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Riflessioni sulle scienze

Riflessioni sulle Scienze

di Alberto Viotto    indice articoli

 

Perché ci credo?

Agosto 2010

  • I marrani

  • I partiti politici

  • L’uomo è al centro

  • La macchina umana

  • La fisica ebrea


Perché ci credo?Vi sono innumerevoli religioni o credenze “forti”, come il marxismo o Scientology (1). Perché le persone abbracciano l’una piuttosto che l’altra? Di solito chi crede in qualcosa non ha fatto una seria analisi della credenza, cosa che tra l’altro è spesso scoraggiata e deprecata dai “correligionari”. Nella maggior parte dei casi si abbraccia una religione perché si è stati cresciuti in quella fede, che è stata inculcata fin da piccoli. Se tutto va bene, quando si avranno maggiori capacità di giudizio si farà una rapida analisi concludendo che quella che ci hanno insegnato è la più meravigliosa di tutte le fedi possibili.

 

 

I marrani

Coloro che cambiano la propria fede, chiamati “apostati” da chi segue la fede abbandonata, sono relativamente pochi. Il più delle volte, comunque, lo fanno per qualche elemento che ha poco a che vedere con i fondamenti della credenza: la possibilità di essere integrati in un contesto sociale, di contrarre matrimonio con una persona che appartiene alla nuova fede, di ottenere vantaggi in campo sociale o lavorativo. Nel 1400 in Spagna e Portogallo poco meno di un milione di ebrei sefarditi si convertirono al Cristianesimo per evitare le persecuzioni dell’Inquisizione, e approfittarono della nuova posizione per diventare ricchi ed influenti, tanto che il loro nome (i “Marrani”) è diventato sinonimo di “furfante”. Gli esempi di conversioni forzate di gruppi etnici sono innumerevoli.

Anche le conversioni individuali sono spesso dovute ad elementi non essenziali: la simpatia per un oratore travolgente, il piacere di partecipare ai riti e alle riunioni di correligionari. Solo in rari casi derivano dallo studio approfondito della dottrina della nuova credenza. Per questo motivo fedi dai fondamenti inconsistenti possono avere enorme successo.

 

I partiti politici

Le credenze “deboli” – teorie scientifiche, correnti di pensiero come il progressismo o conservatorismo - sono spesso abbracciate per ragioni simili. Quando si aderisce ad un partito o ad un’associazione politica è raro che se ne studino a fondo i “valori”. Di solito si è attirati da una attività caotica ma gratificante oppure dalla possibilità di raggiungere posizioni di potere. La scelta del partito o dell’associazione può anche dipendere da una vaga simpatia per le sue idee, ma è influenzata soprattutto dalla valutazione delle possibilità di avere successo.

I valori del partito vengono citati quando occorre, ma se si fa qualcosa che li contraddice non è difficile gestire la cosa con un po’ di dialettica. Per fare carriera è molto importante la fedeltà al proprio capo, che ci ha scelto o cooptato.  Quando si deve esprimere un’opinione su qualche evento, prima di parlare si attende il suo parere: se dice “nero” è nero, se dice “bianco” è bianco.

 

L’uomo è al centro

Anche gli aspetti fondamentali di una teoria scientifica sono esaminati da pochissime persone e l’approvazione (o la disapprovazione) può dipendere da fattori collaterali.

Nel Cinquecento e nel Seicento la teoria astronomica copernicana, che non poneva più la Terra al centro dell’universo, fu osteggiata e fece moltissima fatica ad imporsi. L’opera principale di Copernico (“De revolutionibus orbium coelestium”) fu pubblicata poco prima della sua morte, nel 1543. Si dice che per tutto il Cinquecento ci fossero solo dieci copernicani, tra cui Galileo e Keplero. Soltanto negli ultimi decenni del Seicento le idee copernicane si diffusero, grazie anche alle nuove teorie di Newton, ma per molto tempo ancora parecchi studiosi non accettarono l’idea che fosse la terra a girare attorno al sole.

