«Crono è il figlio minore di Urano e di Gaia, quindi il più giovani dei Titani. Aiutò la madre a evirare e detronizzare Urano, di cui prese il posto, dopo aver precipitato negli inferi i fratelli Ciclopi ed Ecatonchiri o "giganti dalle cento braccia". Poi sposò la sorella Rea ma, poiché i genitori - depositari della saggezza e della conoscenza - gli avevano predetto che sarebbe stato a sua volta deposto da un figlio, divorava i piccoli via via che Rea glieli presentava. E così generò e poi ingoiò Estia, Demetra, Era, Plutone e Poseidone. Figli di Crono, ma non di Rea, sono anche l'immortale saggio centauro Chirone ed Efesto.
Ma se Urano è una dimensione legata all’eternità immobile, e dunque la verticalità assoluta, franca, di una dimensione metafisica che comunque esiste a prescindere dai mutamenti “di quaggiù”; dimensione dell’Idea e del concetto-seme di tutte le cose; Chronos diviene invece la potestà della realtà storica, dunque una verticalità relativa e vincolata a Gaia-orizzontalità. Urano viene privato della sua facoltà di generare direttamente la manifestazione di sé steso (simbolicamente viene evirato) poiché deve ora sottostare al compromesso del Tempo: ovvero manifestarsi progressivamente.