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Riflessioni sulle scienze

Riflessioni sulle Scienze

di Alberto Viotto    indice articoli

 

La democrazia ai tempi di Internet

Maggio 2011

  • Le risorse della tecnica

  • Questioni locali o nazionali

  • Comelapensi.it

  • L'interfaccia

  • Quanto è vasta la platea

È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo,
eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora

                    Winston Churchill

 


La democrazia ai tempi di InternetL’idea alla base della democrazia è che non esistono decisioni a priori “giuste” o “sbagliate”, ma che sono le decisioni prese dalla maggioranza ad essere per definizione “giuste”.

In una società di piccole dimensioni, come le polis greche, ci si può riunire ogni qualvolta sia necessario e votare su ogni singola decisione. In certa misura questo avviene ancora in alcuni piccoli cantoni svizzeri, in cui si indicono referendum su ogni genere di questioni, anche di scarsa rilevanza. Nelle società più grandi, invece, si eleggono dei rappresentanti che dovrebbero prendere le decisioni in sintonia con coloro che li hanno votati.

 

Le risorse della tecnica

Ma siamo sicuri che le persone non si possano esprimere su ogni singola decisione anche in una società grande e complessa? Con la rivoluzione di Internet molte operazioni che costringevano a recarsi di persona in un posto fisico (una filiale bancaria, un ufficio postale) e comportavano una perdita di tempo di ore si possono fare da casa in pochi secondi. Spedire una lettera, disporre un bonifico, acquistare un libro sono diventate operazioni che possono essere eseguite molto velocemente senza spostarsi da dove ci si trova.

Adesso, per conoscere l’opinione degli elettori su un singolo argomento, come l’opportunità di costruire delle centrali nucleari, si organizza un referendum, si requisiscono decine di migliaia di aule scolastiche (facendo perdere giornate di studio agli alunni), si impiegano per diversi giorni una decina di persone per ogni seggio, con costi nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Il giorno del referendum buona parte della popolazione si dovrà recare nei seggi; magari lo faranno con piacere, ma l’impatto dell’intera operazione è tale che la si può ripetere molto di rado.

Se si potesse votare via Internet basterebbe che ogni elettore, tra la lettura della posta elettronica e il vagabondare su Facebook, trovasse il tempo per un click sul quesito del referendum. Qualche centinaio di server potrebbero gestire tutto in assoluta sicurezza.

 

Questioni locali o nazionali

Se votare diventasse così semplice, lo si potrebbe fare ogni volta che si deve prendere una decisione, sia a livello nazionale che a livello locale. Probabilmente i cittadini potrebbero essere più interessati alle questioni locali. Si deve fare il nuovo campo sportivo o la tangenziale? Si deve permettere l’apertura di un nuovo supermercato? Si deve ampliare la zona edificabile? Sono tutte decisioni in cui non ci sono scelte corrette a priori, ma in cui, secondo i principi della democrazia, si deve fare ciò che la gente preferisce.

 

Comelapensi.it

Il problema principale è l’identificazione dei votanti, un aspetto del problema della identificazione unica sul web già affrontato nell’articolo "L'identità personale ai tempi del web”.

Anche senza la sicurezza dell’identità dei votanti, però, credo ci sia spazio per un sito che permetta alla gente di esprimere il proprio parere in modo organico su qualsiasi decisione. Credo che alla gente piaccia votare sulle questioni che la riguardano e sapere come la pensano gli altri. Potrebbe diventare un’abitudine: alla mattina ci si collega e mentre si naviga sul web si visita anche il sito “comelapensi.it”. Si vedono i quesiti che più interessano ed eventualmente si “vota”.

E’ vero che ci sono già molti sondaggi sul web, ma di solito sono appendici di un articolo; non c’è un posto unico a cui accedere per esprimere la propria opinione su qualsiasi argomento di interesse. Quasi sempre questi sondaggi sono fatti male, sia graficamente che come interfaccia utente, e le domande sono scelte da chi gestisce il sito, spesso su argomenti che non interessano.

 

L’interfaccia

Il nuovo sito potrebbe rendere molto più facile e piacevole esprimere il proprio parere, proponendo ad ogni utente le questioni che più gli possono interessare. In linea di massima ognuno potrebbe proporre un quesito, ma ogni votazione avrebbe un “ranking” dipendente da quante persone hanno espresso il loro voto e dal “ranking” di chi lo propone (a sua volta calcolato in base al successo delle votazioni che ha proposto nel passato).

Per ogni utente, inoltre, sarebbero privilegiate le questioni locali: se all’atto dell’iscrizione si dichiara il proprio luogo di residenza, le questioni che riguardano la propria città o il proprio quartiere sarebbero proposte tra le prime. Ad ogni quesito si potrebbero aggiungere dei commenti o degli interventi a favore di una delle tesi. Alcune votazioni potrebbero essere aperte a tutti, altre ristrette a chi ha aderito ad un particolare gruppo.

 

Quanto è vasta la platea

E chi non si connette mai al web, come fa a votare? In futuro credo che il problema non si porrà più, perché collegarsi ad Internet diventerà una componente essenziale della vita sociale. Adesso invece molte persone non sono in grado di utilizzare il web, per cui purtroppo resterebbero escluse dal processo decisionale.

In ogni periodo storico, però, sono state le elites ad influenzare maggiormente le decisioni. In molte nazioni solo una piccola parte della popolazione va a votare; nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2000, ad esempio, ci furono soltanto 105 milioni di votanti su circa 250 milioni di persone che ne avevano diritto. (1) Sono sempre le persone più informate e motivate ad influenzare le scelte, e adesso potrebbe essere il turno di coloro che più attivamente usano il web.

 

   Alberto Viotto

 

Se qualche lettore trovasse questo articolo interessante o ne volesse discutere, all'autore farebbe piacere ricevere delle e-mail all'indirizzo: alberto_viotto@hotmail.com

NOTE

1) ttp://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_presidenziali_statunitensi_del_2000

 

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