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Vecchio 18-01-2008, 20.56.45   #11
misterxy
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Originalmente inviato da klee
Quanta violenza nella violenza?perchè la violenza carnale?
L'orrore che lo stupro suscita conferisce un valore speciale nel tentativo di comprendere la psicologia di uomini e donne. Lo studio della violenza carnale è dominato da un imperativo morale: ridurne la frequenza. Ogni scienziato che getti luce sulle sue cause merita ammirazione, e visto che nessuno arriva alla verità grazie a una rivelazione divina, meritano rispetto anche coloro che esplorano teorie che possono rivelarsi sbagliate. La critica morale dovrebbe colpire solo chi impone dogmi, ignora le prove o mette il bavaglio alla ricerca.
Il problema è che la sensibilità attualmente dominante va in tutt'altra direzione.
Nella vita intellettuale moderna l'imperativo morale prevalente nell'analisi di questo fenomeno consiste nel proclamare che la violenza carnale non ha nulla a che vedere con la sessualità.
E' un mantra che va recitato ogni volta che si affronta l'argomento.
"Lo stupro è un abuso di potere e di dominio in cui lo stupratore tende a umiliare, coprire di vergogna, confondere, degradare e terrorizzare la vittima" recita una dichiarazione delle Nazioni UNite del 1993.
"Il suo obiettivo primario consiste nell'esercitare il potere e il dominio su un'altra persona".
Tale presa di posizione trova eco in un corsivo pubblicato nel 2000 dal "Boston Globe:"Lo stupro non c'entra con il sesso; c'entra con la violenza e con l'uso del sesso per esercitare il potere e il dominio... La violenza in famiglia e l'aggressione sessuale sono manifestazioni delle stesse potenti forze sociali: il sessismo e l'esaltazione della violenza".
Quando una columnist iconoclasta scrisse, su stupro e abusi familari, un articolo che dissentiva da queste posizioni, un lettore rispose:
"Da uomo attivamente impegnato da oltre un decennio come educatore e consigliere ad aiutare gli uomini a mettere fine alle violenze che fanno subire alle donne, trovo il corsivo di Cathy Young del 15 ottobre inquietante e deprimente. Essa confonde le questioni mancando di riconoscere che gli uomini sono socialmente condizionati da una cultura patriarcale che continua a dar manforte alla violenza che essi esercitano contro le donne, se decidono di esercitarla".

Quel consigliere era così profondamente radicato nell'ideologia dominante da non accorgersi che la giornalista aveva contestato il dogma da lui ritenuto vero per definizione, non "mancato di riconoscerlo". E il suo linguaggio - "gli uomini sono socialmente condizionati da una cultura patriarcale" - ripropone pigramente uno slogan familiare.

La teoria ufficiale dello stupro ha origine in "Contro la nostra volontà", un libro scritto nel 1975 da Susan Brownmiller, "femminista del genere".
Esso divenne l'emblema di una rivoluzione che cambiò il modo di vedere la violenza carnale; il punto, però, è che la nella sua teoria la Brownmiller si spingeva ben oltre l'affermazione del principio morale per cui le donne hanno diritto a non essere aggredite sessualmente. Sosteneva che lo stupro non ha nulla a che vedere con il desiderio sessuale degli uomini, ma è una tattica tramite la quale l'intero sesso maschile opprime l'intero sesso femminile. Nelle sue celebri parole:
"La scoperta dell'uomo che i suoi genitali potevano servire come arma per generare paura deve essere annoverata fra le più importanti scoperte dei tempi preistorici, insieme con l'uso del fuoco e le prime rozze asce di pietra. Dalla preistoria ai nostri giorni, è mia convinzione, lo stupro ha svolto una funzione critica. Si tratta né più né meno che di un consapevole processo di intimidazione mediante il quale tutti gli uomini mantengono tutte le donne in uno stato di paura".

