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di Patrizia Moschin Calvi  - indice articoli

 

La donna e la saggezza del terzo millennio

Di Bernardino del Boca

Tratto dalla rivista trimestrale L'Età dell'Acquario, rivista sperimentale del nuovo piano di coscienza, maggio-giugno 1993.

Dicembre 2015

 

 

Con la caduta di tutti i valori del passato per lasciare spazio al Nuovo Piano di Coscienza, stanno precipitando anche tutte le espressioni di quel femminismo che imitava gli aspetti più negativi del maschilismo, e un nuovo tipo di donna sta per apparire nel mondo: la donna che conosce le sue qualità positive e sa usarle per guidare l'uomo con buon senso e molto calore umano.

La scritta cuneiforme su di un pene degli antichi Sumeri profetizza che un giorno le donne guideranno il mondo in un periodo d'oro di pace e di amore. Guardandoci attorno oggi non sembra proprio che questo tipo di donna sia già apparso sulla Terra, ma i sensitivi sentono che il tempo è arrivato, perché i maschi sono in preda alla confusione e tutto il mondo maschile sta soccombendo per gli errori commessi, per egoismo ed ignoranza. Le sibille sperano che un nuovo Davide venga ad abbattere il gigante Golia del consumismo e di tutti gli "ismi" che hanno corrotto il mondo.

I monaci dei nove monasteri della Fratellanza Sarmoun hanno fatto il ritratto della donna del futuro, quella donna che aiuterà l'umanità a raggiungere il Nuovo Piano di Coscienza, che praticherà tutte le virtù e, con la luce della ragione, farà sparire le ombre in cui il peccato, il male e l'ignoranza si nascondono.

Con dignità e indipendenza tratterà tutti nello stesso modo, siano amici o nemici, usando la medesima gentilezza per tutti, guardando l'oro e le pietre preziose con la stessa indifferenza con la quale guarda un pezzo di ferro o della terra, valutando le cose per ciò che servono e denunciando l'ignoranza di cui tutta l'umanità è ancora schiava.

La donna del futuro adorerà il dio Shiva come il principio attivo del mondo, meditando sui meriti del lingam, rigettando, anche nei pensieri, ogni azione che reca danno agli altri, per poter praticare tutte le virtù. Guarderà alla Natura come guida, imparando a conoscere tutti i luoghi sacri e magnetici della Terra per ottenere un aiuto dalle energie della Natura. Conoscerà i luoghi della Terra che si aprono al mondo parallelo, come certe montagne, certi fiumi, certi deserti in cui esseri divini hanno la loro sede.

Dovrà possedere le qualità di introspezione che guidano sul sentiero della virtù che porta alla supercoscienza, per diventare guida di tutti coloro che vogliono migliorare il mondo.

La donna futura possiederà grandi poteri spirituali, che le permetteranno di sapere come guidare gli uomini verso le cose positive della vita e conoscere le cose negative per astenersene. Svilupperà la conoscenza della realtà parallela imparando ad usare la telepatia e la chiaroveggenza per essere di aiuto a chi non conosce e sta nel silenzio. Così, usando la saggezza e la giustizia, la donna sarà una benedizione, non solo per la propria famiglia ma per l'umanità intera.

La donna sarà, perciò, il sacerdote di una nuova religione basata
sull'armonia, la bellezza e la bontà; religione che non avrà chiese o templi, ma si baserà solo sul cuore.

Nel 1647 Carlo I d'Inghilterra, rivolgendosi al Parlamento, lanciò l'idea di dare il potere alle donne, affinché cambiasse in meglio la direzione della nazione. Ma gli uomini non solo si ribellarono a quest'idea ma cominciarono a dubitare delle facoltà mentali del re.

Nel secolo XIV il teologo minorita Joannes de Bassolis, uno dei discepoli preferiti dal filosofo medioevale irlandese Giovanni Scoto (810-877), nel suo libro In tertium sententiaru et in quarto sentenziaru opus non minus utile q. ingeniorum (Parigi, Fr. Resalult, Joan Fretton, 1516-1517), lanciò l'idea che si dovesse lasciare spazio alla donna nella direzione sociale e spirituale dello Stato, sostenendo che la donna è più intuitiva dell'uomo e che perciò poteva più facilmente trovare la soluzione per i tanti problemi umani.

