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Riflessioni sulle scienze

Riflessioni sulle Scienze

di Alberto Viotto    indice articoli

 

Le due funzioni delle banche

Aprile 2012

  • Bartleby lo scrivano

  • Quanti soldi hai?

  • L’evoluzione del sistema

  • La seconda funzione delle banche

  • Ricchi premi

  • Cosa resterà delle banche


bancheDovunque ci sia qualcosa del valore di almeno dieci dollari apparirà un furbetto, come per magia. Venti dollari significheranno due furbetti, e così via. Questo spiega perché le banche hanno tanti impiegati (cioè furbetti) anche se tutto il sistema bancario potrebbe essere computerizzato e gestito da tre persone
.

      Scott Adams

 



Bartleby lo scrivano

Soltanto poche decine di anni fa il termine “calcolatore” indicava una persona che faceva dei calcoli, il più delle volte in qualche tetro ufficio bancario. Ogni operazione richiedeva un modulo, per fare i conti si usava una calcolatrice e si scriveva un sacco, aiutandosi con la macchina per scrivere. Un conto bancario richiedeva moltissimo lavoro e questo giustificava una pletora di impiegati di banca.

Oggi, invece, tutte queste operazioni le fanno i calcolatori elettronici. Se si utilizza un conto online si può fare tutto mettendo piede in banca sì e no una volta l’anno. Il costo di tenuta di questi conti è irrisorio, al massimo un paio di euro al mese. Le persone necessarie per gestirlo sono pochissime, gli addetti ai computer ed il personale del call-center. Ma, allora, che ci fanno tutte quelle persone che ancora lavorano in banca?

 

Quanti soldi hai?

La ricchezza “liquida” di ciascuno corrisponde a quanto “ha in banca” (nessuno porta più con sé con sé molti soldi in banconote). La banca, ovviamente, non tiene nei propri forzieri un pacchetto con il nome del cliente con tutte le sue banconote: i soldi che una persona possiede consistono in un numero a fianco del suo nome negli archivi dei computer.

La funzione principale di una banca è trasferire i soldi dal conto di una persona o di una ditta a quello di un’altra, diminuendo o aumentando il numero vicino al suo nome. Bonifici e pagamenti degli estratti conto delle carte di credito e delle utenze sono tutto quello che serve. Banconote, assegni, bollette cartacee ed ogni altro mezzo di pagamento sono casi particolari di queste transazioni e rappresentano complicazioni inutili che verranno sempre più superate. Ad ogni modo, se qualcuno vuole proprio prelevare (o versare) dei contanti, può farlo ad uno dei 50.000 bancomat presenti in ogni angolo d’Italia ed aperti 24 ore al giorno: il numero vicino al suo conto diminuisce e riceve delle banconote.

 

L’evoluzione del sistema

Perché non pensare ad una evoluzione del sistema? L’indicazione di quanti soldi si possiedono e gli spostamenti di denaro tra un conto e l’altro potrebbero essere gestiti centralmente, da un servizio statale. Non ci sarebbe nemmeno una diminuzione della riservatezza: già adesso le banche devono trasferire al fisco tutte le informazioni sui conti del loro clienti. (1)

Lo Stato fornisce già la garanzia dell’identità di una persona, che in ultima analisi è quella che ci permette di associare il nostro nome ai fondi presenti presso una banca. Quando apriamo un conto dobbiamo esibire un documento rilasciato dallo Stato, carta d’identità o passaporto, ed è il documento di identità a fare fede se sorgono delle contestazioni a proposito della proprietà dei soldi.

Lo Stato gestisce molte informazioni che ci riguardano, dove abitiamo, dove siamo nati, se siamo sposati, se abbiamo dei figli, se possiamo guidare. Potrebbe gestire anche l’informazione “quanti soldi abbiamo”. Un sistema di questo genere è sicuramente fattibile e sarebbe semplicemente il sistema informatico di una banca un po’ più in grande.

L’accesso prevalente, completamente gratuito, sarebbe via Internet, così come sarebbero gratuiti i prelievi ed i versamenti via Bancomat, ma ci potrebbero comunque essere delle piccole “agenzie” dove un cittadino, pagando un piccolo contributo, possa recarsi per prelevare o versare dei contanti oppure disporre un pagamento, così come oggi si può recare ad un ufficio comunale.

 

La seconda funzione delle banche

La seconda funzione delle banche è quella di prestare soldi, in particolare alle imprese. Ma di chi sono questi soldi? Alla fine devono essere riconducibili a qualche persona fisica, che li ha affidati alla banca, semplicemente tenendoli sul conto oppure acquistando delle sue obbligazioni, oppure agli azionisti.