Da qui nacque il moderno catechismo: lo stupro non c'entra con il sesso, la nostra cultura sociale condiziona gli uomini a stuprare ed esalta la violenza contro le donne. Tale analisi è un frutto diretto della teoria della natura umana fatta propria dal femminismo del genere: gli esseri umani sono tabulae rasae (devono essere addestrati o socialmente condizionati a volere qualcosa); l'unica pulsione umana significativa è quella verso il potere (quindi il desiderio sessuale è irrilevante); e ogni pulsione e interesse è di gruppo (per esempio del sesso maschile e di quello femminile), non di singoli individui.
A causa della dottrina del Buon selvaggio, la teoria di Brownmiller attrae anche molti che non aderiscono al femminismo del genere. Dagli anni Sessanta si è diffusa fra le persone colte l'idea che si deve pensare alla sessualità come a qualcosa di naturale, non di vergognoso e sporco. Il sesso è buono perché è naturale e le cose naturali sono buone. E poiché lo stupro non è buono, non c'entra nulla con il sesso. La violenza carnale deve quindi avere origine in istituzioni sociali, non nella natura umana.
Lo slogan "è violenza, non sesso" è giusto sotto due aspetti.
E' assolutamente vero nella prima e nella seconda parte per la vittima, che vive lo stupro come un'aggressione violenta, non come un atto sessuale. E, nella prima parte, è vero per definizione per lo stupratore, giacché, senza violenza o coercizione, non si può parlare di stupro.
Ma che lo stupro abbia qualcosa a che vedere con la violenza non significa che non abbia nulla a che vedere con il sesso, come il fatto che la rapina a mano armata abbia qualcosa a che vedere con la violenza non significa che non abbia qualcosa a che vedere con il desiderio di possesso. I malvagi possono usare violenza per ottenere sesso esattamente come usano violenza per ottenere altre cose che desiderano.
La dottrina "lo stupro non c'entra con il sesso" passerà alla Storia come un esempio di incredibile e folle illusione popolare.
E' manifestamente assurda, non merita l'aura di sacralità in cui è avvolta ed è contraddetta da una massa di prove.
Pensiamoci un momento.
Primo dato di fatto sotto gli occhi di tutti: accade spesso che un uomo voglia fare l'amore con una donna che non vuole fare l'amore con lui. E, in questo caso, usa ogni tattica a disposizione degli esseri umani per influire sul comportamento altrui: corteggiare, sedurre, adulare, raggirare, tenere il broncio, pagare.
Secondo dato di fatto evidente: alcuni uomini ricorrono alla violenza per avere quello che vogliono, senza curarsi delle sofferenze che provocano. C'è chi rapisce i bambini per chiedere un riscatto, chi acceca la vittima di una rapina perché non possa riconoscerlo davanti ai giudici, chi gambizza un complice per aver fatto la spia con la polizia o il membro di una banda concorrente e chi uccide uno che nemmeno conosce per la marca delle sue scarpe sportive.
Sarebbe straordinario, in contraddizione con tutto ciò che si sa sugli uomini, che nessuno ricorresse alla violenza per ottenere un rapporto sessuale.
Ora applichiamo il buon senso alla dottrina che vuole che gli uomini si diano allo stupro per gli interessi del genere cui appartengono.
Un violentatore rischia sempre che la donna si difenda e lo colpisca.
In una società tradizionale rischia la tortura, la mutilazione e la morte per mano dei parenti della vittima.
Nella società moderna rischia di passare un sacco di tempo in prigione, nonché di essere a sua volta violentato, se non ucciso (il famoso "codice non scritto", dei detenuti).
Davvero gli stupratori, nell'assumersi questi rischi, si sacrificano altruisticamente per il bene dei miliardi di estranei che compongono il sesso maschile?
Non è molto credibile, e lo è ancora di meno se si ricorda che gli stupratori sono spesso dei poveracci, persone agli ultimi gradini della scala sociale, mentre i principali beneficiari del patriarcato sono i ricchi e i potenti.
E' vero che in guerra gli uomini si sacrificano per un bene maggiore, ma in questo caso o vengono arruolati di forza o possono sperare, quando le loro imprese diverranno note, nell'incensamento pubblico.
In genere i violentatori, invece, compiono le loro azioni in privato e cercano di tenerle segrete.
E, nella stragrande maggioranza delle epoche e dei luoghi, un uomo che stupra una donna è trattato da rifiuto umano.
L'idea che "tutti gli uomini" siano impegnati in una brutale guerra contro tutte le donne cozza contro l'elementare dato di fatto che gli uomini hanno madri, figlie, sorelle e mogli CHE STANNO LORO PIU' A CUORE DI QUANTO STIA LORO A CUORE LA QUASI TOTALITA' DEGLI ALTRI UOMINI.
Per dirla in termini biologici, i geni di ogni persona vanno in giro nel corpo di altre persone, metà delle quali sono del sesso opposto.