Anche il filosofo storico francese Guillaume Thomas Raynal (1713-1796), che fu il capo dei liberi pensatori francesi, perorò la causa delle donne europee del suo tempo, sostenendo che se le donne avessero sviluppato il lato buono e costruttivo del loro carattere, il futuro del mondo sarebbe stato in mano loro. Questo combattivo storico scrisse il libro Histoire Philosophique et politique des establissements et du commerce des Europèens dans les deux Indes, libro che fu bruciato pubblicamente nel 1781 per ordine del parlamento francese perché in esso si attaccavano il clero e gli europei per la loro condotta vergognosa ed anticristiana verso i nativi delle Indie.

I problemi della donna attuale, che chiede anche di poter officiare la Santa Messa, fanno scrivere molti libri, fra cui citiamo quello di Alcuin Blamires intitolato Woman defamed and Woman difended (Oxford University Press, pag. 342), una antologia di testi medievali che raccolgono tutto ciò che è stato scritto contro le donne e tutto ciò che è stato scritto in loro favore.

Con lo sviluppo del Nuovo Piano di Coscienza, durante il quale si cercheranno la saggezza ed il buon senso ormai perduti, il ruolo della donna sarà basilare per cambiare il modo di pensare e di essere. La donna del Terzo Millennio rappresenterà soprattutto l'immagine archetipica dell'istinto, la "percezione istintiva di se stessi" sul piano della supercoscienza. Già gli antichi Greci, con il culto della grande dea Era, avevano scoperto quell'immagine archetipica della comprensione istintiva. Era o Giunone latina, era figlia di Crono e di Rea, sorella e moglie di Giove, e una delle maggiori divinità dell'Olimpo. Era soprattutto considerata come la dea che presiedeva alla fedeltà coniugale. Era venerata come la protettrice dei matrimoni e dei parti, ed il suo epiteto più comune, Giunone Lucina, era invocato dalle partorienti perché proteggesse i bambini quando aprivano gli occhi alla luce. La dea Era rappresenta la "luce celeste" e per gli antichi Greci era anche il simbolo dell'istinto sessuale che porta alla riproduzione ed alla fertilità. Per i Greci la dea Era guidava i cicli mestruali ed insegnava alle donne come sentirsi spose e madri, e come essere la "luce di casa". Nei periodi pericolosi delle mestruazioni tenendo la mente sotto controllo si superavano tutti i pericoli.

La donna del Terzo Millennio deve tornare a conoscere le leggi della Natura ed a riconoscere nella dea Era la guida al buon senso ed alla saggezza.

La Signora Blavatsky, sulla rivista Lucifer del settembre 1890, ha così presentato la saggezza: "Dobbiamo spendere qualche parola per chiederci perché noi ci inchiniamo davanti alla saggezza antica mentre rifiutiamo assolutamente di vedere la saggezza nella civiltà moderna. Ma che cosa intendiamo per "saggezza"? Il primo punto per riconoscere la saggezza è di riconoscere ciò che è falso ed il secondo punto di conoscere ciò che è vero. Il termine "saggezza" viene usato nelle lingue europee in modo molto elastico. Non dà una chiara idea del suo significato se non è preceduto o seguito da qualche aggettivo qualificativo. Nella Bibbia l'equivalente di Hokhmah (in greco Sophia) si applicava a molte cose dissimili, astratte e concrete. Così troviamo la saggezza usata come caratteristica dell'ispirazione divina e anche dell'intelligenza terrena; cioè come conoscenza sacra e scienza esoterica, ed anche come fede cieca, la "paura del Signore" e dei maghi del Faraone. Il termine viene applicato indifferentemente sia a Cristo sia agli stregoni, poiché la strega Sedecla viene chiamata la "saggia donna di Endor". Dai primi cristiani, cominciando con San Giacomo fino all'ultimo predicatore calvinista che vede nell'inferno e nell'eterna dannazione una prova della "saggezza divina", il termine è stato usato con significati diversi. Ma San Giacomo propone un insegnamento che condivido. Egli divide nettamente il concetto di una divina e noetica Sophia, la Saggezza che deriva dall'alto, dalla saggezza terrena, psichica, e la saggezza diabolica. Per i veri Teosofi non esiste che la prima Saggezza".

