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Salute e alimentazione naturale

Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

La nutrigenomica.
La scienza che ci dice quali cibi ci fanno bene

Marzo 2007

 

Si è già discusso molto sul fatto che la medicina occidentale sia rimasta quasi completamente cieca di fronte all’ipotesi che il cibo potesse essere correlato con lo stato di salute generale del corpo e in particolare con le più diffuse malattie dell’era moderna.
Fino ancora a qualche anno fa, era difficile trovare medici e ricercatori che sostenessero questa (evidentissima) ipotesi, per cui la medicina ha continuato ostinatamente per la propria strada, quella cioè dei farmaci, delle cure e degli interventi chirurgici.

 

Già nel 1850 il filosofo Feuerback sosteneva che l’uomo è ciò che mangia e che “per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio”, per non parlare di Ippocrate, il padre della medicina, che affermava: “Che il cibo sia la tua medicina, che la medicina sia il tuo cibo” e il suo pensiero si basava sulla convinzione che gli alimenti fossero in grado di influenzare quello che egli chiamava “calore” dell’organismo, e più in generale la genesi delle malattie.
Eppure, questo avvertimento è rimasto per lo più inascoltato, almeno in Occidente, mentre le antiche medicine orientali da millenni sostengono la correlazione tra cibo e salute. Solo per fare un esempio, è emblematico che nella Macrobiotica non esistano farmaci ad esclusione dei cibi stessi che vengono appunto usati come rimedi alle più comuni malattie.

 

Intorno ai 1950 alcuni ricercatori americani si chiesero come mai le persone che abitavano il bacino del Mediterraneo e si alimentavano di cibi ricchi di grassi, soffrivano molto meno degli americani di disturbi circolatori, infarti, colesterolo, tumori ecc. La risposta emerse chiaramente studiando la dieta mediterranea e osservando come questa fosse ricca di verdure, frutta e legumi. Ad un esame più approfondito si scoprì la presenza in questi cibi di sostanze, come gli antiossidanti, in grado di ridurre notevolmente i rischi di tali malattie.
Ad esempio, si scoprì che l’olio extravergine d’oliva – pilastro della dieta mediterranea - era ricco naturalmente di antiossidanti e di acidi grassi monoinsaturi, e quindi abbassava il colesterolo, proteggeva le arterie prevenendo quindi malattie come arteriosclerosi e l’infarto. Studi più recenti confermano anche il suo ruolo protettivo nei confronti di alcune forme di tumore, come quella al seno.
Allo stesso modo, nei legumi sono presenti grandi quantità di vitamine A e C, di sali minerali come il calcio, il fosforo, il ferro e il potassio, e soprattutto di lecitina, un fosfolipide che emulsiona i grassi impedendo loro di accumularsi nel sangue e quindi di aumentare il colesterolo. Allo stesso modo, i fitoestrogeni presenti sembrano avere un effetto protettivo nei confronti dei tumori al seno e al colon.
Ancora, la carota è ricca di betacarotene, che viene trasformato in vitamina A nel nostro intestino. Questa sostanza serve per la crescita e la riparazione dei tessuti, protegge le mucose della bocca, del naso, della gola e dei polmoni, riducendo così il rischio di infezioni, ed è un potente antiossidante. Studi più moderni hanno messo in luce la sua azione preventiva nei confronti del tumore ai polmoni e del cavo orale. Infine, questo vegetale così comune possiede anche un altro potente antiossidante, il glutatione, che previene l’invecchiamento della pelle, rafforza gli occhi e regola le funzioni intestinali.
Il pomodoro, altro grande protagonista della tavola degli italiani, soprattutto se consumato ben maturo e in stagione, è ricco di licopene, un carotenoide che ferma i geni impazziti all’origine dei tumori, oltre che proteggere – come antiossidante – le molecole dall’attacco dei radicali liberi.
Meno usati, i broccoli sono conosciuti fin dal medioevo, insieme a tutta la famiglia dei cavoli, come potenti “scope” dell’intestino, e difatti ricerche moderne hanno confermato il loro ruolo preventivo nei confronti del cancro al polmone, all’intestino, al colon e alla prostata. Potenti antiossidanti come i sulforafani e i glucosinolati, insieme a particolari principi attivi come gli isotiocianati, stimolano l’organismo a produrre enzimi che inibiscono l’insorgenza di tumori. Infine l’abbondante presenza di calcio, vitamine A e C e fibre svolgono un’azione preventiva nei confronti dell’Alzheimer, dell’ictus e delle cataratte, oltre che più in generale azioni antinfiammatorie e immunostimolanti.
Che dire poi delle arance? La loro ricchezza in vitamina C – un potente antiossidante che rinforza il sistema immunitario, protegge il sistema cardiovascolare e svolge azioni antinfiammatorie – ne fanno un cibo da consumare giornalmente.
E la barbabietola, così poco conosciuta? La sua ricchezza in zuccheri, sali minerali e vitamine, oltre che a sostanze ancora sconosciute, la rendono un medicinale prezioso; tra le sue funzioni, assorbe le tossine dalle cellule e ne facilita l’eliminazione, è depurativa, mineralizzante, antisettica, ricostituente, favorisce la digestione, stimola la produzione di bile, e rafforza la mucosa gastrica, cura le anemie, le infezioni del sistema celebrale, stimola la produzione di globuli rossi, scioglie i depositi di calcio nei vasi sanguigni e ne impedisce l’indurimento, stimola il sistema linfatico.

