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Riflessioni sul Senso della VitaRiflessioni sul Senso della Vita

di Ivo Nardi - Indice personaggi intervistati

Riflessioni.it è il luogo ideale per fermarsi e riflettere sul senso della vita e lo faremo attraverso le risposte che persone di cultura hanno dato a dieci domande da me formulate.

 

Intervista a Ervin László

marzo 2012

 

Ervin László è filosofo della scienza e della nuova coscienza planetaria.

Laureato alla Sorbona, è uno dei massimi esponenti internazionali della filosofia dei sistemi e della teoria generale dell'evoluzione. Ha insegnato alla Yale University e in numerose altre Università Statunitensi, Europee e Asiatiche. Ha lavorato alle Nazioni Unite come direttore di ricerche sociali internazionali. E' stato consulente scientifico dell'UNESCO. E' membro del Club di Roma e dell'Accademia Internazionale delle Scienze. E' stato Rettore dell'Accademia di Vienna. E’ il fondatore del Club di Budapest, la cui piattaforma operativa, dal 2008, è la WorldShift Network, traducibile come “Rete per il Cambiamento del Mondo”. È l'attuale rettore della Giordano Bruno Global Shift University.

 

Intervista telefonica del 30 gennaio 2012

 

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

La felicità è raggiungere gli obiettivi prefissati nella vita, avere amici, avere intorno la famiglia, essere capaci di pensare e trovare le risposte. Per me la felicità è poter trovare risposte usando il nostro pensiero.

 

2) Professore László cos’è per lei l’amore?

L’amore è il non sentirsi soli. Poter condividere con un’altra persona la vita, l’esistenza in maniera completa. Sentirsi completato.

 

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

In questo mondo imperfetto, la sofferenza deriva dall’incapacità delle persone di comprendere il vero senso della vita, di come vivere e stare in armonia con gli altri.

La sofferenza è anche non trovare la propria strada ed essere disorientati nel mondo, non a caso alcuni proprio per attutire stati di sofferenza adottano un comportamento viziato e scorretto.

 

4) Cos’è per lei la morte?

Il grande mistero! E’ una transizione, sicuramente non la fine. Credo che la vita continui, forse in un’altra forma.

 

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Vivere consapevolmente, avere dei fini produttivi che contribuiscono all’evoluzione dell’uomo. In questo mondo tutto evolve, tutto è in movimento, tutto è in sviluppo, poter contribuire a questo processo è il grande obbiettivo della mia vita. Tutta la mia vita è consacrata a questo fine, lo vivo, lo parlo, lo scrivo, faccio conferenze, comunico, tento di trovare risposte, tutto quello che faccio è orientato a questo scopo. Tutti i miei progetti sono finalizzati a migliorare l’evoluzione della coscienza, perché questa è la grande istanza, la grande necessità oggi.

 

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Si, praticamente si! Un progetto può essere centrato su se stessi, oppure rivolto all’esterno, su altre persone, sul mondo. La combinazione di questi due progetti può fondare un processo evolutivo, basato su uno sviluppo personale, uno sviluppo sociale ed ecologico, in armonia  con gli altri e con l’universo. Questo è un progetto esistenziale.

 

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

L’individualismo è importante, ma non può escludere il fattore sociale. Ognuno deve riconoscere la propria personalità, individualità, ma nell’ambito della comunità, altrimenti vivrebbe nell’isolamento e nell’autarchia, una strada sbagliata che non può condurre alla felicità.

L’individualismo è una grande scoperta della civiltà occidentale che deve essere vissuto in un contesto di sviluppo sociale.

 

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Bene è tutto ciò che conduce verso il raggiungimento dei propri fini donando soddisfazione a se stessi e agli altri. Il male è fare del male agli altri anche quando si pensa che questo sia il prezzo della propria felicità.

Siamo animali sociali è vero, dobbiamo dunque trovare il nostro senso della vita insieme agli altri, questo è il bene.

 

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

La ragione insieme all’intuizione, sentire questa voce sottile e trovare la direzione. La ragione con l’intuizione, la ragione con l’emozione, danno l’orientamento nella vita.

 

10) Qual è per lei il senso della vita?

Fare parte di un comunità del cosmo, a una comunità che è molto più vasta della nostra, fare parte di un processo di evoluzione che coinvolge tutti gli elementi di questo universo. Il senso è di essere parte consapevole di questo processo.

 

  • Ringrazio la dottoressa Gyorgyi Szabo e il dottor Paolo Vittozzi per aver reso possibile l'intervista al professore Ervin László.
           Ivo Nardi

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