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Riflessione sull'uomo
di Ivo Nardi (ideatore e curatore di questo sito) - luglio 2000
Prima riflessione pubblicata su Riflessioni.it

Sono anni che cerco di comprendere quell’Universo che avvolge ogni essere che contiene un Universo. Tra questi esseri ho scelto l’uomo perché è il meccanismo organico più evoluto, che non solo racchiude in sé tutti gli equilibri comuni ad ogni entità a noi conosciuta, ma nasce con una caratteristica che lo contraddistingue dagli animali e dai vegetali. Parlo di una facoltà che lo rende unico, ovvero: il "poter scegliere" o se preferite il libero arbitrio. Ma questa specifica potenzialità ha provocato nella storia degli uomini e nella storia d’ogni uomo continue contraddizioni, conflitti esistenziali, morali e sociali e di conseguenza lo ha spinto a cercare una guida che potesse indicargli la giusta scelta, la giusta via da percorrere.

Così nascono gli idoli, gli dei, Dio. E poi i profeti, gli Illuminati, uomini speciali che hanno indicato la via. Ma quello che doveva essere un modello di vita in sincronia con le leggi oggettive dell’universo, è stato trasformato dagli stessi uomini in dogmi, creando mondi soggettivi formati da regole soggettive, dando agli uomini una morale e soprattutto una visuale soggettiva della realtà. Siamo tutti convinti di vivere la vita reale ma in realtà siamo uomini addormentati, guidati dalla certezza che la vita possa essere solo così, come ci è stata insegnata.

Oggi si parla sempre di più di autoconsapevolezza, di riscoprire il proprio , di riequilibrare i chakra, di tecniche di meditazione per regredire sino allo stato embrionale; tutta questa ricerca non è altro che il voler scrollarsi di dosso tutti i condizionamenti atavici ricevuti; per poter "rinascere" puri, come bambini.

Un bambino nasce già con un istinto e solo potenzialmente una capacità psichica e intellettiva che si trasformerà in consapevolezza e in intelligenza, grazie anche all’esperienza ricevuta dal suo ambiente.

Subiamo quindi condizionamenti di ogni genere necessari allo sviluppo della personalità, della mente e del pensiero. Ma questi condizionamenti, se sbagliati, spezzano i fili che legano il nostro essere all’universo, facendoci dimenticare che il cielo, l’acqua, la terra, gli alberi, gli animali e gli altri uomini esistono per lo stesso motivo per cui noi esistiamo. Questi condizionamenti atrofizzano i nostri sensi per trasformare gli odori, i colori, i suoni che ci circondano, in una semplice scenografia. E noi attori, in questa finzione sogniamo di poter vivere un giorno il "sogno della nostra vita"; per questo oso definire noi uomini "addormentati". Quindi "rinascere puri" vuol dire raggiungere la consapevolezza e riacquistare l’istinto di un bambino, per usare in maniera spontanea tutte le facoltà che la Grande Natura ci ha donato, e così essere in perfetto equilibrio e in armonia con l’universo.

A tal proposito Gesù disse: "Se non diventerete come bambini non potrete entrare nel Regno di Dio" (Matteo 18;3). Si, i grandi profeti hanno cercato di "risvegliare" le masse narrando storie contenenti metafore e dettando regole e leggi legate a quell’epoca e soprattutto alle esigenze della gente a cui si rivolgevano. Le religioni infatti, si differiscono proprio perché nate in epoche diverse e soprattutto perché rivolte a popoli culturalmente diversi, ma tutte hanno lo stesso fine: "Risvegliare" gli uomini stimolandoli in modo radicale ed immediato, focalizzando il cambiamento nel presente; "qui e ora".
Già leggendo le parole di un profeta come Zarathustra nato 2600 anni fa, si può dedurre la volontà di spiegare agli uomini "l’uomo", cercando di indirizzarli alla giusta scelta davanti ad ogni bivio che incontreranno nella vita, il bivio del bene e del male, dell’angelo e del diavolo, del paradiso e dell’inferno (parlando di altre culture potrei citare il TAO). Tutte dualità che convivono all’interno di ogni uomo, che deve conoscere e riconoscere per saperle "scegliere" senza "sbagliare", premio: la "Vita Eterna". Eterna perché questo vuol dire abbattere i limiti che ci pone la nostra mente. Noi dividiamo il tempo in tre parti: passato, presente e futuro, ma in realtà tempo è ciò che è passato; tempo è ciò che è a venire. Ciò che è, non è tempo, perché non passa mai. C’è sempre. E’ eterno.

La Vita Eterna per la nostra cultura è raggiungere Dio, quindi ogni uomo incontrerà Dio quando avrà incontrato e conosciuto se stesso.

Ma allora: "Dio" è dentro ogni uomo ?!

 

      Ivo Nardi - luglio 2000

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