio Nobel per la medicina Luc Montagnier insieme ai biologi Lavallè e Aissa, e per gli italiani, i fisici Emilio Del Giudice, (Iib, International Institute for Biophotonics, di Neuss in Germania), Giuseppe Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di matematica ed informatica dell’università di Salerno) e Alberto Tedeschi, ricercatore (White Hb di Milano) ha pubblicato su una delle riviste di fisica più prestigiose, il Journal of Physic. La ricerca “Dna, waves and water”, che ad effetto gioca tra le parole Dna, onde (elettromagnetiche) e acqua. E’ stato Montagnier a scoprire che alcune sequenze di Dna possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso. Che cosa significa questo? Si potranno sviluppare sistemi diagnostici finora mai progettati, basati sulla proprietà "informativa" dell’acqua biologica presente nel corpo umano: malattie croniche come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla, Artrite reumatoide, e le malattie virali, come Hiv-Aids, influenza A ed epatite C, "informano" l’acqua del nostro corpo (acqua biologica) della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere poi "letti" e decifrati. Scoprire quindi che la molecola d’acqua «registra» le onde a bassa frequenza del Dna, le «memorizza» e le trasmette in un certo senso «amplificandole» apre realmente importanti prospettive. I segnali elettromagnetici presenti nell’acqua, infatti, sono riconducibili alla presenza o meno di una sua «memoria», intervenendo sulla quale si prospettano ampie possibilità di trasmissione dell’azione terapeutica dei principi attivi diluiti nell’acqua stessa. Tra l’altro, questo è il principio su cui funziona la medicina omeopatica e omotossicologica che sfrutta da sempre i principi fisici per cui l’acqua può essere «informata» da sostanze in essa diluite. La ricerca di Montagnier, Del Giudice e Vitiello indica la strada per arrivare a una migliore comprensione dei meccanismi di funzionamento del paradigma omeopatico ed omotossicologico, ma soprattutto sembra creare la base per una futura generazione di rimedi farmaceutici senza effetti collaterali perché diluiti, che basano il proprio meccanismo d’azione sull’acqua «informata» dal segnale elettromagnetico prodotto da sostanze presenti in essa a bassissime concentrazioni. Acqua «informata» e poi «attivata» tramite peculiari tecnologie chimico-fisiche.
Forse questa volta ci siamo: comunità scientifica da un lato, medicine e ricerche alternative dall’altro convergono sul fatto che l’acqua non è una sostanza inerme ma dotata di proprietà straordinarie, che solo adesso si iniziano a studiare, e che in futuro porteranno a risultati ancora più straordinari, considerando il fatto poi che l’uomo è composto da circa il 70% di acqua. Cosa succederà quanto ‘informeremo’ nel modo corretto tutta quest’acqua?

 

Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it


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