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Vecchio 30-11-2007, 18.50.26   #1
VanLag
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Il Papa contro il comunismo e l'ateismo.

Notizia ANSA di questa mattina.

CITTA' DEL VATICANO - Bisogna tornare a parlare di speranza, in un mondo reso vuoto dalla fine delle ideologie e in cui anche la "crisi della fede" si configura come crisi di speranza. La speranza è ciò che il Papa oppone ai delitti dell'ateismo, alle distruzioni lasciate dalle rivoluzioni comuniste, ai rischi di una scienza che perda la dimensione etica e può distruggere l'umanità fino agli "abissi" del male, a un mondo di gente che vive senza una prospettiva di futuro e senza più aspirare alla vita eterna. Il "cielo non è vuoto", ammonisce Benedetto XVI nella "Spe salvi (nella speranza siamo stati salvati)", seconda enciclica del pontificato, e ci sarà il giudizio di Dio, che non sarà un colpo di spugna: "la giustizia è l'argomento essenziale in favore della vita eterna", perché l'ingiustizia non può essere l'ultima parola. Settantasei pagine nella versione italiana, firmata e pubblicata il 30 novembre, nella festa di sant'Andrea, l'enciclica è frutto della riflessione personalissima del papa-teologo; è intrisa di sant'Agostino, si fonda sulle più importanti lettere paoline (dai Romani agli Ebrei), si muove nella filosofia da Bacone alla scuola di Francoforte cercando i motivi della crisi della ragione a partire dalla fiducia nel progresso, e denunciando i limiti del marxismo; si confronta con la teologia protestante e chiede al cristianesimo moderno di fare autocritica perché troppo concentrato sulla salvezza individuale e inadeguato nello spiegare il senso della speranza cristiana.

Se dobbiamo sentire in televisione Celentano richiamare i giovani ultrà ai valori dell’amore e della moderazione e Benigni raccontare l’episodio dell’Emorroissa del Vangelo, significa che la chiesa ha lasciato un vuoto spaventoso, ed è lei, e non “le distruzioni lasciate dalle rivoluzioni comuniste“, o “i crimini dell’ateismo”, la vera responsabile della “desertificazione delle anime” che pervade il mondo moderno. E’ lei che ha smesso di diffondere il messaggio evangelico, per mettersi a fare politica e che oggi tuona contro la pagliuzza nell’occhio dell’ideologia comunista senza vedere la trave che sta divorando la sua ideologia.

Nell'estratto pubblicato dall'ANSA si leggono parole di accuse e non si leggono parole di amore, che dovrebbero essere proferite per alimentare la speranza.
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Vecchio 30-11-2007, 20.03.39   #2
nevealsole
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Spe Salvi

L'ho scaricata da internet giusto oggi, ma ancora non ho avuto il tempo di leggerla.

La mia impressione è che abbia toccato un tema importante: come fare a ritrovare la speranza, che sembra non esserci più.
Magari possiamo leggerla e poi ne discutiamo insieme...
Un saluto

http://www.vatican.va/holy_father/be...-salvi_it.html
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Vecchio 30-11-2007, 20.44.46   #3
Eretiko
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Riferimento: Il Papa contro il comunismo e l'ateismo.

Lo zoccolo duro della chiesa cattolica: illuminismo, marxismo, ateismo, scienza come unici colpevoli dei mali del mondo.

L'ateismo perchè rifiutando dio rifiuta anche la speranza della salvezza. Infatti dice il papa che il giudizio universale ci sarà, ed io purtroppo non sarò dalla parte dei salvati. Come sempre ci va di mezzo la scienza perchè non è etica nel senso cattolico (che è quello unico e vero) e perchè propugna un falso progresso.
Marxismo ed illuminismo sono quasi d'obbligo che vengano condannati dal papa: sarebbe da stupirsi se non lo facesse. Invece è senza dubbio edificante richiamarsi ad Agostino: ovvero come buttare 1500 anni di pensiero.

Ma la cosa preoccupante è che malgrado le amenità (per non usare altri termini) che continuano a propinarci dal vaticano, qui in italia si da sempre gran rilievo a qualsiasi starnuto che provenga da oltretevere.
Eretiko is offline  
Vecchio 30-11-2007, 21.11.02   #4
Mary
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Messaggi: 2,624
Riferimento: Il Papa contro il comunismo e l'ateismo.

Parole sacrosante, condivido pienamente.

Se un Benigni parla di Gesù a cristiani e ad atei come la cosa più naturale di questo mondo. Se riesce a far trasudare amore da ogni parola che pronuncia. Se si commuove alla triste sorte di Paolo e Francesca. Se induce alla commozione coloro che lo ascoltano. Se riesce a parlare di Gesù, dell'Amore, della Poesia, dei Sentimenti senza giudicare nessuno. Allora vuol dire che in coloro che si ritengono unti del Signore c'è qualcosa che non va.