Insomma, si può davvero credere che, letteralmente, la nostra cultura "insegni agli uomini a violentare" o "esalti i violentatori"?
Anche una certa insensibilità del sistema giudiziario di un tempo per le vittime di violenza carnale ha una spiegazione più semplice di quella secondo cui tutti gli uomini traggono beneficio dallo stupro.
Fino a epoca recente, nei processi per stupro ai giurati veniva ricordato il monito di Lord Matthew Hale, giurista del diciassettesimo secolo, per cui la testimonianza di una femmina va valutata con cautela, perché un'accusa di violenza carnale "è facile da muovere e da essa è difficile difendersi, anche se l'accusato è innocente".

[continua]
misterxy is offline  
Vecchio 18-01-2008, 20.59.46   #12
misterxy
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Originalmente inviato da klee
Quanta violenza nella violenza?perchè la violenza carnale?
Il principio è coerente con la presunzione di innocenza incorporata nel nostro sistema giudiziario, per il quale è preferibile lasciare in libertà dieci colpevoli che mettere in galera un solo innocente.
Ma supponiamo, anche in questo caso, che gli uomini che hanno applicato tale politica allo stupro l'abbiano piegata ai loro interessi collettivi.
Supponiamo che abbiano esercitato una qualche pressione sulla bilancia della giustizia per ridurre al minimo la possibiltà di venire loro stessi, un giorno, accusati di stupro ingiustamente (o in circostanze ambigue) e che non abbiano dato abbastanza peso all'ingiustizia subita dalle donne nel vedere i loro aggressori andarsene via liberi.
Questo sarebbe davvero ingiusto, ma non sarebbe ancora un incoraggiare lo stupro come consapevole tattica per tenere sottomesse le donne. Se fosse questa la tattica degli uomini, perché, tanto per cominciare, avrebbero dovuto fare della violenza carnale un reato?

Quanto all'idea che credere alla teoria "non è sesso" sia più morale, essa è semplicemente errata. Riconoscendo che la sessualità può essere fonte di conflitto, e non solo sano piacere reciproco, non faremo altro che riscoprire una verità che gli osservatori della tragica condizione umana hanno rilevato lungo tutta la Storia. E se un uomo stupra per il sesso, questo non significa che "non può evitarlo" o che dobbiamo scusarlo, non più di quanto dobbiamo scusare un uomo che spari a un negoziante di liquori per impadronirsi della cassa o che dia un colpo in testa a un automobilista per rubargli la BMW.

Per concludere, si pensi al quadro dell'umanità dipinto dalla teoria delle femministe del genere.
Come fa notare la femminista dell'equità Wendy McElroy, secondo quella teoria "persino il marito, il padre, il figlio più amorevole e gentile trae beneficio dallo stupro della donna che ama. Nessuna ideologia che muova accuse così spietate agli uomini come classe può medicare alcuna ferita. Può solo, come contropartita, generare ostilità".
misterxy is offline  
Vecchio 19-01-2008, 08.37.08   #13
Mary
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Originalmente inviato da misterxy
....
Questo sarebbe davvero ingiusto, ma non sarebbe ancora un incoraggiare lo stupro come consapevole tattica per tenere sottomesse le donne. Se fosse questa la tattica degli uomini, perché, tanto per cominciare, avrebbero dovuto fare della violenza carnale un reato?

Quanto all'idea che credere alla teoria "non è sesso" sia più morale, essa è semplicemente errata. Riconoscendo che la sessualità può essere fonte di conflitto, e non solo sano piacere reciproco, non faremo altro che riscoprire una verità che gli osservatori della tragica condizione umana hanno rilevato lungo tutta la Storia. E se un uomo stupra per il sesso, questo non significa che "non può evitarlo" o che dobbiamo scusarlo, non più di quanto dobbiamo scusare un uomo che spari a un negoziante di liquori per impadronirsi della cassa o che dia un colpo in testa a un automobilista per rubargli la BMW.

Per concludere, si pensi al quadro dell'umanità dipinto dalla teoria delle femministe del genere.
Come fa notare la femminista dell'equità Wendy McElroy, secondo quella teoria "persino il marito, il padre, il figlio più amorevole e gentile trae beneficio dallo stupro della donna che ama. Nessuna ideologia che muova accuse così spietate agli uomini come classe può medicare alcuna ferita. Può solo, come contropartita, generare ostilità".