In ultima analisi le banche fanno da mediatrici tra chi presta e chi prende a prestito, fornendo una consulenza sulla probabilità che un’impresa abbia successo. Questo ruolo è importantissimo: si devono verificare progetti e capacità, facendo in modo che solo le attività con buone prospettive inizino, aiutando il processo sulla scelta di che cosa fare che è alla base del buon funzionamento dell’economia. Il successo di un’impresa dipende dai suoi clienti, che permettono di sopravvivere solo alle imprese efficienti; ma, prima ancora del giudizio dei clienti, c’è il giudizio di chi può prestare il denaro per iniziare.

Questa funzione è molto importante, ma non giustifica certo l’attuale peso delle banche nell’economia e la pletora di impiegati, funzionari, dirigenti.

 

Ricchi premi

Ma come fanno le banche a guadagnare così tanto? Uno dei motivi è il fatto che godono di diversi privilegi. Ad esempio, possono prestare i soldi che i clienti depositano sul conto e che possono richiedere in qualsiasi momento. Se tutti i clienti li volessero indietro contemporaneamente una banca non potrebbe fare fronte alle richieste, ma questo comportamento è consentito purché la banca trattenga la cosiddetta “riserva frazionaria”, corrispondente al solo 2% delle somme depositate. In questo modo le banche possono implicitamente creare moneta, con tutti i vantaggi del caso. Se davvero servisse una quantità più elevata di moneta in circolazione, dovrebbe essere lo Stato a provvedere, e non concedere questo vantaggio a dei privati come le banche.

Un altro privilegio è l’obbligo di rivolgersi alle banche per certe operazioni. Quando si emettono i titoli di Stato, ad esempio, le banche ricevono automaticamente delle ricche commissioni, partecipando abbondantemente a quell’enorme festa (per gli investitori) che è il debito pubblico italiano. Se ci si vuole fare una pensione integrativa godendo dei benefici fiscali previsti dalla legge, si deve passare da una finanziaria che incassa le commissioni per un’attività priva di valore (potremmo benissimo acquistare da soli i titoli in cui investe i nostri soldi) (2).

Il più grande regalo che è stato fatto ultimamente (dicembre 2011 e poi febbraio 2012), però, è stato il maxi prestito della BCE alle banche al tasso dell’1% per tre anni. In totale sono stati prestati circa 1.000 miliardi di euro, di cui circa 200 miliardi alle banche italiane (3) (per intenderci, l’equivalente di circa 4.000 € per ogni cittadino italiano). Nello stesso periodo i titoli di Stato italiani a tre anni, in cui le banche italiane potevano investire senza rischi (non devono tenere conto del rischio di default dell’Italia perché, in questo caso, andrebbero comunque in fallimento) pagavano un interesse del 6% circa. In questo modo le banche italiane potevano incassare senza colpo ferire interessi del 5% annuo per tre anni, circa 30 miliardi di euro loro regalati (per intenderci, 600 € per ogni cittadino italiano).

Tenendo conto di tutto questo, non c’è da stupirsi che le banche possano pagare ai loro dipendenti stipendi più alti di quelli di ogni altro settore, e ai loro alti dirigenti bonus francamente immorali.

 

Cosa resterà delle banche

Se, come spero, l’importanza delle banche diminuirà sempre di più e la loro funzione di gestione degli spostamenti di denaro sarà nazionalizzata e centralizzata, che cosa resterà dell’impero bancario e di tutti quei begli edifici in ogni città e paese?

L’economia reale, che non dovrebbe più mantenere il sistema della finanza, potrebbe rifiorire. Chi adesso lavora nelle banche, ed il più delle volte impiega il suo tempo ad intrattenere i clienti o in giochi di potere interni, potrebbe riciclarsi in attività effettivamente produttive. Quanto a tutti quegli edifici, potrebbero essere dedicati ad attività sociali o ricreative.

 

   Alberto Viotto

 

Se qualche lettore trovasse questo articolo interessante o ne volesse discutere, all'autore farebbe piacere ricevere delle e-mail all'indirizzo: alberto_viotto@hotmail.com

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NOTE

1) www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-12-06/movimenti-bancari-tracciati-fisco-225320.shtml?uuid=AaW9z4RE

2) www.riflessioni.it/scienze/teoria-mercati-finanziari-1.htm

3) www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-02-29/maxiasta-batte-attese-assegnati-110548.shtml?uuid=Aa2MhczE

 

 

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