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Salute e alimentazione naturale

Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

Vivere a lungo o vivere meglio?

Dicembre 2006

 

“In campo scientifico è più difficile spiegare perché gli uomini muoiano piuttosto che credere che la vita umana possa durare mille anni”

 

“L’uomo è fatto per vivere più a lungo”

 

Diversi anni fa un gruppo di scienziati e ricercatori americani scoprì un gene in parte responsabile del processo di invecchiamento. Togliendo infatti tale gene dal DNA, le cavie di laboratorio vivevano mediamente il 15-20% in più.

Applicando questa scoperta all’uomo, su una vita media di 80 anni, si sarebbe così potuto recuperare altri 15 anni di vita.

 

Un giornalista pensò di intervistare le persone chiedendo loro se avessero voluto vivere di più, magari grazie proprio a questa scoperta scientifica, e la risposta di molti fu sorprendentemente negativa. Le motivazioni addotte riguardavano il fatto che vivere più a lungo, nelle condizioni attuali di invecchiamento, malattia e dolori vari, sarebbe stata più una tortura che una benedizione.

Piuttosto che vivere di più, sarebbe stato più utile scoprire come vivere meglio.

 

E’ di questi giorni (ottobre 2006) la notizia che l’aspettativa di vita degli italiani ha superato gli 80 anni. Medici, scienziati e ricercatori si attribuiscono il merito di questo risultato, sottolineando come i progressi in campo medico, scientifico e tecnologico abbiano potuto allungare la vita media di circa 30 anni rispetto all’inizio del secolo scorso. In parole semplici, essi sostengono che oggi l’uomo vive più a lungo.

 

Purtroppo, le cose non stanno così e la verità, come spesso accade, è drammaticamente all’opposto.

I calcoli sull’aspettativa di vita si basano su una media matematica; si prendono ad esempio 1000 persone nate e si osserva quanto a lungo vivono. La loro media è appunto l’aspettativa di vita.

Quindi, se ad esempio, prendessimo solo 2 persone, di cui una muore dopo pochi mesi di vita e l’altra arriva fino a 90 anni, l’aspettativa di vita sarebbe di circa 45 anni.

Per tutto il medioevo e fino alla fine dell’800, circa il 50% della popolazione moriva nella prima infanzia. Ancora nel 1930 il 50% delle persone moriva prima del diciottesimo anno di età.

Il problema quindi è semplicemente una questione di mortalità infantile, piuttosto che un reale allungamento della vita.

Oggi la mortalità infantile nei paesi industriali è circa dell1%, grazie soprattutto all’enorme miglioramento delle condizioni igieniche, e solo in minima parte al progresso della medicina.

In India, ad esempio, dove ancora la maggior parte della gente vive in capanne di fango e i bambini razzolano nello sporco con gli animali, i rifiuti e gli escrementi, l’aspettativa di vita è solo di 22 anni, nonostante la disponibilità di ospedali, medicinali e brillanti ricercatori.

 

Grazie quindi al miglioramento delle condizioni igieniche, la vita media si è allungata di molto nel senso che più persone giungono fino all’anzianità, ma questo non significa assolutamente che possano vivere più anni rispetto al passato. In parole semplici, se cento anni fa solo 5 persone su 100 giungevano ad 80 anni, oggi ne giungono molti di più.

 

Il dato che invece non viene mai preso in considerazione è la condizione psico-fisica con cui si giunge ai famosi 80 anni. I nostri anziani soffrono sempre più spesso di malattie come il cancro, il morbo di Bright, il Parkinson, le malattie del cuore e delle arterie, il diabete, le intolleranze alimentari, l’osteoporosi, il colesterolo, i disturbi mentali e così via, per non parlare del pauroso e continuo aumento di operazioni di trapianto di reni e fegato, di operazioni al cuore e alla maggior parte degli organi vitali.

Se da un lato sono quasi scomparse le malattie infettive, dall’altro aumentano spaventosamente quelle degenerative, ossia quelle che derivano dalla progressiva degenerazione dei tessuti e degli organi del corpo.

Nella maggior parte dei casi, l’anziano è debole mentalmente e fisicamente; ha problemi di vista, di udito, di memoria e di riconoscimento, è fragile e soggetto a tanti disturbi.