La violenza carnale come reato, da noi, è solo da una manciata di anni.
Nel passato l'uomo veniva punito unicamente perchè aveva "sciupato" una proprietà privata. E non di rado era la stessa donna violentanta a venir gettata via o uccisa come un secchio bucato.

In quanto alla teoria di Wndy la sento per la prima volta e non la capisco.

Che un uomo possa trarre beneficio dallo stuprare una donna che ama mi sembra alquanto strana.

Lo stupro è solo una pulsione naturale che l'individuo dominato, controllato, castrato mentalmente, compresso, violentato da religione e moralismi alla fine esplode. Lungi da me dal giustificare o tollerare qualsiasi stupratore, tantomeno se un prete

Una qualsiasi società sana, equilibrata capace di permettere ad ogni singolo individuo di crescere, di ricercare liberamente la verità, di rispettare la natura, di incamminarsi verso l'evoluzione non tratterebbe il sesso come qualcosa di immondo e peccaminoso.

E' la repressione sin dalla più tenera età a creare l'individuo adulto malato.

Oggi la repressione è rimasta solo nei preti, ma nei giovani paradossalmente si è passati all'alienazion che è solo l'altra faccia del proibizionismo.
Stuprare per divertimento o per noia è la stessa cosa che stuprare per pulsione repressa.

Resta solo la sempre valida considerazione che un uomo sano (donnna sana) non può essere comandato o manipolato a piacimento da nessun potere occulto o palese.

buona giornata
Mary is offline  
Vecchio 19-01-2008, 08.51.01   #14
Mary
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[quote=ilcantodelgrillo

Dio, non ha bisogno di mediatori o di mezzani. Dio non vuole sensali ed io non voglio sensali. Il mio rapporto con Lui è quotidiano e diretto.
Quindi i preti per me ci sono in quanto esiste spazio nella terra.

-----
Non faccio di tutta l'erba un fascio, per carità, anche fra i preti ci sarà il probo, ma la storia passata e quella recente non confortano in tal senso.

Secondo me la domanda alla quale dovremmo rispondere, avute presenti tutte le vicende di cui parliamo è questa:

CHI E' L'ANTICRISTO?[/QUOTE]

Se già tra noi esseri umani passare una notizia certa da una bocca all'altra trasforma l'evento, come può esserci un intermediario uomo tra Dio e gli altri uomini? è pura follia.

L'individuo può proiettare sempre e solo se stesso anche se riuscisse a parlare con Dio in prima persona come io davanti a questo computer.

In quanto all'Anticristo in questi ultimi giorni si è andata sempre più rafforzando l'idea che mi sembrava alquanto balzana ed esagerata. L'Anticristo è rappresentato dal papa.
Da quasi duemila anni il papa è in testa agli orrori più efferati dell'occidente, e non sembra arretrare neppure davanti alla così detta "civiltà" dei nostri giorni.
Stupro e pedofila dei preti sono solo la punta di un iceberg.

Agli inizi del cattolicesimo era proibito non solo leggere il vangelo ma anche trascriverlo e tradurlo per tema che qualcuno dei non addetti ai lavori scoprisse la loro lotta contro Cristo.

Oggi non temono più che qualcuno legga il vangelo perchè tanto la gente è condizionata sin dalla più tenera età, ma basterebbe leggersi un qualsiasi vangelo per vedere la verità.
L'Anticristo è vivo e presente e oggi trema più di ieri perchè la gente non rischia più di essere messa sul rogo se dice che l'imperatore è nudo.

Ma la paura resta, la paura dell'inferno, la paura di non far parte di una "grande collettività", la paura di sbagliare, la pigrizia di cercare, la speranza di poter scrivere un futuro per i nostri figli e nipoti.

