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Salute e alimentazione naturale

Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

Alla Ricerca dell’Elisir di lunga vita

Giugno 2008
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Una terza inconfutabile prova della superiorità, in termini di salute, benessere e longevità, ci viene dalla dr.ssa Ruth Benedict, antropologa di fama mondiale, che studiò ben 700 culture diverse con lo scopo di identificare quale fosse l’elemento comune alla loro salute e alla loro malattia. La sua ricerca si basò su un fattore fondamentale: la produzione e la distribuzione della ricchezza. Identificò agli estremi due tipologie di culture: quella ‘sinergica’ basata sulla collaborazione, la generosità e la compassione, dove la ricchezza circola continuamente e non si accumula nelle mani di pochi, e quella ‘sgarbata e cattiva’ dove invece predominano i comportamenti egoistici e dove la ricchezza si accumula in poche persone che vengono a possedere più di tutti gli altri.
I suoi risultati furono sorprendenti: quanto più era profondo il divario tra ricchi e poveri, tanto più quella società era malata. In parole semplici, dove la disuguaglianza della distribuzione della ricchezza diviene estrema – come ad esempio negli Stati Uniti dove l’1% dei ricchi possiede più del 90% della restante popolazione – le persone tendono a combattersi tra loro, e la società spende sempre meno in salute, istruzione e sicurezza. Aumenta parallelamente il tasso di criminalità – Washington è la città più violenta del mondo – un acuirsi della violenza ed un aumento impressionante della maggior parte delle malattie, come quelle cardiovascolari, tumori, diabete, ma anche depressione e suicidio.
Ad ulteriore conferma dei suoi studi possiamo notare che Giappone e Svezia, che sono i paesi occidentali con la più alta aspettativa di vita, sono anche quelli con la migliore distribuzione della ricchezza, mentre gli Stati Uniti sono ultimi in entrambe le classifiche.

 

Diversamente da come si potrebbe pensare, ossia che la longevità sia un fattore genetico, questi popoli ‘selvaggi’ vivevano a lungo perché vivevano in modo naturale, avevano un grande interesse per la vita, la gioia del condividere con altri ogni piacere ma anche ogni dolore, il profondo rispetto per la vita e l’amore che li teneva uniti.
A dimostrazione di ciò, ossia che la genetica conti poco, possiamo vedere che ogniqualvolta uno di questi popoli è entrato in contatto con l’uomo occidentale assumendone i costumi e lo stile di vita, poi ha iniziato ad ammalarsi e a vedersi accorciare la vita secondo valori identici a quelli dell’uomo bianco. L’esempio vivente di ciò è ad Okinawa, dove i giovani affascinati dallo stile di vita americano giunto sulle isole con le basi militari, oggi si nutrono di hamburger, patatine fritte, gelati, bevande gassate e cibo del supermercato, vanno al cinema, guardano la tv e fumano. Tra di loro le malattie sono in costante aumento e la loro eccezionale longevità si sta così accorciando che capita sempre più spesso che gli anziano seppelliscano i propri figli.

 

L’esempio vivente di questa gente ci mostra un dato così semplice da apparire scontato e quindi escluso dai nostri calcoli per l’eterna giovinezza: la salute deriva da uno stile di vita sano basato sull’equilibrio dei ritmi naturali dell’esistenza e sul rispetto profondo per la vita in sé.
Ogni qual volta ci si allontana da questo, il prezzo che si paga viene misurato in termini di salute: l’uomo paga perdendo una parte di ciò che avrebbe potuto essere.

 

Ci permettiamo quindi di modificare secondo la nostra visione il grafico iniziale:

Aspettativa di vita reale

Per ‘aspettativa di vita reale’ intendiamo il numero di anni che una persona riesce a vivere contando solo sulle proprie forze, senza quindi alcun intervento medico o farmacologico.
Considerando che oggi tra i più giovani gravi malattie come diabete, obesità, cancro e malattie dentali sono in pauroso aumento, dobbiamo chiederci come si potrebbe sopravvivere senza l’enorme sostegno che viene dato dalla medicina e dalla tecnologia.

 

In conclusione quindi, anche alla luce di questi ultimi dati, appare evidente che gli studi sull’aspettativa di vita sono fondamentalmente falsi perché mostrano una realtà inesistente.
Non solo oggi l’uomo non vive di più che in passato; non solo la qualità della vita moderna è peggiore di quella antica; oggi l’uomo potrebbe vivere di più e meglio di quanto gli sia dato, e se questo non avviene è perché egli vive lontano dalla natura e dalle sue leggi.

 

Giacomo Bo

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