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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 11-12-2007, 20.36.38   #11
Mary
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Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
Io non ho la mente di un canarino ma non credo siano felici di vivere in
gabbia neanche se ci sono abituati. Meglio la morte che una simile esistenza.
E comunque sarebbe bello essere liberi di fare le proprie scelte.
...doversi "abituare alla libertà"? Ma che folle situazione.


Aprire il porticino di una gabbietta non mi sembra una decisione estremista.
Reputo anzi di estrema presunzione il voler decidere la sorte di una vita che non è la propria, tanto più quanto, come nel caso di un canarino, questa impropria decisione si contrappone ad una volontà e a degli interessi maggiori.


Se non lo hai già fatto, ti invito a vedere anche il documentario che ho proposto come argomento di questa discussione.

forse hai anche ragione ma se tu vedessi gli occhi dei miei canarini non credo avresti il coraggio di condannarli a morte.

Sono parte della famiglia, qualche volta, quando cantano da..... rompere i timpani, quando devi assentarti e pensare anche a loro, quando sono stanca e non ho voglia di pulire anche la loro gabbietta.....mio marito dice.....(ma scherza, lo so bene) perchè non gli ridiamo la libertà? non è possibile, rispondo io. Non puoi "liberarti" di uno della famiglia solo perchè ti crea qualche problema.
Ci riconoscono, parlano a modo loro ci parlano e molte volte capisco quel che vogliono. Come si fa a pensare di poter fare loro del male?!

Non sanno cosa sia la libertà, e come faccio a costringerli alla libertà?

Quando mio figlio minore stava a casa, ed erano solo due li prendeva e metteva sulla spalla e se ne andava in giro per casa. Gli insegnava a volare e lo riconoscevano perchè si facevano prendere solo da lui.

Cielo! come è possibile far loro del male?
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Vecchio 12-12-2007, 09.16.52   #12
maxim
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Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
Prima di partire per la tangente, vorresti spiegare... :
quello che scrivi, in che realazione sta con l'argomento in discussione?

Il coniglio dalla discussione non l’ho tirato fuori io e mi pare che ci possa stare tanto quanto i canarini da te interpellati.

A tal proposito, visto che stiamo parlando di sofferenza agli animali, rivolgo un appello a tutti coloro che tengono animali domestici in casa.

Non ascoltate assolutamente il consiglio dell’amico Zenzero.

Liberare i canarini è un crimine ambientale. Se lo si fa in questo periodo ovviamente non sopravvivrebbero per una giornata intera…se lo si fa in primavera o in estate la possibilità di sopravvivenza è molto elevata. I canarini si incrociano con altri uccelli dello stesso ordine. Cardellini, lucherini, fringuelli si accoppiano con essi ed il risultato è un uccello ibrido quasi sempre sterile. Gli incroci possono quindi seriamente compromettere le altre razze.
L’ultimo crimine ambientale commesso dagli amanti degli animali, ignari però di cosa questi siano, è stata la liberazione anziché la loro soppressione, delle tartarughe dalle orecchie rosse che troppo cresciute, hanno abbandonato l’acquario per il fiume. Hanno decimato le specie di pesci che lo popolavano, compromettendo seriamente l’equilibrio ecologico naturale.

Invito quindi tutti ad informarsi meglio sulla questione della liberazioni degli animali domestici. Uscire dal medioevo ecologico cui sono immersi taluni amanti della natura è possibile…sufficiente informarsi!

