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Sufismo

Riflessioni sul Sufismo

di Aldo Strisciullo    indice articoli


 

L'atteggiamento dei sufi nei confronti delle altre religioni

Aprile 2009
Sintesi di Aldo Strisciullo, tratta da La via al sufismo di Gabriele Mandel

 

 

Il sufi è schiavo di Dio
e libero da interessi terreni,
nulla possedendo
e da nulla essendo posseduto.

 

Simbolismo e psicologia nel SufismoLa religiosità non consiste soltanto nel seguire un ritualismo, e basta, il Corano enuncia chiaramente:
(2a177) Devozione non è volgere i vostri visi a Oriente o a Occidente. Devoto è chi crede in Dio, nel Giorno ultimo, negli angeli, nel Libro e nei profeti; chi dà del proprio, per amore di Lui, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti, ai mendicanti e per gli accollati; chi recita la Preghiera e versa la zakat [elemosina legale]. E quelli che mantengono gli impegni quando ne hanno presi, quelli che sono pazienti nelle avversità, nella malattia, nel momento dello sconforto. Ecco i veritieri, ecco i devoti.

 

Il Corano indica quale deve essere l’atteggiamento del musulmano nei confronti delle altre religioni rivelate:
(2a62) Certo: quelli che hanno creduto, quelli che praticano l’ebraismo, i cristiani, i sabei, chiunque ha creduto in Dio e nel Giorno ultimo e compie opera buona, avranno la loro ricompensa presso il Signore. Per loro nessun timore, e non verranno afflitti.
(2a136) Dite: "Crediamo in Dio, in ciò che ci ha rivelato, e in ciò che ha rivelato ad Abramo, a Ismaele, a Isacco, a Giacobbe, alle Tribù, e in quel che è stato dato a Mosè e a Gesù, e in quel che è stato dato ai profeti dal Signore: non facciamo nessuna differenza fra di loro. A Lui noi siamo sottomessi".

 

Le comunità spesso hanno disatteso l’unità universale che è in definitiva l’unità dell’Uno in assoluto, Dio. Sarebbe necessario oggi recuperare la dimensione religiosa delle varie culture umane, e spiegare alle varie culture religiose che esse partono tutte da un unico ceppo; ‘sono tutte frammenti di un unico grande specchio, e come ci si può specchiare nello specchio intatto, così ci si specchia (parzialmente) in ogni suo frammento.
Ecco cosa dice il Corano a proposito della tolleranza interreligiosa:
(9a6) E se un politeista ti chiede asilo concedigli asilo; ascolterà la parola di Dio. Poi fallo giungere in luogo sicuro.
Ciò perché è gente ignorante.
(2a256) Nessuna costrizione nella religione; la buona direzione si distingue dall’ errore. Dunque: chi rinnega il Ribelle e crede in Dio, afferra il legame più solido, che non si spezza. E Dio è Colui che ascolta [alSamycu], Colui che sa [alc AlymuJ.
(18a29) Di’: "La verità è del Signore". Creda chi vuole, non creda chi non vuole.
(23a62) Noi non imponiamo a nessuna anima se non secondo la sua capacità. Vi è presso di noi un Libro che dice la Verità, e non verranno lesi.

 

Junayd - Maestro sufi del IX secolo - disse: "Il colore dell’acqua è il colore del suo recipiente, intendendo che tutte le religioni sono eguali; differiscono per ambiente, nome, e ritualistica, ma non possono differire nella sostanza. La divinità, assoluta, non può essere, contenuta in una cosa giacché è l’origine - e l’essenza - di tutte le cose, e quindi anche di tutte le religioni. Più ci si avvicina a Dio, e più si capisce che tutte le religioni sono tentativi per avvicinarLo".

 

E JalaI alDin Rumi (1207 -1273) scrisse la celebre quartina:

«Vieni, vieni, chiunque tu sia vieni.
Sei un miscredente, un idolatra, un ateo? Vieni.
Il nostro non è un luogo di disperazione,
e anche se hai violato cento volte una promessa... vieni».

 

Mansur alHallaj (858-922) scrisse: "Ho riflettuto sulle denominazioni confessionali, ho fatto uno sforzo per capirle, ed ho visto che sono un Principio unico dalle molte ramificazioni. Non chiedere dunque ad un essere umano d'adottare questa o quella religione, perché s'allontanerebbe dal Principio fondamentale: cerchi il Principio stesso, Colui in cui si elucidano tutte le grandezze' e tutti i significati; ed egli allora capirà".

 

Una quartina dell'eminente matematico, astronomo e poeta iraniano Omar Khayyam (1048-1131):

"La distanza che separa l'incredulità dalla fede è un soffio;
quella che separa il dubbio dalla certezza è del pari un soffio;
passiamo dunque serenamente questo prezioso spazio di un soffio
perché anche la nostra vita è separata dalla morte da un soffio".

 

Ìbn alcArabi (1165-1240), nella Saggezza dei projeti affermò:
"Colui che si fissa in una religione ignora di conseguenza la verità intrinseca delle altre, allo stesso modo che la sua credenza in Dio implica una negazione d'ogni altra forma di credenza. Se conoscesse il senso delle parole dj Junayd: 'Il colore dell'acqua è il colore del suo recipiente' ammetterebbe la validità di tutte le credenze, e riconoscerebbe Dio in ogni forma e in ogni oggetto di fede. Dipende dal fatto che egli non ha la conoscenza di Dio, ma fonda il suo concetto unicamente su una sua opinione, come dice Dio nel Corano: Io Mi conformo all'opinione che il Mio servo si è fatta di Me. Ciò significa: Dio si manifesta a colui che l'adora nella forma della sua religione, sia quando generalizza sia quando distingue. La divinità conforme a una religione è quella che può essere definita, e che permette di contenere nel cuore una idea di Dio, sempre come disse Dio: Né i Miei cieli né la Mia terra possono contenerMi, ma Mi contiene il cuore del Mio servo fedele. In effetti, là divinità assoluta non può essere contenuta in nessuna cosa, poiché è l'Essenza stessa delle cose e la Sua propria essenza".

 

Dunque, la separazione tra gli uomini è un’illusione. Niente è separato nel mondo, l’unico modo per capirlo e aumentare la sensibilità del proprio occhio interiore, e andare di là dalle divisioni ideologiche e politiche, che, spesso, nascondo solo il desiderio dell’esercizio del potere.

 

Aldo Strisciullo

 

 

La via al Sufismo. Nella spiritualità e nella pratica di Gabriele Mandel L'immagine a inizio articolo è tratta dalla copertina del libro di Gabriele Mandel:
La via al Sufismo. Nella spiritualità e nella pratica - Bompiani - 2004

 

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