Incapaci di vero amore ecco i componenti del clero.

Non ho mai incontrato sulla mia strada un prete, una monaca, un monaco che sia stato capace di farmi sentire che sotto quelle vesti falsamente umili vi era un seguace del Cristo.
Vi riconosceranno da come vi amerete gli uni con gli altri. Ma non vedo amore, parole d'amore in chi si ritiene di essere dalla parte del giusto e della verità.

Benigni mi ha condotta al dolce pianto della commozione, il Papa e la sua enciclica all'aridità e ipocrisia di questa società.
Mary is offline  
Vecchio 30-11-2007, 23.12.24   #5
S.B.
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Riferimento: Il Papa contro il comunismo e l'ateismo.

Capisco cosa vuoi dire, però la tua lettura mi sembra anche un po' troppo di parte, le ingerenze temporali della chiesa ne fanno scadere l'immagine, soprattutto tra i suoi fedeli, agli altri non dovrebbe importare più di tanto.

Però come puoi dire che non ci sia altro? Tutte le domeniche si legge il Vangelo, lo si commenta, con parole che invogliano alla misericordia, alla carità e alla bontà.

Se personaggi con un grande impatto mediatico dicono cose buone tanto meglio, ma vengono ascoltati poi? O il loro grido cade nel silenzio come quello del parroco ogni Domenica?
S.B. is offline  
Vecchio 30-11-2007, 23.57.17   #6
donella
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Riferimento: Il Papa contro il comunismo e l'ateismo.

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Se dobbiamo sentire in televisione Celentano richiamare i giovani ultrà ai valori dell’amore e della moderazione e Benigni raccontare l’episodio dell’Emorroissa del Vangelo, significa che la chiesa ha lasciato un vuoto spaventoso, ed è lei, e non “le distruzioni lasciate dalle rivoluzioni comuniste“, o “i crimini dell’ateismo”, la vera responsabile della “desertificazione delle anime” che pervade il mondo moderno. E’ lei che ha smesso di diffondere il messaggio evangelico, per mettersi a fare politica e che oggi tuona contro la pagliuzza nell’occhio dell’ideologia comunista senza vedere la trave che sta divorando la sua ideologia.

Nell'estratto pubblicato dall'ANSA si leggono parole di accuse e non si leggono parole di amore, che dovrebbero essere proferite per alimentare la speranza.

E' una riflessione, la tua, così (amaramente) composta e motivata... che è ben difficile aggiungere qualcosa.

Mi permetto solo di aggiungere quel che sinceramente provo nel contrasto (per me devastante) tra un commento vitale pur nell'amarezza come il tuo da un lato.... e la valenza mortifera del commentato.

Devastante (per me) è la spoporzione, devastante lo slivellamento tra Commento e commentato.

Da un lato l'Uomo che confida nel perfezionamento di un'Etica di compiuta circolarità tra individuale e sociale.
Dall'altro il Potere che sostanzialmente prospera nel divide et impera tra individuale e sociale, che lo ideologizza addirittura, che smetterebbe d'essere Potere se smettesse di far questo, che se volesse parlare del "Nemico" dovrebbe parlare di ANZITUTTO" di Potere", che non può farlo perchè é esso stesso Potere di prima grandezza, che miseramente manipola e fuorvia e distrae palando di UN Potere anziche DEL Potere che primo detiene.

Probabilmente sono brutale, però lo penso davvero: per me il tuo commento è molto più Serio del commentato. Perchè sprecarlo in veste di commento? (Che significa pur sempre farsi platea?)

donella is offline  
Vecchio 01-12-2007, 01.45.44   #7
epicurus
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Originalmente inviato da nevealsole

Ho seguito il suggerimento di nevealsole e sono andato a leggermi, più o meno velocemente, l'enciclica del papa.

La mia prima impressione: credevo peggio, molto peggio. L'enciclica parla velocemente del comunismo e lo rimprovera in modo ragionevole, parla non molto anche della scienza (e del progresso); di questa dice semplicemente che essa è un bene, ma che deve essere usata con con giustizia.

Per quanto riguarda l'ateismo, non dice niente di sconvolgente, cioè afferma che esso, mancando di Dio, non può portare alla speranza e alla giustizia. Anche questo, comunque, è affrontato marginalmente.

Morale della favola: questa enciclica non è un'enciclica contro la scienza, l'ateismo e il marxismo, infatti tratta questi argomenti di striscio e senza accusarli troppo pesantemente. Nel complesso l'enciclica mi è parsa dai toni morbidi, sopratutto rispetto a ciò che ci avevano abituato in passato.

epicurus is offline  
Vecchio 01-12-2007, 13.16.33   #8
Vito87
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Originalmente inviato da nevealsole
L'ho scaricata da internet giusto oggi, ma ancora non ho avuto il tempo di leggerla.