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Vecchio 12-12-2007, 14.54.51   #13
z4nz4r0
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canarini

Citazione:
forse hai anche ragione ma se tu vedessi gli occhi dei miei canarini
non credo avresti il coraggio di condannarli a morte.
Si (ho ragione), ma che bello rigirare le frittate, un sobbalzo e op!...
Io non decido per nessuno e se gli piace la vita che fa, il canarino è "libero
di rimanere in gabbia", se non gli piace è libero di volarsene e non tornare
mai più, se è indeciso è libero di andare e tornare. Anche se la prima e
l'ultima ipotesi sono poco credibili (a meno che non sia stato sottoposto ad
alienamento intensivo).
E cosa nondimeno importante: la morte non è una cosa terribile, una vita mal
vissuta si. Essere costretti in una piccola gabbia quando si è fatti per
volare in spazi sconfinati.. questa è propriamente una condanna. Meglio
non essere mai nato.

Citazione:
Sono parte della famiglia, qualche volta, quando cantano da.....
rompere i timpani, quando devi assentarti e pensare anche a loro, quando sono stanca e non ho voglia di pulire anche la loro gabbietta.....mio marito
dice.....(ma scherza, lo so bene) perchè non gli ridiamo la libertà? non è
possibile, rispondo io. Non puoi "liberarti" di uno della famiglia solo perchè
ti crea qualche problema.
Ci riconoscono, parlano a modo loro ci parlano e molte volte capisco quel che
vogliono. Come si fa a pensare di poter fare loro del male?!
Parte della famiglia? No, devi avere le idee parecchio confuse ..e stai
cercando di confonderle anche ai lettori.
Parte dell'arredamento è più appropriato.

Citazione:
Non sanno cosa sia la libertà, e come faccio a costringerli
allalibertà?

Aspetta all'estate prossima, poi apri la gabbietta e verifica la loro
"conoscenza della libertà".

Citazione:
Quando mio figlio minore stava a casa, ed erano solo due li prendeva e
metteva sulla spalla e se ne andava in giro per casa. Gli insegnava a volare e
lo riconoscevano perchè si facevano prendere solo da lui.
E' chiaro che se manca lo spazio (fisico e mentale) per esercitare un
comportamento naturale, il comportamento si adegua alle circostanze
artificiose, magari arriverà anche a portarti un fazzoletto ad un tuo cenno,
quando sei raffreddato. Con questo comportamento artificioso cerca di muoversi al meglio in uno spazio (fisico e mentale) ove non è a suo agio e non lo sarà mai in maniera decente. Il suo adeguarsi alla situazione segue dalla
rassegnazione.

Citazione:
Cielo! come è possibile far loro del male?
Già, è proprio quello che mi chiedo anch'io.
Perchè tanta gente continua ad aquistarli?


Se, dopotutto, non te la sentissi di liberarli a cielo aperto (cosa
comprensibilissima, sulla quale sono disposto a soffermarmi), potresti sempre
consegnarli alla lipu o provvedere personalmente al fine che stiano in un'
ampia voliera e in compagnia di altri volatili del proprio ambiente, come
quelle che si trovano in alcuni parchi e persino in alcuni grandi "negozi di
piante" (non mi sovviene il nome, dalle mie parte c'è "sgaravatti" ma anche
"gardenia" o simili) di periferia. Per loro sarebbe senz'altro una grandevole
svolta.

Con questo considero terminato il sottoargomento "canarini", non voglio portare la discussione a livello di battibecchi.
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Vecchio 12-12-2007, 16.27.00   #14
maxim
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Se non avessi avuto la fortuna di conoscere personalmente qualche animalista, e per mia santa pazienza, anche di averci lavorato assieme su temi ambientali, potrei pensare che gli “stranissimi” pensieri espressi in codesta discussione siano una caso isolato e quindi di scarso rilievo. Purtroppo mica è così! C’è l’”amante” degli animali che dopo un po’, attraverso l’esperienza diretta, comprende, mentre c’è l’”amante” integralista che…muoia Sansone e tutti i filistei!