Noi del Villaggio Verde visitiamo da alcuni anni la Birmania perché è il Paese dove la Saggezza è cercata da tutto il popolo, nonostante sia volutamente ignorata dai militari corrotti che si ostinano a governare il Paese. Ad Amarapura, la capitale fondata dal re Bodawpaya, sorge la Pagoda della Saggezza e nel tempio dei nat a Taunggyi c'è la statua del nat Thuyathadi, che cavalca il garuda e porta i pitaka, i libri della saggezza birmana.

Il nat Thuyathadi deriva dalla dea indiana Sarasvati, consorte di Brahma, il Creatore, che è la "dea fatta dalle acque", patrona della musica, delle arti e della scienza, ed anche della saggezza tradizionale.

La Pagoda Shwedagon di Yangon ha molte immagini del Buddha della Saggezza ed ha un Centro in cui sono raccolti i "libri della Saggezza" del futuro, cioè del Nuovo Piano di Coscienza che farà apparire il Maitreya, il Buddha del futuro.

La saggezza dà all'individuo che la possiede, secondo i birmani, pon, che significa "gloria", ma nel significato di quel potere magico che i polinesiani chiamano mana, gli indù sekti e i giavanesi sekten, cioè una caratteristica intangibile che in occidente viene chiamata carisma.
Chi possiede pon attira gli individui che aspirano alla Saggezza.

Delle Quattro Mahadipas (Grandi Isole) della letteratura buddhista, Jambudipa è l'isola del Sud, l'unico luogo in cui il Maitreya otterrà l'illuminazione e sarà lì che egli predicherà il Dhammacakka, l'ultimo sermone.

I birmani attendono il Maitreya e perciò si sforzano di acquistare kutho (meriti) ed anche pon, affinché il Regno Sereno di Jambudipa si realizzi.

Il nat Thagya, il capo di tutti i nat ed il primo nella lista dei 37 nat (è il dio Indra dell'India vedica), è anche il capo del Tavatisma, il Paradiso birmano, da dove gli deriva il kammaraja, quel potere di saggezza che lo mette al di sopra di tutto il creato.

La Saggezza nasce dalla Dottrina del Cuore. Ne "La Voce del Silenzio" si legge: "'Grande Vaglio' è il nome della Dottrina del Cuore. La ruota della Buona legge gira rapidamente. Macina notte e giorno. E libera il chicco d'oro dall'inutile involucro e da ogni rifiuto monda la farina. La mano del Karma guida la ruota; i suoi giri segnano i battiti del cuore karmico. La vera conoscenza è la farina, il falso sapere l'invoglio. Se vuoi nutrirti del pane della Sapienza, devi intridere la farina con le chiare acque di Amrita, l'immortalità. Ma se intridi gli invogli con la rugiada di Maya, non produrrai cibo che per le nere tortore della morte, uccelli della nascita, della corruzione e del dolore.

Se taluno ti dice che per diventare Arhan devi cessare di amare tutti gli esseri, rispondigli che egli mente.

Se taluno ti dice che per conquistare la liberazione devi odiare tua madre e trascurare tuo figlio, rinnegare tuo padre e chiamarlo 'capo di famiglia' rinunciare ad ogni pietà per gli uomini e gli animali, rispondigli che la sua lingua è mendace. Così insegnano i Tirthika, i miscredenti. Se ti insegna che il peccato nasce dall'azione e la pace dall'assoluta inazione, rispondi che ciò è erroneo. L'impermanenza delle azioni umane, la liberazione della mente dalla schiavitù con la cessazione del peccato e dell'errore, non sono per gli Ego-Deva. Così dice la Dottrina del Cuore".

 

Vivere per il bene dell'umanità è il primo passo per raggiungere la Saggezza.

Praticare le sei gloriose virtù il secondo passo.
PACE A TUTTI GLI ESSERI

 

Bernardino del Boca

 

 

Articolo tratto dalla rivista trimestrale "L'Età dell'Acquario", rivista sperimentale del nuovo piano di coscienza, maggio-giugno 1993.

 

Il prof. Bernardino del Boca (1919-2001), antropologo, scrittore ed artista, è stato un grande divulgatore e convinto sostenitore del pensiero teosofico, oltre che Presidente prima del Gruppo Teosofico "Besant-Arundale" di Novara e successivamente anche del Gruppo Teosofico "Villaggio Verde" di Cavallirio (NO).

 


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