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Massoneria teosofica. Simbolismo, Sacralità, Esoterismo, Reminiscenza, Profanità.
di Vincenzo Tartaglia   indice articoli

 

I "senza testa"

- Giugno 2015

 

Il Fratello che avanza nell’Iniziazione, deve essere “senza testa” per ciò che riguarda le cose materiali; deve invece averla, e come!, per le cose celesti.

La condizione “senza testa”, naturale per un individuo ancora animicamente crepuscolare, istintivo e grezzo, è purtroppo vissuta anche dal Fratello che usa il raziocinio nel modo peggiore: asservendolo ai sensi. Tale condizione si addice ad un comune profano che vive nel mondo materiale, per scopi materiali; non si confà invece a chi si prepara a ricevere la Luce! Voglio dire che nella quotidianità un individuo mostra tenebrosità interiore ed insufficienza cognitiva, quando vive in maniera incontrollata ed irragionevolmente; un Fratello è invece massonicamente oscurato e manchevole quando, non sostenuto dall’Intuizione e dall’Immaginazione (che varcano la soglia degli Arcani), respinge e non assorbe la divina Luce dell’Iniziazione.

 

Una volta accolto nel Tempio, un Fratello dovrebbe mostrare almeno la capacità di ragionare liberamente, non lasciandosi schiacciare dai preconcetti! Se tale facoltà fosse in qualche misura precaria, quel Fratello non potrebbe avanzare nella Conoscenza iniziatica e dovrà,  suo malgrado, ancora umilmente attendere. Mostrandosi invece smanioso, troppo volitivo ed incapace di autocontrollo durante l’attesa, pubblicherebbe la sua superbia e l’interiore vuoto: significa che solo fisicamente è entrato nel Tempio, e che la sua anima ne è restata fuori!

L’iniziando è costantemente posto di fronte al dovere di superare il raziocinio, come sappiamo, al fine di poter accogliere una Luce superiore: imparerà a vivere nel senso massonico via via scacciando, dalla mente, i pensieri coltivati al solo scopo di appagare l’egoismo e di mascherare le debolezze animiche. Ad ogni Fratello s’impone pertanto di “tagliare” la testa profana, affinché l’anima possa efficacemente predisporsi a ricevere la Luce che la guiderà lungo il sentiero dell’Iniziazione.

 

La condizione massonica del “senza testa”, propria dell’Apprendista, si configura come un’allusione all’iniziatica necessità di staccarsi dalla mentalità profana. Soltanto infatti dopo tale liberazione un Fratello potrà, sul vuoto lasciato nell’anima sua, innalzare l’ideale Costruzione, il tempio alla Virtù: dico la condizione spirituale-animica che permette, ai degni Liberi Muratori, di condurre la vita secondo i superiori principi massonici.

… è come tagliare una testa, per sostituirla con una migliore…

Se fosse incapace di affossare la mentalità profana, un Fratello porterebbe lungo il cammino iniziatico tutta la zavorra del sapere accademico, per il quale la razionalità è non soltanto sufficiente ma addirittura padrona e consigliata: appesantito da tanta zavorra, come avanzerà il Massone verso la divina Luce della Scienza Muratoria? In qual modo anzi inizierà il percorso?

Il vivere secondo ragione, con coscienza e buon senso, eleva certamente un individuo rispetto alla gran massa; al di qua di determinati limiti, tale condizione gli assicura una tranquillità interiore ed un’esteriore appariscenza. Nell’Ordine massonico tuttavia, costruire la vita soltanto sulla ragione equivale a rinunciare alla Bellezza spirituale, sulla quale la Luce del Vero sfolgora tutta la Potenza.

 

Un Massone dovrà attivare la mente nel senso superiore: se sprecasse la sua testa “iniziatica” per le cose inferiori, materiali, finirebbe con l’offuscarla, contaminarla e indebolirla. In tal modo la metterebbe al servizio della cultura comune,  stornandola svantaggiosamente dalle cose superiori.

