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Riflessioni sul Senso della VitaRiflessioni sul Senso della Vita

di Ivo Nardi - Indice personaggi intervistati

Riflessioni.it è il luogo ideale per fermarsi e riflettere sul senso della vita e lo faremo attraverso le risposte che persone di cultura hanno dato a dieci domande da me formulate.

 

Intervista a Michael Laitman

maggio 2011

Prof. Michael Laitman PhD, successore diretto e studente prediletto di Baruch Ashlag (il Rabash), figlio del grande Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam). Oltre a ad una formazione accademica in campo scientifico, il Prof. Laitman ha ricevuto un dottorato di ricerca in bio-cibernetica, ed ha conseguito una carriera scientifica di successo, in seguito si è indirizzato verso la Kabbalah per continuare la sua ricerca scientifica. Ha ricevuto il dottorato in filosofia alla Accademia delle scienze dell’Università di San Pietroburgo. Oggi è considerato come l’Autorità più famosa e stimata che si occupi di Kabbalah, avendo scritto più di 30 libri su questo argomento tradotti in 18 lingue, compreso l’arabo. Le sue lezioni sono trasmesse dal vivo tramite internet e televisione satellitare. Negli ultimi anni, è  richiestissimo per le sue conferenze e lezioni sia negli Stati Uniti sia in Europa.  Il Prof. Laitman è fondatore e presidente dell’associazione “Bnei Baruch - Kabbalah Education and Research Institute”, che opera attraverso il più grande e fornito sito internet di Kabbalah www.kabbalah.info. Il sito fornisce un accesso illimitato alle informazioni e ai testi Kabbalistici in più di 30 lingue, con 1.5 milioni di contatti ogni mese.

 

 

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

La felicità per me personalmente, dopo aver studiato biocibernetica, antropologia, filosofia, per poi arrivare alla saggezza della Kabbalah dove sono da 35 anni, è vedere come i consigli dei saggi kabbalisti di tutte le generazioni si uniscono insieme; veramente loro parlavano di una cosa e ora la possiamo realizzare nel mondo globale, nel rapporto integrale tra di noi.  Così noi se concentriamo queste forze, se capiamo di cosa si sta parlando arriviamo al mondo, quello buono, quello in cui ti piace stare, quello dove saranno anche i nostri figli, anche perchè oggi ci troviamo per la prima volta nella storia a pensare che per i nostri figli non ci sarà un mondo migliore del nostro, in fondo è per questo motivo che c’è un calo delle nascite. Noi ci stiamo dimenticando che un tempo vivevamo meno bene materialmente rispetto ad oggi,  però pensavamo che per i figli sarebbe stato meglio, che quindi valeva la pena vivere mentre oggi vediamo che c’è un andamento di crescita, ma le nuove generazioni sono in discesa, non c’è nulla per cui valga la pena vivere, questa sensazione di vuoto ci sta togliendo veramente le forze. Dobbiamo di nuovo arrivare alla felicità.

 

2) Professore Laitman cos’è per lei l’amore?

È la legge generale della natura perché se parliamo della natura in generale che governa e tiene insieme tutte le parti della realtà, le tiene con la legge dell’amore. L’amore vuol dire prendere in considerazione, in modo integrale e incorporato, tutte le parti in modo ottimale per ognuno. Ed è la stessa condizione a cui l’umanità deve arrivare. Se noi ci troviamo in  un sistema integrale in cui tutti noi siamo legati uno all’altro e non si può far muovere una parte senza far muovere l’altra,  allora sentiremo ancora di più quanto siamo dipendenti uno dall’altro.  È come l’effetto della farfalla, in ogni cosa allora non abbiamo scelta,  dobbiamo arrivare alla considerazione, alla rinuncia sino ad arrivare all’amore tra di noi che è praticamente la legge dei sistemi integrali chiusi.  La saggezza della Kabbalah ci insegna come fare questo senza andare contro la nostra natura, ma aiuta a capire dove posso trovare le forze per prendere in considerazione gli altri ed essere buono con tutti, allora guadagno il ricevere da loro le influenze buone e in totale sentirmi felice e contento.

 

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

Siamo egoisti per carattere e per natura e andiamo avanti solo a causa dei dolori che ci spingono oppure da piaceri che ci attirano. Visto che non sappiamo dove andare, alla fine ci ritroviamo spinti verso cose negative e dolorose per poi scoprire i motivi per i quali andare avanti. La saggezza della Kabbalah ci spiega come possiamo evitare i problemi, ci fornisce gli strumenti per andare avanti senza aspettare i dolori, ma senza fuggire da essi. Vediamo che il mondo d’oggi è pervaso da una crisi a vari livelli: politica, ecologica, della famiglia, nell’educazione dei bambini, c’è un malcontento generale con aumento di droghe, depressione e varie malattie, in fondo non ci troviamo in un mondo cosi avanzato come pensavamo. Dobbiamo cercare di correggere la situazione, anche la crisi finanziaria sembra placata, ma potrebbe essere solo una pausa, potrebbe riaccendersi a breve insieme ad altre catastrofi. Siamo entrati in una situazione veramente pericolosa, siamo a rischio di guerre atomiche, crisi molto grandi, tutto questo perché in mondo molto globale, siamo tutti cosi legati e interconnessi che proprio questa connessione tra di noi può generare esplosioni molto grandi, dolori forti, non c’è più la logica locale. Noi oggi tutti ci troviamo legati intorno al pianeta, per cui il più piccolo problema può diventare un problema grande e generale, proprio per questo ci si rivela oggi la saggezza della Kabbalah, che è sempre stata nascosta e ci aiuta oggi ad evolverci proprio attraverso l’attrazione dal bene e non la fuga dal male. Dobbiamo sviluppare un modo per svilupparci non dal male ma dirigendoci verso il bene davanti a noi. La saggezza della kabbalah insegna appunto a guardare avanti attratti dal bene e questo metodo è disponibile gratuitamente per tutta l’umanità.

