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Massoneria teosofica. Simbolismo, Sacralità, Esoterismo, Reminiscenza, Profanità.
di Vincenzo Tartaglia   indice articoli

 

La misteriosa natura della Massoneria

- Ottobre 2015

 

La Teosofia massonica è imperniata sulla simbologia del sole, corpo visibile del Sole spirituale invisibile che chiamiamo Grande Architetto, la  sublime Entità che ci ha creati a Sua immagine affinché potessimo comprenderLa ed amarLa: siamo dunque Soli viventi, Stelle sotto sembianze umane.
Vi è una fase del cammino iniziatico in cui il Grande Architetto, discendendo spiritualmente e direttamente in un Libero Muratore, lo purifica e lo rende degno di tale riconoscimento. Ciò tuttavia non implica che la divina Luce, una volta accesa nell’anima di questo eletto Fratello, resterà splendente assicurandogli perennemente coscienza e conoscenza: infatti la Luce deve volta a volta, dopo un periodo di attività, riposare nelle TENEBRE, sua Eterna MADRE! Sappiamo peraltro che il sole fisico ed il Sole spirituale hanno comportamenti simili: il sole si mostra (giorno) e sparisce (notte), per riapparire e riprendere il ciclo; similmente il Sole si mostra (Conoscenza) e si oscura (ignoranza), nell’attesa.
E non ripetiamo forse fino alla noia, nel Tempio e nella vita profana, che il Libero Muratore è imperfetto e perfettibile, e che la Costruzione è infinita?
Stando in tal modo le cose, possiamo ragionevolmente assimilare il tramontare del sole ad un’agonia, la quale non produce morte ma annuncia l’albeggiare e il diffondersi di nuova vita: deduciamo che l’individuo ha potenzialmente, nel suo Spirito (Ego), quanto gli occorre per trasformare l’interiore buio dell’anima in Luce e Conoscenza, e per conquistare l’Eternità vincendo progressivamente la morte. L’Iniziazione massonica aiuta ed assiste gli eletti Fratelli, appunto in tale trasformazione e conquista.

 

L’eletto Fratello (occultista) nutre la consapevolezza che la sua Istituzione terrena, al pari di qualsiasi altra forma di vita nell’infinito SPAZIO, mai ebbe inizio (nascita) e mai cesserà di esistere. Il termine “fine” non rientra peraltro nelle concezioni iniziatiche, e neppure lo ritroviamo nelle parole ispirate degli antichi saggi: esso invece appartiene all’arido e pessimistico pensiero dei materialisti, inconsapevolmente innamorati della polvere, della cenere, della distruzione, della morte… del nulla! Convinti della realtà dell’anima e dello Spirito, i Fratelli occultisti non soltanto percepiscono la loro Istituzione come una storica realtà che si manifesta oggettivamente, ai sensi e al raziocinio. Essi anzi la colgono, soprattutto, nel suo aspetto spirituale ed animico: quando allora si rivela nella sua natura ternaria, la Massoneria appare del tutto simile ad un individuo dotato di corpo, anima e spirito.
Il corpo della Massoneria consiste in tutto ciò che la espone al giudizio degli uomini, Massoni o profani, e che è suscettibile di mutare e trarre in inganno: se la nostra Istituzione fosse giudicata soltanto dall’esterno, dalla corporeità, la sua immagine non apparirebbe tanto bella e neppure tanto amabile quanto invece lo è nell’Anima e nello Spirito, nei sentimenti e negli ideali di Amore, Fratellanza e Tolleranza!
Non tutto muore nell’uomo; non tutto muore nella Massoneria. Mortale è il corpo umano (ma non per questo finisce…); parimenti lo è il corpo, il vestito, la pelle della Massoneria, ossia l’Istituzione temporale ad immagine umana. L’uomo è immortale, nello Spirito; è mortale-immortale, nell’anima: la Massoneria rispecchia tali condizioni. Dire quindi “mortale” o “immortale”, quando ci riferiamo all’uomo e alla Massoneria, è come esercitarsi in un parlare approssimativo e generico.
Ancora una volta sarà meglio lasciarci allora ammaestrare, guidare dal simbolismo massonico. Da questo, apprendiamo che mortale è tutto ciò che si riferisce alla Squadra volgente il vertice in basso. Tale simbolo evoca infatti la “caduta”; più precisamente allude alla condizione dell’uomo che, fortemente materializzato e deviato, si sente precipitare sulla Terra, culla e fossa non solo dei corpi fisici ma anche della parte più grezza e meno illuminata dell’anima:
per la salvezza di questa anima furono istituiti i Misteri, nell’Antichità.
Invece l’incrocio della Squadra (Anima) col Compasso (Spirito vitale) evoca quella condizione duale che l’anima sperimenta quando, attratta sia dallo Spirito che dal corpo, è come in bilico tra l’Eternità e la morte. E’ necessario, in questa fase, che i sentimenti accesi nell’anima perdano via via il carattere “personale” e si lascino sempre più universalizzare, vantaggiosamente, dagli ideali che sfolgorano e sono prodotti nello Spirito. La condizione, a cui mi riferisco, comprova la maturità del Compagno: preannuncia quindi la sua elevazione a Maestro.

