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Come lavare il cervello al prossimo (o come non farlo)

Di N.N. (Netra Noyes), Jubal editore

 

Così si dice che c’è un business attorno alla neo spiritualità e ci si scandalizza di pagare, ad esempio, “le meditazioni” in un centro buddhista, ma io mi scandalizzo molto di più quando il prete chiede a mia madre dei soldi per una messa a suffragio dell’anima di mia nonna (certe parrocchie hanno delle vere e proprie tariffe per servizi del genere) oppure mi scandalizzo parecchio nel pagare una marca da bollo per ogni cazzo di richiesta ad uno stato che mi tassa già anche l’acqua che bevo.

Dicono che questi cattivi minano l’ordine sociale, ma a me non sembra, visto che lo onorano e lo rispettano in quanto l’ordine sociale si basa sul denaro e a quanto pare loro di denaro ne fanno circolare parecchio.

In realtà, ciò che davvero spaventa è che questi gruppi abbiano valori diversi da quelli socialmente accettati, una morale diversa.

MA LA MORALE CHE CI INCULCANO FIN DA BAMBINI, NON È ESSA STESSA UN LAVAGGIO DEL CERVELLO? UNA PROGRAMMAZIONE DEL CERVELLO?

E a proposito del termine programmazione, che dire poi di quel fenomeno nauseabondo tanto in voga negli anni ottanta che si chiamava deprogrammazione?

La deprogrammazione, se non lo sai, caro lettore, è un sistema messo a punto da due psichiatri, Fischer e Hoffmann, e consiste solitamente nel rapire, su commisione della famiglia, un aderente a qualche setta per poi tenerlo segregato, in qualche posto isolato, insieme ai signori deprogrammatori che lo bombardano con una serie di messaggi ipnotici contro la sua setta di appartenenza.

Sia ben chiaro che io, qui, non difendo le sette, i loro adepti o i loro guru (e neanche le condanno!) ciò che vorrei far passare nella mente di chi legge è questo semplice concetto:

I VALORI MORALI CAMBIANO A SECONDA DEL TEMPO E DELLO SPAZIO: TRENT’ANNI FA, UNA RAGAZZA CHE VIVEVA DA SOLA, PARLAVA DISINIBITAMENTE DI SESSO, AVEVA RAPPORTI OCCASIONALI E FREQUENTAVA VARI PARTNER, ERA UNA PUTTANA OPPURE ERA MALATA MENTALE. OGGI, POTREBBE ESSERE L’IMPIEGATA DI UNA BANCA, LA PROFESSORESSA DI LETTERE DEL LICEO DI PAESE O LA FARMACISTA DI PIAZZA CAVOUR.

IN ALCUNI PAESI MUSULMANI LA MUTILAZIONE GENITALE OBBLIGATA DELLA DONNA È UN ATTO DI BUON SENSO, OLTRE CHE UN OBBLIGO MORALE. QUI DA NOI È UN CRIMINE CONSIDERARE UNA DONNA COME UN PROPRIO POSSEDIMENTO. TUTTAVIA, ANCORA POCHI ANNI FA, DA NOI, ESISTEVA L’ATTENUANTE DEL DELITTO D’ONORE CHE CONSENTIVA AL MARITO UXORICIDA DI CAVARSELA CON POCO SE FOSSE RIUSCITO A DIMOSTRARE CHE LA MOGLIE L’AVEVA TRADITO.

MA L’EX CARABINIERE CHE L’ANNO SCORSO A VARESE SPARÒ IN UN’AULA DI TRIBUNALE ALLA EX MOGLIE, DURANTE LA SENTENZA DI DIVORZIO, FORSE RAGIONAVA ANCORA IN TERMINI DI DIRITTO D’ONORE. ALLORA, È PIÙ MORALE QUESTO PADRE DI FAMIGLIA, NEI SECOLI FEDELE ALL’ARMA DEI CARABINIERI (CHE SPARA UN COLPO AL CERVELLO DELLA DONNA CHE VUOLE LASCIARLO PERCHÉ NON LO SOPPORTA PIÙ E LO FA PER GIUNTA NEL TEMPIO DELLA GIUSTIZIA)? OPPURE QUEI CATTIVONI LAVA CERVELLO DI ZEGG (COMUNE UTOPICA BERLINESE), CHE VIVONO IN COMUNE PRATICANDO LA NON VIOLENZA, PRATICANDO L’AMORE LIBERO E RIPUDIANDO OGNI FORMA DI NUCLEO FAMILIARE?

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