Quando in noi si sviluppa il concetto del “io non decido per nessuno…si aprano le gabbie” ci si dovrebbe render conto che in realtà si sta decidendo per altre centinaia di uccelli che stan li fuori, nel loro ambiente naturale e che mamma natura ha dotato di sistemi di sopravvivenza che mal tollerano, in Italia, incroci con uccelli originari delle Canarie! Fra l’altro c’ha pensato pure la legge che vieta espressamente, arrivando pure a casi che sconfinano nel penale, la liberazione di animali che per loro caratteristiche e habitat naturale, potrebbero causare danni enormi trasformando così quell’”io non decido per nessuno” in “io ho deciso per tutti gli altri”, senza alcuna informazione o conoscenza scientifica sul danno ambientale che si potrebbe verificare. Sarebbe opportuno anche in questo caso un video di conoscenza sul danno prodotto.

Poi decida ovviamente la coscienza del lettore ma un comportamento responsabile, nel caso ci si volesse liberare di qualche animale pseudo-selvatico, è il seguente:
1) innanzitutto evitare categoricamente l’immissione in natura di animali che non sono originari del nostro paese.
2) Valutazione veterinaria prima della sua liberazione.
3) Scelta del posto, con l’aiuto di un esperto, ove liberare l’animale in quanto potrebbe essere facilmente preda di volpi, gatti randagi e…cacciatori/pescatori, se trattasi di specie cacciabile/pescabile

…e per fare un dispetto al Zenzero, che stimo veramente per il suo interesse, anche se un po’ particolare, nei confronti degli animali, gli dico pure che io, maxim cacciatore, concordo in una cosa che ha saputo ben esprimere.
Gli animali da arredamento danno molto fastidio anche a me. Se l’unico loro scopo detentivo, che a volte avviene anche in pessime condizioni, è quello di servire la visione dell’uomo allora anche secondo me, quegli animali non hanno vita dignitosa.

maxim is offline  
Vecchio 12-12-2007, 19.36.48   #15
z4nz4r0
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Riformulo il messaggio che ho spedito appena dopo quello sopra.

Citazione:
Il coniglio dalla discussione non l’ho tirato fuori io e mi pare che ci
possa stare tanto quanto i canarini da te interpellati.

Eludi la domanda, e senza neanche un minimo di cura.

Ma ormai è troppo tardi, sembri partito ...[...] forse per navigare in un oceano di fesserie. ;)

Oltre a "rispettare gli altri animali col fucile", vieni a caccia anche nel
forum, per sparare sugli argomenti che, nei loro risvolti, potrebbero essere
di sollievo ad alcuni animali.

Comunque voglio porti un'altra domanda:
se si trattasse di schiavi negri tenuti ai lavori forzati, alle stesse
condizioni del panorama da te sotto descritto, quello che hai detto varrebbe
allo stesso modo?
Si? No?



P.S: L'ultimo messaggio che hai scritto lo considero alla stregua del precedente e dunque non aggiungo altro.
z4nz4r0 is offline  
Vecchio 13-12-2007, 12.03.29   #16
maxim
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Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
Riformulo il messaggio che ho spedito appena dopo quello sopra.

Eludi la domanda, e senza neanche un minimo di cura.

Ma ormai è troppo tardi, sembri partito ...[...] forse per navigare in un oceano di fesserie.

Oltre a "rispettare gli altri animali col fucile", vieni a caccia anche nel
forum, per sparare sugli argomenti che, nei loro risvolti, potrebbero essere
di sollievo ad alcuni animali.

Comunque voglio porti un'altra domanda:
se si trattasse di schiavi negri tenuti ai lavori forzati, alle stesse
condizioni del panorama da te sotto descritto, quello che hai detto varrebbe
allo stesso modo?
Si? No?

