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Il sentiero delle lacrime di gioia

Di Anonimo  - Febbraio 2009

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Intelletto e Intuizione

Il processo di avvicinamento al conduce l’aspirante-ricercatore dall’uso dell’Intelletto al fiorire dell’Intuizione, in fasi successive:

  • per molto tempo l’uomo procede sul Sentiero usando la mente analitica, concreta; è questo lo strumento che ci rende abili nella vita pratica, per il quale l’imprenditore, il politico, l’economista, e noi tutti, svolgiamo le nostre attività e portiamo a termine i nostri progetti;

  • in seguito, egli comincia a sviluppare la mente sintetica, astratta, che permette di accostare, concepire e realizzare le più alte idealità: Patria, Religione, nuovi modelli educativi, sociali, politici, ecc.

  • in un tempo successivo anche questa fase viene trascesa e l’Uomo, ormai avanzato, apprende senza sforzo, per Intuizione, ovvero per illuminazione diretta.

Il termine intelletto deriva da inter legere: scegliere tra. Esso indica pertanto la facoltà della mente concreta analitica, capace di discriminare, di discernere e coordinare; abilità indispensabile per l’avanzamento dell’umanità in tutti i campi della realtà. Nello sviluppo delle potenzialità mentali la Cultura ha un ruolo di rilievo; perseguita come mezzo di evoluzione e non come “rivestimento narcisistico dell’ego”, affina i mezzi della mente.
Essa favorisce, alla lunga, il processo: mente analitica → mente sintetica → Intuizione.
Sul valore e sul potenziamento dell’Intelletto, e quindi della Cultura, della Logica, della Ragione, della Scienza è basata la civiltà occidentale.

Il termine Intuizione deriva, secondo un’etimologia diffusa, da tueri in: guardare dentro; secondo un’altra etimologia, da intus ire: andare all’interno. Secondo entrambe le interpretazioni, il termine si riferisce alla capacità della mente astratta superiore di “vedere oltre, in profondità”, in un atto sintetico di Comprensione e Visione. Questa capacità superiore appare, all’inizio della sua manifestazione, soltanto “a sprazzi”: pensiamo alle grandi scoperte scientifiche, ad esempio a quelle di Edison, spesso avvenute in un attimo di illuminazione; alle grandi teorie economiche e sociali, talvolta percepite “d’istinto”; alle innovazioni sociali o umanitarie che si affacciano alla mente all’improvviso...
A livelli più elevati, l’Intuizione è la capacità dell’uomo illuminato, che vede, sente, sa e fa contemporaneamente, poiché - cogliendo con immediatezza il senso profondo delle cose - agisce di conseguenza nella realtà con l’intima sicurezza di fare ciò che è Meglio.

L’aspirante che intende sinceramente “calcare il Sentiero” curerà costantemente la propria autoeducazione, considerandola propedeutica e necessaria all’accesso all’Intuizione e, di conseguenza, ad un Servizio sempre più efficace. A chi più avanza, saranno offerte ulteriori occasioni di servire, e verrà affidato un compito sempre più ampio; sarà questa la ricompensa per il Servitore sollecito.
Si accusa talvolta di “egocentrismo” l’uomo che tende al proprio perfezionamento, poiché sembra che trascuri il contesto in cui vive. In realtà, tutti noi siamo in rete, e il progresso di ognuno si tramuta rapidamente nel progresso di tutti; né possiamo donare al mondo ciò che noi stessi non abbiamo ancora conseguito: possiamo dare solo ciò che siamo.
Ogni nostro conseguimento o mutazione, comprensione o intuizione non può non riverberarsi nell’insieme.
Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia, afferma:

 

Vivere nell’osservanza di tali concezioni dell’universo significa lavorare al proprio perfezionamento spirituale. Con questo lavoro soltanto l’uomo può servire l’intero universo. Perfezionarsi non è affatto egoismo, perché l’uomo imperfetto è anche un servo imperfetto dell’umanità e del mondo. Si serve il tutto tanto meglio quanto più si è perfetti.
Qui vale il detto: “Quando la rosa si fa bella, adorna anche il giardino”   (Rudolf Steiner, L’iniziazione).

 

L’Iniziazione

Con il termine iniziazione si intende ogni ampliamento di coscienza che permette esperienze di un grado più elevato; si può definire l’iniziazione anche come il processo di apprendimento del sé e del  suo rapporto con il non-sé.
Ogni progresso dell’entità che evolve, ogni nuovo riconoscimento, può essere definito un’iniziazione, che è pertanto un processo universale. Così, ogni passaggio di stato, dal regno minerale a quello vegetale, a quello animale, ed infine a quello umano, può essere considerato un’iniziazione, cioè un ampliamento di coscienza, poiché nello sviluppo evolutivo non vi è alcuna frattura tra un regno e l’altro ma solo conseguente graduale rivelazione dovuta al più ampio repertorio di esperienze attraversato. Tale sviluppo si verifica in ogni entità ad ogni espansione di coscienza dovuta all’accrescersi dell’esperienza e della conoscenza. Per quanto riguarda l’uomo, egli è passato, con l’individualizzazione, dal regno animale, in cui gli individui sono accomunati dall’anima di gruppo, a quello attuale, umano, in cui è diventato gradualmente arbitro delle sue azioni e responsabile del suo progresso. L’individualizzazione fu quindi una delle più importanti “iniziazioni”.

