Home Page Riflessioni.it

        DOVE IL WEB RIFLETTE!  16° ANNO

Menu sito

TESTI per riflettere   Indice

 

Guarire il mondo con l’anima

Di William Bloom

Da: Guarire il mondo con l’anima - Il manifesto della nuova spiritualità olistica - Macro Edizioni 2008

pagina 2/5   .: pagina precedente   .: pagina successiva

 

Le dimensioni del movimento
Non c’è da sorprendersi che le religioni tradizionali si trovino spesso in difficoltà. Sono tradizioni nate in periodi e contesti differenti, e non sono state sviluppate per affrontare o interpretare le problematiche della nostra epoca. A causa del loro retaggio culturale, e delle storie e dei conflitti del passato, in una situazione che finisce per celebrare la diversità si ritrovano a essere come pesci fuor d’acqua. In realtà, la gente sta abbandonando i credi, le filosofie e i sistemi etici tradizionali con lo stesso ritmo con cui le foglie cadono dagli alberi in pieno inverno. Alcuni interpretano questo fenomeno come una crisi a livello spirituale, morale ed etico. Per altri si tratta di un processo naturale e salutare. Via via che le vecchie tradizioni religiose perdono di slancio, si può avere l’impressione che a livello di guida spirituale l’umanità si ritrovi abbandonata a se stessa, ma è soltanto un’illusione. In realtà c’è stata una crescita enorme, su diversi livelli di spiritualità, caratterizzata immancabilmente dalla presenza di un nocciolo di concetti olistici, come l’interdipendenza, la crescita fino alla piena realizzazione e il rispetto per ogni forma di vita. Le dimensioni del movimento possono essere stimate sulla base di diversi indicatori e, visto e considerato che riflette la cultura popolare, il numero di persone implicate non dovrebbe affatto sorprenderci. La più autorevole ricerca accademica sui cambiamenti e le tendenze a livello di cultura globale è quella condotta dall’équipe della University of Michigan’s World Values Survey, che ha registrato i dati provenienti dalla clientela di oltre 40 società, in un sondaggio che ha coinvolto più di 60 mila persone in rappresentanza del 70% della popolazione mondiale.
Tale ricerca testimonia che le società post-industriali stanno subendo un cambiamento di grandissime proporzioni, nel quale le religioni tradizionali vengono sostituite da una spiritualità più generale, in cui gli aspetti più importanti sono i significati esistenziali e lo sviluppo.
Col sorgere della società post-industriale, la fedeltà verso le religioni ufficiali continua a indebolirsi, ma lo stesso discorso non vale per le preoccupazioni spirituali… Nelle tre successive campagne del World Values Survey, nelle società industriali più avanzate si è manifestato un interesse via via crescente per temi quali il significato e lo scopo della vita… Tale crescita è più pronunciata nelle democrazie industriali avanzate, nelle quali 16 società su 20 hanno manifestato un interesse crescente per le tematiche spirituali.
L’analisi dell’équipe dell’Università del Michigan lascia intendere che ciò sia principalmente dovuto al fatto che buona parte della popolazione non vive più nell’ansia per la propria sopravvivenza, e di conseguenza non sente più il bisogno di affidarsi a credenze confortanti. La sicurezza che sperimentiamo a livello fisico si trasforma a poco a poco in cambiamento politico e sociale, e soprattutto in un rifiuto delle autorità tradizionali. Si delinea così un enorme fenomeno di massa, che secondo l’équipe universitaria non potrà che assumere proporzioni maggiori via via che le future generazioni si abitueranno al livello di sicurezza garantito dalla società post-industriale. Stiamo parlando di decine di milioni di cittadini che si allontanano dalla religione per abbracciare la spiritualità nell’accezione più ampia del termine. È una spiritualità globale che può essere meglio definita su queste basi:

 

  • Implica una percezione istintiva dell’appartenenza e della interconnessione con un universo pieno di bellezza, mistero e significato.

  • Include il desiderio di esplorare e approfondire questo genere di connessione.

  • Suscita una ricerca comune in relazione ai più profondi interrogativi: perché siamo qui? Da dove veniamo? Dove stiamo andando?

