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Salute e alimentazione naturale

Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

Malattie, prevenzione e stile di vita

Maggio 2008
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Terza Fase di Vita – l’adulto fino a 40 anni

Nell’uomo adulto ormai la struttura psico-fisica è completamente formata, ed il compito consiste ora nel mantenerla in salute difendendola dalle minacce dell’ambiente esterno.
L’alimentazione, come già detto, rimane un pilastro fondamentale. Rispetto al giovane, diminuisce la necessità di proteine ed aumenta quella di zuccheri complessi (gli amidi) per far fronte ad uno stile di vita in cui diminuisce la componente del movimento fisico ed aumenta quella dell’attività intellettuale.

L’ambiente assume un ruolo sempre più centrale. L’adulto, a contatto con molteplici fonti di inquinamento dovute alla propria attività professionale e alla vita in generale, necessita di una maggiore protezione, e questa può avvenire soprattutto all’interno delle mura domestiche, con una scelta accurata della casa in cui abitare e dell’ambiente circostante.

In questa fase di vita si pone maggiormente in primo piano la salute psichica e difatti è ora che iniziano i primi sintomi di malessere, come la depressione, l’ansia, le nevrosi, l’insonnia e così via.

Le relazioni con gli altri hanno un ruolo fondamentale per il benessere generale, così come la capacità di gestire le proprie emozioni. Una relazione sentimentale appagante e in grado di aprire le persone alle profondità del proprio essere, è una medicina eccezionale. Se poi questa relazione viene inserita nel contesto più ampio della famiglia e dei figli, si creano veramente le condizioni ottimali di salute.
La nostra società, imperniata eccessivamente su valori individualistici, sottovaluta l’importanza della famiglia in generale e dell’avere figli in modo particolare per la donna. Se da un lato di perde una considerevole quantità di libertà personale, dall’altro si acquista la reale possibilità di essere felici.

 

Quarta Fase di Vita – dai 40 ai 60 anni

Dal punto di vista della salute, questa è la fase più critica, perchè compaiono le malattie più gravi, come cancro, diabete, osteoporosi, malattie cardiovascolari e così via. Qui, potremmo dire, si pagano gli errori della gioventù.

Lo stile di vita sempre più sedentario richiede un’alimentazione più leggera, basata su frutta, verdura e cereali integrali, pochissimi zuccheri, grassi e proteine. Lo scopo è quello di non appesantire l’organismo che inizia a risentire della perdita di forze vitali.

In questa direzione vanno anche tutta una serie di pratiche di purificazione, come i digiuni, la disintossicazione del fegato, la pulizia dell’intestino e così via, azioni finalizzate ad aiutare il corpo a ripulirsi dalle tossine accumulate che sono la principale fonte di malattie.

All’attività fisica intensa viene sostituita il riposo ed un’attività motoria moderata, come il camminare ogni giorno per almeno un’ora. Il corpo sta perdendo le sue forze vitali ed occorre aiutarlo a ripristinarle.

In linea generale, avvicinandosi ai 60 anni, l’uomo e la donna dovrebbero iniziare un processo di progressivo distacco e conclusione dall’impegno nella vita familiare e sociale. I benefici di ciò si sentono soprattutto a livello psicologico, dove il sistema nervoso diviene sempre meno adatto a sostenere i ritmi frenetici e le pressioni intense della quotidianità, proprio perché vengono a mancare le forze necessarie.
L’anziano quindi dovrebbe rimodulare la propria vita su ritmi più tranquilli e più lontani dal ‘centro’ della vita.

 

Quinta Fase di Vita – l’anziano e la morte

L’ultima fase di vita al giorno d’oggi viene vissuta nella maggior parte dei casi in modo drammatico a causa di gravi malattie fisiche e mentali che colpiscono la persona facendogli perdere la gioia del vivere e la possibilità di godere di ancora molti anni di vita. Nell’antichità questo periodo veniva definito invece ‘Età dell’oro’ o anche ‘Età della saggezza’ proprio ad indicare quel meraviglioso processo umano che è l’evoluzione, che inizia con il bambino completamente inconsapevole di sé e termina con l’anziano saggio che ha compreso la vita e si prepara sereno per l’ultimo viaggio.
Purtroppo oggi è raro trovare situazioni di questo tipo, perché l’anziano è vittima di gravi malattie di cui soffre terribilmente, sia fisicamente che interiormente.
Intervenire a questo punto diventa molto difficile e anche i medici spesso si arrendono perché si rendono conto che non è possibile tornare indietro da una malattia degenerativa.

