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RIFLESSIONI SUL SENSO DELLA VITA


di Ivo Nardi

Edizioni TLON, 2016

 

 

RIFLESSIONI SUL SENSO DELLA VITAIvo Nardi ha posto dieci domande esistenziali a più di cento personaggi del mondo della cultura, mille risposte a confronto.

Una preziosa raccolta di riflessioni che mettono in luce le prospettive della società contemporanea.

L’intento è quello di offrirti più punti di vista possibili sul senso della vita, così da aiutarti in maniera più obiettiva davanti alle circostanze della tua esistenza. Approfondisci


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e scarica gratuitamente l'eBook contenente gli aforismi tratti dalle risposte.


Riflessioni sul Senso della VitaRiflessioni sul Senso della Vita

di Ivo Nardi - Indice personaggi intervistati

Riflessioni.it è il luogo ideale per fermarsi e riflettere sul senso della vita e lo faremo attraverso le risposte che persone di cultura hanno dato a dieci domande da me formulate.

 

Intervista a Luis Sepúlveda

febbraio 2012

 

Luis Sepúlveda  è uno degli scrittori di lingua spagnola più letto e tradotto in Europa. Nato in Cile nel 1949, ha lasciato il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Pinochet. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, vive attualmente in Spagna, nelle Asturie.

Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti, ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993. Amatissimo dal suo pubblico e in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca la Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, uno dei libri più letti degli ultimi anni.

 

 

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

Non è affatto così nel mio caso giacché queste domande importanti sull’esistenza o sulla felicità me le sono poste in altri momenti, in momenti felici. Ad esempio quando sono nati i miei figli, oppure quando i figli ormai grandi diventano indipendenti. Queste domande ritornano poi con i nipoti.

 

2) Dottor Sepúlveda cos’è per lei l’amore?

L’amore è indubbiamente il più intenso dei sentimenti poiché è la somma di molti; nell’amore, come io lo intendo, confluiscono la necessaria chimica tra due persone, l’erotismo, la lealtà e la più assoluta sincerità.

 

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La sofferenza non ha grandi spiegazioni, è parte dell’equilibrio della vita. Si vive tra l’allegria e la sofferenza.

 

4) Cos’è per lei la morte?

La morte è parte della vita, è la chiusura biologica e necessaria di un ciclo. Sarebbe insopportabile essere immortale.

 

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Vivere è in sé stesso un progetto esistenziale, nel mio caso, il mio progetto esistenziale è avere una vita da uomo giusto, decente, solidale, e questo è già un progetto assai grande.

 

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Credo che siamo esseri umani e questa condizione è determinata dalla nostra tendenza alla socialità, a riunirci, ad essere parte di una collettività chiamata famiglia umana. Certo che oggi c’è una tendenza ad isolare l’individuo, a fare in modo che dimentichi la sua socialità, tuttavia io mi oppongo a questo e insisto nella necessità di ESSERE SOCIALI.

 

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Il bene e il male sono categorie morali e hanno frontiere: il mio bene finisce là dove può fare il male di altri.

 

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Sono agnostico e per me la vita è una bella sfida. E dato che ho la fortuna di saper interconnettere dialetticamente tutto ciò che accade (sono Marxista) non ho mai avuto bisogno né di inganni religiosi, né di ricerche della luce per sapere dove sta il cammino che voglio percorrere.

 

10) Qual è per lei il senso della vita?

Il senso della vita? Vivere e lasciar vivere.

 

 

Traduzione Walter J. Mendizza

 

Entrevista original a Luis Sepúlveda

 

 

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