In queste condizioni, la vita è più un peso che un dono; poche persone vorrebbero vedersi prolungare questa misera vita, fatta di debolezza, sconforto e soprattutto tanta solitudine.

 

Quindi, non solo la vita umana non si sta allungando, ma se togliessimo tutti i medicinali, le cure, i medici ecc. quasi nessuno arriverebbe a 50 anni!

Si tratta quindi di una longevità “artificiale” e fasulla, dove il corpo viene mantenuto in vita grazie alla medicina e alla tecnologia.

 

Vedendo quindi questa drammatica situazione dobbiamo concludere che questa sia la misera conclusione della vita umana?

Esistono nel mondo alcuni luoghi dove le persone vivono anche fino a 160 anni. Ne riportiamo diversi casi studiati dagli scienziati:

 

  • Tra il Caucaso e la Georgia sud-occidentale esiste una regione chiamata Abchasia, dove le persone vivono in collina con un clima caldo, sono grandi lavoratori, coltivano e si cibano soprattutto di frutta e verdura, raramente mangiano carne, formaggi e latte, non fumano e non bevono quasi mai alcolici. Le calorie dei loro pasti giornalieri sono inferiori di un terzo rispetto al fabbisogno standard occidentale. Eppure, il loro stile di vita impegnativo sarebbe impossibile per la maggior parte degli occidentali.

  • Nella regione di Hunza esiste un altro popolo, più conosciuto perché sono stati pubblicati dei libri sulla loro longevità. Anch’essi sono principalmente frugivori, lavorano sodo, hanno pochi animali e non consumano latte e derivati. Vivono ad un altitudine di 2400 metri, con inverni rigidi e poco cibo, eppure non soffrono di malattie né di debolezza. Una cosa molto particolare, hanno una vita sessuale quasi inesistente; le donne partoriscono un figlio ogni 5 anni e non hanno altri rapporti sessuali al di fuori della procreazione.

  • In una piccola valle dell’Equador chiamata Vilcabamba, a circa 2.500 metri di altitudine, vive un popolo che si nutre di frutta, patate e frumento, con circa 1.400 calorie giornaliere, lavorando duramente la terra dall’alba al tramonto.

Questi sono solo alcuni esempi di come la vita umana, se trova le condizioni idonee, può davvero prolungarsi molto al di là delle nostre più rosee aspettative.

I medici confermano sostenendo che il corpo umano può vivere tranquillamente per 150-170 anni, anche se, purtroppo, in occidente non abbiamo quasi nessun caso del genere.

Abbiamo già detto che, nonostante i proclami della scienza, la vita dell’uomo occidentale non si sta allungando per nulla, ma semmai, sta peggiorando qualitativamente.

In Occidente, si vive meno e peggio di quanto si potrebbe.

 

Se però esistono popoli che sono riusciti a vivere a lungo e felicemente, e se i medici confermano che la vita è possibile oltre i 100 anni, allora significa che come società stiamo sbagliando qualcosa nel nostro stile di vita e che se riuscissimo ad identificare quali sono i fattori che – se presenti – permettono al corpo di vivere a lungo, potremmo anche noi aspirare ad una vita migliore e più lunga.

 

Studiando lo stile di vita di questi popoli longevi si possono evidenziare una serie di elementi comuni:

 

  • L’alimentazione: frutta e verdura crude sono gli alimenti più consumati. I cereali e i semi sono presenti, anche se in proporzione minore, mentre il consumo di prodotti di origine animale è ridotto al minimo. Soprattutto, i prodotti raffinati ed elaborati dall’industria sono completamente assenti, così come i pesticidi e i prodotti chimici per l’agricoltura. La quantità di cibo è moderata. I pasti sono tre e non si mangia al di fuori di questi.

  • Attività fisica: Nel 1954 fu fatta un’indagine nelle scuole americane; il 60% dei giovani non riuscì a superare i test fisici, per sovrappeso. Nel 1979 tale cifra raggiunse l’86% e nel 1985 il 90%. Si calcola che tra dieci anni oltre il 30% dei giovani sarà obeso. L’obesità non è di per se una malattia, ma è una porta aperta a tutte le malattie! Questi popoli invece vivono tutto il giorno in movimento.

  • Riposo e sonno: dormire quanto serve e bene è un fattore primario per recuperare la forze spese durante la giornata. I sonniferi non danno riposo ma solo intontimento. Gli stimolanti consumano ulteriormente le energie. Infine, dormire di giorno e essere svegli di notte è contro natura e non produce riposo.