I preti sono stati da sempre stupratori e pedofili ma se oggi se ne riesce a parlare vuol dire che possiamo far tornare a germogliare il seme che Cristo ci ha lasciato con il Suo passaggio.
Mary is offline  
Vecchio 23-01-2008, 01.40.02   #15
AntOne
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Belle parole quelle che leggo da mary e ilcantodelgrillo. Vorrei tanto anch'io che i cristiani si rendessero conto che la Chiesa e il papa non rappresentano quei valori di fratellanza, armonia e solidarietà ma sono continuamente contraddistinti da valori binari, ipocrisie, morbosità verso il sesso e giudizi morali senza sconti e senza casi.
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Vecchio 23-01-2008, 02.25.20   #16
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Sullo stupro da te, mrxy devo ammettere che mi sarei aspettato qualcosa di diverso, visto come giustamente dovresti difendere il genere maschile dalla delegittimazione e dalla demonizzazione. Ma qui dici che l'uomo che stupra fa semplicemente una rapina, spinto dal suo solito desiderio a livello psico-genitale per avere una cosa che una non vuole dargli. Questo mi offende, a sorpresa proprio come uomo. Bene anche qui invece la cultura oppressiva c'entra, a seconda dello stupratore. c'è il "poveraccio" come il grande *******. La cultura può tranquillamente essere un derivato degli strati più infimi della natura, infatti lo stupro esiste anche in natura. Si sentono ancora tra gli "uomini" discorsi come farsi una donna che si disprezza per "castigarla", persino tra i forum. La concezione del fallo come strumento punitivo e umiliante esiste ancora eccome! Un altro motivo per cui è necessario che una donna conosca prima a fondo l'uomo che le piaccia. Per assicurarsi che non abbia segretamente di queste tare.
Vale anche per lei pure se per altre cose. e non *altre* perchè ci sia veramente una differenza incolmabile tra uomo e donna, (basta elaborare nella maniera giusta le pulsioni) se non per i motivi che ho sopra detto cioè una socialità che enfatizza e inasprisce queste differenze.
Anche io (credo anche tu e altri) ho un istinto e come te credo che l'abbiamo elaborato in maniera tale da capire che fare l'amore non ha valore non solo se quella persona (in questo caso donna)non è disponibile, ma anche se non c'è sintonia, se non ci ha in qualche modo conquistato, non solo per l'aspetto. E' qualcosa di diverso (nel senso che pur comprendendola va oltre) dalla masturbazione sfogata nel corpo di una donna. Infatti anche la donna si masturba e ha un esigenza fisiologica che sfoga, ma andare con un uomo per lei è un'altra cosa (anche se non ci metterei sempre la mano sul fuoco ). Anche l'uomo ha in parte imparato questa cosa, con la quale penso viva meglio, ma se lasciato al suo ruolo istintivo naturale sono guai.
La mia intenzione come avrai capito non è il litigio e sono convinto che chiarendo alcune cose, mie e tue, potremo colmare le apparenti distanze.

P.S ah, ben vengano preti come Don milani, don Ciotti don Gallo e altri che se volete potremo discutere.
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Vecchio 24-01-2008, 15.27.11   #17
TOP SEGRET
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Che paroloni inutili... Il discorso è semplice. Il prete Cristiano aderisce al Cristianesimo. Il Cristianesimo prevede certe regole dogmi e dottrine che devono essere rispettate. Vista la difficoltà dell'attuazione delle leggi dell'Amore, difficilmente un prete riesce a seguire perfettamente la volontà di Dio anche se ha ricevuto la vocazione.
Essendo sempre uomini poi mi sembra normale che possano capitare certe cose pur condannandole.. E' chiaro che il prete che stupra va contro la professione che esercita.. Ma qui deve intervenire la chiesa cercando di riprendere il soggetto a livello psicologico o di addirittura togliere l'ordine sacro facendolo arrestare! Semplice!
In ogni caso sia chiaro che l'errore del prete nulla c'entra col cristianesimo. Per chi ci crede, questi se la vedrà poi con Dio nel giorno del giudizio.
Riguardo l'anticristo, ci sono leggende che dicono che l'anticristo sarà il papa.. Ma consentitemi di dire che considerare quello attuale come l'anticristo mi sembra come considerare una cipolla come una patata... Saluti!

Scusate la schiettezza e la brevità del mio discorso!
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Vecchio 25-01-2008, 01.37.57   #18
misterxy
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Già che ci sono, vi chiedo: e della pedofilia femminile, cosa ne pensate?

