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Salute e alimentazione naturale

Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

Gli additivi alimentari, pro e contro la nostra salute

Settembre 2012

 

Gli additivi alimentari, pro e contro la nostra saluteGli additivi alimentari sono un'enorme quantità di sostanze, la maggior parte sintetizzate chimicamente, che svolgono numerose funzioni rispetto agli alimenti industriali: li colorano, danno gusto, li conservano nel tempo, li rendono più cremosi e così via. Li possiamo riconoscere dalla sigla ‘E’ seguita da un numero, ma ciò non ci dice nulla sulla loro natura, e considerando che sempre più studi scientifici mettono in luce effetti dannosi per la salute, diventa fondamentale conoscerli in modo preciso.

Incominciamo con i coloranti e gli aromatizzanti: il loro scopo è riportare l'aspetto del prodotto alle sue caratteristiche iniziali di freschezza e di fragranza che il trattamento industriale inevitabilmente altera. Inoltre il consumatore si sente rassicurato da caratteristiche sempre uguali di un determinato prodotto e istintivamente preferisce alimenti che gli sembrano appena preparati. I coloranti e gli aromatizzanti, con il loro effetto cosmetico, servono proprio a questo.

I coloranti hanno numeri dal 100 al 200. Si tratta quasi esclusivamente di molecole di sintesi che assicurano gialli brillanti, rossi vivi, verdi o blu intensi. In pochi casi abbiamo coloranti naturali: il giallo che deriva dalla curcuma (E 100), da millenni usato in India anche per la tintura di stoffe o il rosso carminio che deriva dall'essiccamento di uova e di adulto di un insetto, la cocciniglia. Ricerche condotte su bambini e sulle loro reazioni al consumo quotidiano di prodotti che contengono coloranti hanno permesso di accertare che alcuni di questi sono responsabili di provocare reazioni ipercinetiche, difficoltà dell'attenzione e riduzione dei tempi di concentrazione negli allievi di scuole elementari. Di fronte all'evidenza scientifica, l'Unione Europea ha rivisto le normative comunitarie che riguardano gli additivi prevedendo che in etichetta compaia la scritta: «Può influire negativamente sull'attività e l'attenzione dei bambini », quando sono implicati alcuni gialli e rossi (E 102 tartrazina, E 104 giallo chinolina, E 110 giallo tramonto, E 122 carmoisina, E 124 rosso cocciniglia di sintesi, E 129 rosso allura). Per questi sei comuni coloranti è stata anche abbassata la dose giornaliera ammissibile.

Anche la combinazione blu brillante (E 133), glutammato monosodico (E 621), giallo chinolina (E 104), aspartame (E 951), in base a uno studio condotto da Soil Association, presenta effetti neurotossici che non si evidenziano analizzando singolarmente le quattro molecole. Gli aromatizzanti non compaiono in etichetta contraddistinti da un numero ma da un'indicazione: aromi naturali oppure aromi.

Quando troviamo l'indicazione aroma naturale per legge il 95% almeno di quella sostanza è di origine naturale, è ammesso al massimo il 5% di sostanza artificiale. La scritta aromi indica sostanze di tipo sintetico che possono riprodurre più o meno fedelmente sostanze presenti in natura.

L'acido benzoico e i suoi sali (dall'E 210 all'E 219) sono sostanze antimuffa che troviamo in succhi e nettari di frutta, conserve ittiche, caviale, pasta di olive, caglio, maionese e anche nel succo di Aloe non sottoposto a trattamenti termici. L'Aloe, potente disintossicante con un effetto marcato nel rinforzare le difese immunitarie, ha un sapore che non piace a tutti. Se viene bevuto con una spremuta, il sodio benzoato presente nell'Aloe si lega agli acidi della frutta e aumenta la sua tossicità, che altrimenti si ha solo ad alte dosi. Il sodio benzoato (E 211) si può legare ai coloranti e in questo caso si verifica un'amplificazione della sua tossicità.

Anche i solfiti (E 221-E 228) vengono aggiunti come antimuffa. Li possiamo trovare in conserve ittiche, frutta secca, fecola e fiocchi di patate, alcune marmellate e confetture, funghi secchi, uve da tavola (come trattamento post raccolta per garantirne la conservabilità fino alla tavola del consumatore) e vini. Possono provocare reazioni allergiche con difficoltà respiratorie, mal di testa, tosse e debolezza. È recente la comparsa, sull'etichetta dei vini, dell'indicazione della presenza di anidride solforosa e di solfiti (quando la loro concentrazione è superiore a 10mg/kg di uva) in quanto facenti parte di un elenco di sostanze dichiarate allergeniche.

I polifosfati (E 452) sono una famiglia di additivi che hanno funzione stabilizzante, vengono aggiunti agli alimenti perché in grado di legare l'acqua dando un aspetto uniforme alla superficie del prodotto e un aspetto omogeneo al taglio. Svolgono anche una funzione antibatterica. Li troviamo nei formaggi fusi, nella fecola di patate, nelle carni in scatola, negli insaccati e spesso nei salumi cotti. Possono essere presenti anche in prodotti ittici surgelati e congelati. L'aggiunta di polifosfati permette di mantenere il turgore del prodotto perché viene trattenuta acqua (e naturalmente si ha un aumento di peso del prodotto). Un recente studio del Servizio Veterinario dell'Alto Adige dimostra che solo il 20% dei produttori di pesce surgelato dichiara l'aggiunta di polifosfati. I polifosfati interferiscono con l'assorbimento e il metabolismo di sali minerali (Calcio e Ferro) con conseguente calcificazione di tessuti molli, i reni soprattutto, inoltre ostacolano la fissazione del calcio, il che li rende sconsigliabili per bambini e per anziani con problemi di osteoporosi.

Fortunatamente non tutti gli additivi sono tossici: se leggiamo in etichetta E 300 (acido ascorbico ossia la vitamina C), E 322 (lecitina di soia, un emulsionante), E 160 (carotene, un colorante arancione), E 200 (acido sorbico, un antimicrobico presente nelle sorbe), E 406 (agar-agar, un'alga con proprietà addensanti), possiamo rilassarci perché sono sostanze innocue.

In linea generale, è buona norma cercare di evitare cibi che contengano additivi perché per la maggior parte mancano ancora studi scientifici che dimostrino i loro effetti per la salute. Con un po’ di impegno e di ricerca si trovano prodotti alimentari equivalenti ma privi di sostanze chimiche che magari hanno colori meno brillanti, si conservano per periodi minori, il sapore è più semplice, ma sono prodotti sani per la nostra salute.

 

Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it


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