  • Aria fresca e pura: l’aria contiene una miscela benefica di gas e soprattutto l’ossigeno è fondamentale per tutta una serie di processi metabolici. L’aria di città, inquinata e sporca, è dannosa per la salute. Aria “respirabile” non significa necessariamente aria “sana”. E’ interessante notare che spesso questi aborigeni vivono ad altitudini superiori ai 1.000 metri.

  • Acqua sana: come per l’aria, l’acqua dichiarata “potabile” non significa necessariamente “sana”. L’acqua pulita depura l’organismo e lo libera dalle tossine, mentre l’acqua inquinata contribuisce a sporcarlo. Questi popoli vivono spesso vicino a fonti d’acqua molto pure.

  • Sole: la vita non può esistere in mancanza di sole e luce e solo questo fatto dovrebbe farci riflettere sull’importanza di rimanere a pelle nuda al sole durante ogni stagione dell’anno. I vetri delle finestre proteggono dai raggi solari e quindi sono inutili (20 ore dietro una finestra equivalgono ad un minuto direttamente al sole).

  • Igiene: ci riferiamo sia il corpo che alla mente. Il corpo dovrebbe essere lavato spesso ma in modo semplice, senza shampoo, creme, balsami e saponi artificiali. Anche la mente dovrebbe essere mantenuta pulita dai pensieri negativi, depressi o libidinosi.

  • Coltivare la serenità e l’allegria. I buoni sentimenti sono il cibo dello spirito. Ancora cento anni fa, nelle campagne, durante i lavori e i raccolti, si sentivano le persone cantare e alla sera si festeggiava tutti insieme.

  • Avere degli interessi: una vita senza obiettivi e mete non vale la pena di essere vissuta e presto la persona si spegne.

  • Sposarsi ed avere dei figli: le statistiche dimostrano che le persone sposate vivono più a lungo dei “single” e quelle con figli ancora di più. Inoltre, i figli contribuiscono a dare gioia di vivere e responsabilizzano nei confronti dell’esistenza. Questi popoli longevi basano la loro piccola società proprio sulla famiglia; è impensabile che qualcuno non si sposi o non faccia figli.

  • Evitare le abitudini dannose: è stato dimostrato scientificamente che per ogni abitudine nociva eliminata, come fumo, alcool, droghe, caffè, cacao ecc., si acquistano almeno 3 anni di vita. Gli indiani d’America, quando vennero in contatto con gli europei, iniziarono a bere alcolici e a consumare lo zucchero bianco; si ammalarono e la loro vita media diminuì.

  • Evitare tutti gli abusi: ogni abuso richiede uno sforzo energetico supplementare che alla lunga indebolisce il corpo e la mente. Tra tutti gli abusi, quelli sessuali sono i peggiori. Una vita moderata ed equilibrata è la miglior condizione per preservare a lungo l’energia vitale.

Ognuno di questi fattori, se preso da solo, possiede un minino effetto salutare, ma se si riesce a creare una vita che sia un equilibrio di tutti questi elementi, allora si potrà sperimentare il vero potenziale dell’esistenza.

Ricordatevi che non vivrete a lungo solo perché mangiate bene o perché fate esercizio fisico; la vita è più di tutto questo e va vissuta per intero.

 

Conclusioni

 

Avevamo iniziato il nostro articolo con la riflessione se fosse meglio vivere più a lungo o vivere meglio.

Siamo giunti alla conclusione che i fattori che permettono di vivere di più sono gli stessi che migliorano qualitativamente la vita!

In sintesi:

 

un’esistenza sarà tanto più lunga quanto migliore è stata la sua qualità.

 

Fare una vita sregolata e alla fine cercare un rimedio per vivere a lungo è un controsenso.

Diffidate di coloro che cercano di convincervi diversamente, proponendo scorciatoie o fantomatici rimedi che in passato erano fluidi ed elisir misteriosi, e che oggi sono le acclamate nuove scoperte scientifiche, specchio per le allodole, che ci illudono di poter evitare furbescamente le conseguenze del nostro vivere squilibrato e smoderato.

L’uomo può vivere più a lungo di quanto sia vissuto finora, ma per farlo deve seguire le leggi della natura e non invece evitarle.


dott. Giacomo Bo


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