  • Traduce l’istinto a trascendere i confini del nostro ego sino ad amare il prossimo.

Le dimensioni del movimento sono dimostrate altrettanto chiaramente da altri indicatori. Per esempio, nel Regno Unito la BBC ha condotto nel 2000 un sondaggio su come i cittadini vivono la fede religiosa. Il 70% ha affermato di credere che nella vita ci sia qualcosa di sacro e di spirituale e, cosa ancor più importante, che i diversi modi di esplorare tale sacralità sono tutti egualmente importanti. Indipendentemente dal retroterra culturale degli intervistati, e cioè dal fatto che questi appartengano o meno a una determinata fede religiosa, ciò indica che due terzi dei cittadini britannici sono istintivamente olistici e rispettano l’approccio spirituale degli altri.

In altre nazioni europee e/o industrializzate troviamo inclinazioni analoghe. In Norvegia l’olismo ha un tale successo che ormai è riconosciuto dallo stato come un’autentica fede religiosa, una particolare visione del mondo. In realtà, persino nei paesi in cui c’è un’adesione generalizzata alle fedi tradizionali, le élite culturali urbane dimostrano un’analoga tendenza a favore di una visione più olistica. Negli Stati Uniti, malgrado la presenza di un vasto e potente movimento evangelico cristiano, c’è anche un’enorme numero di persone aventi inclinazioni olistiche. Per esempio, le ricerche descrivono la presenza di un movimento di massa di “creativi culturali”, e di una spiritualità di base che assume caratteristiche nettamente olistiche. Secondo le statistiche, nel 1965 i “creativi culturali” erano 5 milioni, e nel 2002 tale categoria poteva vantare già 50 milioni di aderenti.

 

La civilizzazione è un processo al servizio dell’Eros, il cui scopo è quello di combinare i singoli individui, e quindi le famiglie, le razze, i popoli e le nazioni fino a ottenere una sola cosa, la grande unità dell’umanità. Perché ciò debba accadere, non lo sappiamo; ma è precisamente questo il compito dell’Eros. - Sigmund Freud

 

 