In tempi più recenti, l’evoluzione dell’uomo segue, nella maggioranza dei casi, la via più lenta dello sviluppo ordinario della coscienza, che avviene attraverso  successivi sviluppi in cui l’individuo e i gruppi percorrono la via dell’Etica illuminata e accrescono sempre più l’impegno nei confronti dell’umanità.
Alcune anime, tuttavia, scelgono di conquistare con la forza il Regno dei Cieli con un procedimento che non è nella norma: esse, con uno sforzo supremo rivolto a contattare il Mondo superiore e con totale dedizione all’umanità, bruciano le tappe del loro perfezionamento, conseguendo più rapidi ed ampi risvegli successivi, detti  appunto iniziazioni, e rendendosi in tal modo idonee ad un più ampio servizio. Ogni sviluppo, a qualunque livello esso avvenga, anche se può apparire come un’illuminazione istantanea, è preceduto sempre in realtà da un periodo di graduale espansione e riconoscimento.
Pertanto, si parla generalmente di “iniziazione” quando l’individuo risvegliato ricerca volontariamente la Conoscenza; la sperimenta in una vita di servizio; la utilizza per l’evoluzione sua e dei fratelli.
 
L’uomo ancora lontano dall’iniziazione è in grado di trasformare:

  • l’ignoranza in conoscenza;

  • l’esperienza di vita in capacità di comprensione e di lavoro.

Il ricercatore sulla via del Ritorno ha imparato a sublimare:

  • la conoscenza in saggezza;

  • l’esperienza in qualità.

Il candidato all’iniziazione ricerca  lungamente da solo, fino a che riesce ad allineare i suoi tre corpi al Sé superiore, e ad obbedire solo alla Sua voce; ad un certo punto riceve un aiuto più consistente dai Maestri, che ne hanno notato l’accresciuta luce e ne hanno riconosciuto lo sforzo umile e costante. Essi allora ne accelerano il cammino assistendolo con istruzioni e impulsi amorevoli ed intelligenti.
Il Sentiero e la candidatura all’iniziazione richiedono pertanto lo sviluppo delle virtù (da vir, uomo: le qualità del vero Uomo) e la sottomissione volontaria ad una disciplina:

 

Lo stretto sentiero di tutti i discepoli richiede obbedienza alle regole antiche e questa deve essere volontaria, a ragion veduta, ma mai rigida. Il discepolo progredisce adattando con intelligenza la vita a quei requisiti per quanto ragionevolmente possibile, non adattando questi alla sua vita. La  flessibilità entro certi limiti è sempre necessaria, ma non deve originare dall’inerzia personale o da cavilli mentali.  (Alice A. Bailey, Il Discepolato nella Nuova Era, vol I)

 

Afferma Alice A. Bailey che in passato il Maestro si limitava a dare, in modo spesso imperativo e dogmatico, alcuni stimoli ed informazioni all’aspirante-discepolo; costui meditava su questi a lungo, senza mettere in discussione né la loro affidabilità né l’autorità del Maestro. Oggi i Maestri hanno a che fare con menti più avanzate; di conseguenza, l’insegnamento deve trovare un riscontro di verità nella mente e nel cuore ed essere accettato criticamente dal discepolo, che, avendo molta più libertà di pensiero e d’azione, ne verifica autonomamente la validità.
La mente, in effetti, brilla nella luce quando non dipende da un’altra mente, ma è autodiretta e direzionata al Bene.

Così afferma il Buddha:
                      
Vi ho insegnato a non credere semplicemente perché avete udito, ma perché lo credete nella vostra coscienza, ed agite allora in conformità di ciò che credete e copiosamente.  (H. P Blavatsky, La Dottrina segreta)

 

Inoltre, nell’attuale civiltà, spesso caotica e disturbante, l’istruzione e l’avanzamento avvengono nella tensione e nella fatica, non più nella quiete e nel raccoglimento come accadeva spesso in passato, soprattutto nel mondo orientale.
L’urgenza dell’umanità è maggiore, e così pure la necessità di individui che si dedichino con abnegazione alla realizzazione del Piano divino sulla Terra; i Maestri, pertanto, diffondono informazioni più estese, affinché il discepolo sia in grado di avanzare in modo più veloce; tra queste, è particolarmente “rassicurante” per gli individui più avanzati la conferma della partecipazione della Gerarchia alla vita della Terra, come guida e stimolo all’evoluzione:

 