Sicché abbiamo una mente per l’umano, l’altra per il divino: quest’ultima è più veloce ed intuitiva; è più affine all’Aria e male sopporta la convivenza, preferendo volare in solitudine. E’ come dire: non si possono servire due padroni, contemporaneamente!

Privato della testa, l’iniziando Fratello si ritrova parimenti senza occhi e senza orecchie, le più valide basi sulle quali l’iniziando costruisce la sua costruzione ideale. Sicché dalla complessa simbologia della “testa tagliata”, apprendiamo che il dovere iniziatico di ciascun Fratello consiste anche nello sviluppare l’udito e la vista immateriali, le chiavi che aprono le porte dei mondi ed esseri superiori: a tale scopo, l’eletto Fratello dovrà liberarsi dell’udito e della vista fisica (taglio, per così dire, dei sensi).

Dunque un Maestro potrebbe rivolgere, ad un Compagno, queste parole:

“Impara a guardare ed ascoltare, poiché ciò che finora hai visto e udito non è reale… Preparati a conoscere i veri suoni, i veri colori e le vere forme…Dovrai gradualmente separarti, da ciò che materialmente gli occhi e l’udito ti trasmettono…Apprenderai che è falsa, la luce che sperimentavi come vera…La Sapienza che accoglierai, avendo tu chiesto la Luce, avrà un volto totalmente differente da come lo immaginavi: quella Sapienza proviene da altre sfere…Dovrai azzerare ciò che hai appreso, ma per azzerarlo dovrai tagliare la tua testa…ricominciando dall’inizio… dall’Alba… Devi senza sosta ricordare a te stesso, che sei sempre senza testa di fronte alla Luce Infinita; senza cuore, di fronte al Fuoco: la Piramide più vera rimane illimitatamente tronca…”

 

Coloro che mostrano tanta istruzione, si ritrovano una testa fin troppo pesante; troppo presente ed ingombrante! I Fratelli Liberi Muratori non definiscono forse profana, questa conoscenza che ingoia notizie da ogni parte per rivomitarle di lì a poco? E’ preferibile che di fronte ai misteri la tua mente sia illibata, sgombra, distaccata da pregiudizi e conoscenze che non portano alimento spirituale all’anima.

… il taglio della gola sia per te, Fratello, simbolo e certezza di tale distacco!

Il vero Massone ha in effetti staccato la parte superiore dell’io, da quella inferiore: più precisamente, ha separato lo Spirito dal corpo e il mondo spirituale dal terrestre. Ciò non può realizzarsi se il Fratello è scettico circa la realtà dei mondi ultraterreni, dell’oltretomba: il cammino iniziatico non è infatti percorribile, da chi ritiene unica e conclusiva l’esistenza terrena.

 

L’Apprendista conosce la materia secondo frantumazioni, differenziazioni, molteplicità, illusioni, come si addice alla natura “atomica” della materia, da una parte, e alla sensorialità dell’Apprendista stesso dall’altra. Ma siccome l’Apprendista potrà essere elevato a Venerabile, è pensabile che parimenti la sua visione spezzettata ed illusoria si trasformerà nella sublime visione dell’Unità, vera e sola Realtà. Ne consegue che la Scienza Muratoria, certamente ancora lontana dalla condizione dell’Apprendista, non è però oltre le sue possibilità. Del resto lo Spirito, che nel Maestro è già ben sveglio ed attivo, nell’Apprendista è invece dormente ancorché presente: dovrà e potrà attivarsi, uscendo dal “sonno”. Se ciò non si realizzerà, la testa dell’Apprendista resterà purtroppo attaccata al corpo così come questo all’elemento terra, e come la terra alla Terra…

…ma ciò pure significa che la Terra è stata a sua volta isolata dagli altri corpi celesti, dai fratelli vaganti nello Spazio infinito.

 

   Vincenzo Tartaglia

 

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