Giunta nel mondo in superficie, Xquic cerca di farsi accogliere a casa della suocera, la quale si dimostra tutt’altro che ospitale nei confronti della ragazza (non credendo che ella porti in grembo i suoi nipoti). Va detto che Hun Hunahpú, prima di partire per Xibalbá, aveva già generato due figli da una precedente unione: Hunbatz e Hunchouén, che ora vivevano insieme alla nonna.
Hunahpú e Xbalanqué dovranno discendere agli Inferi per giocare alla pelota, la rivincita definitiva contro i Signori di Xibalbá. Supereranno tutte le diverse "Case della Morte", e giocheranno la partita di pelota vincendola. "Essi avevano fatto tutto quello che gli fu imposto, passando per tutti i pericoli, difficoltà e sofferenze predisposti contro di loro; ma non morirono dalle prove e dai tormenti di Xibalbá (…). Sapendo però che comunque dovevano morire, mandarono a chiamare due indovini che si distinguevano come profeti, i cui nomi erano Xulú e Pacam. Allora dissero loro: "Forse i Signori di Xibalbá vi faranno delle domande sulla nostra morte, che stanno concertando e preparando, per il fatto che non siamo stati uccisi, né sono riusciti a batterci. Abbiamo esaurito tutte le prove, e neppure gli animali hanno potuto contro di noi. Nel nostro cuore c’è il presentimento che useranno il forno di pietra per darci la morte. Tutti quelli di Xibalbá si sono riuniti per questo, e la nostra morte è inevitabile". Poi istruirono Xulú e Pacam su ciò che dovevano dire: "Se venissero a consultarvi sulla nostra morte, e se fossimo sacrificati, che direte allora voi? Se vi chiedessero: ‘Non sarebbe bene gettare le loro ossa in un burrone?’, risponderete: ‘Non conviene, perché poi risusciteranno’. E se vi chiedessero: ‘Non sarebbe bene appenderle ad un albero?’, risponderete: ‘In nessun modo conviene, perché allora tornerete a vedere i loro volti’. E se ancora vi chiedessero: ‘Sarebbe bene che gettassimo le ossa nel fiume?’, risponderete allora: ‘Sì, così conviene, ma dopo averle macinate nella pietra, come si macina la farina di mais; le ossa di ciascuno dovranno essere macinate separatamente, e poi subito buttate nel fiume, lì dove scorre, affinché si disperdano fra i monti piccoli e grandi’ (…). E quando si congedarono da loro, avevano già conoscenza della propria morte.
Le prove sopportate a Xibalbá, il passaggio dalle "Case della Morte" con i relativi supplizi (dai quali però i gemelli non vengono toccati), fino al sacrificio nel forno di pietra, indicano il passaggio della Materia Prima alchemica dalle molte saggiature con il fuoco e gli acidi corrosivi, fino alla morte e risurrezione nell’Athanor. Processi che i profani credono riferirsi alla materia, mentre per chi li ha descritti indicano il cammino dell’esistenza: "Le cose della vita sono dissoluzioni, lunghe e salutari digestioni, che separano ciò che è puro" (da Paracelso, "Sulla lunga vita").