 

A ben vedere, la lista dei cibi che esercitano un effetto sulla salute è lunga (e sarà sempre più lunga), anche perché ogni alimento prodotto dalla natura ha sempre qualche beneficio per l’organismo.
Per ulteriori approfondimenti, nel nostro libro “Verso una Salute Globale” (Re Nudo Edizioni) abbiamo descritto, cibo per cibo, tutti gli effetti e i benefici che finora la scienza è riuscita ad individuare e quindi consigliamo al lettore di approfondire l’argomento direttamente su libro.

 

La nutrigenomica quindi si occupa della relazione tra il cibo e i geni del corpo, soprattutto in funzione delle malattie più conosciute. Sappiamo con certezza che numerosi geni si attivano o si disattivano in funzione della quantità ma soprattutto della tipologia del cibo ingerito. Ad esempio, il gene Sirt, responsabile della lunghezza della vita, agisce in relazione al numero di calorie assunte con la dieta, per cui, in parole semplici, troppe calorie accorciano la vita!
Dati recenti confermano una stretta correlazione tra numerose forme di tumori e l’obesità, che favorisce stati infiammatori da cui appunto si sviluppano più facilmente i tumori.
Nel DNA esistono circa 35.000 geni, la maggior parte dei quali sembrerebbe funzionare in relazione al cibo ingerito.

 

Ovviamente, questo studio e questa scienza sono solo agli inizi, ma fanno ben sperare. Forse finalmente abbandoneremo la mediocre visione delle calorie come unico parametro per la dieta e abbracceremo una visione più ampia dove si sceglieranno i cibi più idonei alla salute. Passeremo cioè dall’approccio “classico” dove venivano proibiti i cibi che fanno male ad un approccio innovativo dove si consiglieranno i cibi che fanno bene.

Per il momento si sono delineati alcuni principi che dovrebbero guidare le nostre scelte alimentari:

  • Peso corporeo normale: la sottoalimentazione (rara nella nostra società) indebolisce l’organismo, mentre la sovralimentazione (molto più comune) apre le porte a numerose malattie.

  • Dieta varia e diversificata: nel corso della settimana si dovrebbero mangiare praticamente tutti i cibi più conosciuti, limitando ovviamente quelle ricchi di grassi saturi (carni rosse, formaggi ecc.), in modo da avere l’apporto di tutti i principi nutritivi.

  • Frutta e verdura ogni giorno: porzioni abbondanti di frutta e verdure – preferibilmente crude – sono fondamentali.

  • Mangiare alimenti ricchi di fibre: tutti i cereali integrali, le verdure a gambo, i legumi e la frutta ne sono ricchi. Ricordiamo che la fibra riduce il rischio di cancro al colon, oltre che migliorare le funzioni dell’intestino.

  • Ridurre i grassi saturi, perché responsabili di numerose forme tumorali e di malattie gravi.

  • Limitare l’alcol, perché in dosi eccessive danneggiano la digestione e il fegato, oltre che aumentare il rischio di tumori al cavo orale, alla laringe e all’esofago.

  • Ridurre i cibi lavorati e conservati industrialmente, perché ricchi di conservanti pericolosi per la salute.

A ben vedere, nulla di nuovo sotto il sole, perché da decenni gli esperti di salute naturale ci avvertono dei pericoli derivanti da un’alimentazione sbagliata.
Il dato nuovo – e per molti aspetti eccezionale – è che sia la medicina ufficiale a riconoscere questa relazione tra il cibo e la salute, e soprattutto grazie ai potenti mezzi di informazione e di comunicazione che essa dispone, forse questa volta si riuscirà a sensibilizzare l’opinione pubblica – sempre che le multinazionali non intervengano per bloccare il tutto.

 

Da parte nostra, che ci battiamo da oltre 15 anni per una salute più naturale, non possiamo che accogliere con piacere e soddisfazione queste conferme. C’è voluto quasi un secolo per accorgersi che la Natura non è stupida e che – come diceva un famoso medico naturale dell’800, il dr. Tilden: “Ciò che la natura crea, l’uomo digerisce, ciò che l’uomo crea, la natura rifiuta”.


dott. Giacomo Bo


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