No!
Come ho già avuto modo di dire molte altre volte non ho mai sofferto di crisi di identità pertanto non ho mai posto sullo stesso piano la vita di un mio simile, di mio figlio, di mio fratello, di qualsiasi altro uomo, con la vita di un animale. Dal mio punto di vista tratto però sullo stesso piano quella di qualsiasi altra forma vivente e pongo un particolare occhio di riguardo a quelle specie (tutte…non solo quelle animali) che per causa dell’uomo rischiano l’estinzione perché comunque è una parte della nostra vita che se ne va per sempre. Quindi ad esempio mi interessa di più la sorte del pino loricato (albero che sta scomparendo) rispetto alla sorte del cinghiale (animale in esubero) che finirà sopra le mie tagliatelle all’uovo. Se devo spendere energie ovvio, per me, che verranno impegnate per il pino!

Questa a mio avviso è una logica maniera di rapportarsi con gli altri esseri viventi ed in particolare con se stessi. La sofferenza che si può vedere in quel video non è naturale…cioè nessun nostro normale meccanismo psicologico è atto a trarre piacere nell'impartire sofferenza agli animali e sulla sua condanna penso siamo tutti d’accordo. Il mettere invece sullo stesso piano l’uomo e l’animale, stando attenti a cosa si calpesta e a cosa si mangia, mi par di comprendere che a volte arrivi fino ad una forma ossessiva che nega il proprio sé. Come se si volesse zompettare con una gamba sola quando in realtà siamo venuti al mondo con due...e non certo per nostra volontà.

Se io continuo a scrivere su queste cose è perché veramente sono interessato a comprendere quali meccanismi entrino in atto in una persona nel momento in cui si decide che come uomini non si va bene così, si è dei virus da debellare, un cancro da estirpare…che non è sufficiente usare questo corpo atto all’ambiente in cui vive nella maniera per la quale è stato concepito o è diventato! Ribadisco…impartire sofferenza agli animali non è contemplato nell’uomo…un loro uso, nei termini in cui siamo tenuti in qualità di specie homo, si!

Non ho la pretesa che tu replichi a quanto ho scritto sopra però ti chiedo la cortesia, visto che a te, bene o male, ho risposto, di dirmi se veramente pensi che sia una fesseria quando ho detto che liberare animali domestici può creare disastri ambientali. Se si…ti invito ad esporci i motivi per i quali le ritieni tali!
Infine...qualora ti rendessi conto che la liberazione di un animale domestico comporta veramente la morte di altri animali liberi, apriresti ugualmente la gabbia?

maxim is offline  
Vecchio 13-12-2007, 19.52.03   #17
z4nz4r0
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rapporto interessi

Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
Comunque voglio porti un'altra domanda:
se si trattasse di schiavi negri tenuti ai lavori forzati, alle stesse
condizioni del panorama da te sotto descritto, quello che hai detto varrebbe
allo stesso modo?
Si? No?

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
No!
Come ho già avuto modo di dire molte altre volte non ho mai sofferto di crisi
di identità pertanto non ho mai posto sullo stesso piano la vita di un mio
simile, di mio figlio, di mio fratello, di qualsiasi altro uomo, con la vita
di un animale. Dal mio punto di vista tratto però sullo stesso piano quella di
qualsiasi altra forma vivente e pongo un particolare occhio di riguardo a
quelle specie (tutte…non solo quelle animali)[...]

Non ho capito cosa c'entrano le "crisi di identità" ma lascia perdere,
non vorrei che ora ti mettessi ad argomentare intorno ad una affermazione che probabilmente hai messo a casaccio.