La mente razionale del discepolo esamina, in base a ciò, successi e fallimenti sperimentati e impara le giuste lezioni; scopre che il progresso sul Sentiero porta al cosciente, intimo contatto con Altri, che l’hanno già percorso, e che la strada che porta alla Gerarchia è fatta di disciplina, di luce sempre crescente, di servizio al prossimo e di sempre migliore rispondenza a contatti ed esseri del tutto ignoti all’uomo comune.   (Alice A. Bailey, Il discepolato nella Nuova Era, vol. I)

 

Per poter ricevere questi aiuti, inviati spesso per via telepatica sotto forma di maggiori intuizioni, ispirazioni e  stimoli all’attività, l’aspirante-discepolo dovrà:

  • preparare e purificare il suo corpo;

  • organizzare ordinatamente  gli elementi che lo compongono  in modo tale da poter reggere le vibrazioni più alte degli Istruttori;

  • sviluppare e raffinare la mente affinché essa sia in grado di diventare limpido canale di trasmissione degli insegnamenti ricevuti;

  • imparare a cooperare in un’attività di gruppo coordinata attraverso la quale l’energia superiore possa essere trasmessa alla Terra;

  • lavorare al servizio dell’umanità con pazienza, nell’oblio di sé  e senza attaccamento ai frutti del lavoro.

 

L’uomo che ha vissuto così lungo tempo nell’Aula dell’Ignoranza, immemore della sua dignità e del suo destino di figlio di Dio, si è soffermato poi nell’Aula dell’Apprendimento, dove ha cominciato a intravedere il senso del suo procedere,  accumulando la conoscenza e l’esperienza necessarie per l’accesso all’Aula della Saggezza; in essa soltanto, infine,  può avvenire la prima iniziazione:

 

La saggezza è il frutto dell’Aula della Saggezza. E’ in rapporto con lo sviluppo della vita entro la forma, col progresso che lo spirito compie mediante i veicoli o corpi sempre mutevoli e con le espansioni di coscienza che si succedono di vita in vita.   (AliceA. Bailey, Iniziazione umana e solare).

 

Tale Saggezza avrà come naturale complemento la Compassione:

 

...il discepolo deve cercare di sviluppare sempre più simpatia e compassione verso gli uomini e gli animali e sensibilità per la bellezza della natura.  (R.Steiner, L’Iniziazione)

 

 

Il Senso e la Gioia

Sul Sentiero la vita acquista senso, anzi "Il Senso".
Allo svelamento graduale del Senso si accompagna il riconoscimento di un maggior valore di ogni elemento dell’esistente.
Leggi dell'universo, fenomeni naturali, ideali e ideologie, avvenimenti della storia dei popoli e situazioni della vita dei singoli uomini non appaiono più come episodi casuali e "separati". Essi si manifestano come interconnessi tra loro e prodotti da Cause; rivelano, alla lettura interiore, il loro più alto significato di Insegnamento.

Il Senso e il Valore sono sempre stati lì, pronti per essere "letti", ma la loro rivelazione diventa, sul Sentiero, di un'evidenza luminosa.

In questa Luce:

- l'universo caotico e casuale svela la sua natura ordinata e amorevole;
- l'apparente irrazionalità si manifesta per inderogabile logica;
- l'esteriore ingiustizia svela la segreta Giustizia;
- il “caso” rimanda alla Causa;
- il rifiuto si trasforma in consapevole accettazione;
- il "dare" coincide con l'"avere";
- la ribellione cede di fronte all'evidenza che "Tutto è bene";
- l'ignoranza evolve in Comprensione;
- il rancore si scioglie in Per-dono;
- la rabbia si diluisce nella Com-passione;
- la cecità si muta in Visione;
- la concentrazione sugli effetti si trasforma in analisi delle Cause;
- la passività e l'impotenza diventano attività e Potere;
- il "reagire" lascia il posto all'"agire";
- la precarietà viene "proiettata" nell'eternità;
- il tempo diventa tesoro da utilizzare per l'evoluzione;
- il denaro svela la sua natura di energia, che sta all'uomo usare per il Meglio;
- la separazione apparente si manifesta come Unità;
- il perenne "gioco" evasivo diventa "gioiosa serietà";
- la distrazione muta in attenzione;
- l'osservazione e la riflessione diventano meditazione;
- l'assenza irresponsabile diventa responsabile presenza;
- il velleitarismo diventa Volontà;
- la "libertà" viene posta al servizio del Piano;
- il Dovere è anteposto al diritto;
- la Parola diventa “azione energetica”;
- l’egoismo si con-verte in altruismo;
- l’estraneità scopre la Fratellanza;
- la diffidenza si apre alla fiducia;
 - la vana dialettica diventa Ascolto;
- la confusione e il tumulto della mente  cedono al Silenzio;
- il dolore viene riconosciuto come mezzo di purificazione;
- la stasi viene abbandonata per il lavoro suggerito dall'anima;
- l'Amore e il  Compito coincidono;
- L'Amore diventa Fuoco.

 

Il Senso ritrovato illumina di Gioia il viandante sul Sentiero.

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