Donne Pedofile

Non se ne parla ma esiste. Su questo argomento se ne sa veramente poco e poco e' stato scritto in merito. Parlare di donne pedofile non e' ne' comune ne' semplice in quanto, nell'immaginario collettivo, il termine "pedofilia" viene associato al sesso maschile, al quale e' stato sempre affidato un ruolo "attivo": la pedofilia e' infatti "azione".
E' considerata quindi, come la maggioranza delle parafilie, una patologia rara nel sesso femminile. Infatti, contrariamente a quanto si pensa, complice la mancanza di informazione, la parafilia colpisce anche le donne, contraddicendo il tradizionale giudizio clinico che ha sempre sostenuto la rarita' delle perversioni nelle donne.

Da esaurienti studi clinici e' emerso che le dinamiche delle fantasie perverse femminili sono piu' sottili ed imprevedibili rispetto alla sessualita' maschile e quindi difficilmente identificabili e riscontrabili.

Infatti, gli esperti hanno riscontrato che il vovyerismo, il frotteurismo, il feticismo, sono riscontrabili quasi esclusivamente nei maschi; cosi' come il sadismo sessuale e' raramente presente nei soggetti femminili, mentre il numero dei masochisti di sesso maschile e' di gran lunga piu' alto di quello relativo al sesso femminile.
Lo stesso si puo' dire della pedofilia. Invece, l'unica parafilia dove i soggetti di sesso femminile sono in numero paragonabile a quelli di sesso maschile e' la zoofilia.

Le cause

Cause scatenanti la pedofilia femminile possono essere la separazione, l'abbandono, la perdita. Alcune donne hanno subito abusi da bambine e l'esasperazione nell'attivita' sessuale pedofila e' riconducibile al tentativo di vendetta sugli uomini, per fare riemergere la propria femminilita'. Dal ruolo "passivo" che l'ha vista vittima e sottomessa -non avendo una propria autonomia economica e sociale fino ad alcuni decenni fa e quindi costretta a nascondere tale aspetto perverso della sessualita'- la donna tenta in tal modo il riscatto ed una propria affermazione in un ruolo "attivo", grazie alla rivoluzione sociale che la rende cosi' indipendente e libera.

Tenendo presente che la pedofilia femminile intra-familiare ha caratteristiche differenti dalla pedofilia femminile che si manifesta al di fuori delle mura domestiche, preferendo mete lontane come luoghi di abbordaggio, si puo' affermare con certezza che tale fenomeno e' comparso, all'incirca, intorno agli anni '70. In quel periodo donne americane e canadesi, per lo piu' divorziate e vedove, favorite dall'emancipazione economica, hanno iniziato a recarsi verso spiagge lontane alla conquista dei "beach boys" soprattutto, ma anche delle "beach girls" che potevano farle sentire, al suono di 100 dollari, "regine per una notte". Alcune indagini giornalistiche come quella del settimanale Panorama, hanno messo in luce che oggi l'eta' di queste donne varia dai 25 anni circa ai 50 anni, mentre le motivazioni che le spingerebbero ad alimentare il desiderio di vivere una notte di sesso con bimbi di 6-7 anni o di 11-12, sono sempre le stesse: la soddisfazione sessuale e, ad un tempo, l'appagamento materno.

Esse, tuttavia, potendo difficilmente usufruire di infrastrutture organizzate al loro servizio come i pedofili maschi, sono costrette ad abbordare i ragazzini per strada e a viaggiare senza la protezione di un'articolata rete di agganci.Infatti non hanno alle spalle la tutela di organizzazioni che garantiscono loro la certezza di raggiungere il luogo di destinazione avendo gia' tutto stabilito, come accade per la maggior parte dei pedofili maschi.

Differenti sono le mete. Le donne nordamericane si indirizzano, per la maggior parte, verso i Caraibi; mentre le europee provenienti dai ricchi paesi occidentali preferiscono come mete il Marocco, la Tunisia e il Kenya e per le destinazioni piu' lontane la Giamaica e il Brasile. La Thailandiainvece, e' la meta preferita dalle donne giapponesi che, con i voli charter, raggiungono i centri specializzati in massaggi sadomaso di Bangkok. E a Marrakesh trascorrono dei periodi le scandinave e le olandesi che consumano notti d'amore in acconto, cioe' se la notte trascorsa non e' stata soddisfacente la prestazione non viene pagata.