Non si tratta di porre sullo stesso piano, nè di attribuire lo stesso valore
alla vita. Il valore della vita è relativo, di qualunque specie si tratti.
La "sacralità della vita umana" è un'idea del cristianesimo, ma tu non sei
cristiano vero? Già, ma a quanto pare non consideri il fatto che i secoli di
cultura religiosa hanno modellato un paradigma che è accettato anche da chi si dichiara ateo.
Ora, visto che non sei religioso (lo do per scontato, altrimenti la
discussione dovrebbe prendere un'altra piaga, ops! un lapsus), a tuo parere,
secondo quale principio il valore della vita umana non dovrebbe essere
rapportabile a quello della vita di un qualsiasi altro animale? In altre
parole, secondo quale principio gli altri animali non devono rientrare nel
cerchio di considerazione morale che circoscrive e protegge reciprocamente gli
uni dagli altri individui della specie umana?
Perchè si tratta della tua specie? ...Soluzione facile perchè del tutto arbitraria!
Perchè gli altri animali non sono parimenti capaci di fare valutazioni morali?
...altra motivazione del tutto arbitraria!
Perchè gli umani sono più intelligenti?
Perchè gli umani hanno un linguaggio più articolato?
Perchè gli umani hanno probabilmente una più ampia gamma di "esperibile"?
Perchè gli umani hanno un impatto maggiore nel mondo?
Sono tutte motivazioni arbitrarie che "galleggiano" su parametri relativi; non
sono argomentazioni seriamente sostenibili (da qui la tua solitamente scarsa
serietà nell'affrontare l'argomento); su queste premesse non si può costituire
la morale, e ciò che non è morale è immorale, c'è poco da barcamenarsi.

Il fatto di avere degli interessi è la sola qualità propriamente considerabile
per una valutazione morale, in quanto non è una qualità come le altre.
Tutti gli animali hanno interessi, e come interesse minimo quello di non soffrire.
E' plausibile che l'umano sia dotato di una più vasta gamma di interessi
rispetto ad altri animali, probabilmente l'umano gestisce più parametri del
delfino. Questo vorrebbe dire che ha la potenzialità di realizzare la felicità
in maniera più completa e intensa, entro una certa misura; lo stesso vale per
il dolore.
Allo stesso modo il delfino probabilmente è dotato di una più vasta gamma di
interessi rispetto all'invertebrato.
Questo fa sì che l'attribuire un peso differente ad ogni vita abbia un senso.
Attribuire un peso diverso ad ogni vita ha senso anche all'interno di una
stessa specie, per esempio la vita di un uomo amato ed impegnato ad un
progetto che ci tiene a realizzare, avrà sicuramente un peso maggiore della
vita di una persona cronicamente nichilista.
Ma il peso della vita non è una qualità da tenere in considerazione nelle
valutazioni morali.

L'etica può fondarsi unicamente sul "principio di uguale considerazione degli
interessi". E' molto semplice: prescrive che tutti gli interessi vadano
considerati allo stesso modo, che siano di acari, balene, cani o uomini. La
precedenza va lasciata all'interesse maggiore.
Ad esempio se io voglio farmi i gargarismi e affianco a me c'è un tipo assetato (non necessariamente un altro umano) ma c'è a portata di mano solo un bicchiere pieno d'acqua, il principo mi prescrive di bilanciare il mio
interesse con il suo e di lasciare la precedenza a quello che ha maggior peso.
Ovviamente non si possono fare dei calcoli precisi, bisogna avere fiducia solo
nell'intuizione e per questo fare una valutazione corretta deve essere tanto
più facile quanto maggiore è la differenza degli interessi in questione.
Il valutare in altro modo va considerato alla stregua di capricci da immaturi.
Non c'è storia che tenga.

Citazione:
La sofferenza che si può vedere in quel video non è naturale…cioè
nessun nostro normale meccanismo psicologico è atto a trarre piacere
nell'impartire sofferenza agli animali e sulla sua condanna penso siamo tutti
d’accordo.
Questo è chiaro come la carta bianca... e come è chiaro che stai tentando di
sviare.
Il problema è che allevare una tale quantità di animali facendo a meno della
zootecnica degli allevamenti intensivi è economicamente insostenibile (senza
contare poi una teoria genuina dell'economia).
E, nei grandi allevamenti, gli animali, sembra chiaro, non si divertono.

Comunque io il video ancora non l'ho visto, perchè ho una connessione lenta.
Attendo che me lo porti la mia ragazza quando torna da milano (e con i
sottotitoli in italiano).
Ma non credo che tratti di persone sadiche che si divertono a torturare gli
altri animali. Sei sicuro che lo hai visto?