Le prove culturali
Le precedenti ricerche statistiche possono essere comprovate dando semplicemente una rapida occhiata a quanto sta accadendo a livello di mass-media. Ormai non ci sono praticamente più un quotidiano o una rivista che non pubblichino regolarmente articoli, pagine o intere sezioni dedicate a tematiche olistiche, di solito sotto forma di rubriche sulle medicine alternative, la crescita personale o lo stile di vita. E qualcosa di simile accade anche nelle trasmissioni televisive: ci sono diversi canali e molti talk show in cui non si parla d’altro che di approcci olistici. Oprah Winfrey, la donna più ricca d’America, si è guadagnata i suoi soldi e il suo status grazie alle sue prese di posizione esplicitamente olistiche e non discriminanti. Con il suo atteggiamento aperto e intelligente e la sua compassione ha stabilito un orientamento globale a livello di programmi televisivi (e ciò lascia intendere che nella privacy delle loro case gli evangelisti siano più tolleranti e meno discriminanti di quanto potrebbero dimostrare le loro manifestazioni pubbliche e congregazionali). In campo editoriale, il settore olistico si è sviluppato fino a rappresentare una percentuale significativa della gamma dei titoli pubblicati. J. K. Rowling, un’altra eroina dei media, è diventata la donna più ricca del Regno Unito grazie a un eroe e a uno scenario che appartengono chiaramente a una dimensione spirituale alternativa. Non credo di esagerare affermando che se Oprah rappresenta il nuovo Olismo, aggiornato in modo da rappresentare le ultime tendenze nello sviluppo spirituale e nella comprensione psicologica, Harry Potter può essere considerato un rappresentante dell’Olismo tradizionale, che rifiuta il monopolio tradizionale della fede, esplora i misteri della vita in ogni modo possibile, riconosce la connessione magica tra tutte le cose e celebra il sacro. Gli abitanti del pianeta si stanno rivolgendo un po’ dappertutto alle medicine olistiche, giacché queste offrono un approccio più integrato e umano. A differenza dell’ontologia meccanicista, che col suo ridurre tutto al funzionamento dei singoli componenti caratterizza buona parte della medicina occidentale, le terapie olistiche prendono in considerazione la persona nel suo complesso e incoraggiano la totale partecipazione dell’individuo al proprio processo di guarigione. Anche reali, presidenti, primi ministri e celebrità fanno riferimento in un modo o nell’altro alla spiritualità olistica. Per esempio, il principe Carlo ha espresso il desiderio di essere riconosciuto quale “Difensore delle Fedi”, anziché “Difensore della Fede” (che poi sarebbe la Chiesa d’Inghilterra), e ciò è un chiaro segno della stessa mentalità non-discriminante che caratterizza molti suoi altri progetti di stampo tipicamente olistico. La regina Elisabetta, sua madre, si è curata per lungo tempo con medicinali omeopatici, mentre anche le famiglie Clinton e Blair hanno manifestato interessi olistici. L’approccio olistico copre anche i diversi fronti politici. Ovunque ci sia rispetto per l’interconnessione e i valori della natura vivente possiamo trovare un profondo sentimento olistico, sia che si tratti di conservatori che credono nel dovere di ben amministrare la Terra, sia di socialisti e comunisti, di attivisti antiglobalizzazione, di liberali di tendenza ambientalista, eccetera. Vivere in un universo bello e significativo e desiderare di esplorare e comprendere appieno la sua dimensione spirituale sono esperienze comuni, che appartengono a tutti e non possono essere vincolate a determinati settori della politica. Analogamente, troviamo molte istituzioni religiose in cui un numero crescente di sacerdoti dimostra un approccio meno discriminante, aperto alle altre tradizioni, fatto che spesso finisce per provocare feroci attacchi da parte dei colleghi più autoritari. Per esempio, già nel 1893 si riunì per la prima volta il Parlamento Mondiale delle Religioni, evento la cui importanza e le cui proporzioni hanno continuato a crescere per tutto il secolo scorso. Nel 2000, una commissione di cui facevo parte ha compilato la cosiddetta “God list”, un elenco delle cinquanta personalità religiose più importanti del Regno Unito, e tra queste c’erano molti olisti convinti, tra cui Anita Roddick, James Lovelock (l’ideatore della teoria di Gaia), Jonathan Porritt ed Eileen Caddy, una dei fondatori della Findhorn Foundation, il più importante centro di formazione olistica di tutta l’Europa.

 

Riconosco che considerare la Terra come un essere vivente non è che un metodo, diverso ma comodo, di strutturare ciò che sappiamo sul nostro pianeta. Ovviamente prediligo la teoria di Gaia, e negli ultimi venticinque anni ho dedicato la mia esistenza all’idea che la Terra possa davvero essere viva, viva come un albero, e non come la concepivano gli antichi, ovvero una divinità senziente con un sua volontà e un suo scopo. Un albero dall’esistenza silenziosa e placida, che si muove solo quando soffia il vento, e dialoga incessantemente con il suolo e la luce del sole, servendosi della luce, dell’acqua e dei minerali per crescere e cambiare. Il tutto è però squisitamente impercettibile, tant’è vero che la vecchia quercia sul prato mi sembra la stessa di quand’ero un bambino. - James Lovelock

 

pagina 2/5
.: pagina precedente   .: pagina successiva

Utenti connessi


Cerca nel sito

Iscriviti alla Newsletter
Un solo invio al mese

Iscriviti alla Newsletter mensile


seguici su facebook


I contenuti pubblicati su www.riflessioni.it sono soggetti a "Riproduzione Riservata", per maggiori informazioni NOTE LEGALI

Riflessioni.it - ideato, realizzato e gestito da Ivo Nardi - P.IVA 09009801003 - copyright©2000-2016

Privacy e Cookies - Informazioni sito e Contatti - Feed - Rss
RIFLESSIONI.IT  -  Dove il Web Riflette!  -  Per Comprendere quell'Universo che avvolge ogni Essere che contiene un Universo...