 

4) Cos’è per lei la morte?

La saggezza della kabbalah dice che solo l’unione tra noi, esseri umani della terra, ci porterà alla percezione della realtà superiore, ad una vita eterna, ad una vita felice qua. E anche molto di più di qua, potremo anche sentire la vita oltre i confini del corpo.

 

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Noi scopriamo il mondo globale e dobbiamo necessariamente adattarci ad esso, siamo legati l’uno all’altro, ci troviamo in un sistema, la terra,  come se fosse un’unica grande casa dove quello che succede in un posto succede anche nell’altro. Siamo legati via Internet, abbiamo influenza reciproca, la saggezza della Kabbalah ci mostra come siamo legati gli uni agli altri e come possiamo bilanciare questo sistema  per non farlo esplodere, ma all’opposto indurre in noi una trasformazione interiore per cui possiamo vivere questa connessione in modo sereno e felice. Non c’è scelta, o entriamo tutti nel male o nel bene, viviamo appunto come in un unico appartamento e la saggezza della Kabbalah ci spiega come fare questo senza stressarci o rinunciare a qualcosa, ma fornendo consigli validi per tutti, politici, finanzieri, sociologi, educatori dei bambini. Se tutti noi li utilizzassimo, ci troveremmo sicuramente in un mondo migliore.

 

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Quando iniziamo a sentire il sistema generale in cui tutti siamo interconnessi allora ci iniziamo a sentire d’improvviso cosi legati agli altri che la mia vita ormai non sta più solo in me perché dipende dagli altri, è come se si trovasse negli altri. In questo modo comincio a sentire che non sono proprio legato al mio corpo che mi trovo tutto in me dentro, la mia bestia. Mi trovo invece in connessione con gli altri e allora inizio ad acquisire una specie di vita superiore alla sensazione corporea. E questa è detta la vita spirituale, la vita superiore, se un uomo arriva a questa sensazione, a questo sentimento, allora ne risulta che non ha paura di morire, si sente che anche se si libera da questa percezione della realtà e da questo modo di sentire questa vita, continua a vivere negli stessi sentimenti che ha acquisito nei confronti degli altri e resta in loro. Capisco che suona un po’ strano, ma si può illustrare molto velocemente e sentirlo perché è la legge del sistema generale ed è questo lo scopo della vita, di innalzarci sopra la nostra vita verso una vita eterna.

 

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Tutto il nostro sviluppo si basa sulla scoperta del male con cui noi ci evolviamo, vediamo che non ci siamo evoluti verso il bene allora cambiamo direzione, evolviamo lì, facciamo alcuni passi, vediamo che non va bene e di nuovo cambiamo direzione e cosi ogni volta, a zig-zag, ci evolviamo. Potremmo dire che cosi è un modo brutto, invece no, non c’è niente da fare, ci evolviamo nel buio, non sappiamo quale sia il mondo buono, quello futuro. Anche qui la saggezza della kabbalah ci può fornire una spiegazione su come si può evolvere il bene, che non facciamo azioni per niente, ma fino a che noi non eseguiamo la legge dell’equivalenza della forma con la natura che è sui livelli immobile, vegetale, vivente. Far si che l’uomo sia in armonia con tutte le parti della natura vuol dire che l’uomo sarà legato a se stesso e a tutti gli altri esseri e anche con la natura che lo circonda, cosi potremo arrivare all’equilibrio dei sistemi e ci sarà il bene.

 

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

La saggezza della kabbalah non parla assolutamente del riconoscimento del male che l’uomo stesso fa macellando, derubando qualcuno oppure facendo danni alla persone. Il male è quello contro il sistema generale. Se io mi voglio connettere agli altri,  allora questo è bene, se no è male, solo su questo abbiamo il libero arbitrio, altrimenti perdiamo solo tempo. La  condizione è quella di studiare il sistema globale e usarlo in modo corretto per connetterci in esso.

 

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

La saggezza della kabbalah dice che solo l’unione tra noi, esseri umani della terra, ci porterà alla percezione della realtà superiore. Il punto non è come unire le persone, ma avere un metodo che lavora dentro il nostro ego, dentro la nostra natura,  non cambiare l’uomo, ma unire le persone cosi come sono. La saggezza della kabbalah ci da la possibilità di connetterci tra di noi e scoprire il legame tra di noi, la forza interiore con la quale siamo legati uno all’altro come stiamo scoprendo nel mondo globale.  Abbiamo all’improvviso scoperto che ci troviamo in un mondo globale, all’ improvviso scopriamo che ci troviamo in un legame uno con l’altro, se pensi qui ad un cosa, dall’altra parte si pensa alla stessa cosa, perché ci spiegano che siamo in una rete che non dipende da noi, noi ci troviamo in essa. Allora la saggezza della kabbalah ci insegna come connetterci a questa rete, come scoprirla più di quanto si rivela ora e più velocemente la riveliamo più velocemente ci connettiamo e saremo felici.

 

10) Qual è per lei il senso della vita?

Il senso della vita è arrivare ad uno stato in cui spiego agli esseri umani cosa vuol dire vivere in modo felice e come arrivarci. Secondo quello che ho studiato, investigato e capito questo è quello che voglio spiegare al mondo,  questa per me è la felicita, vedere come la gente inizia a realizzarlo e come con questo metodo si possono scoprire felici.

 

 

Intervista al Professore Michael Laitman su "Il senso della vita"


 

 

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