Passiamo alla seconda e terza parte del discorso...

Citazione:
Il mettere invece sullo stesso piano l’uomo e l’animale, stando attenti
a cosa si calpesta e a cosa si mangia, mi par di comprendere che a volte
arrivi fino ad una forma ossessiva che nega il proprio sé. Come se si volesse
zompettare con una gamba sola quando in realtà siamo venuti al mondo con
due...e non certo per nostra volontà.


Se io continuo a scrivere su queste cose è perché veramente sono interessato a comprendere quali meccanismi entrino in atto in una persona nel momento in cui si decide che come uomini non si va bene così, si è dei virus da debellare, un cancro da estirpare…che non è sufficiente usare questo corpo atto all’ambiente in cui vive nella maniera per la quale è stato concepito o è diventato!
Ribadisco…impartire sofferenza agli animali non è contemplato nell’uomo…un
loro uso, nei termini in cui siamo tenuti in qualità di specie homo,
si![...]
Il tuo problema è che accetti la teoria dell'evoluzione dal passato al
presente, ma non dal presente al futuro. E' chiaro, non aggiungerei altro se
non fosse che mi attribuisci pensieri che non ho! Nè io nè una qualsiasi
persona seria. E se vuoi continuare a discutere con me devi imparare la lealtà
perchè questi trucchetti mi annoiano.

Citazione:
Non ho la pretesa che tu replichi a quanto ho scritto sopra però ti
chiedo la cortesia, visto che a te, bene o male, ho risposto, di dirmi se
veramente pensi che sia una fesseria quando ho detto che liberare animali
domestici può creare disastri ambientali. Se si…ti invito ad esporci i motivi
per i quali le ritieni tali!
Non è questo il punto (e ho la netta impressione che hai tirato in ballo
questo argomento giusto per intorpidire la discussione).
E' chiaro che fare le cose in maniera sbarazzina non è la cosa migliore, e
sarebbe proprio il caso di liberarli nella zona geografica da dove vengono.
Ma le cose vanno valutate con serietà appunto e nel caso in cui riportarli
personalmente nella loro zona non fosse fattibile, meglio portarli in un luogo
che sia il più simile possibile; qualunque altro posto sarà più simile al suo
ambiente di quanto non lo sia una gabbia o un appartamento. Per quanto
riguarda i canarini, alla Lipu anno delle voliere che sono sicuramente più
appetibili di una gabbia; poi esistono organizzazioni che si occupano di
riabilitare gli animali in generale per poi liberarli nell'ambiente giusto.
Resta il fatto che anche nel caso non fosse possibile agire in questa maniera,
come nel caso delle operazioni illegali dell'ALF, sempre meglio morire liberi
al limite anche investiti da una macchina, piuttosto che patire le pene della
reclusione in gabbiette.
E per rispondere alla tua domanda, io penso che oltre a un po'di fesserie qua
e là, ti esprimi in maniera assolutamente poco seria. Il problema di impatto
ambientale di specie "esotiche" è reale. Ma non lo considero disastroso (e
riguardo ai canarini, giuro che non lo so ma mi pare ridicolo). Comunque
l'impatto, dicevo, non lo reputo "disastroso" neanche qualora fosse un forte
impatto cosa comunqe assai improbabile quando si tratta di liberare, che so,
un centinaio di visoni tenuti per le pelliccie (gran parte delle voci che
parlano di "catastrofe" sono prodotte a scopo intimidatorio, per scoraggiare
il tifo per questi atti illegali. Si, il tifo, perchè molta gente simpatizza
per l'ALF, io compreso).
Dicevo non lo reputerei comunque disastroso perchè riconosco che l'interesse
di quegli animali a non stare in gabbia è maggiore del mio interesse a che la
fauna non cambi in maniera veloce o "brusca" rispetto ai più comuni tempi
dell'evoluzione. Non solo del mio interesse, ovviamente, ma anche di quello
degli animali di quelle razze che ne potrebbero risultare, in media,
lievemente svantaggiate (e tu invece cosa ne pensi dei cinghiali importati e sparsi un po' ovunque a scopo venatorio?). Lo stesso vale per il pericolo di estinzione di alcune specie nel caso di incroci da cui risultino ibridi sterili, questo è un problema che non riguarda direttamente nessun individuo, e una specie non ha interessi.
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Vecchio 13-12-2007, 21.24.56   #18
S.B.
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Ho guardato il video, saltellando qua e là perché è veramente crudo e lungo.

