Ho sentito spesso dibattere sull’utilità o meno di battezzare i bambini, ed io stesso ci ho pensato spesso. Ci si chiede, e mi chiedevo, se sia giusto battezzare Cristiano un bambino ancora incosciente, incapace perciò di esprimere il proprio pensiero religioso. Non dovrebbe spettare all’adulto la scelta? Il problema in fondo non riguarda solo il rito del battesimo: battesimo o no, la religione si "impone" ai bambini loro malgrado. Se non ci pensano i genitori, lo faranno gli insegnati di catechismo, lo farà la società. All’individuo è data al massimo la possibilità di "abbandonare" la propria religione (e con "propria" intendo la religione in cui si è cresciuti), scelta che nella maggior parte dei casi non viene nemmeno formalizzata: quanti non più Cristiani si prendono il disturbo di farsi sbattezzare? Semplicemente si smette di praticare e si cambia religione..
La più antica forma di battesimo è probabilmente l’immersione in fonti considerate sacre. Fonti, fiumi, laghetti, stagni, cascate, mari, oceani… le varianti regionali sono molte, e sarebbe infruttuoso dilungarsi nell’elenco. Ogni popolo ha individuato un elemento sacro nelle riserve d’acqua presenti nel territorio. Dai popoli mesopotamici (ovvero, letteralmente, della "Terra tra i due fiumi") alle genti del Nilo, dai Celti ai nativi americani. Ma pensiamo anche all’India e il suo Gange, fiume rimasto sacro oggi come allora, malgrado lo scorrere dei millenni.
Con l’evolversi dei riti battesimali, assistiamo anche ad una limitazione dell’effettiva quantità d’acqua impiegata nei rituali: dai laghetti artificiali del tempio egiziano, alle vasche dei bagni rituali ebraici, ai fonti battesimali medievali in cui poteva immergersi una sola persona alla volta, fino a quelli moderni in cui praticamente scompare la necessità dell’immersione, che viene sostituita dalla semplice abluzione. Chi avesse occhi per vedere e orecchie per intendere, capirebbe forse a cosa cerca di condurre questa spontanea evoluzione: ad una sempre maggiore idealizzazione del rituale, che ben presto scomparirà del tutto sul piano fisico, assurgendo alla sua natura ultima di trasformazione coscienziale. La sempre minore quantità d’acqua, il sempre minor numero di persone coinvolte nel rituale, tutto si muove nella direzione dell’individualizzazione e dell’interiorizzazione. Quello che un tempo doveva essere fatto concretamente, oggi viene solo mimato, abbozzato, e domani verrà solo intuito.