La questione da chiarire è se tale malattia debba per forza apparire, ossia se questa sia un percorso obbligato, una conclusione inevitabile, un destino al quale non è possibile sottrarsi.
Posta in un altro modo la questione è la seguente: è possibile morire sani?
Questa domanda può sembrare un controsenso, perché se si è sani non si dovrebbe morire. La morte cioè sarebbe la conseguenza delle malattie, ed in effetti questo è quanto accade alla quasi totalità degli anziani, che ad un certo punto si ammalano e questo li conduce alla morte.

Esiste però un’altra possibilità: morire per vecchiaia (e non per malattia).
Come avviene questa morte? Non con il dolore o la degenerazione dell’organismo, bensì per il semplice esaurirsi delle forze vitali. L’anziano in questione semplicemente si ‘spegne’ perché ha consumato tutta l’energia che lo teneva in vita. Si tratta a ben vedere di una morte dolce e soprattutto naturale, come una candela che esaurisce la cera.
Di solito queste morti sono accompagnate da una dimensione spirituale notevole, dove la persona è consapevole di quanto le sta accadendo e lo vive attimo per attimo, illuminando coloro che le stanno vicino, riempiendoli di gioia e soprattutto della consapevolezza di cosa sia veramente la vita.

Sono morti rare perché avvengono in assenza di malattie – e questa come abbiamo già detto è una condizione assai rara oggi.

Le malattie giungono quasi inesorabilmente perché sono il frutto dell’accumulo di tossine nel corso della vita. Spesso attraverso i medicinali si è riusciti a contenere i loro effetti più dannosi, ma alla fine giunge un conto per tutti e non ci si può sottrarre.

Come vivere questa delicata fase di vita?
Ci sono essenzialmente tre modalità,  frutto non tanto di scelte personali ma di maturità evolutiva.
La prima consiste nel rimanere attaccati al proprio corpo che si ammala e quindi nel fare una grande resistenza a ciò che sta avvenendo. In questo caso, si vive proprio male perché non si vuole morire.
Nel secondo caso, la persona prosegue con ferma volontà per la propria strada, ignorando la malattia e comportandosi come se non fosse successo nulla. In qualche modo, ella sta cercando di evitare di confrontarsi con la propria malattia.
La terza possibilità, quella più profonda, consiste nel comprendere la vera natura dell’uomo, quale essere composto da tre corpi, uno fisico, uno energetico ed uno spirituale, e tentare con tutte le proprie forze di contattare proprio la dimensione spirituale, quella consapevolezza che va al di là della vita e della morte, del dolore e del piacere, del bene e del male.

Acquisire questa consapevolezza significa vivere uno stato profondo di rilassamento nei confronti della vita e del proprio destino, e questa è la vera saggezza.
L’anziano a questo punto diviene una fonte di luce e di ispirazione per i giovani e gli adulti, che si ritrovano come magnetizzati e attratti verso di lui, affascinati da quel qualcosa che egli emana inconsapevolmente e che tocca nel profondo.

 

Conclusioni
A ben vedere, riuscire a vivere la vita in salute è un compito arduo che richiede impegno sin dai primi anni di vita.
La salute è una condizione naturale di ogni essere vivente ed è solo con propri errori (e quelli altrui) che è possibile perderla.
Occorre conoscenza per comprendere i sottili meccanismi che regolano la vita e l’essere umano, ed occorre un impegno consapevole per metterli in pratica nella propria esistenza.

Questo è il vero concetto di prevenzione. Fare diversamente, ossia vivere ignorando queste leggi eterne e consumando la propria energia guidati solo dagli impulsi personali, significa prima o poi dover fare i conti con le malattie, la sofferenza e il degrado.

 

Giacomo Bo

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