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Salute e alimentazione naturale

Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

Bambini e obesità

Giugno 2012

 

Secondo una recente ricerca, la principale causa dell’obesità risiederebbe nello stile di vita eccessivamente sedentario dei bambini: il 15% non pratica alcuno sport o lo fa per appena un’ora a settimana; la metà dei bimbi non esce mai a giocare con i coetanei, preferendo trascorrere il pomeriggio in casa, tra compiti (poco meno di 2 ore), TV (1 ora e 36 minuti), computer (1 ora e 5 minuti) e videogiochi (55 minuti).

Dall’inchiesta emergono dati poco incoraggianti anche per quanto riguarda le abitudini alimentari dei minori: il 23% spesso o sempre mangia al di fuori dei pasti tradizionali e il 15% lo fa anche in modo disordinato, combinando almeno quattro diverse tipologie di alimenti tra dolci e salati”.

Sebbene l’obesità e più in generale il sovrappeso non debbano essere considerati una malattia, è però fondamentale comprendere che le principali malattie moderne, come alcune forme di tumore, il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari come l’ictus e l’infarto, le patologie muscoloelettriche, diversi problemi mentali, compaiono molto più frequentemente in persone grasse piuttosto che magre.

Per questa ragione, da diversi anni i principali istituti nazionali e mondiali hanno iniziato a puntare il dito contro l’obesità e i pericoli che essa comporta. Inoltre, i dati previsionali raccolti creano davvero preoccupazione; in Italia si stima che entro 10 anni circa il 30% della popolazione sarà obeso. In Inghilterra la percentuale sarà del 50%. Attualmente abbiamo circa 1 miliardo di persone in sovrappeso o obese.

Quali sono le principali cause?

Indubbiamente è il cambiamento di stile di vita che ha coinvolto la maggior parte della popolazione occidentale ad aver causato un aumento spropositato di peso corporeo. Se da un lato è notevolmente diminuito il movimento fisico, tanto che oggi possiamo dire che le persone sono sempre sedute e si spostano da un luogo all’altro rimanendo sedute, dall’altro, il grave peggioramento delle abitudini alimentari ha contribuito a creare una situazione di intossicazione cellulare diffusa in tutto il corpo.

Il grasso corporeo, che in passato era un ‘lusso’ nel senso che solo le persone ricche potevano permettersi uno stile di vita sedentario e un’alimentazione sovrabbondante, colpisce oggi forse più i poveri in quanto mentre i primi possono ancora permettersi un’alimentazione migliore, basata ad esempio su frutta e verdura fresche di stagione, i meno abbienti acquistano nei discount/supermercati la maggior parte dei loro alimenti che risultano scandenti dal punto di vista qualitativo.

Dimagrire da adulti una volta che si è obesi risulta estremamente difficile. Lo hanno confermato recentissimi studi sulle diete che hanno definitivamente affermato il loro fallimento in quanto le persone, a conclusione della dieta, acquistano addirittura più peso di quanto ne avessero all’inizio!

Fare più movimento fisico risulta spesso un compito impossibile nel contrastare le calorie in eccesso; alimenti moderni come ad esempio un hamburger richiedono circa 4 ore di corsa per essere smaltiti. Sempre per fare un parallelo, un etto di biscotti industriali contiene le stesse calorie di circa 5 kg. di frutta.

Per queste ragioni, chi oggi è obeso pare condannato a rimanere tale. L’ultima frontiera della medicina consiste in un’operazione chirurgica dove viene asportato una parte dello stomaco, in modo che la persona avverta mano fame e si sazi prima. Questo intervento si è dimostrato efficace in molti casi, ma c’è da chiedersi se dobbiamo arrivare fino a questo punto per fermare la nostra voracità.

Per ottenere un significativo risultato a livello sociale occorre partire con un programma preventivo che coinvolga non solo i bambini, ma anche i genitori e la scuola, e tale programma dovrebbe iniziare sin dalla gravidanza perché è ormai certo che l’alimentazione della madre sia correlata con la futura propensione o meno al sovrappeso del bambino. Allo stesso modo, ciò che il bambino trova sulla tavola della propria famiglia e successivamente della mensa scolastica determinerà il suo rapporto con il cibo, sia in termini quantitativi che qualitativi.

Conoscere i sani principi dell’alimentazione non è un’impresa impossibile oggi perché esistono sempre più ricerche a sostegno, libri e articoli, esperti di alimentazione e salute.

In linea generale, queste ricerche tendono tutte a confermare alcuni dati fondamentali:

 

A) Preferire alimenti come frutta e verdure fresche, cereali integrali e legumi.
B) Limitare il consumo di carni, pesce, uova, formaggi e latte.
C) Evitare i prodotti che contengono grassi saturi (per semplificare sono quelli animali) e grassi definiti trans, come le margarine. Sostituire questi grassi con altri monoinsaturi e polinsaturi (ad esempio l’olio extravergine di oliva).
D) Sostituire i prodotti industriali complessi (come le merendine) con cibi fatti in casa dove è possibile scegliere attentamente la qualità degli ingredienti.
E) Ridurre il consumo di sale e zucchero, e in particolare sostituire lo zucchero bianco con altri dolcificanti naturali, come il miele o il malto.
F) Sostituire le bevande gassate e i succhi di frutta industriali con semplice acqua o spremute e centrifugati di frutta fresca.
G) Preferire cibo biologico.

 

Un’ultima osservazione riguarda il movimento fisico, che insieme all’alimentazione è il principale fattore di obesità nei giovani. Spesso ci si nasconde dietro la giustificazione dei troppi compiti scolastici, ma in verità la maggior parte del tempo viene passato dai giovani davanti alla televisione e ai videogiochi. Giocare è importante ma un conto è farlo immobili con un mouse in mano, un conto è uscire con gli amici per una partita a pallone, una corsa in bicicletta e così via.

I medici sono seriamente preoccupati di questa dilagante tendenza al sovrappeso e la medicina in generale non può risolvere da sola il problema e forse nemmeno tanto contrastarlo. Occorre maturare la consapevolezza che questa è una strada sbagliata e pericolosa per la salute nostra e dei nostri figli, e avere il coraggio di invertire la rotta.

 

Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it


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