La mia impressione è che abbia toccato un tema importante: come fare a ritrovare la speranza, che sembra non esserci più.
Magari possiamo leggerla e poi ne discutiamo insieme...
Un saluto

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La speranza dev'essere nell'uomo, non in Dio..., mi chiedo come ci si possa ancora ingannare con queste storie
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Vecchio 01-12-2007, 18.53.45   #9
VanLag
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Originalmente inviato da epicurus
Ho seguito il suggerimento di nevealsole e sono andato a leggermi, più o meno velocemente, l'enciclica del papa.

La mia prima impressione: credevo peggio, molto peggio. L'enciclica parla velocemente del comunismo e lo rimprovera in modo ragionevole, parla non molto anche della scienza (e del progresso); di questa dice semplicemente che essa è un bene, ma che deve essere usata con con giustizia.

Per quanto riguarda l'ateismo, non dice niente di sconvolgente, cioè afferma che esso, mancando di Dio, non può portare alla speranza e alla giustizia. Anche questo, comunque, è affrontato marginalmente.

Morale della favola: questa enciclica non è un'enciclica contro la scienza, l'ateismo e il marxismo, infatti tratta questi argomenti di striscio e senza accusarli troppo pesantemente. Nel complesso l'enciclica mi è parsa dai toni morbidi, sopratutto rispetto a ciò che ci avevano abituato in passato.
Non lo so amico epicurus, forse sottovaluti le capacità manipolative di un sistema, (quello ecclesiastico), che ha attraversato indenne più di 2000 anni di storia, riuscendo a riproporsi ogni volta come il solutore dei problemi umani e non ammettendo mai, neppure per un attimo, di essere invece la causa di tali problemi.
Eppure mi pare evidente che vista l’influenza del cristianesimo nella nostra cultura e visto che essa basa su sistemi di valori che dal cristianesimo deriva, se esistono responsabilità, esse vanno ascritte proprio al cristianesimo.

Lo dice il papa stesso, nell’enciclica dove afferma che – Egli (Marx), supponeva semplicemente che con l'espropriazione della classe dominante, con la caduta del potere politico e con la socializzazione dei mezzi di produzione si sarebbe realizzata la Nuova Gerusalemme. -

In questo passaggio il Papa ammette implicitamente che il Marxismo è nato per portare l’uomo a quell’obbiettivo cioè “la nuova Gerusalemme” verso il quale, il cristianesimo, non ha saputo condurci.

In questa enciclica, fasciato in parole dai “toni morbidi”, dirette all’assemblea dei credenti, ma non solo perché le parole del Papa sono riproposte dai media, io leggo un messaggio politico, la cui sintesi è che solo la chiesa ha le “chiavi del regno” e tutti gli altri sistemi di pensiero o le altre ideologie sono sbagliate.

La critica al marxismo espressa nei capitoli 20 e 21 dell’enciclica, (che metto in epilogo), sarebbe credibile se dopo 2000 anni di cristianesimo l’uomo avesse trovato un quarto di milionesimo di ciò che la chiesa ci va promettendo dai tempi della sua nascita ad oggi. Ma se l’avesse trovato non sarebbe nato il marxismo.

La chiesa ci ha lasciato in eredità una promessa incompiuta, cioè l’"avvento del regno", cioè di un mondo di pace, di amore e di benessere utopico che mai è stato e che mai sarà. L’uomo non ha mai più dimenticato quel sogno, e quando ha visto che la promessa non si compiva, ha sviluppato sistemi di pensiero, tra cui il marxismo, per arrivare ad un mondo migliore. Non voglio dire che il mondo non sia perfettibile, soprattutto questo nostro mondo, ma il perfezionamento evidentemente va cercato in direzioni diverse da quelle che il cristianesimo ci ha indicato.

Dopo 2000 anni, dovrebbe essere evidente a tutti, che è la promessa stessa ad essere sbagliata e che nessun regno verrà, (ma se mai venisse sarebbe più logico aspettarlo da un’ideologia nuova come il marxismo, che non da un’ideologia antica come il cristianesimo).

Come fa la chiesa a chiamarsi fuori dallo stato attuale del mondo? Come può voler ancora dirigere le società umane? Come può indicare nell’ateismo o nel marxismo il male, quando dopo 2000 anni di dominio ideologico ecclesiastico, il mondo è così mal messo?
Ma più di tutto come può la chiesa proporsi come la solutrice del problema umano quando sono proprio le false promesse, mutuate dalla chiesa, ad avere creato questi problemi?