Forse gli studiosi dell’epoca avevano valutato le idee di Copernico in maniera equanime e avevano deciso che non erano valide? Oppure il loro giudizio era influenzato dal ritenere inaccettabile l’idea che la Terra non fosse il centro dell’universo come nella vecchia concezione tolemaica?

 

La macchina umana

Negli anni Trenta si diffuse l’idea che si potessero risolvere certi problemi psichiatrici con un intervento chirurgico (la lobotomia) che recideva le connessioni prefrontali del cervello. Il suo ideatore, il neurologo portoghese Antonio Egas Moritz, vinse addirittura un premio Nobel nel 1949, nonostante nel 1939 un suo paziente lobotomizzato gli avesse sparato riducendolo per il resto della sua vita su una sedia a rotelle.

Negli anni quaranta questo intervento era praticato ambulatorialmente introducendo una sorta di punteruolo nei dotti  lacrimali. L’idea che potesse migliorare il comportamento dei pazienti era così diffusa che nel 1941 Joe Kennedy, padre del futuro presidente John e di Robert, la fece praticare alla figlia Rosemary, la cui eccessiva vivacità temeva potesse danneggiare le ambizioni politiche che nutriva per i figli. L’intervento ridusse Rosemary ad uno stato poco più che vegetale: passava ore a fissare le parole e pronunciava parole senza senso. (2)

La sorprendente accettazione della lobotomia da parte della comunità medica può essere fatta risalire ad un diffuso preconcetto, l’idea che l’uomo sia una specie di macchina il cui comportamento si può cambiare con interventi meccanici, un po’ come in un celebre sketch in cui Ugo Tognazzi impersona un medico disinvolto che modifica la pronuncia del paziente Raimondo Vianello sostituendone le vocali. (3)

 

La fisica ebrea

Anche la teoria della relatività di Albert Einstein fece molta fatica ad imporsi. Persino dopo le famose osservazioni dell’eclisse del 1919 che la confermarono sperimentalmente molti scienziati di altissimo livello continuarono a ritenerla non corretta. Tra gli altri ci fu Philipp von Lenard, premio Nobel nel 1905, le cui osservazioni erano state alla base di alcune delle scoperte di Einstein, che in passato lo aveva molto stimato. Lenard era un fanatico nazionalista tedesco e fu tra i primi ad aderire al partito nazista. Non è difficile pensare che la sua opposizione non fosse motivata dal contenuto della teoria, ma dal pregiudizio razziale. Una teoria così importante non poteva essere stata sviluppata da un ebreo.

Molti fisici tedeschi non accettarono per lo stesso motivo la meccanica quantistica, chiamata spregiativamente “fisica ebraica”. Ironicamente, si può pensare che se Hitler non avesse cacciato tutti i fisici teorici ebrei che vivevano in Germania sarebbe probabilmente riuscito ad ottenere la bomba atomica prima degli statunitensi ed avrebbe vinto la guerra.

Nel 1945, dopo la sconfitta tedesca, le forze di occupazione privarono Lenard di tutti i suoi titoli accademici; da allora nessuno ha più messo in dubbio il valore della teoria della relatività. Anche se ci può volere tempo, di solito le idee migliori prevalgono, ma molto lentamente, spesso per vie traverse, non certo nel modo diretto e trionfale in cui spesso pensiamo che riescano ad imporsi.


    Alberto Viotto

 

Se qualche lettore trovasse questo articolo interessante o ne volesse discutere, all'autore farebbe piacere ricevere delle e-mail all'indirizzo: alberto_viotto@hotmail.com


NOTE

1) Scientology si è autodefinita “religione” per poter godere del regime di privilegio fiscale e normativo riservato ai culti religiosi

2) http://it.wikipedia.org/wiki/Rosemary_Kennedy

3) http://www.youtube.com/watch?v=EcYJvpqSzfQ

 

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