Che dire, il video è fatto appositamente per sostenere una tesi animalista e lo fa nel modo più semplice, accostando immagini armoniche ad immagini che suscitano nausea, orrore, etc.

Il tutto condito da una musica dolce e rilassante, insomma è il classico film-a-tesi, ma non dice nulla che non sapessi, non mostra immagini che più o meno non conoscessi.

Questo per dire che la mia posizione non è dettata dal film.

Da uomo non posso che provare un certo ribrezzo nel veder soffrire, nel far soffrire gli animali. Anche se tiro un calcio al mio cane poi mi dispiace, anche se ovviamente lo faccio per educarlo, come mia madre faceva con me dandomi qualche scopacciata (molto raro in realtà, ero un bravo bambino).

Nello sguardo del cane io riconosco un essere degno di un certo rispetto, ma ad esempio non succede la stessa cosa se devo schiacciare una mosca o una zanzara che mi infastidisce.

Ne deduco che forse il termine discriminante non è l'essere dotati di vita ( quasi piangevo quando hanno tagliato i pioppi che stavano davanti a casa mia da quando sono nato, non altrettanto quando ho schiacciato la solita mosca o investito una nutria).

Mentre mangio una bistecca neppure mi sfiorerebbe l'idea di compiere un gesto immorale, anche se pensassi a un mattatoio mentre la mastico, evidentemente il rapporto col "volto" dell'animale ha una certa importanza.

Penso che c'entri qualcosa l'antropomorfismo dunque, nella maggior parte degli animali riconosciamo un "quasi-uomo".


Comunque, senza dilungarmi oltre in analisi personali, penso che da parte dell'uomo, di ogni singola persona, una certa sensibilità verso gli animali sia un segno positivo, una caratteristica morale "buona".

Qualcuno fa una scelta radicale come i vegani e io rispetto questa scelta, finché non pretendono di imporla anche a me, lì non mi sta bene.

Rispetto anche chi, più pacatamente chiede condizioni migliori d'allevamento, secondo me la condizione migliore qua sarebbe lasciare il potere al mercato, vedere se questa domanda di carni ottenute a certe condizioni di rispetto dell'animale ha una certa consistenza.

Ma temo che alla fine ognuno guardi al proprio portafoglio davanti al bancone del supermercato.
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Vecchio 14-12-2007, 12.33.44   #19
maxim
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Citazione:
Originalmente inviato da z4nz4r0
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Non si tratta di porre sullo stesso piano, nè di attribuire lo stesso valore
alla vita. Il valore della vita è relativo, di qualunque specie si tratti.
La "sacralità della vita umana" è un'idea del cristianesimo, ma tu non sei
cristiano vero? Già, ma a quanto pare non consideri il fatto che i secoli di
cultura religiosa hanno modellato un paradigma che è accettato anche da chi si dichiara ateo.
Ora, visto che non sei religioso (lo do per scontato, altrimenti la
discussione dovrebbe prendere un'altra piaga, ops! un lapsus), a tuo parere,
secondo quale principio il valore della vita umana non dovrebbe essere
rapportabile a quello della vita di un qualsiasi altro animale?


