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Riflessioni sulle Scienze

di Alberto Viotto    indice articoli

 

La memoria infinita  Ottobre 2009

  • Quanto è grande il vostro disco
  • Soltanto pochi anni fa...
  • Utilizzi per una memoria infinita
  • Ricordare davvero tutto


La memoria infinita   Se state leggendo questo articolo su di un PC recente, probabilmente la “memoria di massa” (il disco rigido) di cui disponete ha una dimensione vicina ai 500 Gbytes. Sono sufficienti per ciò che dovete fare? Quasi sicuramente non riuscirete mai a riempirne una porzione consistente e per tutta la vita del vostro PC non dovrete preoccuparvi dello spazio a disposizione.

 

Quanto è grande il vostro disco

    In 500 Gbytes (circa 500 miliardi di bytes) si possono salvare circa 2 miliardi di pagine di testo, e cioè dieci milioni di libri, ben al di là delle possibilità di lettura di chiunque. Se leggessimo un libro al giorno per vent’anni, non andremmo oltre i settantamila.
    Se invece vogliamo riempire il nostro disco con immagini, possiamo considerare una dimensione media di 2 Mbytes (2 milioni di bytes) per immagine. Riempendo completamente il disco salveremmo circa 250.000 immagini, ed anche i più folli cultori delle foto delle vacanze di solito si fermano molto prima.
    Se è la musica che ci interessa, utilizzando il comunissimo formato “mp3” in 500 Gbytes ci possono stare più di 7000 ore di musica, circa 5000 CD; anche in questo caso ben al di là di ogni effettiva esigenza di un privato cittadino.
    L’unico utilizzo per cui 500 Gbytes possono effettivamente servire è la memorizzazione di filmati. Un film di media durata può occupare alcuni Gbytes, e per salvarne un numero consistente 500 Gbytes sono effettivamente adeguati. In questo caso forse potreste desiderare anche un disco ancora più grosso. Probabilmente presto ne potrete disporre ad un costo limitato. Ma, se si escludono i filmati, per quanto vi riguarda è come se la memoria del vostro PC fosse infinita.

 

Soltanto pochi anni fa...

    Non è stato sempre così, ovviamente. Non più di vent’anni fa la dimensione media di un disco era circa un millesimo di quella di oggi, 500 Mbytes (500 milioni di bytes) anziché 500 Gbytes. Allora, inoltre, lo spazio disco utilizzato dai programmi era una percentuale rilevante del totale (mentre oggi è trascurabile), per cui lo spazio a disposizione dei propri dati era ancora inferiore.
    Non molti anni fa la vita dell’utente era una continua lotta per disporre di spazio. Un vecchio adagio recitava che tutti i dischi erano pieni al 90%; fino a quando non si raggiungeva quella soglia si lavorava liberamente. Appena arrivati al 90% dello spazio disponibile incominciava la lotta per recuperarne, cancellando i dati o i programmi meno utili.
    Anche adesso si cancellano files, naturalmente, ma il più delle volte li si lasciano nel “cestino”, da cui possono essere ripescati. In questo modo i files restano sul disco; per recuperare effettivamente lo spazio sarebbe necessario svuotare il cestino, una operazione ormai praticamente inutile. Se non la si fa mai, ogni file cancellato può essere recuperato anche a distanza di anni.
    Un’altra occasione in cui tipicamente si perdevano molti dati era il cambio di PC. Appena arrivava un nuovo PC, si copiava dal vecchio PC quello che poteva servire – ma niente di più, altrimenti anche il nuovo sarebbe stato subito handicappato dalla mancanza di spazio. Adesso, invece, quando si cambia PC si fa più in fretta a copiare tutto quanto sul nuovo PC, tanto lo spazio a disposizione non manca. In questo modo si mantiene ogni file mai utilizzato, con una sorta di “effetto matrioska”: la copia dei files dell’ultimo PC contiene al suo interno una copia di quelli del penultimo, e questa a sua volta quella del PC ancora precedente, e così via.
    Ormai la gestione dello spazio disco non è più un problema. Inutile dirlo, questo è molto piacevole per chi era abituato alle acrobazie per tenerlo sotto controllo.

