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Non occorre fare nulla di U.G. Krishnamurti

- Dialoghi in Amsterdam tra U.G. e alcuni amici.

Da Il coraggio di essere se stessi (versione per internet) traduzione di Pierluigi Piazza.
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Vi pongo questa analogia: il pensiero si comporta come il fiume Rodano che attraversa la Francia, scompare sotto terra per poi riapparire ancora. È andato sottoterra ma è ancora presente. Non potete usarlo per navigare, ma alla fine torna in superficie. Allo stesso modo tutte queste cose che voi state respingendo nelle regioni remote del vostro cervello, (illudendovi di sperimentare qualche cosa di straordinario) ritornano poi in superficie. E voi le troverete addirittura aumentate dentro di voi. 

Adesso voi non siete consapevoli del vostro respiro. Non vi serve esserlo. Perché volete essere consapevoli di quel respiro? Se mi dite che lo fate per espandere i vostri polmoni, per avere un torace possente, - allora è un altro paio di maniche, Ma perché volete essere consapevoli del movimento del respiro dall'origine alla fine? Il pensiero e il respiro sono due cose strettamente correlate. Questo è il perché voi volete controllare il vostro respiro. Osservarlo è anche un modo per controllarlo per qualche momento. Ma se trattenete il respiro a lungo, vi soffocherete e morirete allo stesso modo per cui ogni cosa che fate per trattenere o bloccare il flusso del pensiero vi condurrà alla morte, letteralmente alla morte, o al meglio danneggerete qualche organo. Il pensiero è una vibrazione straordinaria. È come il vibrare di un atomo. Non potete giocare con queste cose. 

Non raggiungerete mai il vostro obbiettivo di controllare il pensiero. Il pensiero deve funzionare nel modo che gli è proprio, nel suo modo disgiunto e scollegato, e questo modo di funzionare non può essere raggiunto attraverso uno sforzo volitivo. Deve ritornare al suo ritmo naturale. Il vostro sforzo per ricondurlo a quel ritmo non fa altro che togliergli naturalezza. 
Il pensiero ha una sua vita propria che sfortunatamente è diventata qualche cosa di parallelo rispetto al movimento della vita stessa. Questi due movimenti sono sempre in conflitto, e questo conflitto terminerà solo alla morte del corpo. 

Il pensiero è diventato il padrone di questo corpo. Esso si è impadronito di tutto quanto. Sta ancora provando a controllare ogni cosa dentro di voi. E voi non potete più, per usare una metafora, "buttare fuori il servo dalla casa", per quanto ci possiate provare. Se lo fate con la forza, lui brucerà l'intera casa, anche sapendo bene che con la casa brucerà anche lui. È una cosa folle per lui. Ma questo è quello che succederà se ci provate. 
Non spingete queste similitudini alle loro logiche conclusioni, ma capite da voi stessi quando fate queste cose, e non prendetele alla leggera. Oppure pigliatele veramente alla leggera e giocate con esse; se usate queste cose come giocattoli, va bene. 

D: Stai suggerendo di lasciarci semplicemente andare? nessun conseguimento, solo fluire? 

U.G: Anche quel "fluire" non è qualche cosa di volontario da parte vostra. Voi non dovete fare nulla. Non siete separati dal pensiero. Questo è ciò che enfatizzo. Voi non potete separarvi dal pensiero e dire: "questi sono i miei pensieri". Una cosa del genere è una vostra illusione, e voi non potete restare senza illusioni. Rimpiazzate continuamente un'illusione con un altra. Sempre. 

D: Sono d'accordo con quanto dici. 

U.G.: Se tu accetti il fatto che rimpiazzi continuamente un' illusione con un' altra illusione, allora hai capito che il tuo volere essere libero dalle illusioni è impossibile ; che quel volere stesso è un' illusione. Perché vuoi essere libero dalle illusioni? Sarebbe la tua fine..... 
Non sto cercando di spaventarvi, sto solo sottolineando che non è un gioco divertente da giocare. Quell'assembramento di illusioni siete voi stessi, come vi conoscete. Quando la conoscenza che voi avete di voi stessi svanisce, finisce con essa anche la conoscenza che avete del mondo. Non può rimanere nulla. Ma quella conoscenza non finirà tanto facilmente, essa tenterà di rimpiazzare sempre una illusione con un'altra. 

Voi non accettate di essere persone normali, persone ordinarie. Quello è il vero problema. È molto difficile essere una persona ordinaria. La cultura vi chiede di essere qualche cosa di diverso da ciò che siete. Questo ha creato una sorta di spinta, - un movimento potentissimo e tremendo del pensiero, - il quale vi spinge ad essere diversi. Il pensiero serve nell'ambito materiale, altrimenti è inutile. 

Il solo scopo del pensiero è di sovrintendere al nutrimento del corpo ed alla riproduzione. Quello è tutto l'uso che potete fare del pensiero. Null'altro. Non può essere usato per speculare. 

Voi potete costruire una struttura di pensiero filosofico tremenda, ma non avrebbe assolutamente valore. Potete interpretare tutti gli eventi della vostra vita e costruire altre strutture di pensiero, ma non servirà; Lo scopo del pensiero non è questo.

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