Tutto ciò che hai scritto mi va benissimo e siccome nel tuo ultimo intervento mi sei sembrato serio, costringerai pure a me a diventarlo…appena il tempo me lo concederà ritornerò in maniera approfondita su questo argomento che interessa, seppur in maniera diversa, ad entrambi.

Colgo però l’appunto di S.B. per trarre uno spunto relativo a quei soliti termini, etica e morale, che non mancate mai di infilare in ogni vostra disquisizione e che creano non poco fastidio alle persone che hanno idee diverse.

Pur con gli stessi interessi, io e te parrebbe avessimo idee completamente in antitesi fra loro. Comprenderai che le mie e le tue rimangono opinioni personali e pertanto soggettive. Io non credo di aver mai spronato nessuno ad ingoiare carne e sputare ossa…non ho mai avuto bisogno di elevare la mia idea ai più alti gradi di moralità e me ne sono rimasto sempre solo ad evidenziare i motivi per i quali, nella situazione in cui si trova l’uomo attualmente, costretto ancora a morire di fame e sete, alcune ideologie con relativo impiego di tempo ed energia, siano a mio avviso, stravaganti e bizzarre. Che poi tali idee vengano prese a fondamento di ciò che secondo voi è “eticamente corretto” mi suona addirittura offensivo per la mia specie che, in casi estremi, viene definita addirittura un virus mortale.
Trattiamo dunque l’argomento con il massimo rispetto e la massima libertà di espressione ed evitiamo di cercare di far presa sulla coscienza delle persone con termini che nulla hanno a che vedere con i tuoi, ed i miei, personalissimi giudizi.

A presto…



PS: Non sono ateo
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Vecchio 14-12-2007, 14.28.02   #20
S.B.
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Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Colgo però l’appunto di S.B. per trarre uno spunto relativo a quei soliti termini, etica e morale, che non mancate mai di infilare in ogni vostra disquisizione e che creano non poco fastidio alle persone che hanno idee diverse.

Pur con gli stessi interessi, io e te parrebbe avessimo idee completamente in antitesi fra loro. Comprenderai che le mie e le tue rimangono opinioni personali e pertanto soggettive. Io non credo di aver mai spronato nessuno ad ingoiare carne e sputare ossa…non ho mai avuto bisogno di elevare la mia idea ai più alti gradi di moralità e me ne sono rimasto sempre solo ad evidenziare i motivi per i quali, nella situazione in cui si trova l’uomo attualmente, costretto ancora a morire di fame e sete, alcune ideologie con relativo impiego di tempo ed energia, siano a mio avviso, stravaganti e bizzarre. Che poi tali idee vengano prese a fondamento di ciò che secondo voi è “eticamente corretto” mi suona addirittura offensivo per la mia specie che, in casi estremi, viene definita addirittura un virus mortale.
Trattiamo dunque l’argomento con il massimo rispetto e la massima libertà di espressione ed evitiamo di cercare di far presa sulla coscienza delle persone con termini che nulla hanno a che vedere con i tuoi, ed i miei, personalissimi giudizi.



Non ho capito esattamente se questo discorso fosse rivolto a me, ma mi sembra di concordare abbastanza con quanto affermi.

Io volevo semplicemente affermare che è plausibile provare certi sentimenti verso la sofferenza degli animali, che mi sembra siano sentimenti abbastanza comuni, magari variandone l'intensità.

Poi ho detto che se qualcuno ne vuol fare una scelta etica/morale personale non c'è alcun problema, io rispetto quella scelta
Citazione:
finché non pretendono di imporla anche a me, lì non mi sta bene.

Lascio spazio alle scelte di ognuno, credo personalmente che su questo argomento sia la posizione migliore.

Da parte mia cerco di coniugare un certo rispetto per gli animali come parte della natura e dell'ambiente e la mia necessità di "sfruttarli", quindi diciamo che mi ritengo un "moderato" (visto che sembra stia tornando di moda il dialogo tra le parti opposte!).

S.B. is offline  

 



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