 

I tratti più arcani della Massoneria, legati alla sua duplice natura mortale-immortale, sono rintracciabili nella figura di Ercole, eroe umano-divino. Nel suo aspetto umano, nelle imperfezioni e nella grezza corporeità, Ercole in effetti esprime la forza bruta, “terrosa”, destinata ad esaurirsi. Evoca quindi la Massoneria temporale che, per onorare la sua missione cosmica e migliorare  l’Umanità, dovrà anzitutto essa stessa purificarsi e spiritualizzarsi attraverso continue “prove”: dovrà vincere la mortale, illusoria ed imperfetta sua natura al fine di assomigliare al Sole massonico, l’Eterno che abbraccia gli eterni…
Sicché il mitico Ercole, superando le “prove”, assurge nel contempo a simbolo della Massoneria illuminata e dell’Umanità che ha vinto la morte: deve pur esserci una differenza, tra l’Ercole trionfante e l’Ercole soccombente! L’eroe che soccombe è la figura del Massone sto per dire indegno, il quale, nell’incapacità di accogliere la divina Luce, resta schiacciato dalle passioni, divorato dalla bestia interiore: confonderemmo un simile individuo (meglio direi: una “persona” tanto comune…) con un vero Libero Muratore iniziato, realmente illuminato nel labirinto  dell’anima?
Il fatto che la Massoneria iniziatica accordi tanta rilevanza alla figura di Ercole (il cui mito presenta variabili da cultura a cultura, paese a paese, nazione a nazione), nasconde ed insegna qualcosa di molto importante: che l’aspetto eterno della Massoneria non è nella sua esteriorità, nel suo carattere mutevole, nella tradizione, nella storia, nei miti. Tutto questo è indubbiamente utile, ma l’utilità non può che essere provvisoria dato che l’uomo è egli stesso in continuo divenire e mutamento.
Se da un momento all’altro per qualche ragione sparisse totalmente ogni riferimento mitologico, la Libera Muratoria potrebbe quindi nel futuro ripresentarsi, all’Intuizione e all’Immaginazione degli eletti, con una nuova mitologia e differenti figure allegoriche.
In effetti, i personaggi simbolici e le loro gesta sono suscettibili d’essere cambiati; magari tratteggiati con maggiore incisività e luminosità, e con più particolari. Nondimeno gli ideali (ma non i sentimenti), da essi incarnati, sono eterni ed inalterabili. E’ infatti vero che un atto d’amore può mutarsi in un atto di odio, e viceversa; tuttavia gli ideali del bene e del male non si mescoleranno mai e mai furono mescolati, se non dall’ignoranza umana che si nutre di ambiguità e si compiace barcollando tra i dubbi…: sennonché nessuna forza, in basso come in alto, può resistere all’onnipotenza dell’Eternità (Idee Eterne: Libro).
Sintetizzando dico: ciò che è duraturo ed immutabile, nella storica Istituzione, non è la sua corporeità; non l’esteriorità, legata al mondo illusorio. E’ invece la Scienza Muratoria nel suo indissolubile rapporto con la Matematica e la Geometria, infuse di eternità e sacralità, e dalle quali i matematici e geometri tradizionali sono però ben lontani…

 

Dell’individuo che muore, cosa resta? Per i materialisti nulla resta se non forse il ricordo, per un tempo anche limitato! Secondo gli spiritualisti, quell’uomo continuerà invece a vivere invisibilmente nell’anima e nello Spirito, i quali del resto già esistevano prima che il corpo fisico venisse formato ed apparisse. Se, secondo l’analogia, ogni Tempio massonico fosse dunque materialmente ridotto in polvere, lo Spirito e l’Anima della Libera Muratoria sopravvivrebbero comunque in maniera incorporea così come, immaterialmente, già peraltro vivevano prima che un qualche Tempio venisse costruito e si manifestasse all’occhio umano.
Sicché la Massoneria invisibile ed immortale è inesistente soltanto nello scetticismo dei Fratelli materialisti, negatori dell’ultraterreno e dell’arcano. In verità l’Arte Muratoria e la Libera Muratoria non sono vuote espressioni, prive di contenuto; alludono invece a reali livelli di esistenza, i quali si confanno solo alle eccelse ed incorporee Intelligenze: queste si rivelano a individui particolarmente spirituali, nei corpi dei quali trovano rifugio per operare sulla Terra. Se del resto una tale incarnazione fosse impossibile, da cosa i dotati Massoni trarrebbero insegnamenti ed ispirazioni per interiorizzare e comprendere Rituali e simboli variegati?
E se in ciascun individuo non risplendesse la vera entità umana (Ego), l’intimo Maestro che prima o poi si manifesterà all’illuminato Fratello, per quale motivo dovremmo conoscere noi stessi, ed a quale scopo anzi esisterebbe la Massoneria universale?

