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Salute e alimentazione naturale

Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

La Salute viene mangiando (bene)

Settembre 2010

 

Estratto dell'intervento dell'autore al convegno Salute e Alimentazione tenutosi durante la manifestazione Friuli Doc, sabato 18 settembre.

La Salute viene mangiando“Noi moderni siamo abituati all’indifferenza per la materia prima e al culto per il prodotto finito” dice Erri De Luca, noto scrittore italiano e questa riflessione ben si adatta al nostro discorso sull’alimentazione e la salute.
I nostri nonni mangiavano principalmente materie prime, frutto della ricchezza della loro terra; le verdure e la frutta dell’orto, i cereali in chicco, i legumi, la carne e il pesce appena uccisi, il latte e i suoi derivati (fatti in casa), la pasticceria casalinga (torte, pane e biscotti semplici) e anche il vino era un prodotto semplice e genuino. I nostro genitori iniziarono a comprare nei negozi perdendo via via l’abitudine a coltivare e a raccogliere il frutto del loro lavoro; scoprirono i prodotti lavorati industrialmente, quelli confezionati, e si abituarono ad essi, allontanandosi dalle materie prime. Potremmo dire che al 50% ancora cucinavano (anche se cibi più complessi e ricette più sofisticate) e al 50% delegavano ad altri la preparazione degli alimenti. Noi come generazione siamo andati ancora più in là, abituandoci sempre più a consumare prodotti industriali prefiniti, pronti in pochi minuti, come quelli precotti, quelli per il forno a microonde, quelli surgelati e via via fino a quelli praticamente già pronti per essere consumati. Oggi non c’è più quasi nessuno che si prende il tempo per cucinare, né a livello personale, né collettivo – ne è la prova la grande fioritura di industrie di catering che si occupano appunto di preparare il cibo e di portarlo già pronto per essere consumato. Stanno scomparendo le mense e anche i ristoranti si stanno convertendo all’acquisto del prodotto finito. Addirittura il panettiere – uno dei simboli più forti del mondo semplice – si sta convertendo al prodotto semifinito, acquistando farine ‘già pronte e preparate’ per i diversi tipi di pane.
Sondaggi fatti nelle grandi città dimostrano come anche i bambini non sanno più riconoscere le materie prime, convinti che le mele, il riso e il latte – solo per fare alcuni esempi - vengano dai supermercati.
L’uomo moderno è affascinato dal prodotto finito e ha dimenticato le materie prime. Chi oggi rosicchia più delle carote fresche, o morde con gusto una bella mela staccata direttamente dall’albero? Spesso ci si giustifica dicendo che non c’è più il tempo per queste cose, dimenticandoci però che siamo noi a decidere come impiegare il nostro tempo; sempre i sondaggi dicono che 4 ore sono il tempo medio che si passa giornalmente davanti alla TV, un tempo più che sufficiente per fare molte altre cose, come ad esempio avere un orto, impastare il pane, fare marmellate, fermentare le verdure, fare i succhi di frutta.
Dal punto di vista della salute, c’è differenza tra mangiare materie prime o prodotto finito?
Eccome! Il corpo umano è stato costruito per riconoscere le materie prime, come le verdure, la frutta, i cereali integrali, i legumi, i semi, la carne e il pesce e così via. Dispone di oltre 300 succhi digestivi selettivi per digerire ognuno di questi cibi. Però, questi succhi sono per la maggior parte incompatibili tra di loro, nel senso che ad esempio, quelli che digeriscono gli amidi e i carboidrati entrano in contrasto con quelli che si occupano delle proteine. Ecco quindi che mettere insieme un cibo amidaceo (come il pane o la pasta) con uno proteico (il formaggio, la carne, i salumi ecc.) rende il tutto indigesto. La frutta e la verdura vengono digerite nel duodeno e non nello stomaco, dove invece fermentano se devono rimanere a causa di altri cibi che vengono digeriti lì (come la carne e i formaggi). Esistono molte incompatibilità e occorre conoscerle bene per potersi districare correttamente in questo delicato processo che è la digestione. Diversamente, ossia non digerendo i cibi, si incorre in conseguenze spiacevoli e dannose per la salute; prima di tutto, non si assimilano i principi nutritivi, come le vitamine, i sali minerali, i grassi, le proteine e gli zuccheri, e quindi il corpo non viene nutrito e alla lunga soffre di carenze. Secondariamente, gli alimenti fermentati divengono acidi e infiammano i delicati tessuti dello stomaco e soprattutto dell’intestino, dando luogo nel tempo ad infiammazioni, gastriti, coliti, stitichezza e anche ulcere e diverticoliti.
In conclusione, più il cibo è complesso, maggiore sarà la difficoltà a digerirlo, perché il corpo fa fatica a riconoscere in esso le materie prime e quindi ad attivare i succhi digestivi corrispondenti. Solo per fare un esempio, in una torta dolce o salata spesso ci sono le uova, ma difficilmente si riconoscono a vista, olfatto e gusto, e così il corpo non le digerisce.
Erri De Luca conclude dicendo: “Siamo abituati a pagare poco la fonte e cara la foce” e questo è vero non solo dal punto di vista economico ma anche della salute.

 

Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it


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