Immaginate un Rabbino che, passeggiando in un mercatino nel periodo natalizio, decidesse di acquistare un presepe e di portarselo a casa. Immaginate un tifoso del Milan, che decidesse di andare allo stadio vestito con i colori dell’Inter. Immaginate un uomo, eterosessuale, che decidesse di uscire di casa truccato con rimmel e rossetto e vestito con abiti femminili. Immaginate il presidente degli Stati Uniti, che decidesse di issare alla Casa Bianca bandiere russe. Immaginate un’icona in cui la Madonna venisse raffigurata nell’atto (peraltro naturalissimo) di utilizzare un vespasiano. Immaginate un corteo comunista con croci uncinate sui ciondoli e sugli striscioni. Immaginate un emiro arabo spostarsi fra le strade di Dubai guidando una piccola utilitaria da 6.000 euro. Immaginate un intellettuale accademico vestito da rapper; il Papa partecipare al Grande Fratello; o il Dalai Lama giocare con le carte dei Pokemon.
Carnevale a parte, solo due gruppi di persone, per tradizione, vivono in una dimensione che trascende le “mascherate” mondane, e questi sono i matti e gli Iniziati. Il fatto che un tempo molti sovrani desiderassero avere dei matti come consiglieri (se ne trova una delle migliori trasposizioni letterarie in Shakespeare, ad esempio con “Re Lear”) dimostra come tali re comprendessero o comunque intuissero la strana forza, potere o superiorità di chi era svincolato dal gioco (e dal giogo) dei ruoli e delle identità. Al matto di corte era concesso dire e fare praticamente ciò che voleva, persino deridere il re e le sue scelte. In altre parole quello del matto era un potere che travalicava quello temporale (e nei Tarocchi il Matto senza numero travalica la sequenza numerica di cui anche l’Imperatore e il Papa fanno parte e alla quale sono perciò subordinati).