Gli strumenti

Sulle donne che praticano la pedofilia all'estero, si e' saputo che per permettere l'atto sessuale, vengono iniettati nei testicoli di bambini di 6-7 anni degli ormoni e droghe. Poco si conosce sull'uso di tali sostanze, a parte gli effetti collaterali estremamente sgradevoli per il minore.Dalla testimonianza di volontari dello Sri Lanka, si apprende che sono le donne pedofile stesse (la maggior parte svizzere e tedesche) a portare le droghe da iniettare nei bambini. Secondo il resoconto di una dottoressa che ha visitato alcuni di quei bambini, il trattamento ormonale causa l'abnorme ingrossamento dell'organo sessuale ad un ragazzino di 11-12 anni che non tollera piu' di 5-6 di tali iniezioni.

Conclusioni

E' difficile tracciare un quadro completo e ben delineato del fenomeno "pedofilia femminile". Essa, come quella maschile, si cela all'interno delle mura domestiche, tra segreti, sentimenti di amore-odio e rapporti pericolosi. Ma esattamente come succede per i pedofili maschi, le donne pedofile evadano dalla comune realta' ricercando altrove gli oggetti dei loro spasmodici ed incomprensibili desideri: i meninos de rua, i bambini di strada. Come di consueto, quindi, per chi pratica la pedofilia, i soldi diventano lo strumento che compra il silenzio e l'accondiscendenza dei piccoli. In questo senso, tra uomini e donne - "pedofili" - non vi e' alcuna differenza.

Greta con la collaborazione di Nicoletta Bressan consulenza a cura del Dott. Sergio De Martino

Riferimenti bibliografici:

1 S.Polo, I mercati della pedofilia in Europa e le politiche di prevenzione e controllo penali e sociali, Tesi di Laurea in Giurisprudenza, Universita' degli Studi di Trento - Transcrime, Facolta' di Giurisprudenza, Anno accademico 1998-1999, pag. 23, in N. Bressan, "Quando un bambino piange al buio", relazione presentata al Convegno di Novara "Perche' i bambini non piangano al buio. Riflessioni sulla pedofilia", 27 Gennaio 2001, pag. 9.2 Per ulteriori approfondimenti si veda N. Bressan, Sulla loro pelle, IL SEGNO, Gabrielli Editori, Verona, 1999, pag. 48-493 B. Demartin, Turismo sessuale e prostituzione infantile, Tesi di Diploma in Sociologia del turismo, Unviersita' degli Studi di Trieste, Facolta' di Economia, Corso di Diploma in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, Anno accademico 1998-1999, in N. Bressan, "Quando un bambino piange al buio", relazione presentata al Convegno di Novara "Perche' i bambini non piangano al buio.
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Vecchio 25-01-2008, 19.45.28   #19
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Riferimento: Violentata da 7 preti

Ecco. Questo per esempio, è interessante. Quasi uno stupro al femminile. Sapevo che esisteva, in un modo o nell'altro. Vendetta sugli uomini? Forse anche questo. I motivi possono essere svariati, come lo stupro o la pedofilia di un uomo anchè se un po' diversi. Il sadomasochismo creso sia reciproco. Cmq per questa faccenda del presunto odio antimaschile capillarizzato non possiamo solo prendercela con le donne, ma con le persone. Purtoppo si trovano spesso maschi e femmine che vogliono giocare alla guerra dei sessi, spesso frutto di cattive esperienze, rimestaggi nel passato che spingono a generalizzare sul sesso opposto, semplicemente perchè era quello da cui ci si aspettava qualcosa.

Anch'io pur essendo d'accordo direi a mary che purtroppo non sempre la donna è tanto più sensibile, pur dando la vita di persona, a volte questo amore è puramente tribale e familiare, e vale anche per gli uomini, verso i propri figli. Pensiamo alle mogli dei dittatori. Probabilmente non era tua intenzione screditare l'uomo in toto quando hai detto "il maschio in generale" ma il fatto e che questi riconducono tutto ad un odio cosmico antimaschile, e non so perchè. Forse vedono queste cose come naturali del maschio, vedono il genere in uno spirito molto corporativo e questo li rende forse un po' fragili (sono mie ipotesi, poi non so) pensano che anche tu ed altre in questo forum dimostrate di cadere in qualche maniera in quel vittimismo ed egocentrismo femminile (sesso intorno al quale tutto il mondo ruoterebbe) mi sa che useranno ogni frase per vederci un attacco in qualche maniera.
AntOne is offline  

 



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