 

L’aspetto mortale-immortale della Massoneria si rivela tramite la sua Anima: dico l’Arte Muratoria, che soffia sulle anime dei Compagni; li spiritualizza; li purifica: eleva i loro sentimenti. Tutte le anime sviluppano invero una capacità emotiva, sentimentale; tuttavia l’anima è nobilmente “massonica” soltanto se prova sentimenti spirituali ed altruistici, destinandoli agli esseri coscienti e parimenti alle cose. Possiamo dire che i sentimenti dell’autentico Massone sono illuminati ed ispirati dallo Spirito, il quale li divinizza e purifica, rendendoli immortali. Ciò si realizza, quando il nostro pensiero si lega e vibra con la Mente del Grande Architetto per riformare l’UNO: in tale condizione la mente umana è infallibile, e non teme e non ha avversari.
Sicché i Massoni autentici, che in ogni tempo hanno coltivato e realizzato ideali per il beneficio dell’Umanità, si configurano come le incarnazioni appunto dell’eterno Spirito massonico: sono le menti nelle quali riluce, e tramite le quali opera la Mente del Grande Architetto!
… Tutti gli esseri coscienti pensano, più o meno in maniera indipendente e chiara; nondimeno un Fratello pensa massonicamente, quando rivolge i suoi pensieri al comune bene e all’Eterno.

 

Nel futuro lontano, la Massoneria sperimenterà la condizione alla quale allude il simbolismo della Camera di Compagno: vivrà allora nel mondo che possiamo chiamare “Celeste Camera di Compagno”, dove l’Arte Muratoria si rivelerà alle anime in tutta la sua forza espressiva e nell’immateriale Bellezza. Questa Massoneria del futuro sarà, all’inizio, quella velatamente evocata dalla Squadra incrociata col Compasso: tale incrocio dice che l’Anima massonica va avvicinandosi al mondo spirituale e, in proporzione, si allontana ormai dall’Istituzione storica e da tutto ciò che ha relazione con l’esistenza terrena.
Ma arriverà la fase in cui il Compasso (Luce intorno a noi), sarà sovrapposto alla Squadra (Luce entro di noi): allora la Libera Muratoria prevarrà sull’Arte Muratoria; gli ideali prevarranno sui sogni, e similmente lo Spirito massonico sull’Anima massonica. In breve ci sarà, ma nello Spazio immateriale, un Corpo celeste  che possiamo chiamare “Celeste Camera di Maestro”. In questo mondo spirituale, la Libera Muratoria esisterà eternamente in quanto Libro: gli esemplari Massoni terreni, grandi Adepti, in quell’eccelso stato saranno Idee viventi.

 

Non mi sembra del tutto corretto sostenere che la Massoneria è infinita, dato che, almeno nel suo aspetto storico-temporale, essa sparirà similmente ad ogni altra cosa palpabile (per esempio, la nostra Terra astronomica che abitiamo fisicamente). La materia, che come un rivestimento nasconde attualmente tutto ciò che appartiene al mondo spirituale, non ci sarà più. Lo Spirito sarà libero e nudo…: sarà SPIRITO, ossia FUOCO. Nel FUOCO, AMORE indistruttibile ed inalterabile, sonnecchia da sempre e per sempre la sublime Libera Muratoria immortale.
… Ma quanto a te, Fratello che neghi l’anima e lo Spirito, l’ultraterreno e l’ignoto, su quale base ti ergi per parlare di una Massoneria che “non finirà mai”, e di “Eterno Oriente”? Per essere fedele al tuo scetticismo e al materialismo distruttivo dovresti sostenere che la Massoneria, come ognuno di noi, morirà; anzi finirà, secondo il tuo stesso pensare!
… Sei davvero convincente e da imitare quando, declamando in favore dell’Eternità, mostri di credere soltanto ai corpi e, dalle argomentazioni, escludi le magiche paroline: “anima” e “spirito”?

 

   Vincenzo Tartaglia

 

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