EPILOGO

20. L'Ottocento non venne meno alla sua fede nel progresso come nuova forma della speranza umana e continuò a considerare ragione e libertà come le stelle-guida da seguire sul cammino della speranza. L'avanzare sempre più veloce dello sviluppo tecnico e l'industrializzazione con esso collegata crearono, tuttavia, ben presto una situazione sociale del tutto nuova: si formò la classe dei lavoratori dell'industria e il cosiddetto « proletariato industriale », le cui terribili condizioni di vita Friedrich Engels nel 1845 illustrò in modo sconvolgente. Per il lettore doveva essere chiaro: questo non può continuare; è necessario un cambiamento. Ma il cambiamento avrebbe scosso e rovesciato l'intera struttura della società borghese. Dopo la rivoluzione borghese del 1789 era arrivata l'ora per una nuova rivoluzione, quella proletaria: il progresso non poteva semplicemente avanzare in modo lineare a piccoli passi. Ci voleva il salto rivoluzionario. Karl Marx raccolse questo richiamo del momento e, con vigore di linguaggio e di pensiero, cercò di avviare questo nuovo passo grande e, come riteneva, definitivo della storia verso la salvezza – verso quello che Kant aveva qualificato come il « regno di Dio ». Essendosi dileguata la verità dell'aldilà, si sarebbe ormai trattato di stabilire la verità dell'aldiquà. La critica del cielo si trasforma nella critica della terra, la critica della teologia nella critica della politica. Il progresso verso il meglio, verso il mondo definitivamente buono, non viene più semplicemente dalla scienza, ma dalla politica – da una politica pensata scientificamente, che sa riconoscere la struttura della storia e della società ed indica così la strada verso la rivoluzione, verso il cambiamento di tutte le cose. Con puntuale precisione, anche se in modo unilateralmente parziale, Marx ha descritto la situazione del suo tempo ed illustrato con grande capacità analitica le vie verso la rivoluzione – non solo teoricamente: con il partito comunista, nato dal manifesto comunista del 1848, l'ha anche concretamente avviata. La sua promessa, grazie all'acutezza delle analisi e alla chiara indicazione degli strumenti per il cambiamento radicale, ha affascinato ed affascina tuttora sempre di nuovo. La rivoluzione poi si è anche verificata nel modo più radicale in Russia.

21. Ma con la sua vittoria si è reso evidente anche l'errore fondamentale di Marx. Egli ha indicato con esattezza come realizzare il rovesciamento. Ma non ci ha detto come le cose avrebbero dovuto procedere dopo. Egli supponeva semplicemente che con l'espropriazione della classe dominante, con la caduta del potere politico e con la socializzazione dei mezzi di produzione si sarebbe realizzata la Nuova Gerusalemme. Allora, infatti, sarebbero state annullate tutte le contraddizioni, l'uomo e il mondo avrebbero visto finalmente chiaro in se stessi. Allora tutto avrebbe potuto procedere da sé sulla retta via, perché tutto sarebbe appartenuto a tutti e tutti avrebbero voluto il meglio l'uno per l'altro. Così, dopo la rivoluzione riuscita, Lenin dovette accorgersi che negli scritti del maestro non si trovava nessun'indicazione sul come procedere. Sì, egli aveva parlato della fase intermedia della dittatura del proletariato come di una necessità che, però, in un secondo tempo da sé si sarebbe dimostrata caduca. Questa « fase intermedia » la conosciamo benissimo e sappiamo anche come si sia poi sviluppata, non portando alla luce il mondo sano, ma lasciando dietro di sé una distruzione desolante. Marx non ha solo mancato di ideare gli ordinamenti necessari per il nuovo mondo – di questi, infatti, non doveva più esserci bisogno. Che egli di ciò non dica nulla, è logica conseguenza della sua impostazione. Il suo errore sta più in profondità. Egli ha dimenticato che l'uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato l'uomo e ha dimenticato la sua libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male. Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo: l'uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli.


ciaciao
VanLag is offline  
Vecchio 01-12-2007, 19.02.57   #10
VanLag
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Originalmente inviato da S.B.
Però come puoi dire che non ci sia altro? Tutte le domeniche si legge il Vangelo, lo si commenta, con parole che invogliano alla misericordia, alla carità e alla bontà.
Quell’altro, se c’è, non è evidente e non arriva in superficie. Non so S.B. tu mi parli di un’assemblea che dopo avere ascoltato le parole di misericordia, di bontà e di carità, dovrebbe metterle in pratica nel mondo ma io di misericordia, carità e bontà, ne vedo circolare molto, molto poche e spesso sono proprio coloro che seguono quelle parole i peggiori interpreti di quegli stessi ideali. Forse che l‘averne parlato gli basta per farli sentire in pace con se stessi? Spesso ho questa impressione.

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