 

Utilizzi per una memoria infinita

   La memoria umana lascia a desiderare. A volte ci capita di imbatterci in oggetti che avevamo completamente dimenticato o di renderci conto che un nostro ricordo era sbagliato o impreciso. Per evitare che il nostro passato svanisca, conserviamo foto, lettere, cartoline, film ed ogni genere di oggetti. Questa specie di catalogo della nostra vita, però, è incompleto e difficile da  ispezionare.
   Il progetto MyLifeBits di Microsoft Research vuole sfruttare la disponibilità di abbondante spazio disco per risolvere questo problema. Si utilizza un PC nel quale si immagazzinano tutti i documenti che riguardano la vita di una persona. I documenti sono classificati ed inseriti in un database; quando si vorrà effettuare una ricerca su un periodo della vita o su uno specifico episodio, il programma sarà in grado di proporre tutte le informazioni, i suoni e le immagini associate a quel periodo o a quell’episodio.
    Uno dei responsabili del progetto, Gordon Bell, sta facendo da “cavia”, inserendo nel prototipo tutti i propri messaggi di posta elettronica, i documenti di lavoro, le registrazioni delle chiamate telefoniche, le foto digitalizzate. Ad ogni file viene associato un commento, che rappresenta la base per effettuare le ricerche. Bell ha scritto su questo argomento il libro “Total Recall, how the e-memory revolution will change everything”.
    La difficoltà maggiore, al momento, consiste nell’inserimento dei dati. Buona parte delle informazioni che riguardano una persona sono in formato digitale ed è molto facile inserirle nel database, ma molte altre fonti restano escluse; i libri che leggiamo, ad esempio, devono essere digitalizzati attraverso uno scanner, così come qualsiasi documento cartaceo che vogliamo conservare (patente, passaporto, carta d’identità). In futuro, però, le fonti di informazioni digitali saranno sempre più numerose (ad esempio potrebbero diffondersi i libri elettronici, sostituendo quelli cartacei) e l’inserimento nel database sarà sempre più agevole.
    L’altro aspetto cruciale del progetto ovviamente riguarda lo spazio disco necessario per memorizzare i dati; con un disco dalle dimensioni di un TeraByte (corrispondente a 1000 Gbytes, il doppio della dimensione media di un disco attuale) si possono agevolmente memorizzare tutti i dati prodotti in un anno da una persona, anche se dovesse inserire un numero ragguardevole di immagini, documenti, brani musicali e video.

 

Ricordare davvero tutto

    Ma quale sarebbe la capacità necessaria se volessimo ricordare davvero tutto? I calcoli effettuati dai progettisti Microsoft tralasciano quelle che potrebbero essere le vere fonti da cui trarre tutte le informazioni richieste, e cioè la nostra vista ed il nostro udito. In via del tutto ipotetica, immaginiamo che una persona indossi sempre una videocamera digitale miniaturizzata, che memorizzi tutto ciò che vede e ascolta nel corso della propria vita.
   Che capacità servirebbe per mantenere tutti questi dati? Attualmente un video di buona qualità richiede circa 3 Gbytes per ora. Immaginiamo che per ottenere un campo visivo molto ampio ed una qualità straordinaria (quella che ci serve) siano necessari 300 Gbytes per ora. Per memorizzare una giornata di sedici ore di veglia, quindi, servirebbero circa 5.000 Gbytes, ovvero 5 TeraBytes.
   Una vita umana di 80 anni comprende circa 30.000 giorni, corrispondenti ad una capacità di 150.000 TeraBytes, ovvero di 150 PetaBytes (un PetaByte è pari a 1000 TeraBytes). Questa impressionante quantità di dati equivale alla somma delle capacità dei dischi di trecentomila PC attuali, ma forse un giorno sarà possibile dedicarla ad una sola persona.

 

     Alberto Viotto

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