Ora, va detto che la creazione dell’uomo di mais avverrà solo a seguito di una serie di eventi "preparatori". Dalla disfatta dell’uomo di legno, si apre nel "Popol Vuh" una lunga parentesi, in cui vengono narrate imprese mitiche ritenute necessarie a predisporre la venuta dell’"uomo nuovo". Fra l’altro, tutto quanto è stato detto finora avviene in un periodo antecedente alla prima alba. Lo spuntare del giorno verrà visto per la prima volta soltanto dagli uomini di mais. Ci si chiederà come è possibile che il sole sorga dopo la creazione dell’uomo. È presto detto: si tratta, con ogni probabilità, della nascita non di un sole fisico ma di quel sole metafisico che simbolizza l’illuminazione della mente. Prima venga creato l’uomo, poi si avrà il sole. Un’allegoria abbastanza chiara: prima si diventi realmente uomini (si raggiunga il vero grado dell’humanitas), solo allora si avrà la luce, e si comprenderà che siamo Dei (cfr. "Salmi", 81,6).
Infatti, colui che dentro di sè vuole creare la prima madre e il primo padre (ossia i primi semi) di una nuova umanità, dovrà superare una soglia coscienziale che lo conduca ad una forma di consapevolezza unitaria. Nulla di quanto esiste, esiste indipendentemente. Tutto è Uno. Nulla si crea, e nulla si distrugge. Ecco cosa significa l’uccisione simbolica dei tre superbi nel "Popol Vuh". Significa superare l’illusione del distacco dalla totalità.
Cominciamo dunque con il padre di Hunahpú e Xbalanqué, Hun Hunahpú, il quale rappresenta l’Iniziato. Si racconta che egli venne udito dai Signori di Xibalbá (gli Inferi), mentre, insieme a suo fratello Uucub Hunahpú, giocava alla pelota. Infastiditi, i Signori del sottosuolo fecero convocare a Xibalbá i due fratelli con l’intenzione di ucciderli.
L’inconscio, scosso dal cambiamento esistenziale in corso, impone alla coscienza di presentarsi nella propria dimora occulta. L’Iniziato, avendo intrapreso il gioco dei Misteri, è chiamato alla Nigredo (Opera al Nero).
Il "Popol Vuh" ci racconta la storia della vergine Xquic. La fanciulla è un’abitante del mondo inferiore, figlia dei Signori di Xibalbá. Significa che la "coscienza pura" nasce quando l’Iniziato ha compiuto la sua visita dell’inconscio, e qui è morto alla sua vecchia coscienza. Solo dopo la fanciulla verrà fatta emergere al mondo in superficie, fondendosi alla coscienza ordinaria.